{"id":215759,"date":"2025-11-15T06:29:10","date_gmt":"2025-11-15T06:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215759\/"},"modified":"2025-11-15T06:29:10","modified_gmt":"2025-11-15T06:29:10","slug":"ll-maestro-la-vita-a-un-match-point","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215759\/","title":{"rendered":"\u00abll Maestro\u00bb, la vita a un match point"},"content":{"rendered":"<p>\n        Pierfrancesco Favino (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Mentre il tennis diventa pop, il film di Andrea Di Stefano svela l\u2019altro lato della medaglia. Un ragazzo che diventa adulto tra un coach cialtrone (Pierfrancesco Favino) e un padre invasato.Ora che abbiamo in Jannik Sinner un campione nel quale possiamo riconoscerci checch\u00e9 ne dicano i rosiconi Sch\u00fctzen e Novak Djokovic, tutti abbiamo anche un figlio o un nipote che vorremmo proiettare ai vertici delle classifiche mondiali. Grazie alle soddisfazioni che regala, il tennis inizia a competere con il calcio come nuovo sport nazionale (gioved\u00ec su Rai 1 la nazionale di Rino Gattuso ha totalizzato 5,6 milioni di telespettatori mentre sommando Rai 2 e Sky Sport, il match di Musetti &#8211; non di Sinner &#8211; contro Alcaraz ha superato i 3,5 milioni). Cos\u00ec, dopo esser stati ct della nazionale ora stiamo diventando tutti coach di tennis. Tuttavia, ne Il Maestro, interpretato dall\u2019ottimo Pierfrancesco Favino, Andrea Di Stefano (erano insieme anche in L\u2019ultima notte di amore) raffredda le illusioni perch\u00e9 non avalla nessuna facile aspirazione di gloria. Anzi.A fine anni Ottanta, mentre imperversano Ivan Lendl e John McEnroe, i telefoni vanno a gettone e si indossano pantaloncini ascellari, il pap\u00e0, ingegnere della Sip, destina energie e risorse economiche al progetto di trasformare in un campione il figlio tredicenne (il bravissimo Tiziano Menichelli). Niente sbruffonate e gioco d\u2019attacco, \u00abquello lo lasciamo ai figli dei ricchi\u00bb, ma ore di allenamento serale con il padre dietro il \u00abdrago lanciapalle\u00bb a dettare i tempi delle rincorse a fondocampo. La strategia funziona a livello dei tornei regionali, ma ora che si avvicinano l\u2019estate e il circuito nazionale, c\u2019\u00e8 un cambio di programma. Cancellate le vacanze nel solito villaggio turistico (pure con campi da tennis), con disappunto della parte femminile della famiglia, i risparmi vengono investiti nell\u2019ingaggio di un maestro accompagnatore che vanta un ottavo di finale agli Internazionali di Roma. Il curriculum del campione mancato per\u00f2 omette altre caratteristiche non secondarie ma incombenti. Le consegne dell\u2019inflessibile padre al maestro riempiono il borsello a tracolla: quaderni con regole di allenamenti e di comunicazione durante i match, sacchetto di gettoni per le telefonate quotidiane di aggiornamento sui risultati, contanti per il pagamento del maestro e degli alberghi nelle localit\u00e0 delle competizioni.Si parte per la consacrazione dei sogni. Ma gi\u00e0 a bordo della Jaguar parecchio fan\u00e9 di Favino iniziano le prime divergenze sul giocatore preferito, l\u2019imperturbabile Lendl per il ragazzo e lo sregolato Guillermo Vilas per l\u2019allenatore, e sugli approcci all\u2019universo femminile. \u00abLe ragazze non mi interessano\u00bb, replica l\u2019adolescente alle proposte di intraprendenza dell\u2019adulto, che recupera con un \u00abbravo, ti volevo testare\u00bb. In realt\u00e0, dovendo mantenere nella disciplina l\u2019allievo, l\u2019insegnante prova a liberarsi delle trasgressioni che lo rendono irrisolto e malinconico. Il ragazzo \u00e8 disorientato e comincia a inanellare sconfitte con conseguente dramma familiare. Inevitabile che il conflitto tra il rigore del padre e la cialtroneria del maestro deflagri non solo sulla racchetta dell\u2019adolescente. Il quale, reggendo a situazioni ben pi\u00f9 grandi di lui, si rivela il pi\u00f9 adulto di tutti.Curato nei dettagli di costume, ben sceneggiato da Ludovica Rampoldi con il regista Di Stefano, Il Maestro metabolizza Open di Andr\u00e9 Agassi e J.R. Moehringer, Challengers di Luca Guadagnino e persino Il sorpasso. Ma a ben guardare, non \u00e8 n\u00e9 un film on the road, n\u00e9 un film sul tennis, n\u00e9 una commedia brillante &#8211; caso mai dolceamara. Pur, come detto, ambientato negli anni Ottanta, parla del presente e di tanti aspetti che ci sono familiari. Dei padri invadenti e oppressivi (che oggi aggrediscono gli arbitri di calcio nei campetti), dei genitori che vogliono fare i coach (quanti ne vediamo nei team dei top ten), degli atleti che non hanno vinto quanto potevano perch\u00e9 convinti che bastasse il talento e delle sconfitte che fanno maturare.Insomma, un film che parla di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pierfrancesco Favino (Ansa) Mentre il tennis diventa pop, il film di Andrea Di Stefano svela l\u2019altro lato della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":215760,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[128577,640,203,454,204,1537,90,89,1717,1521,10070,41462,10600,1273],"class_list":{"0":"post-215759","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-andrea-di-stefano","9":"tag-cinema","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-jannik-sinner","17":"tag-movies","18":"tag-novak-djokovic","19":"tag-pierfrancesco-favino","20":"tag-regia","21":"tag-tennis"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115552305950502568","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/215760"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}