{"id":215906,"date":"2025-11-15T08:41:16","date_gmt":"2025-11-15T08:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215906\/"},"modified":"2025-11-15T08:41:16","modified_gmt":"2025-11-15T08:41:16","slug":"fata-morgana-linvisibile-al-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/215906\/","title":{"rendered":"Fata Morgana: l\u2019invisibile al femminile"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che per gli amanti dell\u2019arte entrare in una mostra \u00e8 sempre un\u2019esperienza immersiva, ma entrare in questa \u201cFata Morgana\u201d \u00e8 davvero come passare in un altro mondo, un\u2019altra storia, una seduta medianica, un aleggiare di spiriti e di forme da cui ci si sente avvolti. Sar\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 nel palazzo della contessa Lydia Caprara Morando, a Milano, comunque l\u2019effetto \u00e8 quello. Perch\u00e9 bisogna entrarci in questa atmosfera, lasciarsene affascinare, non per crederci, quello \u00e8 affare di ciascuno, ma per farsi un\u2019idea delle ragioni.<\/p>\n<p>La mostra prende il titolo dal componimento di Andr\u00e9 Breton, scritto nel 1940, che \u00e8 riportato per intero nel catalogo, e ha come sottotitolo, per la verit\u00e0 un po\u2019 indeciso, un po\u2019 loffio, almeno a me sembra: \u201cMemorie dell\u2019invisibile\u201d. Ma si capisce che cosa voglia suggerire. Si entra nel mondo degli spiriti, dei medium, dei visionari, della magia. L\u2019\u201cinvisibile\u201d \u00e8 questo. \u201cMemorie\u201d \u00e8 forse da intendere in due sensi: uno \u00e8 che le opere di questi autori sono come delle memorie di visioni che hanno \u2013 anche se la maggior parte, mi pare, le realizza in trance, sul momento \u2013 e l\u2019altro \u00e8 che esse attingono a un fondo primigenio, ancestrale, archetipale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"65cf63c4-a6be-45ec-8adf-fd8c7db8bf20\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp Image 2025-11-13 at 11.04.20.jpeg\" width=\"780\" height=\"953\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 curata da Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini (aperta fino al 30 novembre, ingresso gratuito). Di Gioni ricordiamo tutti il grande exploit della 55a Biennale di Venezia di dodici anni fa intitolata \u201cal Palazzo Enciclopedico\u201d. L\u00e0, appunto, l\u2019ambizione era pi\u00f9 ampia ma anche pi\u00f9 giusta, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. La questione dello spiritismo, dell\u2019esoterismo, di questi saperi e ricerche, era l\u00ec di apertura a strumenti, come tali interrogati nella loro funzione ed eventuale efficacia, diversi da quelli pi\u00f9 comunemente attribuiti alla conoscenza umana. Qui a \u201cFata Morgana\u201d siamo pi\u00f9 nella ricostruzione storica, e va bene, se non si perdesse un po\u2019 quell\u2019altra ambizione.<\/p>\n<p>Il merito della mostra \u00e8 proprio quello della completezza della ricostruzione. Non avevamo mai visto tutte insieme queste figure e queste esperienze. Ottanta artisti chiamati in causa, alcuni un po\u2019 laterali, ma sembra proprio che gli storici ci siano tutti. Ci sono i riferimenti soprattutto surrealisti, con magnifiche fotografie delle loro sedute ipnotiche, ma anche l\u2019occasione per ricordare che l\u2019alone creato dai rayogrammi di Man Ray possono essere viste anche come aure o la follia di Artaud come medianica. E come non cogliere l\u2019occasione per rileggere quel capolavoro che \u00e8 il \u201cromanzo\u201d Nadja di Breton? C\u2019\u00e8 un curioso Duchamp mai visto che gioca al suo solito sulle parole: A Guest + A Host = A Ghost. C\u2019\u00e8 il film di Germaine Dulac La coquille et le clergyman, del 1928, che non si vedeva da tempo. E molto altro. Il rimando al Surrealismo \u00e8 centrale, ma anche per segnarne le differenze. \u201cI sogni, qui, non si limitano a riflettere stati interiori, ma dischiudono zone che travalicano la psiche individuale\u201d, scrivono i curatori nel testo a sei mani in catalogo (Electa). \u201cQuelle persone non imitavano stati onirici, ma vivevano al loro interno. Le loro opere non erano immaginate, ma trasmesse\u201d. Il passo \u00e8 breve ma gli effetti di questa \u201cconcezione estesa del Surrealismo\u201d sono ampi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"68256a75-6dd6-4593-8b40-63e7c935bbb6\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Morgana04_Stanislava-Popielska_SP-28-1055x800.jpg\" width=\"780\" height=\"591\" alt=\"j\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>\u201cQuesti creatori \u2013 autodidatti, spesso socialmente emarginati e il pi\u00f9 delle volte impegnati in pratiche basate sullo spiritismo e la trance \u2013 incarnavano, per Breton, una forma pi\u00f9 pura di espressione surrealista, non contaminata dall\u2019ambizione artistica o dal calcolo estetico. Breton si riferiva al loro lavoro con il termine \u2018medianico\u2019, non solo in senso spiritista, ma anche per indicare che tali artisti fungevano da canali per una forza che oltrepassava il loro controllo cosciente\u201d. Viene ormai spontaneo il doppio o forse anche triplo senso della parola \u201cmedium\u201d, che sarebbe da approfondire proprio attraverso gli sviluppi nei decenni della riflessione sul medium non pi\u00f9 solo strumento e tecnica in arte. Ma forse \u00e8 questione troppo per addetti \u2013 personalmente non credo, ma il discorso sarebbe lungo.<\/p>\n<p>In parte comunque ci siamo, almeno nell\u2019insistenza che queste esperienze sono \u201cforme di produzione estetica che sfidano le ortodossie della curatela istituzionale e riservano uno scarso rispetto ai modi tradizionali di categorizzare il mondo\u201d, e l\u2019arte, e la storia. Alcuni di questi esclusi dai manuali, dalle mostre ufficiali, dagli studi accademici, in realt\u00e0 sono ormai famosi anche a un pubblico vasto. Di Hilma ad Klint si \u00e8 detto in pi\u00f9 occasioni che ha anticipato Kandinskij nell\u2019invenzione dell\u2019astrattismo. A lei \u00e8 dedicato un testo di Julia Voss in catalogo. \u00c8 interessante che la sua grande opera, una serie di 26 dipinti, iniziata nel 1906, l\u2019abbia intitolata Caos primordiale: inventava la forma dell\u2019arte astratta e la metteva all\u2019insegna del caos invece che dell\u2019ordine. Molti conosceranno anche Emma Kunz, che poneva le sue domande a un pendolo che guidava la sua mano in risposta, e Emma Jung, la moglie dello psicoanalista, che frequentavano entrambe la comunit\u00e0 di Monte Verit\u00e0, dove c\u2019era anche Sophie Taeuber-Arp, purtroppo assente dalla mostra. Anche a queste due artiste \u00e8 dedicato un testo specifico in catalogo di Jennifer Higgie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"27b27444-df46-4ced-b3d6-1d0fdcef208f\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp Image 2025-11-13 at 11.04.19 (1).jpeg\" width=\"780\" height=\"1040\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Numerose sono le donne in questo ambito dell\u2019arte, certamente non per casualit\u00e0. \u00c8 l\u2019occasione per le curatrici e i curatori di ribadire il loro ruolo in arte e di caratterizzarlo. \u00c8 un capitolo storico importante, e non solo storico. L\u2019argomento \u00e8 sintetizzato in catalogo dal testo di Vivienne Roberts: \u201cAlle donne la medianit\u00e0 offriva una rara opportunit\u00e0 per far sentire la propria voce, offrendo loro la possibilit\u00e0 di affrancarsi dai vincoli sociali e abbracciare una nuova visibilit\u00e0 e un rinnovato senso di partecipazione sia nell\u2019arte sia nella vita\u201d. Diverse di queste donne svolgevano anche attivit\u00e0 terapeutiche, aspetto non secondario di tutta questa forma d\u2019arte. Roberts ne parla come di \u201cparticolari poteri femminili\u201d, valorizzando la peculiarit\u00e0 femminile di questi \u201cpoteri\u201d, e noi diciamo anche di queste forme artistiche e di queste estetiche.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 in esse, com\u2019\u00e8 rilevato, una \u201csfida ai paradigmi dominanti, ambito frainteso o trascurato dalla storia dell\u2019arte canonica\u201d e d\u2019altra parte c\u2019\u00e8 l\u2019interesse femminile per ci\u00f2 che va al di l\u00e0 del regno del visibile e dell\u2019oggettivo. C\u2019\u00e8 un\u2019attenzione peculiare sul significato simbolico di ogni aspetto dell\u2019esperienza in atto, fino a costruire degli insiemi e delle strutture del simbolismo che richiamano quelli del pensiero premoderno, pretecnologico. Tutto \u00e8 governato dal significato simbolico, non solo le figure ma anche gli elementi formali, linee, colori, forme. C\u2019\u00e8 spesso un aspetto che anche Roberts definisce \u201cprelinguistico\u201d che non va sottovalutato, perch\u00e9 da un lato rimanda a una sinestesia intesa come carattere e strumento di conoscenza primordiali, dall\u2019altro determina quelle \u201cforme-pensiero\u201d, come le chiamava Annie Besant, nei due sensi della forma stessa del pensiero e del pensiero delle forme.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"23a36e5f-a0f8-4da7-b110-afcb8969685e\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp Image 2025-11-13 at 11.04.19.jpeg\" width=\"780\" height=\"1040\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>I soggetti ricorrenti? Figure angeliche, religiose e mitologiche, creature primordiali e spiriti della natura, paesaggi planetari, forme botaniche arcane, aure astratte, vortici di vibranti energie cosmiche. Ma ci sono anche le macchine \u2013 non \u00e8 un caso che il fiorire maggiore di queste esperienze \u00e8 contemporaneo alle scoperte e innovazioni scientifiche e tecniche pi\u00f9 eclatanti e determinanti, che estendono sia i confini del mondo fisico che di quello fin allora invisibile, valga per queste ultime il magnetismo, l\u2019elettricit\u00e0, il telegrafo, i raggi X.<\/p>\n<p>Apro a questo riguardo un\u2019altra parentesi con il rimando a due altre mostre, passate. La prima riguarda il versante dell\u2019invisibile, termine che pu\u00f2 far pensare a diversi significati. Naturalmente tutti ricordano il detto di Paul Klee: l\u2019arte rende visibile ci\u00f2 che \u00e8 invisibile. Ma qui \u00e8 in un\u2019altra accezione. Qui l\u2019invisibile \u00e8 ricondotto in particolare allo spirituale, dal pensiero ai fantasmi alle energie misteriose allo spiritismo. Una mostra che tratt\u00f2 in modo allargato questi fenomeni, proprio, direi, dal punto di vista della conoscenza, della possibilit\u00e0 supposta da tanti di abilit\u00e0 mentali che la scienza ortodossa non riconosce, fu \u201cCosa mentale\u201d, curata da Pascal Rousseau al Centre Pompidou di Metz dieci anni fa. Al centro c\u2019era la telepatia ma si partiva dalle aure ai campi magnetici fino a ogni forma di concezioni della \u201cmente espansa\u201d. Il catalogo (Gallimard) \u00e8 bellissimo e pieno di informazioni e spunti. Il pregio, mi pare, \u00e8 di partire dal presente, in particolare dall\u2019arte contemporanea, per cercarne nel passato le radici e l\u2019archeologia, come si usa dire. Le idee si trasformano, si spostano, si travestono, ma raramente si perdono nel vuoto. L\u2019altro pregio a me sembra \u00e8 che invece dell\u2019invisibile la dimensione che si indaga \u00e8 quella che veniva chiamata \u201cquarta\u201d, una dimensione \u201caltra\u201d, che \u00e8 della mente ma che la mente intuisce, attribuisce, o forse eredita, dal reale. \u00c8 la ricerca di punti di vista e modalit\u00e0 di pensiero diversi.<\/p>\n<p>Questa stessa impostazione e finalit\u00e0 era gi\u00e0 stata quella della direzione degli anni 2006-2012 del Palais de Tokyo ad opera di Marc-Olivier Wahler. A partire dalla mostra \u201cCinq milliards d\u2019ann\u00e9es\u201d, che, come suggerisce il titolo, prende in considerazione la storia intera dell\u2019universo. L\u2019impostazione particolare che qui interessa \u00e8 l\u2019apertura a 360 gradi sulle possibilit\u00e0 e teorie della conoscenza che permette di guardare dentro \u2013 sottolineo \u201cdentro\u201d \u2013 ogni ipotesi e figura, per cui si va \u201cdagli zombi alla teoria delle onde, dall\u2019occultismo a Mike Tyson, passando per lo skateboard, la metafisica, la scultura con la motosega o la filosofia dei portinai\u201d, come scandisce l\u2019editoriale del catalogo dell\u2019esposizione, da allora in formato rivista denominata \u201cPalais\u201d.<\/p>\n<p>In ogni esposizione di quegli anni c\u2019era tutto questo come parte integrante di un metodo di affrontare l\u2019arte, la cultura, il pensiero, l\u2019espressione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"31d08d96-eab0-4085-bfa9-c3ec6b9844b6\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Morgana01_Hilma-af-Klint_HaK017-591x800.jpg\" width=\"591\" height=\"800\" alt=\"o\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Un ambito particolare era sempre riservato a quelle ipotesi scientifiche che, per una ragione o per un\u2019altra, storiche, esistenziali, politiche, non avevano avuto seguito o erano state represse dai regimi o dalla scienza ufficiale. Questo ambito, come si ricorder\u00e0, era all\u2019epoca messo all\u2019insegna di una versione rivista del termine \u201cutopia\u201d \u2013 vedi Hal Foster \u2013 reinterpretato proprio come i \u201csentieri interrotti\u201d della storia, invece che l\u2019ideale a cui aspirare. Vale la pena ripensarci durante la visita della mostra \u201cFata Morgana\u201d, perch\u00e9 ne offre una riflessione attualizzata al di l\u00e0 delle rivendicazioni, o attraverso di esse.<\/p>\n<p>Conta ricordarsene anche nella visita a un\u2019altra grande mostra in corso su questi argomenti, al Leopold Museum di Vienna (fino al 18 gennaio 2026). Intitolata \u201cModernismo nascosto\u201d, \u00e8 incentrata propriamente, come dice il sottotitolo, sul \u201cfascino dell\u2019occulto intorno al 1900\u201d, ovvero sull\u2019influenza di quel pensiero sugli artisti di quel periodo. La mostra \u00e8 grandiosa e piena di capolavori, e forse \u00e8 anche il suo limite, ovvero il ricondurre ai \u201cgrandi\u201d un\u2019arte di cui qui invece si sono piuttosto sottolineati gli aspetti critici e alternativi, \u201cnascosti\u201d s\u00ec, ma in quest\u2019altro senso.<\/p>\n<p>A questo proposito resta da segnalare in \u201cFata Morgana\u201d l\u2019abbondanza delle presenze pi\u00f9 contemporanee e attuali, alcune anche famose, ma soprattutto, suggerirei in questo caso, quelle meno note, perch\u00e9 appunto permettono di conoscere e pensare le riprese e gli sviluppi di quelle strade abbandonate o lasciate nell\u2019oblio per lunghi periodi o negli ambienti mainstream.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazionenicolatrussardi.com\/mostre\/fata-morgana-memorie-dallinvisibile\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fata Morgana: memorie dall\u2019invisibile<\/a>, a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini<br \/>Palazzo Morando, via Sant&#8217;Andrea 6, Milano<br \/>9 ottobre \u2013 30 novembre 2025<br \/>INGRESSO GRATUITO<br \/>10.00 &#8211; 19.00, Chiuso il luned\u00ec<br \/>Catalogo Electa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 vero che per gli amanti dell\u2019arte entrare in una mostra \u00e8 sempre un\u2019esperienza immersiva, ma entrare in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":215907,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-215906","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115552825746676678","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215906"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215906\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/215907"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}