{"id":216229,"date":"2025-11-15T13:16:12","date_gmt":"2025-11-15T13:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216229\/"},"modified":"2025-11-15T13:16:12","modified_gmt":"2025-11-15T13:16:12","slug":"le-nostre-anime-di-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216229\/","title":{"rendered":"Le nostre anime di notte"},"content":{"rendered":"<p><strong>La scena italiana \u00e8 da sempre ricca di realt\u00e0 notevoli che si muovono in territori doom\/death metal, e l\u2019ennesima conferma di questa tendenza arriva dal Veneto: gli Harvest sono un quintetto nato solamente due anni fa e arrivato al debutto con \u201cFor The Souls We Have Lost\u201d, un album che rivisita con personalit\u00e0 ed ispirazione i classici del genere, aggiungendo tonalit\u00e0 pi\u00f9 delicate che vanno ad addolcirne il suono.<\/strong><br \/><strong>Un disco inaspettato, che si inserisce nella tradizione pur lavorando in modo originale sugli elementi che lo vanno a comporre, e che la band \u00e8 pronta a presentare su palchi importanti, tentando un salto di qualit\u00e0 definitivo.<\/strong><br \/><strong>Di passato, presente e futuro degli Harvest abbiamo parlato con la formazione al completo in questa interessante intervista.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-637075 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Harvest-band-2025-700x466.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\"  \/><\/p>\n<p><strong>BENVENUTI SU METALITALIA.COM E COMPLIMENTI PER L\u2019ALBUM.<\/strong><br \/><strong>LA VOSTRA NASCITA E\u2019 ABBASTANZA RECENTE, CI POTETE RACCONTARE COME LA BAND HA PRESO FORMA? AVETE AVUTO UN CAMBIO DI CANTANTE DURANTE LA REGISTRAZIONE DEL DISCO, CORRETTO?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Fabio:<\/strong> Innanzitutto vogliamo ringraziarvi per le magnifiche parole con cui avete parlato del nostro disco d\u2019esordio, ci ha fatto un grande effetto vedere il nostro nome sul vostro sito.<br \/>Si, esatto, la nostra nascita come band risale a circa due anni. Una lunga amicizia e la comune passione per il death\/doom, soprattutto quello inglese anni \u201990, ha fatto s\u00ec che Omar (Stevan, batteria, ndr) contattasse me (Fabio Torresan, chitarra, ndr) per propormi questo progetto. Entrambi stavamo attraversando un periodo nel quale abbiamo dovuto convivere con il dolore di perdere persone a noi care e quello di scrivere canzoni sembrava un buon antidolorifico.<br \/>Anche il titolo del disco riassume quello che volevamo trasmettere in quel momento.<br \/>Dopo aver abbozzato alcune delle canzoni del disco abbiamo contattato Elisa (Bertolo, ndr) per il ruolo di bassista, una nostra cara amica e con la nostra stessa passione per le atmosfere decadenti. Matteo (Gandolfi, ndr), collega e amico, ha infine accettato di ricoprire il doppio ruolo di tastierista e chitarrista completando cos\u00ec la parte strumentale della band.<br \/>La scelta del cantante non \u00e8 stata facile, il genere che proponiamo non \u00e8 cos\u00ec affollato di musicisti e cantanti e abbiamo conosciuto Roberto (Biasin, ndr) da un annuncio. La sua professionalit\u00e0 e abilit\u00e0 ci hanno permesso di concludere le registrazione di \u201cFor the Souls we have Lost\u201d, al termine delle quali, per motivi personali e professionali, ha deciso prendere altre strade e dedicarsi al suo progetto solista.<br \/>Emanuele (Follega, ndr), altro amico di lunga data e con le doti vocali che cercavamo, ha perci\u00f2 accettato di unirsi a noi.<\/p>\n<p><strong>IL VOSTRO NOME E LA COPERTINA DEL DISCO FANNO PENSARE CHE GLI OPETH POSSANO ESSERE TRA LE VOSTRE FONTI DI ISPIRAZIONE O E\u2019 SOLO UNA CASUALITA\u2019? QUALI ALTRE BAND RITENETE IMPORTANTI PER LA VOSTRA FORMAZIONE?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Fabio:<\/strong> Non \u00e8 una casualit\u00e0, molti di noi amano gli Opeth, quasi alla devozione direi,e \u201cHarvest\u201d \u00e8 uno dei loro pezzi che maggiormente amiamo: ci \u00e8 venuta naturale la scelta del nome, cos\u00ec come per la copertina. Un sincero tributo alla loro arte.<br \/>Parlando delle altre ispirazioni dobbiamo citare altri quattro mostri sacri che per anni sono stati sempre presenti nei nostri stereo, ovvero Paradise Lost, Katatonia, My Dying Bride e Tiamat.<br \/>Poi ognuno di noi cinque ascolta molti altri sottogeneri, ma se dovessimo definire una linea guida per la band, i nomi sopra citati sono sicuramente un punto di incontro per tutti noi.<\/p>\n<p><strong>CIASCUNO DI VOI HA UN PASSATO DIVERSO IN TERMINI DI GENERE MUSICALE. QUALE E\u2019 STATO IL PUNTO DI CONVERGENZA CHE VI HA PERMESSO DI DARE VITA AGLI HARVEST? QUANTO DELLE VOSTRE ESPERIENZE PASSATE RIENTRA NELLA MUSICA DEGLI HARVEST?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Omar:<\/strong> Esatto, abbiamo tutti un passato in band che facevano o fanno (alcune come gli Orki per me ed Emanuele ed i Rudhen per Fabio sono ancora band attive) altri generi, ma la passione per questo stile musicale \u00e8 radicata nei nostri ascolti sin dagli albori dello stesso, nei primi anni \u201990.<br \/>Diciamo che questo progetto era nella mente mia e di Fabio gi\u00e0 da molto tempo, ma la scintilla per creare qualcosa di nuovo \u00e8 nata solo negli ultimi due o tre anni. Della nostra esperienza musicale ci mettiamo dentro tutto, dalle parti tipicamente death metal, al tappeto dei synth che colorano di atmosfere cupe e sognanti le parti acustiche, alle parti vocali, che alternano il classico growl con la voce pulita, diciamo che abbiamo fatto tesoro del nostro background musicale per esprimerlo in tutte le sue sfaccettature negli Harvest.<\/p>\n<p><strong>DOVE E\u2019 STATO REGISTRATO IL DISCO?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Omar:<\/strong> Il disco \u00e8 stato registrato e mixato nel mio studio, il Morningrise Studio (anche da qui si capisce una delle mie principali influenze\u2026), tra ottobre 2024 e gennaio 2025, e poi pubblicato inizialmente sulla nostra pagina Bandcamp in formato digitale.<br \/><strong>\u2013 Emanuele:<\/strong> Solo dopo la pubblicazione in formato digitale abbiamo contattato alcune label per stamparlo e distribuirlo, tra le quali Argonauta Records. La loro proposta \u00e8 stata la pi\u00f9 adatta alle nostre esigenze e siamo anzi grati del lavoro che stanno svolgendo.<\/p>\n<p><strong>NON E\u2019 PASSATO MOLTO TEMPO FRA LA VOSTRA NASCITA ED IL VOSTRO ESORDIO. LA DIREZIONE DA INTRAPRENDERE ERA GIA\u2019 CHIARA FIN DAL PRINCIPIO O LO E\u2019 DIVENTATA LAVORANDO SUI PEZZI?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Elisa:<\/strong> La direzione \u00e8 sempre stata ben chiara fin dall\u2019inizio. Quando mi hanno chiesto di far parte del progetto ho avuto subito la sensazione di essere gi\u00e0 allineata con loro e su come procedere, ancor prima di completarci come gruppo e finire i pezzi. Il resto \u00e8 avvenuto in modo direi naturale.<\/p>\n<p><strong>I BRANI DELL\u2019ALBUM SEMBRANO LEGATI TRA LORO DA UN CERTO TIPO DI MOOD. QUAL E\u2019 IL MESSAGGIO CHE VOLETE TRASMETTERE O LA STORIA CHE VOLETE RACCONTARE? C\u2019E\u2019 UN BRANO CHE VI RAPPRESENTA IN MODO PARTICOLARE O AL QUALE SIETE PIU\u2019 LEGATI?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Omar:<\/strong> Il messaggio che cerchiamo di trasmettere con la nostra musica \u00e8 una sorta di rappresentazione del cammino dell\u2019 essere umano, il dolore per le vicissitudini della vita, la tristezza e lo sconforto, la vana reazione all\u2019inevitabile, e anche un po\u2019 in fondo la speranza che qualcosa alla fine possa cambiare.<br \/>Direi che il brano che pi\u00f9 ci rappresenta e al quale siamo pi\u00f9 legati, \u00e8 il primo brano del disco, \u201cBorn Alone\u201d, che abbiamo scelto anche come primo singolo. Racchiude in s\u00e9 tutto quello che poi si trova nel disco, dalle atmosfere cupe e sognanti e alle parti pi\u00f9 pesanti tipiche del death metal, oltre ad essere stato in assoluto il primo pezzo che abbiamo scritto.<\/p>\n<p><strong>PUR ESSENDO UN ALBUM COMPATTO E COESO IN TERMINI DI ATMOSFERE, \u201cFOR THE SOULS WE HAVE LOST\u201d E\u2019 FATTO DI BRANI MOLTO DIVERSI TRA LORO. COME E\u2019 AVVENUTO IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Fabio:<\/strong> All\u2019inizio, essendo solo io e Omar, i brani sono nati da alcuni riff in sala prove, durante delle jam a due.<br \/>Man mano che la band si formava abbiamo invece cambiato il modo di lavorare, dando pi\u00f9 spazio alle emozioni pi\u00f9 profonde. Abbiamo privilegiato la composizione e lo sviluppo delle melodie \u2018at home\u2019 piuttosto che molte prove assieme, cos\u00ec che ognuno dedicasse il suo tempo quando meglio ispirato. A volte in sala prove si porta anche la stanchezza della giornata lavorativa e il processo creativo pu\u00f2 risentirne. Questo modo di lavorare ritengo abbia dato i suoi frutti nel nostro disco.<\/p>\n<p><strong>UN ASPETTO CHE COLPISCE MOLTO DELLA VOSTRA MUSICA E\u2019 LA CURA DEGLI ARRANGIAMENTI. E\u2019 QUALCOSA CHE CURATE IN MODO PARTICOLARE?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Matteo:<\/strong> Assolutamente s\u00ec. Come detto, i pezzi del primo album sono nati tutti da una struttura di base composta da chitarra e batteria, a cui poi si sono aggiunti via via gli altri strumenti: basso, seconda chitarra e\/o tastiera e voce.<br \/>Il fatto di lavorare in differita e senza fretta, ha fatto s\u00ec di poter portare fin da subito le idee pi\u00f9 ispirate, curando anche i dettagli pi\u00f9 piccoli.<br \/>Inoltre, grazie al lavoro in studio di Omar, ci potevamo rendere conto fin da subito dell\u2019effetto che avevano le parti scritte nel mix finale, in modo da capire se erano adatte o se c\u2019era bisogno di apportare modifiche. Ultimo aspetto, il fatto che tra di noi lavoriamo con la massima trasparenza.<br \/>Sono libero di esprimere un parere su una parte di basso o di voce e cos\u00ec gli altri nel commentare il mio lavoro con chitarra e tastiera. Tutto questo ci ha permesso di raggiungere quel risultato compatto e coeso che avevamo in testa, curando sia la parte pi\u00f9 di impatto sia quella pi\u00f9 di atmosfera.<\/p>\n<p><strong>A PARTE LE BAND CHE IN QUALCHE MODO HANNO INFLUENZATO IL VOSTRO SUONO, CHE MUSICA ASCOLTATE?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Emanuele:<\/strong> Beh, io prediligo il death\/thrash metal old-school, ma devo ammettere che ho gusti molto vari: posso passare da ascoltare i Morbid Angel ai Jethro Tull o a Nick Cave in un attimo! Dipende molto dall\u2019umore\u2026<br \/><strong>\u2013 Elisa:<\/strong> Sono cresciuta musicalmente con il grunge prima e il nu metal poi, e di quei periodi mi \u00e8 rimasta una collezione completa di album dei Pearl Jam che rientrano sicuramente nella lista dei miei gruppi preferiti, assieme ai System of a Down, gruppo che ho pi\u00f9 ascoltato in vita, e anche tuttora.<br \/>Ho una passione smisurata per i Deftones, soprattutto per i loro ultimi album, quando il loro genere si \u00e8 evoluto in qualcosa di pi\u00f9 sperimentale e ricercato. Il mio battesimo verso un genere pi\u00f9 estremo sono stati i Nevermore e, oltre ovviamente al doom, ascolto tantissimo black metal, due nomi su tutti Marduk e Funeral Mist, anche se da un po\u2019 di tempo pi\u00f9 che i gruppi molto conosciuti prediligo ascoltare le nostre realt\u00e0 pi\u00f9 piccole, quelle band che magari si esibiscono nei festival metal qua attorno.<br \/><strong>\u2013 Matteo:<\/strong> Sono nato musicalmente con tutto il rock, hard rock ed heavy metal dagli anni \u201860 agli \u201880 (Pink Floyd, Deep Purple, Black Sabbath, Iron Maiden, ecc.). Questo \u00e8 il genere che mi ha spinto a prendere in mano una chitarra elettrica, ed \u00e8 il porto sicuro a cui ritorno regolarmente.<br \/>Ho poi sviluppato una passione per il power e symphonic metal. Tra tutti cito due gruppi: Nightwish ed Epica. Questi ultimi in particolare sono il gruppo che ad oggi ascolto con pi\u00f9 interesse in assoluto.<br \/>Negli ultimi anni, inoltre, mi sono interessato alle colonne sonore, ascoltando compositori come Hans Zimmer e Danny Elfman. Da qui \u00e8 scoccata la scintilla per iniziare a studiare il pianoforte, l\u2019utilizzo delle tastiere e l\u2019arrangiamento orchestrale.<\/p>\n<p><strong>LA SCENA ITALIANA CHE GRAVITA INTORNO AL DEATH\/DOOM METAL ED AL GOTHIC METAL, IN QUESTI ANNI, SEMBRA PARTICOLARMENTE RICCA DI NUOVE E VECCHIE REALTA\u2019. C\u2019E\u2019 QUALCHE BAND PER LA QUALE SENTITE UNA CERTA AFFINITA\u2019?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Omar:<\/strong> Per quanto mi riguarda, a livello di band attuali mi piacciono molto i Messa, che conosciamo da diverso tempo in quanto amici e conterranei, visto che sono della nostra zona.<br \/>Volendo citare altre band italiane, potrei dire sicuramente i Novembre, che hanno fatto la storia del genere in Italia, e personalmente adoro i Room With A View, band che \u00e8 stata fra le prime nel genere in Italia, anche loro ispirandosi al sound dei primi dischi dei Katatonia, ma in chiave molto personale.<\/p>\n<p><strong>QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE RIGUARDO LA PUBBLICAZIONE DEL DISCO?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Fabio:<\/strong> Abbiamo avuto gi\u00e0 un buon riscontro e le nostre aspettative sono quelle di farci conoscere, ascoltare e portare sui palchi la nostra musica. Come detto non siamo nuovi nel mondo dell\u2019underground e siamo consapevoli delle difficolt\u00e0 che ci sono nel farlo.<br \/>L\u2019Italia ha moltissime band di valore che non riescono ad emergere, sia per la mancanza di spazi sia per un pubblico che preferisce i grandi eventi nelle arene: \u00e8 come se fosse venuta meno la curiosit\u00e0 di sentire cose diverse.<\/p>\n<p><strong>AVETE INTENZIONE DI SUONARE DAL VIVO?<\/strong><br \/><strong>\u2013 Omar:<\/strong> Abbiamo gi\u00e0 fatto un primo live per il release party del nostro disco in un locale della nostra zona, per l\u2019autunno e per l\u2019anno prossimo abbiamo gi\u00e0 alcuni eventi in programma, tra i quali il Church of Crow Doom Festival a Pinerolo, dove condivideremo il palco con band del calibro di Funeral, Esoteric, Aeonian Sorrow e Sad Symphony, e siamo veramente onorati e allo stesso tempo emozionati di poter portare la nostra musica in quello che attualmente \u00e8 il festival pi\u00f9 importante in Italia per il genere che proponiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La scena italiana \u00e8 da sempre ricca di realt\u00e0 notevoli che si muovono in territori doom\/death metal, e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":216230,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-216229","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115553906823305261","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=216229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216229\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/216230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=216229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=216229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=216229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}