{"id":216327,"date":"2025-11-15T14:44:16","date_gmt":"2025-11-15T14:44:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216327\/"},"modified":"2025-11-15T14:44:16","modified_gmt":"2025-11-15T14:44:16","slug":"tre-strade-senza-uscita-per-finanziare-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216327\/","title":{"rendered":"Tre strade (senza uscita) per finanziare Kiev"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Ue vuole sovvenzionare l\u2019Ucraina con altri 140 miliardi, ma non sa da dove tirarli fuori. Sul rischioso uso degli asset russi confiscati c\u2019\u00e8 il muro del Belgio, mentre l\u2019indebitamento della Commissione o degli Stati esporrebbe troppo mercati e bilanci.\u00abLe esigenze di finanziamento dell\u2019Ucraina non sono solo elevate, ma anche urgenti\u00bb. Sono state queste le inequivocabili parole del Commissario Ue, Valdis Dombrovskis, in occasione della conferenza stampa di gioved\u00ec dopo il Consiglio Ecofin.Sono passate alcune settimane dall\u2019ultimo Consiglio europeo del 23 ottobre &#8211; quando il Belgio ha bloccato tutto &#8211; e ne mancano poche altre al prossimo incontro dei capi di governo previsto per il prossimo 18-19 dicembre. Il tempo scorre inesorabilmente e le soluzioni sul tavolo sono sempre quelle, tutte con i loro pro e i loro contro, divisivi e paralizzanti. Il compito che il 23 ottobre ha ricevuto dalla Commissione non lascia spazio a dubbi. Un secco invito a \u00abpresentare, quanto prima, opzioni di sostegno finanziario sulla base di una valutazione delle esigenze di finanziamento dell\u2019Ucraina\u00bb. Coinvolgendo anche il Consiglio \u00aba portare avanti i lavori, affinch\u00e9 il Consiglio europeo torni sulla questione nella prossima riunione\u00bb.Ecco perch\u00e9 gioved\u00ec Dombrovskis ha avuto il compito di raccogliere gli orientamenti dei ministri dell\u2019Economia degli Stati membri e, dal tono delle sue dichiarazioni, sembra che l\u2019unica certezza sia che l\u2019Ucraina ha bisogno di 140 miliardi e che la Ue deve fornirli, anche in fretta. Come? Si brancola nel buio. Nel senso che tutte le tre opzioni sul tavolo hanno tali e tante controindicazioni che, qualsiasi cosa sar\u00e0 decisa il 19 dicembre, nessuno sar\u00e0 soddisfatto. Anche perch\u00e9 si tratta di una somma enorme, considerato che finora la Ue ha fornito sostegno finanziario diretto al bilancio ucraino per circa 63 miliardi (di cui 18 appena versati) e aiuti complessivi di varia natura per circa 190 miliardi.Allora le parole del Commissario servono a comprendere che l\u2019opzione che ha ancora le maggiori probabilit\u00e0 di successo \u00e8 quella che prevede il coinvolgimento degli asset russi sequestrati. Che per\u00f2 \u00e8 proprio quella su cui il vertice di ottobre si \u00e8 arenato. Infatti il Belgio &#8211; dove ha sede il depositario Euroclear che gestisce circa 190 miliardi tra riserve della banca centrale russa e altri soggetti &#8211; \u00e8 stato irremovibile sulla necessit\u00e0 di ricevere garanzie da parte di tutti gli Stati membri per non rimanere esposto alle ritorsioni russe nei tribunali internazionali.Il rischio \u00e8 alto perch\u00e9 questa volta si tratta di appropriarsi materialmente del capitale dei russi, non solo dei proventi. Le bozze che circolano da settimane prevedono che Euroclear versi alla Ue 140 miliardi di fondi russi, affinch\u00e9 quest\u2019ultima possa prestarli (a condizioni molto agevolate, di fatto un sussidio) all\u2019Ucraina. Il rimborso di tale prestito da parte di Kiev avverr\u00e0 se e quando Mosca pagher\u00e0 le riparazioni per i danni di guerra. E qui sorgono due diversi problemi. Il primo \u00e8 che se le sanzioni che la Ue ha varato per sequestrare gli asset russi non fossero prorogate di semestre in semestre, la Russia avrebbe titolo per reclamare il proprio denaro che per\u00f2 nel frattempo non \u00e8 pi\u00f9 nella disponibilit\u00e0 di Euroclear. Da qui la necessit\u00e0 per i belgi di avere una garanzia da parte di tutti gli Stati membri (ma Ungheria e Slovacchia si sono gi\u00e0 chiamate fuori) per reggere l\u2019urto finanziario di tale richiesta. L\u2019altro problema \u00e8 quello dell\u2019eventuale e probabile rifiuto russo di pagare le riparazioni per i danni di guerra, evento che metterebbe l\u2019Ucraina nell\u2019impossibilit\u00e0 di restituire il prestito alla Ue e, ancora una volta, lasciare la Ue scoperta verso Euroclear e quest\u2019ultima verso il creditore russo. Il non banale vantaggio di tale soluzione sarebbe quello, come ha sottolineato Dombrovskis, di non \u00abimporre oneri fiscali aggiuntivi sostanziali agli Stati membri\u00bb. Ma questo solo nell\u2019immediato. Perch\u00e9 se Euroclear soccombesse in giudizio alle richieste russe, metterebbe all\u2019incasso la cambiale che la Ue dovr\u00e0 necessariamente firmare da subito. E allora gli Stati membri dovranno contribuire con i rispettivi bilanci. Quelle che Dombrovskis ha derubricato come \u00abpreoccupazioni residue\u00bb su cui si sta concentrando il lavoro della Commissione, sono tuttora un macigno (anche se differito) sui conti pubblici. Il fatto che tale garanzia a partire dal 2028 si trasferisca a carico del bilancio Ue non cambia sostanzialmente nulla, per l\u2019ovvio motivo che tale bilancio \u00e8 comunque finanziato dagli Stati membri, con conseguente e identico impatto sui conti nazionali.Se questo resta il piano principale, il Commissario lettone si \u00e8 soffermato anche sulle alternative. La prima \u00e8 l\u2019indebitamento della Commissione sui mercati, emettendo titoli, per poi girare i proventi a Kiev. Ma, poich\u00e9 l\u2019Ucraina nel breve termine non pagherebbe interessi, questi rimarrebbero a carico degli Stati membri nella misura di circa 5,6 miliardi all\u2019anno (di cui 675 milioni a carico dell\u2019Italia). Inoltre, un\u2019emissione cos\u00ec massiccia in poco tempo (la Ue ha emesso 930 miliardi dal 2020) potrebbe mettere i mercati obbligazionari in tensione e far aumentare i tassi.Un\u2019altra opzione sarebbe quella di porre a carico degli Stati membri &#8211; almeno quelli disponibili &#8211; l\u2019erogazione di prestiti bilaterali (cos\u00ec a lungo termine da essere di fatto sussidi). Qualcosa di simile a quanto gi\u00e0 accaduto con la Grecia nel 2010-2012, con l\u2019Italia tuttora esposta per circa 8 miliardi sugli 11 iniziali e rimborsi previsti dopo il 2030 e oltre. Ma qui l\u2019impatto sulla finanza pubblica sarebbe immediato e significativo con &#8211; a detta della Commissione stessa &#8211; necessit\u00e0 di \u00abaggiustamenti fiscali in alcuni Stati membri\u00bb. Insomma, pi\u00f9 tasse e\/o minori spese per gli italiani. Un\u2019operazione politicamente suicida, prima ancora che finanziariamente problematica.\n<\/p>\n<p>\n        Donald Trump (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>\n        Giuseppe Culicchia (Getty Images). Nel riquadro il suo libro Uccidere un fascista. Sergio Ramelli, una vita spezzata dall\u2019odio pubblicato da Mondadori\n    <\/p>\n<p>\n        Fiori e un camioncino giocattolo dei pompieri sono stati messi sotto il portone della casa dove una donna ha ucciso il figlio, di nove anni, tagliandogli la gola, a Muggia, in provincia di Trieste (Ansa). Nel riquadro Olena Stasiuk\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Ue vuole sovvenzionare l\u2019Ucraina con altri 140 miliardi, ma non sa da dove tirarli fuori. 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