{"id":216549,"date":"2025-11-15T18:15:20","date_gmt":"2025-11-15T18:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216549\/"},"modified":"2025-11-15T18:15:20","modified_gmt":"2025-11-15T18:15:20","slug":"ho-affrontato-in-terapia-il-tema-dellidentita-oggi-so-chi-sono-ho-avuto-amori-famosi-ma-li-ho-tenuti-nascosti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216549\/","title":{"rendered":"Ho affrontato in terapia il tema dell&#8217;identit\u00e0, oggi so chi sono. Ho avuto amori famosi, ma li ho tenuti nascosti"},"content":{"rendered":"<p>Si fa presto a dire &#8220;tormentone&#8221;. Negli anni della musica fatta per TikTok, dove una hit non dura pi\u00f9 di qualche settimana &#8211; salvo rare eccezioni &#8211; e i featuring sono pi\u00f9 importanti della canzone stessa, lo snobismo che aleggiava su un certo tipo di pop nostrano va a sbattere inevitabilmente contro un muro di prodotti commerciali travestiti, oggi, da progetti musicali.<\/p>\n<p>Senza nulla togliere ai pochi veri artisti riusciti a emergere in questo buio momento musicale &#8211; seppure pieno di offerta -, un nome come quello di Baby K resta inciso nella &#8216;walk of fame&#8217; della scena pop-urban italiana. Dal successo di &#8220;Roma-Bangkok&#8221; alla capacit\u00e0 di reinventarsi continuamente senza mai perdere la sua ecletticit\u00e0, la gavetta, le critiche, ma soprattutto Claudia Judith Nahum. La persona dietro all&#8217;artista. La vera scoperta.<\/p>\n<p><strong>Il 14 novembre esce &#8220;Dimmi dimmi dimmi&#8221;, un brano in cui parli di alcuni aspetti dell&#8217;universo femminile. Quanto c&#8217;\u00e8 di te in questa canzone?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Penso che tutte noi donne abbiamo vissuto almeno una volta un&#8217;esperienza simile, ritrovarsi con un ex in una serata di divertimento, tra la voglia di non pensarci e al tempo stesso quella di farlo ingelosire. \u00c8 un gioco divertente in cui mi sono ritrovata spesso, ma non \u00e8 legato solo all&#8217;universo femminile. Questo orgoglio appartiene a tutti, non voler ammettere a noi stessi che ci fa effetto vedere l&#8217;ex che balla proprio quella canzone d&#8217;amore con un&#8217;altra&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Scene che aprono al gossip. Che rapporto hai con i pettegolezzi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Fanno parte dell&#8217;intrattenimento, quindi anche del mondo dello spettacolo. Tutti ci divertiamo a leggere gli scoop, sempre che l&#8217;argomento poi non diventi troppo pesante o vada oltre certi limiti. Nel mio caso, per\u00f2, devo dire che il gossip non mi ha mai toccato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Non ti sei mai trovata al centro di chiacchiere che ti hanno infastidita?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No. Ci sono state voci qua e l\u00e0, ma neanche me le ricordo. Devo dire che intorno al mio nome c&#8217;\u00e8 sempre stato un mondo pulito. Forse perch\u00e9 non ho grandi scheletri nell&#8217;armadio, ma anche perch\u00e9 dalle mie storie d&#8217;amore non \u00e8 mai uscito fuori chiss\u00e0 quale scoop. E quando mi sono frequentata con qualcuno dello spettacolo, sono stata intelligente da non farlo uscire&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ah, quindi c&#8217;\u00e8 stato qualche amore famoso?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non sono stati molti, per\u00f2 s\u00ec. Ci sono stati e non si \u00e8 mai saputo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Inutile chiederti chi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non si \u00e8 saputo e non si sapr\u00e0 ora (ride)&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le critiche, invece, ti feriscono?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Anche quelle fanno parte di questo mestiere. A volte certamente pungono, altre no. Dipende da quello che si dice, ma sono cosciente che \u00e8 parte del gioco&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Quali ti hanno fatto pi\u00f9 male?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sono stata abituata fin dall&#8217;inizio a chiacchiere del tipo &#8216;chi l&#8217;ha messa l\u00e0&#8217;, &#8216;con chi \u00e8 andata a letto per avere quel featuring&#8217;. Tutti clich\u00e9. Non so perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ancora gente che non riesce ad accettare che una ragazza possa farsi strada da sola, lavorando a testa bassa. Quello che ho fatto io. Nei confronti delle donne c&#8217;\u00e8 spesso questo pregiudizio, come se non si riuscisse a coniugare un&#8217;immagine curata con abilit\u00e0 e talento. Dopo 17 anni di musica, per\u00f2, ho le spalle larghe&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel 2015 vinci il disco di diamante con &#8220;Roma-Bangkok&#8221;. Il video fa un miliardo di visualizzazioni su YouTube, la popolarit\u00e0 ti travolge. Come hai vissuto quel momento e che rapporto hai con il successo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Una cosa che mi rammarica molto \u00e8 proprio quella di non essermi goduta appieno i successi. Ho deciso di non farlo pi\u00f9 e di celebrare anche i piccoli traguardi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ho fatto fatica a realizzare che ero davvero io a essere riuscita a fare tutto quello. \u00c8 qualcosa che ti sconvolge, ci vuole molto tempo per capire realmente cosa significa. Tuttora, quando penso a quel periodo e a ci\u00f2 che ho realizzato finora, mi dico &#8216;ma ti rendi conto?&#8217;. \u00c8 come se non dormissi mai sugli allori. Da una parte \u00e8 una cosa positiva, ma dall&#8217;altra \u00e8 importante anche goderselo il successo. Invece subentra una sorta di autosabotaggio, c&#8217;\u00e8 sempre il pensiero del passo successivo. Adesso che sono pi\u00f9 grande, per\u00f2, riesco a vedere il quadro da lontano, i pezzi assumono un altro significato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sono passati dieci anni da quel successo, ma anche da quel mondo musicale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;E ora non \u00e8 un momento d&#8217;oro. Non \u00e8 tempo per i creativi. Prima c&#8217;era pi\u00f9 variet\u00e0 nella musica, proprio a livello di mondo sonoro. Adesso sembra tutta omologata e questa corsa ai numeri uccide la creativit\u00e0. Le etichette e i manager hanno un ruolo sempre meno importante e si d\u00e0 molta responsabilit\u00e0 all&#8217;artista, che si ritrova a dover essere influencer, tiktoker, content creator. Tutto deve essere impacchettato in pillole pronte al consumo per un social o per l&#8217;altro. La musica ha altre dinamiche, la creativit\u00e0 o un messaggio non si possono inscatolare cos\u00ec. Quando tutto \u00e8 cos\u00ec veloce, impacchettato e pronto al consumo come se fossimo al fast food, cosa rimane? La musica usa e getta non \u00e8 possibile, \u00e8 inaccettabile&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Soprattutto se hai un background diverso\u2026<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Io vengo dalla gavetta, dalle mie intuizioni, non da un talent. Nessuno mi ha mai messo su un tavolino. Ho fatto tutto da sola e sono arrivata alla firma con Sony. Quando un percorso nasce dalle tue idee e ti sei creata da sola, \u00e8 tutto diverso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nata a Singapore, l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza a Londra, poi a 17 anni ti sei trasferita in Italia. \u00c8 stato difficile?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Tantissimo. Quando cambi spesso scuola e amici \u00e8 un continuo ripartire da zero, in et\u00e0 evolutiva \u00e8 dura. Quando siamo piccoli abbiamo bisogno di radici, di un pilastro che ci tiene saldi. Questa cosa non l&#8217;ho mai avuta. Mi sono sentita sempre un pesce fuor d&#8217;acqua. A Roma ero con la mia famiglia, ma sentivo che non c&#8217;entravo niente. La mentalit\u00e0 inglese \u00e8 completamente diversa, avevo altri riferimenti culturali, per cui era difficile anche avere conversazioni nel quotidiano. Il tema identit\u00e0 \u00e8 stato centrale in quegli anni, ma anche recentemente. L&#8217;ho affrontato con uno psicologo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ti ha messo in crisi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 stato semplice. C&#8217;\u00e8 un&#8217;identit\u00e0 mista in me, che non trova riscontro con altre persone. L&#8217;essere umano sente la necessit\u00e0 di appartenere a qualcosa, mentre io sentivo sempre che non c&#8217;entravo niente. Non riuscivo a trovare un&#8217;appartenenza nel luogo in cui mi trovavo. Il &#8216;chi sei&#8217; \u00e8 stata una domanda che ho portato avanti per la maggior parte della mia vita&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sei arrivata a una risposta?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La terapia mi ha aiutato molto. Quando sei abituata fin da piccola a doverti adattare, cresci in questa maniera: dove ti mettono stai, e ci stai anche bene, ma non crei un tuo mondo. Questo sfocia in tante cose, a partire dal rapporto con gli altri. L&#8217;istinto inconscio era di adattarsi sempre, quindi, ad esempio, faticavo a dire no. Adesso ho imparato. E ho capito anche che la diversit\u00e0 \u00e8 stata una forza. Nel mondo musicale, ad esempio, mi ha permesso di spiccare&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Oggi l&#8217;Italia deve guardare ad altri Paesi, per qualche motivo, secondo te?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;C&#8217;\u00e8 sempre da imparare guardando fuori la finestra. Gli italiani, invece, tendono a temere il diverso, o anche ad accettare quello che di pi\u00f9 innovativo arriva da fuori. Fare meno salotto e agire un po&#8217; di pi\u00f9 farebbe bene secondo me. Tendiamo a essere troppo critici, cos\u00ec non si crea niente. E poi l&#8217;Italia ha volti nuovi ormai. Essere italiani significa anche venire da altri Paesi. Siamo alla terza generazione di immigrati che sono venuti a lavorare e a vivere qui, si dovrebbe finalmente capire che l&#8217;Italia \u00e8 cambiata, \u00e8 mescolata&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si fa presto a dire &#8220;tormentone&#8221;. 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