{"id":216683,"date":"2025-11-15T20:03:17","date_gmt":"2025-11-15T20:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216683\/"},"modified":"2025-11-15T20:03:17","modified_gmt":"2025-11-15T20:03:17","slug":"la-rassegna-stocastica-dei-bassisti-metal-italiani-8-martino-garattoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/216683\/","title":{"rendered":"la rassegna stocastica dei bassisti metal italiani #8 \u2013 MARTINO GARATTONI |"},"content":{"rendered":"<p><b>Martino Garattoni<\/b> \u00e8 il celebre bassista dei <b>Ne Obliviscaris<\/b>, gruppo australiano di prog metal estremo, capace di creare come pochi una musica raffinata, complessa, variopinta ma straordinariamente coerente e godibile, nonostante si basi su stili distanti, insieme ad armonie e ritmi poco convenzionali. Abbiamo recensito <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2017\/11\/09\/metoo-e-workout-ne-obliviscaris-urn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>alcuni loro dischi<\/strong><\/a> e siamo andati a <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2024\/10\/28\/ne-obliviscaris-walkways-freedom-of-fear-live-report-slaughter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>vederli dal vivo<\/strong><\/a> in diverse occasioni e ogni volta li abbiamo promossi. Martino, riminese di origine, oggi vive la musica in un equilibrio tra mestiere e libert\u00e0 creativa. Il suo stile \u00e8 molto trasversale, in quanto proviene da esperienze in generi diversi, che ha rielaborato secondo una sua logica personale. In particolare, \u00e8 un bassista che unisce <b>precisione tecnica e libert\u00e0 melodica<\/b>, con un approccio che viene pi\u00f9 dalla fusion e dal prog rock che dal metal in senso stretto, come spiega lui stesso. Nel fraseggio alterna linee di accompagnamento molto solide, metriche complesse a passaggi melodici molto cantabili, spesso costruiti come vere e proprie contro-voci. L\u2019idea che emerge \u00e8 quella di un <strong>basso che si fa elemento autonomo dentro l\u2019arrangiamento<\/strong>, capace di sostenere, ma soprattutto di dialogare alla pari con tutti gli altri strumenti. Per <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/tag\/bassisti-italiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">la nostra rubrica dedicata alle corde grosse<\/a><\/strong> abbiamo incontrato Martino e abbiamo voluto parlarci per capire che cosa significhi suonare il basso in un linguaggio cos\u00ec articolato e quanto contino ancora le mani e l\u2019istinto, in un\u2019epoca di suoni perfetti e software sempre pi\u00f9 intelligenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg2.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146247\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/mg2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg2.jpg\" data-orig-size=\"2048,2048\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"MG2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg2.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg2.jpg\" class=\"aligncenter size-large wp-image-146247\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg2.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"860\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Ciao Martino, benvenuto nella nostra rubrica. Sei d\u2019accordo che il basso sia lo strumento pi\u00f9 importante dell\u2019universo?<\/b><\/p>\n<p>(Ride) Vorrei dirti di s\u00ec, ma cerco sempre di essere onesto, perch\u00e9 dipende molto dal contesto. Mi piacerebbe far parte del club durissimo di quelli che dicono \u201ci bassisti sono i migliori\u201d, ma a volte non \u00e8 cos\u00ec. Di sicuro <strong>il basso \u00e8 vitale<\/strong>, anche se la sua esistenza rappresenta sempre un paradosso: in tantissime situazioni \u00e8 lo strumento di fondo che se manca te ne accorgi subito, perch\u00e9 <strong>crea una differenza<\/strong>, invece se c\u2019\u00e8, nessuno se ne accorge. In molti casi \u00e8 la base su cui poggia tutto; in altri diventa addirittura la voce principale. Pensa al funk: senza il basso quel genere non esisterebbe. Oppure possiamo pensare alla musica elettronica, dove \u00e8 il basso a far ballare; c\u2019\u00e8 anche la cassa, ma senza il basso manca qualcosa di veramente importante. Quindi direi che non sia il pi\u00f9 importante, ma quando non c\u2019\u00e8 \u201csi sente\u201d un problema, <strong>\u00e8 lo strumento la cui assenza si avverte di pi\u00f9<\/strong>.<\/p>\n<p><b>In molti generi, metal compreso, \u00e8 poco immediato se non poco comprensibile quello che fa il basso e che relazione ha con gli altri strumenti. Tu che tipo di bassista sei?<\/b><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del nostro genere io mi sento un po\u2019 atipico. Non speciale, solo diverso. La necessit\u00e0 nel metal spesso \u00e8 quella di avere un basso forte, a volte anche distorto, che vada a rafforzare la violenza del genere. Io faccio tutto l\u2019opposto, infatti il mio suono e il mio stile vengono tutti dal funk e dalla fusion; per cui<strong> di metal in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 poco<\/strong>, c\u2019\u00e8 solo la bellezza di mescolare linguaggi diversi, di far convivere le due anime. Non \u00e8 che non mi piaccia il basso metal, ma quello che faccio segue un\u2019altra logica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-1.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146329\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/maxresdefault-1-58\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-1.jpg\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"maxresdefault (1)\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-1.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-1.jpg\" class=\"aligncenter size-large wp-image-146329\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-1.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"484\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Ascoltandoti, riesci a essere sempre solido nella parte ritmica, ma contemporaneamente presente in quella melodica e armonica. Hai sempre avuto questo stile?<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec ed \u00e8 qualcosa che mi \u00e8 venuto naturale, forse anche per il mio modo di suonare, per cui mi sono sempre trovato meglio con suono un pi\u00f9 \u201cmedioso\u201d e pulito, non saprei spiegarti bene il perch\u00e9. Sono partito dal metal, chiaramente, ma poi <strong>mi sono spostato verso altri generi<\/strong>. Sono sempre stato molto fissato con il prog, prima prog metal, poi prog rock, e credo che da l\u00ec venga non tanto il suono, quanto lo stile: un basso che accompagna, sostiene la ritmica, ma che pu\u00f2 anche cantare una melodia quando serve. Credo che sia quello ad avermi formato. Mi ha insegnato a usare il basso come strumento ritmico e melodico insieme.<\/p>\n<p><b>Chi sono stati i tuoi punti di riferimento?<\/b><\/p>\n<p>Tantissimi e diversi nel tempo. Alcuni, per\u00f2, mi accompagnano da sempre. Prima di tutto <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@janekgwizdala\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>J<\/strong><b>anek Gwizdala<\/b><\/a>, un bassista fusion incredibile. Poi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCTjMcGs-wXs8fYiV6LIWqjQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><b>Victor Wooten<\/b><\/a>, da sempre, anche se io non suono con il suo stile, \u00e8 sempre stato un riferimento per l\u2019approccio e per gli suoi insegnamenti ai bassisti. Quando ho scoperto il prog ho guardato a <b>John Myung<\/b> dei <strong>Dream Theater<\/strong>, e poi a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@BAdaSSFranckHermanny\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><b>Frank Hermanny<\/b><\/a>, il bassista francese degli <strong>Adagio<\/strong>: tecnico, elegante, con un gran suono, al quale mi sono ispirato molto, da lui ho imparato tanto. All\u2019epoca internet non offriva tutto quello che c\u2019\u00e8 oggi, quindi mi formavo con i vecchi DVD didattici. Pi\u00f9 avanti ho seguito anche musicisti come <b>Scott Devine<\/b>, noto come <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/www.youtube.com\/%40devinebass&amp;ved=2ahUKEwiEvcjZzt6QAxXvg_0HHVU9GKYQFnoECAwQAQ&amp;usg=AOvVaw3I_wEy7hj7t1vcGcL3yNfG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Scott Bass Lessons<\/strong><\/a> e altri insegnanti online. E poi c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/jacopastorius.com\/videos\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><b>Jaco Pastorius<\/b><\/a>, ovviamente. L\u2019ho studiato tanto fin dall\u2019inizio, stranamente, anche se la mia visione della musica allora era pi\u00f9 ristretta. Andava in una direzione completamente diversa da quello che facevo in quel momento, ma mi ha insegnato moltissimo sullo strumento.<\/p>\n<p><b>Hai suonato per anni con gli Ancient Bards, gruppo power metal, che \u00e8 un genere molto \u201cverticale\u201d e definito, ma oggi il tuo percorso \u00e8 molto diverso. Com\u2019\u00e8 avvenuto il passaggio verso i Ne Obliviscaris?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stato un passaggio molto naturale. Con i Ne Obliviscaris mi sono trovato in un ambiente che rispecchia perfettamente il mio modo di intendere la musica: libera, spontanea, senza schemi rigidi. Quindi non \u00e8 tanto nel genere, che c\u2019\u00e8 ovviamente, ma \u00e8 nel modo di scrivere dove mi sono trovato particolarmente bene. <strong>L\u00ec tutto nasce spontaneamente<\/strong>. Anche se ero l\u2019ultimo arrivato, mi sono trovato a scrivere moltissimo: le idee scorrevano da sole, come se le avessimo sempre condivise. Con gli <strong>Ancient Bards<\/strong> la visione musicale era pi\u00f9 chiusa. L\u2019esempio che faccio sempre \u00e8 quello del libro da colorare per bambini: il disegno \u00e8 gi\u00e0 fatto, tu puoi solo scegliere i colori. \u00c8 bello fino a un certo punto, ma \u00e8 limitante e per me, che vivo la musica come creativit\u00e0 pura, <strong>quella rigidit\u00e0 era diventata una gabbia<\/strong>. Nel pop o in altri ambiti professionali pu\u00f2 anche andare bene, per cui se \u00e8 un progetto di lavoro lo si accetta per come \u00e8 e lo si fa, ma se suoni per passione, con amici, dev\u2019essere qualcosa che ti libera, non che ti frena. Con i Ne Obliviscaris, invece, \u00e8 l\u2019opposto, poi \u00e8 diventato un lavoro, ma \u00e8 anche la forma pi\u00f9 piena di libert\u00e0 musicale che abbia trovato, per cui la scelta per me \u00e8 stata facile ed ovvia.<\/p>\n<p><b>Hai partecipato anche ad altri progetti, come gli OPS, di ispirazione brasiliana. Che ruolo hanno avuto nel tuo percorso?<\/b><\/p>\n<p>Come altri, hanno fatto parte del mio percorso lavorativo come musicista e sono stati fondamentali. Nel mio lavoro ho sempre cercato <strong>esperienze nuove<\/strong>, anche molto lontane dal metal. Quando ho iniziato a fare il musicista di mestiere, mi sono sempre prefissato di accettare qualsiasi cosa fosse nuova, differente, al di l\u00e0 del fatto che potesse essere remunerativo e quindi se vuoi fare di questo il tuo lavoro si accetta. Io poi per apprendere qualcosa di nuovo, non sono uno che si chiude a studiare uno stile \u201ca tavolino\u201d: io devo entrarci dentro, lavorarci, ho bisogno di metterlo in pratica, di avere una committenza, solo cos\u00ec lo capisco davvero. Con gli <strong>OPS<\/strong> mi sono immerso in uno stile che non conoscevo, quello sudamericano, e l\u2019ho imparato suonandolo. Lo stesso vale per altri contesti: pop, funk, dance. Ognuno mi ha lasciato qualcosa, un vocabolario musicale pi\u00f9 ampio. Quando oggi scrivo o improvviso, dentro di me convivono tutti quei linguaggi. Magari in un passaggio metal mi esce qualcosa che ricorda un bassista di Vasco Rossi, o un\u2019idea ritmica di un gruppo brasiliano. <strong>Non \u00e8 imitazione: \u00e8 assimilazione<\/strong>. Ogni esperienza arricchisce il linguaggio che ho a disposizione per esprimermi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146331\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/maxresdefault-281\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault.jpg\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"maxresdefault\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1763236995_628_maxresdefault.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-146331\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1763236995_628_maxresdefault.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"484\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Dopo tutte queste esperienze, come vedi oggi il basso nel metal? C\u2019\u00e8 ancora spazio per evolversi? C\u2019\u00e8 qualcosa che non deve perdere?<\/b><\/p>\n<p>Non ho massime o regole da dare, per\u00f2 mi sento di dire che negli ultimi anni ho notato una tendenza molto digitale: suoni puliti, perfetti, schematizzati. Capisco perch\u00e9 succede, ma <strong>spesso viene a mancare l\u2019elemento umano<\/strong> che rende l\u2019esecuzione spontanea e animata. Non voglio fare il nostalgico, la tecnologia \u00e8 utile e va usata, per\u00f2 credo che la musica stia perdendo un po\u2019 del suo lato pratico e artigianale, che la rende viva. Il basso, come tutto il metal, pu\u00f2 ancora evolversi, ma serve consapevolezza. Oggi con la tecnologia si possono creare linee di basso perfette, anche senza toccare lo strumento: esistono plugin che generano suoni indistinguibili da un vero musicista, ma se si pu\u00f2 essere sostituiti troppo facilmente da una macchina, allora c\u2019\u00e8 un problema. Siamo arrivati al punto che i programmi e le macchine suonano come gli esseri umani, ma <b>uno dei problemi \u00e8 anche che i musicisti vogliono suonare come le macchine<\/b>. Un tempo si riconosceva subito il musicista che stava suonando: si sentiva il suo stile, il suo tocco sullo strumento, per cui ascoltavi due note e sapevi che era lui. Oggi ascolti Spotify e tutto suona uguale. Credo che la vera sfida, adesso, sia tornare a suonare davvero, incidere lasciando dentro la traccia un minimo di sbavatura, anche qualche incertezza che si pu\u00f2 verificare, ma \u00e8 quello che rende l\u2019esecuzione complessa e umana, per l\u2019appunto.<\/p>\n<p><b>Torniamo alla tua carriera: hai iniziato direttamente col basso o da un altro strumento?<\/b><\/p>\n<p>Ho iniziato con la chitarra, per circa un anno e mezzo, poi sono passato al basso e non l\u2019ho pi\u00f9 lasciato. Col tempo ho aggiunto anche il canto, che oggi \u00e8 parte del mio lavoro.<\/p>\n<p><b>Sei anche un insegnante, cosa ti piace di pi\u00f9 insegnare?<\/b><\/p>\n<p>Difficilissimo rispondere, ma mi piace quando riesco a fissare nei miei allievi i \u201cfondamentali\u201d, quelli veri. Nel mio percorso ho accumulato tantissimo materiale, ma a un certo punto ho capito che saperne troppe e non collegarle serve a poco. Quando tutto diventa logico, ti rendi conto che molte cose derivano da un unico principio: la struttura di base. Puoi conoscere tutte le scale e gli accordi del mondo, ma se non capisci su cosa si fondano, restano nozioni isolate, che per\u00f2 ti dimentichi presto. Per me insegnare vuol dire far arrivare quello: la capacit\u00e0 di capire come funziona la musica, non di ripetere formule. Non credo nello studio a memoria, preferisco dare informazioni che abbiano un\u2019applicazione pratica immediata e soprattutto logica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg1.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146248\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/mg1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg1.jpg\" data-orig-size=\"1440,960\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"MG1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg1.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg1.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-146248\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mg1.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"573\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Sei di Rimini: quanto \u00e8 rimasta nella tua musica la Romagna?<\/b><\/p>\n<p>Il tre quarti! Il tre quarti vince su tutto\u2026 Scherzi a parte, poco, direi molto poco. Purtroppo la Romagna non mi ha dato molto a livello musicale. Mi sarebbe piaciuto restare, ma l\u00ec <strong>non si vive di musica<\/strong>: mancano opportunit\u00e0 e sostegno dal territorio. Ho ricordi bellissimi del posto, ma legati alla vita, non al lavoro musicale.<\/p>\n<p><b>\u00c8 un limite della Romagna o dell\u2019Italia in generale?<\/b><\/p>\n<p>Personalmente direi non dell\u2019Italia, perch\u00e9 in realt\u00e0 gran parte del mio lavoro oggi lo devo proprio all\u2019Italia e alla nostra cultura musicale. Suono spesso in eventi privati, fra cui matrimoni, feste e manifestazioni di vario tipo, e la musica italiana \u00e8 molto richiesta, anche dagli stranieri. Arrivano americani, svizzeri, persone da Dubai, e tutti vogliono canzoni italiane. La musica italiana rappresenta un bagaglio culturale che pu\u00f2 dare tantissimo all\u2019estero e io la vedo in maniera simile alla nostra cucina: rappresenta <strong>un\u2019identit\u00e0, un\u2019atmosfera, uno stile di vita<\/strong>. \u00c8 una delle poche cose di cui possiamo ancora andare fieri, perch\u00e9 racconta chi siamo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/channels4_profile.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146327\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/channels4_profile-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/channels4_profile.jpg\" data-orig-size=\"900,900\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"channels4_profile\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/channels4_profile.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/channels4_profile.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-146327\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/channels4_profile.jpg\" alt=\"\" width=\"598\" height=\"598\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Parliamo di strumenti: che bassi usi?<\/b><\/p>\n<p>Al momento suono con bassi <strong>Strandberg<\/strong> e mi trovo benissimo, perch\u00e9 sono comodi, leggeri e affidabili, il che per chi suona viaggiando tanto \u00e8 fondamentale. Come dico sempre, sono bassi che funzionano sempre: niente fronzoli, suonano bene e basta. Detto questo, sono strumenti di serie, con le limitazioni che possono avere a volte le serie. Il mio basso preferito in assoluto rimane un <strong>Fender Jazz Bass modificato<\/strong>: gli ho cambiato i pickup originali con dei single coil EMG e aggiunto un terzo pickup centrale con uno switch per poterlo aggiungere in qualunque configurazione con gli altri due. \u00c8 un \u201cFrankenstein\u201d, ma suona perfettamente per il mio tocco ed \u00e8 lo strumento che mi rappresenta di pi\u00f9, sia come timbro sia come risposta sotto le dita, in particolare la tastiera \u00e8 comodissima. Poi anche questo strumento non si pu\u00f2 prestare a tutto, per cui sono in contatto costante con Strandberg, gli scrivo spesso e spero di convincerli prima o poi a fare un modello con la loro liuteria, ma rendendo l\u2019elettronica pi\u00f9 simile a quella del Fender, Precision o Jazz, anzi Precision e Jazz insieme. Poi mi piace molto la tecnologia dei bassi <strong>headless <\/strong>[ovvero senza paletta]: sono d\u2019accordo con l\u2019opinione comune che non sia bella da vedere, ma non si pu\u00f2 negare che sia una tecnologia superiore, non c\u2019\u00e8 niente da fare, quello \u00e8 il futuro.<\/p>\n<p><b>E per quanto riguarda l\u2019amplificazione?<\/b><\/p>\n<p>Non uso pi\u00f9 amplificatori tradizionali. Lavoro con un preamp GR Bass e <strong>suono sempre in cuffia<\/strong>, tutto in-ear. \u00c8 molto pi\u00f9 comodo, pratico e coerente: ovunque vada, il mio suono resta uguale. Vado diretto nel banco e regolo tutto da iPad. \u00c8 la normalit\u00e0 ormai: tutte le band con cui suono fanno cos\u00ec. A livello economico non cambia molto, ma guadagni in salute della schiena e praticit\u00e0. In tour non puoi portarti dietro casse e testate: costano, ingombrano e spesso non servono. Gi\u00e0 tanti grandi gruppi usano questa soluzione da anni. Alla fine <strong>non conta avere il muro di amplificatori<\/strong>, ma far suonare bene lo strumento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-2.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"146330\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/11\/15\/bassisti-metal-italiani-martino-garattoni-ne-obliviscaris-intervista\/maxresdefault-2-11\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-2.jpg\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"maxresdefault (2)\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-2.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-2.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-146330\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maxresdefault-2.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"484\"  \/><\/a><\/p>\n<p><b>Hai una configurazione particolare di effetti?<\/b><\/p>\n<p>Uso ancora il <strong>preamp GR<\/strong> che dicevo prima, perch\u00e9 restituisce dei suoni molto fedeli. Il modello che uso io poi ha due canali paralleli. Il secondo canale lo tengo solo per i medi, che sarebbero molto fastidiosi se ascoltati da soli, ma insieme al primo canale, ovvero quello che manda il segnale \u201coriginale\u201d dello strumento, danno corpo e presenza. Il risultato \u00e8 un suono pieno, caldo, con una voce che emerge senza invadere. Non uso molto gli effetti con i gruppi, perch\u00e9 non ne ho la necessit\u00e0, ma in realt\u00e0 mi piace sperimentare, a casa ne ho parecchi. Uno dei miei preferiti \u00e8 il <strong>POG della Electro-Harmonix<\/strong>, un pitch shifter [dispositivo che aumenta o riduce la frequenza di una nota, rendendola pi\u00f9 acuta o pi\u00f9 grave, ndr] che pu\u00f2 aggiungere una o due ottave in alto o in basso, oppure pu\u00f2 fare anche da pitch shifter classico; ecco questo lo adoro, \u00e8 uno degli effetti pi\u00f9 musicali e immediati che esistano.<\/p>\n<p><b>Cosa consiglieresti a chi inizia a suonare il basso?<\/b><\/p>\n<p>La prima cosa: buttate via il computer e le tablature. Se vi vedo usare computer e tablature, vengo a prendervi a testate! (ride) Scherzi a parte, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 <b>allenare l\u2019orecchio<\/b>. Senza orecchio non vai da nessuna parte. Se ti limiti a leggere, non impari a sentire. Bisogna tirare gi\u00f9 i brani a orecchio, poi <b>trascrivere<\/b>, trascrivere, trascrivere, poi trascrivere ancora! \u00c8 il modo migliore per crescere davvero.<\/p>\n<p>Un caro saluto a Martino Garattoni, artista che vive della propria musica, professionista rigoroso, abituato a lavorare in contesti internazionali, ma che rimane sempre legato alla parte pi\u00f9 spontanea e fisica del suonare. La sua creativit\u00e0, sostenuta da una solida conoscenza teorica, nasce dall\u2019istinto e dal piacere di far parlare lo strumento. Proprio questo equilibrio tra mestiere, pratica e riflessione sulle possibilit\u00e0 del basso rendono il suo suono cos\u00ec vivo e personale. Vi invito a visitare <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/@MartinoGarattoni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>il suo canale YouTube<\/strong><\/a> e, appena riuscite, andate a vederlo con i Ne Obliviscaris. (Stefano Mazza)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Martino Garattoni \u00e8 il celebre bassista dei Ne Obliviscaris, gruppo australiano di prog metal estremo, capace di creare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":216684,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-216683","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115555507165467929","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=216683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/216684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=216683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=216683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=216683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}