{"id":217810,"date":"2025-11-16T14:04:11","date_gmt":"2025-11-16T14:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/217810\/"},"modified":"2025-11-16T14:04:11","modified_gmt":"2025-11-16T14:04:11","slug":"merz-abbatte-il-prezzo-dellenergia-per-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/217810\/","title":{"rendered":"Merz abbatte il prezzo dell\u2019energia per legge"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019ok di Ursula, il governo tedesco approva un massiccio intervento sul settore elettrico che prevede una tariffa industriale bloccata a 50 euro al Megawattora per tre anni, a partire dal prossimo gennaio. Antonio Gozzi (Federacciai): \u00abSi spiazza la concorrenza\u00bb.Ci risiamo. La Germania decide di giocare da sola e sussidia la propria industria energivora, mettendo in difficolt\u00e0 gli altri Paesi dell\u2019Unione. Sempre pronta a invocare l\u2019unit\u00e0 di intenti quando le fa comodo, ora Berlino fa da s\u00e9 e fissa un prezzo politico dell\u2019elettricit\u00e0, distorcendo la concorrenza e mettendo in difficolt\u00e0 i partner che non possono permettersi sussidi. Avvantaggiata sar\u00e0 l\u2019industria energivora tedesca (acciaio, chimica, vetro, automobile).Il governo tedesco ha approvato gioved\u00ec sera un massiccio intervento sul mercato elettrico che prevede un prezzo industriale fissato a 50 euro a Megawattora per tre anni, a partire dal prossimo gennaio, accompagnato da un nuovo programma di centrali \u00aba capacit\u00e0 controllabile\u00bb, cio\u00e8 centrali a gas mascherate da neutralit\u00e0 tecnologica, da realizzare entro il 2031. Il sistema convivrebbe con l\u2019attuale attuale meccanismo di compensazione dei prezzi dell\u2019energia, gi\u00e0 in vigore, come ha confermato il ministro delle finanze Lars Klingbeil. La misura dovrebbe costare attorno ai 10 miliardi di euro, anche se il governo parla di 3-5 miliardi finanziati dal Fondo per il clima e la trasformazione. Vi sono gi\u00e0 proteste da parte delle piccole e medie imprese tedesche, che non godranno del vantaggio.Berlino presenta l\u2019operazione come necessaria per salvare la competitivit\u00e0 della propria industria. Ma il risultato vero \u00e8 una distorsione della concorrenza grazie all\u2019intervento unilaterale dello Stato tedesco. La Germania decide di usare la forza fiscale relativa di cui dispone rispetto agli altri Stati membri dell\u2019Ue per ridurre il costo dell\u2019energia alle sue aziende. Un vantaggio diretto che nessun altro Paese dell\u2019Unione pu\u00f2 permettersi.Tutto questo avviene mentre il piano tedesco sulle centrali di backup si rivela gi\u00e0 in partenza insufficiente. La Bundesnetzagentur (BNetzA), l\u2019agenzia federale delle reti, ha calcolato che serviranno almeno 21 Gigawatt di potenza elettrica entro il 2030, e fino a 35 Gigawatt entro il 2035, per evitare blackout nei periodi senza vento e senza sole. Il governo ne prevede appena 12, di cui solo 8 realmente definibili come nuovi impianti affidabili.Dopo l\u2019annuncio dato venerd\u00ec, ieri in Italia si \u00e8 levata una protesta. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha denunciato che mentre alla Germania viene concesso un tetto triennale estremamente favorevole, Roma si \u00e8 vista bloccare e ritardare l\u2019Energy release per intervento della Commissione Ue, che ne ha rinviato l\u2019entrata in vigore di un anno. Soprattutto, l\u2019Energy release italiana \u00e8 a 65 euro al Megawattora e non \u00e8 un sussidio statale (che sarebbe vietato), bens\u00ec una sorta di anticipo di un vantaggio che andr\u00e0 poi restituito dai beneficiari a fronte dell\u2019impegno ad investire in impianti a fonte rinnovabile. \u00abCos\u00ec si spiazza ogni concorrenza\u00bb, ha detto Gozzi, accusando Bruxelles di usare \u00abdue pesi e due misure\u00bb.La concorrenza interna all\u2019Ue \u00e8 falsata dagli aiuti di Stato e lo \u00e8 a vantaggio dei Paesi che possono spendere di pi\u00f9. Cosa su cui da questo giornale avevamo avvisato, quando si modific\u00f2 il quadro temporaneo che sospendeva il divieto di aiuti di stato. Per le economie con margini fiscali limitati, Italia in primis, \u00e8 impossibile replicare interventi simili senza violare i vincoli di bilancio. Nel Trattato dell\u2019Unione \u00e8 scritto chiaramente che gli aiuti pubblici devono essere limitati perch\u00e9 alterano il mercato comune. Ma quando l\u2019intervento arriva da Berlino, la musica cambia. Difficile immaginare che la Commissione, che dovr\u00e0 dare il proprio assenso alla misura, blocchi tutto. Sappiamo bene chi tira le fila a Bruxelles.Intanto, l\u2019annuncio del sussidio ha gi\u00e0 rialzato i prezzi elettrici tedeschi sui mercati: il future sul dicembre 2025 ha chiuso ieri a 100,80 euro al Megawattora (+4,6%). Tanto paga lo Stato, e gli operatori lo hanno capito benissimo. E non \u00e8 finita: anche la CO2 continua a correre, ormai a 82 euro\/tonnellata, un aggravio che colpisce soprattutto le imprese non sussidiate, cio\u00e8 quelle italiane e degli altri Paesi che non possono permettersi analoghi interventi pubblici. Ora la CO2 pesa per circa 33 euro al Megawattora sul prezzo spot dell\u2019energia elettrica. Il grande esperimento verde tedesco \u00e8 fallito, ha demolito la capacit\u00e0 di generazione, ha aumentato i costi, ha esposto il sistema ai blackout. E oggi Berlino, per salvarsi, fa quello che proibiva agli altri, cio\u00e8 usa sussidi pubblici per proteggere la propria industria, lasciando gli altri Paesi a cavarsela da soli. Prima ha imposto all\u2019Europa un modello energetico irrealistico, poi, quando quel modello ha iniziato a crollare, ha attivato la forza fiscale dello Stato per coprire i buchi. Ora il problema della Germania non \u00e8 pi\u00f9 essere green, ma avere abbondanza di energia a prezzi ragionevoli per restare a galla. La certificazione che il Green deal \u00e8 morto e sepolto.Senza sussidi statali il sistema energetico europeo, per come \u00e8 stato preso a martellate, non sta pi\u00f9 in piedi. Non regge n\u00e9 dal punto di vista energetico n\u00e9 dal punto di vista industriale. Chi pu\u00f2 permettersi di spendere come la Germania cerca di metterci una toppa, chi non pu\u00f2 resta schiacciato. Del resto, il trattato sull\u2019Unione europea \u00e8 chiaro, evocando un\u2019\u00abeconomia fortemente competitiva\u00bb e aprendo la porta alla competizione tra Stati. Per salvare s\u00e9 stessa la Germania non guarda in faccia a nessuno, neppure quando \u00e8 vittima di s\u00e9 stessa. Forse un Paese come l\u2019Italia dovrebbe iniziare a imparare dalla storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l\u2019ok di Ursula, il governo tedesco approva un massiccio intervento sul settore elettrico che prevede una tariffa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":217811,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,18078,129676,129675,129677,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-217810","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-friedrich-merz","11":"tag-friedrich-merz-afd","12":"tag-friedrich-merz-germania","13":"tag-friedrich-merz-governo-tedesco","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115559757664993241","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/217810","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=217810"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/217810\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/217811"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=217810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=217810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=217810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}