{"id":217969,"date":"2025-11-16T16:15:39","date_gmt":"2025-11-16T16:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/217969\/"},"modified":"2025-11-16T16:15:39","modified_gmt":"2025-11-16T16:15:39","slug":"il-calendario-pirelli-una-storia-che-parte-dai-beatles-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/217969\/","title":{"rendered":"Il Calendario Pirelli, una storia che parte dai Beatles&#8230; &#8211; Moda"},"content":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 la storia del calendario Pirelli? L&#8217;origine \u00e8 poco nota, ha a che fare con i Beatles ed \u00e8 curiosa da raccontare. Innanzitutto \u201cThe Cal&#8221;, come viene chiamato in termini artistici, non nasce in Italia come si potrebbe pensare ma come progetto esclusivo di Pirelli UK Ltd, la consociata inglese del gruppo della Bicocca, che vi lavorava con ampi margini di autonomia. Sono infatti gli inglesi che, alla ricerca di una strategia di marketing per superare la concorrenza domestica di altre case britanniche di pneumatici, nel 1964 incaricano un <strong>fotografo, l\u2019inglese Robert Freeman, ritrattista dei Beatles<\/strong>, di dare vita, sotto la direzione di Derek Forsyth, a un progetto all\u2019epoca del tutto innovativo. <br \/>Vede cos\u00ec la luce un prodotto editoriale raffinato ed esclusivo, con valenze artistiche e culturali che andarono da subito ben oltre il campo della moda e del glamour. E&#8217; stato storicamente uno dei primi progetti di <strong>brand marketing <\/strong>di cui oggi nessuno pu\u00f2 fare a meno, tutto sommato neppure le persone nelle pubbliche relazioni visto che parliamo di auto promozione e apriprista del <strong>corporate gadget.<\/strong> Sin da subito \u00e8 stato un progetto particolare: i fotografi pi\u00f9 acclamati, modelle di fama e un tema artistico da sviluppare, libero ma sempre con una lettura e un\u2019interpretazione del costume che hanno spesso anticipato nuove tendenze. <br \/><strong>Dal 1964 al 2026, comprese alcune interruzioni nel corso degli anni, sono state pubblicate 52 edizioni del Calendario Pirelli, realizzate da 41 fotografi.<\/strong> <br \/><strong>Le quattro vite di \u201cThe Cal\u201d.<\/strong><br \/>La storia del Calendario Pirelli pu\u00f2 essere divisa in quattro periodi distinti: <br \/>&#8211; il primo decennio, dal 1964 al \u201974, seguito da una lunga interruzione delle pubblicazioni (nove anni) a causa della recessione economica; <br \/>&#8211; il secondo decennio, dall\u201984 al \u201994, che inizia con la rinascita del Calendario e il progressivo ritorno alla ribalta; <br \/>&#8211; dal 1994 al 2015, a cavallo di due secoli, che vede \u201cThe Cal\u201d affermarsi come un oggetto cult, capace di fare tendenza; <br \/>&#8211; dal 2016 a oggi, anni in cui il Calendario, da sempre anticipatore di tendenze, coglie nuove sensibilit\u00e0 legate ai cambiamenti culturali ed estetici. <br \/><strong>\u25aa Il decennio dal 1964 al \u201974<\/strong> <br \/>Gli anni della giovent\u00f9 di \u201cThe Cal\u201d sono scanditi dal crescente successo dei Beatles, della musica rock, della minigonna, ma anche dalla contestazione giovanile e dalla mobilitazione pacifista contro la guerra nel Vietnam. Il Calendario si emancipa dalla iniziale vocazione di<strong> corporate gadget <\/strong>per i principali clienti e diventa un oggetto esclusivo destinato a pochi beneficiari. Le modelle sono per lo pi\u00f9 giovani esordienti, fotografate sullo sfondo di spiagge esotiche e scenari naturali tra i pi\u00f9 suggestivi ed esclusivi. Ma ogni tanto dalle immagini patinate affiora la vera vocazione del Calendario, che \u00e8 estetica e culturale insieme: \u201cThe Cal\u201d aspira a diventare un segno dei tempi che cambiano. Cos\u00ec nel 1968 Harri Peccinotti s\u2019ispira alle poesie di Elizabeth Barret Browning, Allen Ginsberg, Ronsard; e l\u2019anno successivo lo stesso fotografo rifiuta di \u201cmettere in posa\u201d le modelle per \u201crubare\u201d gli scatti sulle spiagge assolate della California; nel 1972 \u00e8 la prima volta di un fotografo donna, Sarah Moon, che infrange alcuni tab\u00f9 del suo tempo. La cessazione delle pubblicazioni, annunciata nel marzo del 1974, suscita sui media britannici e internazionali un clamore assai maggiore dell\u2019esordio, segno evidente del crescente successo del Calendario Pirelli, che continu\u00f2 a vivere nel decennio successivo in una serie di libri, raccolte e antologie pubblicate in diverse lingue. Il pi\u00f9 famoso volume sui dieci anni di \u201cThe Cal\u201d venne pubblicato nel 1975 con una prefazione nostalgica firmata da David Niven. <br \/><strong>\u25aa Il decennio dall\u201984 al \u201894<\/strong> <br \/>Con queste premesse nel 1984 prende avvio la rinascita, molto attesa, del Calendario. A guidarla \u00e8 il nuovo art director, Martyn Walsh, che per tornare alle origini inserisce nelle fotografie una \u201ccitazione\u201d discreta, quasi subliminale, del principale prodotto del gruppo: il pneumatico. Sulle spiagge delle Bahamas, accanto alle splendide modelle fotografate per il Calendario 1984 da Uwe Ommer, compare un\u2019impronta che risulta ai pi\u00f9 misteriosa: \u00e8 il battistrada del pneumatico P6, l\u2019ultimo nato in casa Pirelli. Un\u2019ombra lieve, un disegno appena accennato ma onnipresente, un accenno alla tecnologia che pervade la nostra epoca. Nel 1987 Terence Donovan crea il primo Calendario interamente dedicato alle Venere di colore: tra le protagoniste, una Naomi Campbell agli esordi, appena sedicenne. L\u2019anno dopo, nel 1988, Barry Lategan inserisce per la prima volta, in una \u201cvetrina\u201d tradizionalmente riservata alle donne, un protagonista maschile. Nel 1990 Arthur Elgort realizza il primo Calendario Pirelli tutto in bianco e nero, dedicato alle Olimpiadi e alla regista tedesca Leni Riefenstahl. Nel 1993, ancora una volta allo scadere del decennio e dopo il cambio di direzione al vertice del gruppo, avviene una svolta importante. La comunicazione Pirelli si impone a livello internazionale con campagne pubblicitarie di grande successo (famosa quella del velocista nero Carl Lewis con scarpette rosse e tacchi a spillo) e il Calendario diventa uno degli strumenti chiave per comunicare la rinnovata immagine del Gruppo.<strong> La direzione artistica del Calendario si trasferisce nel quartier generale milanese e si decide di abbandonare ogni riferimento o citazione ai pneumatici<\/strong>. \u201cThe Cal\u201d torna cos\u00ec ad essere s\u00e9 stesso, pura espressione artistica senza vincoli n\u00e9 condizionamenti tranne quelli dello stile e del buon gusto. D\u2019altronde la \u201cP lunga\u201d \u00e8 un brand internazionale che non s\u2019identifica con una sola famiglia di prodotti, ma evoca un ampio spettro di valori e di significati, primi fra tutti l\u2019innovazione continua e la ricerca dell\u2019eccellenza, elementi questi da sempre stimolo anche per il Calendario. <br \/><strong>\u25aa Dal 1994 al 2015<\/strong> <br \/>Herb Ritts inaugura nel 1994 la nuova stagione di \u201cThe Cal\u201d con una eccezionale parata di top model: Cindy Crawford, Helena Christensen, Kate Moss e Karen Alexander. Il suo calendario, intitolato A Homage to Women vuole fissare in immagini \u201cle donne degli Anni Novanta e il loro posto nel mondo: donne fiere e seducenti, belle dentro\u201d. D\u2019ora in avanti il talento creativo dei fotografi e il fascino delle modelle diventano, ancor pi\u00f9 di prima, le chiavi di volta del successo del Calendario Pirelli. Si rafforza cos\u00ec il legame con il mondo della moda e del glamour: per le star della passerella, una foto su \u201cThe Cal\u201d equivale a una consacrazione e la competizione fra le giovani esordienti si fa sempre pi\u00f9 accesa. Tra le protagoniste pi\u00f9 glamour delle ultime edizioni del secolo figurano: Christie Turlington e (di nuovo) Naomi Campbell nel 1995 (foto di Richard Avedon); Carr\u00e9 Otis, Eva Herzigova e Nastassja Kinsky nel 1996 (foto di Peter Lindbergh); In\u00e9s Sastre e Monica Bellucci (prima modella italiana) nel 1997. Nel 1998 Bruce Weber dedica anche alcuni scatti a star maschili del cinema e della canzone come Robert Mitchum, John Malkovich, Kris Kristofferson, B.B.King e Bono; Alek Wek e Laetitia Casta sono le donne simbolo del 1999 di Herb Ritts e del 2000 di Annie Leibovitz. Il ventunesimo secolo si apre con un Calendario Pirelli realizzato a Napoli da Mario Testino con Gisele B\u00fcndchen e Frankie Ryder tra le protagoniste. Nell\u2019edizione 2002 compaiono numerose attrici e due nipoti famose: Lauren Bush (17 anni, nipote di George senior) e Kiera Chaplin (nipote del grande Charlie). Il cast del 2003, ancora di Bruce Weber, \u00e8 particolarmente ricco: include ben tre presenze italiane (Mariacarla Boscono, Eva Riccobono e Valentina Stilla) a fianco di celebrate top model come Sophie Dahl, Heidi Klum, Karolina Kurkova e Natalia Vodianova e di nuovo personaggi maschili del mondo del cinema e dello sport (Alessandro Gassman, Stephane Ferrara, Richie La Montagne). Il 2004, l\u2019edizione del quarantennale, si concentra sui sogni e i desideri di donne celebri come Catherine Deneuve e Isabella Rossellini e si affida alla creativit\u00e0 tecnologica del fotografo Nick Knight. Il 2005 \u00e8 di Patrick Demarchelier, che nel suo \u201cO espirito do Brazil\u201d ritrae modelle del calibro di Naomi Campbell e giovani esordienti come Adriana Lima sulle spiagge assolate di Ipanema e Copacabana. Il 2006 \u00e8 stato realizzato dal rodato duo anglo-turco Mert e Marcus, nella suggestiva cornice anni \u201960 della Costa Azzurra e ha per interpreti donne straordinarie per bellezza e sensualit\u00e0 come Jennifer Lopez, Kate Moss e Gisele B\u00fcndchen. Il 2007 \u00e8 la volta delle star. Ne vengono scelte cinque tra le pi\u00f9 note e apprezzate di Hollywood: Sophia Loren, Penelope Cruz, Hilary Swank, Naomi Watts e un\u2019emergente Lou Doillon fotografate dal duo olandese Ines e Vinoodh Matadin in California. Il 2008 di Patrick Demarchelier, che firma per la seconda volta \u201cThe Cal\u201d\u2122 \u00e8 la prima in assoluto realizzata nel continente asiatico. Ambientato interamente a Shanghai, ha un casting che \u00e8 un mix tra Occidente e Oriente e vede tra le protagoniste l\u2019attrice cinese Maggie Cheung e la top Doutzen Kroes. Nel 2009 \u00e8 la volta del Botswana, dove il celebre artista Peter Beard ha immortalato modelle di fama internazionale come Daria Werbowy, Lara Stone e Mariacarla Boscono. Beard, che ha vissuto in Kenya per trent\u2019anni, \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi interpreti mondiali del mistero e del fascino dell\u2019Africa. L\u2019edizione del 2010 \u00e8 affidata al fotografo americano Terry Richardson, celebre enfant terrible noto per il suo stile provocatorio e trasgressivo che ritrae ragazze provocanti e scanzonate come Miranda Kerr, Lily Cole, Rosie Huntington e Ana Beatriz. Il 2011 \u00e8 firmato dal genio creativo di Karl Lagerfeld, artista, esteta e figura poliedrica. Nel suo studio parigino, Lagerfeld d\u00e0 vita a \u201cMythology\u201d, un calendario che riflette la sua passione per le leggende e i miti della mitologia greco-romana. Un mix di interpreti maschili e femminili tra cui i modelli Baptiste Giabiconi e Brad Kroenig e l\u2019attrice Julianne Moore. Il 2012 viene affidato a Mario Sorrenti che sceglie la Corsica per dare vita a \u201cswoon\u201d, l\u2019estasi catturata dalle immagini, con un cast d\u2019eccezione come Milla Jovovich, Kate Moss, Isabeli Fontana. Autore dell\u2019edizione 2013 di \u201cThe Cal\u201d \u00e8 Steve McCurry, uno dei pi\u00f9 famosi fotoreporter mondiali che &#8211; attraverso gli scatti per Pirelli &#8211; ha saputo raccontare la trasformazione sociale ed economica del Brasile. Le protagoniste, mai ritratte nude, sono tutte accomunate dal loro impegno a sostegno di Organizzazioni non governative, Fondazioni e progetti umanitari. Fra queste, l\u2019attrice brasiliana Sonia Braga, la cantante Marisa Monte, le modelle Adriana Lima, Petra Nemcova e Summer Rayne Oakes. Il Calendario 2013 coniuga la cultura, l\u2019economia e il paesaggio brasiliano con l\u2019elemento umano, con lo sfondo delle favelas dei quartieri storici di Rio de Janeiro. <br \/>Nel 2014 per i 50 anni del Calendario Pirelli fu scelto di editare le foto che Helmut Newton aveva scattato nel 1985, ma che per varie ragioni non avevano mai visto la luce. Dall\u2019anno successivo, il 2015, il Calendario prende ancora una nuova via. Molti di quei temi che spesso erano accennati nell\u2019ambito delle varie edizioni, diventano i protagonisti della narrativa dei fotografi. Meisel introduce un tema di estrema attualit\u00e0, quello delle modelle \u201ccurvy\u201d (Candice Huffine), aprendo di fatto una nuova stagione per l\u2019estetica del calendario. <br \/><strong>\u25aa Dal 2016 a oggi<\/strong><br \/>Con l\u2019edizione 2016 si apre una nuova epoca per il Calendario Pirelli che avvia un graduale percorso di cambiamento. Anno dopo anno \u201cThe Cal\u201d, da sempre anticipatore di tendenze, tiene conto di nuove sensibilit\u00e0 culturali ed estetiche ritraendo la bellezza attraverso sguardi molto diversi. Il primo passo lo compie Annie Leibovitz che per il Calendario 2016 decide di rappresentare 13 donne scelte per il successo ottenuto nei pi\u00f9 svariati campi della vita. Davanti alla sua macchina fotografica posano dalla campionessa di tennis Serena Williams alla cantante Patti Smith, dalla performer e musicista Yoko Ono alla critica e scrittrice Fran Lebowitz. Ma anche, fra le altre, la presidente emerita del Moma, Agnes Gund, la blogger Tavi Gevinson e la presidente del fondo di investimento Ariel Investment, Melody Hobson. Il testimone passa l\u2019anno successivo a Peter Lindbergh che, nel momento in cui i principali media mondiali ritraggono le donne come ambasciatrici di perfezione e giovinezza, propone e sostiene una bellezza differente, pi\u00f9 reale e vera, talvolta non perfetta, ma capace di emozionare. Da qui il titolo del Calendario 2017 \u201cEmotional\u201d, scattato con 14 attrici internazionali, tra cui Nicole Kidman, Helen Mirren, Penelope Cruz e Uma Thurman. Con l\u2019edizione 2017, il maestro tedesco diventa l\u2019unico fotografo a essere stato chiamato a realizzare il Calendario Pirelli per ben tre volte, dopo il 1996 scattato in California nel deserto di El Mirage e il 2002 realizzato negli Studios della Paramount Pictures a Los Angeles. Il 2018 \u00e8 la volta di Tim Walker che sceglie di rappresentare \u201cAlice nel paese delle Meraviglie\u201d con un cast composto da 18 personalit\u00e0, tra emergenti e affermati, tra cui Naomi Campbell, Whoopi Goldberg e Ru Paul. Alice \u00e8 interpretata dalla modella Duckie Thot, la cui storia personale &#8211; figlia di rifugiati sudanesi che si sono trasferiti in Australia &#8211; la rende l\u2019ideale reincarnazione della moderna Alice, eroina senza radici e simbolo di irrequietezza. Le aspirazioni e i sogni delle donne tornano protagonisti col Calendario 2019. Albert Watson intitola il proprio Calendario \u201cDreaming\u201d, perch\u00e9 vuole rappresentare, attraverso quattro piccoli film, le storie di quattro donne intente a raggiungere i propri obiettivi. Le immagini non sono solo \u201critratti\u201d, ma fermi immagini cinematografici che indagano le donne protagoniste e la loro visione: Gigi Hadid, Misty Copeland, Julia Gardner e Laetitia Casta. Per il Calendario 2020, il soggetto diventa la poliedricit\u00e0 della figura femminile. Il fotografo \u00e8 Paolo Roversi e il titolo \u00e8 \u201cLooking for Juliet\u201d, una rivisitazione fotografica della tragedia shakespeariana. Nove donne interpretano Giulietta, una figura semplice, ma complicata, ingenua, ma passionale fino a togliersi la vita per amore. Roversi esplora la complessit\u00e0 dell\u2019universo femminile attraverso la ricerca della \u201cGiulietta\u201d presente in ogni donna. In una sola figura convivono bellezza, forza, tenerezza e coraggio, attitudini che emergono dai gesti, dalle parole, dai sorrisi, dalle lacrime e dagli occhi delle protagoniste, tra cui spiccano Emma Watson, Claire Foy, Rosalia, Indya Moore e Christen Stewart. Il Calendario Pirelli 2021 non \u00e8 stato pubblicato a fronte dell\u2019emergenza sanitaria del Coronavirus. <br \/>Dopo la sospensione per la pandemia, l\u2019edizione 2022 &#8211; che segna anche i 150 anni di Pirelli &#8211; torna con gli scatti di Bryan Adams di \u201cOn The Road\u201d che ha immortalato la vita degli artisti in tour. Un tema che torna anche nell\u2019omonimo brano che il musicista canadese ha scritto per il Calendario e che \u00e8 stato inserito in un suo album. Nel Calendario 2022 i musicisti rivivono tutti i momenti delle loro tourn\u00e9e: dalla tensione prima dell\u2019esibizione alle pause tra le prove e i concerti, dai lunghi viaggi da una citt\u00e0 all\u2019altra alla solitudine in una stanza di albergo. Esperienze vissute dallo stesso Bryan Adams che, per la prima volta nella storia del Calendario non \u00e8 solo fotografo, ma anche parte del cast. insieme a figure come Iggy Pop, Cher, St. Vincent, Grimes e Rita Ora. Per l\u2019edizione 2023 Emma Summerton, firma \u201cLove Letters to the Muse\u201d, un calendario che raccoglie 28 scatti di 14 modelle ritratte con lo stile onirico che distingue il lavoro della fotografa australiana. Il suo Calendario ripropone il significato originario della parola Musa: chi possiede talento nella letteratura, nella scienza e nell\u2019arte. Il Calendario di Emma Summerton, quinta donna a scattare \u201cThe Cal\u201d\u2122, \u00e8 una celebrazione di donne straordinarie: scrittrici, fotografe, poetesse e registe. Nel 2024 \u00e8 \u201cTimeless\u201d il Calendario firmato dal visual artist ghanese Prince Gyasi, uno dei pi\u00f9 giovani artisti chiamati a cimentarsi con \u201cThe Cal\u201d. Gyasi sceglie di immortalare le figure per lui capaci di imprimere un segno destinato a restare e di ispirare le generazioni future, fra queste anche Sua Maest\u00e0 Otumfuo Osei Tutu II, Re dello storico Impero Ashanti dell\u2019Africa occidentale. Nel 2025 \u201dRefresh and Reveal\u2019 , firmato dal fotografo statunitense Ethan James Green, segna un ritorno in chiave contemporanea alla sensualit\u00e0 e a quella ricerca della bellezza, svelata anche attraverso il corpo, che ha caratterizzato il Calendario fin dalla sua nascita. <br \/>L\u2019edizione 2026, del fotografo norvegese S\u00f8lve Sundsb\u00f8, esplora la connessione tra l\u2019essere umano e la natura attraverso gli \u201cElements\u201d. Le undici protagoniste sono ritratte come incarnazioni simboliche degli elementi naturali &#8211; terra, aria, fuoco e acqua &#8211; ma anche di forze pi\u00f9 intangibili, come l\u2019energia, l\u2019etere, la luce.<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Qual \u00e8 la storia del calendario Pirelli? 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