{"id":218014,"date":"2025-11-16T16:49:11","date_gmt":"2025-11-16T16:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218014\/"},"modified":"2025-11-16T16:49:11","modified_gmt":"2025-11-16T16:49:11","slug":"altro-che-apocalisse-dazi-lexport-italiano-negli-usa-e-cresciuto-del-35-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218014\/","title":{"rendered":"Altro che apocalisse dazi L&#8217;export italiano negli Usa \u00e8 cresciuto del 35% \u2013 Il Tempo"},"content":{"rendered":"<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/142946545-50aa670e-0297-4fe3-8c06-7c4dc705c0d2.jpg\" class=\"lazy\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>        Foto: LaPresse<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"\" class=\"author\">Roberto Arditti<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t16 novembre 2025<\/p>\n<p>Da settimane negli Stati Unitisi assiste a una scena che dovrebbe essere evidente anche ai pi\u00f9 ostinati: l\u2019amministrazione Trump non \u00e8 un gruppo di invasati ideologici. \u00c8 una squadra politica che, quando capisce che una misura economica produce effetti distorti, corregge la rotta. \u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 appena successo con i dazi su vari beni alimentari d\u2019importazione: Washington ha allentato il meccanismo, tagliando o azzerando le tariffe su prodotti che l\u2019America semplicemente non riesce a produrre in quantit\u00e0 sufficiente. Una scelta di puro pragmatismo, non di resa.<\/p>\n<p>In Italia, per\u00f2, per mesi \u00e8 andata in scena un\u2019altra narrazione: quella del disastro annunciato, della tempesta perfetta pronta ad abbattersi sulle nostre imprese, dell\u2019export italiano spacciato ancora prima che i dati fossero disponibili. E qui l\u2019elenco dei \u201ccatastrofisti\u201d \u00e8 lungo.<\/p>\n<p>Elly Schlein ha parlato di \u00abrischio devastante per il lavoro e per le nostre esportazioni\u00bb, accusando il governo di \u00absubalternit\u00e0\u00bb e sostenendo che i dazi USA avrebbero \u00abmesso in ginocchio interi comparti produttivi\u00bb. Giuseppe Conte, nel suo ormai consueto tono messianico, ha scritto che \u00abnel duello sui dazi l\u2019Italia \u00e8 una delle sconfitte\u00bb, evocando uno scenario da &#8220;Caporetto commerciale&#8221;. Paolo Gentiloni, da Bruxelles, ha indicato Italia e Germania come \u00abi Paesi pi\u00f9 esposti\u00bb, alimentando l\u2019idea che il nostro sistema produttivo sarebbe stato travolto. Maurizio Landini ha parlato di \u00abfallimento della globalizzazione\u00bb e di \u00abpericolo serio per migliaia di posti di lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sono arrivati perfino a proporre il boicottaggio dei prodotti americani, descrivendo i dazi come \u00abuna minaccia pesantissima per l\u2019economia italiana\u00bb. Mario Monti ha ammonito che \u00abil protezionismo Usa rischia di provocare una recessione in Europa\u00bb, mentre diversi editorialisti di area progressista hanno evocato crolli dell\u2019export e &#8220;buchi&#8221; da decine di miliardi. Una campagna di allarmismo sistematico: l\u2019Italia sarebbe stata la vittima principale dell\u2019offensiva di Washington. Poi, per\u00f2, sono arrivati i numeri veri. E i numeri, si sa, parlano chiaro, cos\u00ec da rendere semplicemente patetico (e anche un po\u2019 miserabile) quel coro estivo di catastrofisti da bar sport.<\/p>\n<p>A settembre 2025 l\u2019export italiano cresce del 10,5% su base annua. Il mercato extra-UE \u2014 quello che secondo molti sarebbe stato il pi\u00f9 colpito dalla &#8220;furia protezionista&#8221; \u2014 registra un aumento di quasi l\u201911%. E soprattutto: le esportazioni verso gli Stati Uniti volano con un clamoroso +35% rispetto all\u2019anno precedente. Non una contrazione, non una frenata, non una sofferenza settoriale: un boom. Il quadro \u00e8 chiaro. Altro che apocalisse, altro che industria italiana in fuga o filiere spezzate. Il nostro export non solo tiene, ma cresce, e proprio sul mercato americano mostra la dinamica pi\u00f9 brillante. Mentre tanti commentatori evocavano lo spettro della rovina, le imprese italiane hanno continuato a fare ci\u00f2 che sanno fare: competere, vendere, espandersi. Siccome per\u00f2 qui non siamo degli invasati con le fette di salame sugli occhi, vogliamo anche ricordare i dati di agosto 2025, che hanno visto un calo delle esportazioni italiane verso gli USA, effetto evidente del momento di incertezza. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 ragionare in materia economica tendendo i piedi per terra e la testa sgombra da condizionamenti politici: se un prodotto italiano (quindi di fascia medio-alta) viene venduto nel mercato pi\u00f9 ricco del mondo \u00e8 perch\u00e9 quei consumatori lo vogliono. Quindi, aggiustata la vicenda dazi con incrementi gestibili dalla filiera, ecco che le merci tornano a muoversi secondo le leggi di domanda e offerta.<\/p>\n<p>La vera debolezza quindi non \u00e8 mai stata nelle decisioni della Casa Bianca \u2014 che, piaccia o no, ha mostrato pragmatismo nella gestione dei dazi \u2014 ma nella tentazione italiana di trasformare ogni scelta internazionale in un motivo per gridare all\u2019emergenza. \u00c8 una malattia antica della nostra politica: il \u201clupo al lupo\u201d come strumento di polemica interna. I profeti di sventura vadano a studiare con un pizzico di umilt\u00e0, rossi di vergogna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Foto: LaPresse Roberto Arditti 16 novembre 2025 Da settimane negli Stati Unitisi assiste a una scena che dovrebbe&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":218015,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,3706,206,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-218014","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-dazi","11":"tag-donald-trump","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115560407068576296","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=218014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/218015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=218014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=218014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=218014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}