{"id":21828,"date":"2025-08-01T10:29:11","date_gmt":"2025-08-01T10:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/21828\/"},"modified":"2025-08-01T10:29:11","modified_gmt":"2025-08-01T10:29:11","slug":"carollo-che-suonava-strano-quasi-poetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/21828\/","title":{"rendered":"CAROLLO!\u00bb CHE SUONAVA STRANO, QUASI POETICO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tour de Banyuwangi Ijen, in Indonesia, luned\u00ec scorso<\/strong>. Seconda tappa, Alaspurwo-Banyuwangi, di 158,8 km. Primo, in volata, <strong>Francesco Carollo, 25 anni fra 17 giorni,<\/strong> comasco, dello Swatt Club.<strong> Un Carollo vincente. Quasi una contraddizione, un ossimoro, un paradosso.<\/strong> Perch\u00e9 finora Carollo era simbolo, sinonimo, emblema dell\u2019ultimo. L\u2019ultimo degli ultimi. L\u2019ultimissimo. Pi\u00f9 ultimo di Luigi Malabrocca.\n            <\/p>\n<p><strong>Era il Giro d\u2019Italia del 1949.<\/strong> Tre giorni prima della partenza, mentre lavorava sul tetto di una casa popolare, gli fu recapitato un telegramma: doveva presentarsi il pi\u00f9 presto possibile a Palermo per sostituire l\u2019influenzato Fiorenzo Magni, capitano della Wilier Triestina. Torn\u00f2 a casa, riemp\u00ec la valigia di cartone avuta dalla squadra, infilandoci anche \u2013 pare \u2013 un paio di bottiglie di Merlot, salt\u00f2 sul primo treno e in un paio di giorni riusc\u00ec a raggiungere la Sicilia e unirsi a Cottur e Martini, Bresci e Maggini, Ausenda e Feruglio.\n            <\/p>\n<p><strong>Aveva 25 anni, Carollo. Sante di nome, ma tutti in paese \u2013 Montecchio Precalcino, nel Vicentino \u2013 lo chiamavano Santo.<\/strong> E C\u00e0rolo di cognome, ma per un errore di trascrizione divenuto Car\u00f2llo. Secondo di quattro figli, infanzia poverissima, manovale e muratore, solo un paio di anni prima si era innamorato della bicicletta, ottenuto un prestito da un amico se n\u2019era comprata una, un solo anno da dilettante, una vittoria prestigiosa, nella Schio-Ossario del Pasubio, e subito, ora o mai pi\u00f9, il passaggio al professionismo.<strong> Le prime corse gli servirono per prendere confidenza alle giuste distanze.<\/strong> Alla Milano-Sanremo, 78\u00b0 a quasi 22 minuti da Fausto Coppi. Al Giro del Piemonte gli and\u00f2 peggio: dopo due forature, rimasto con un solo palmer, accett\u00f2 una ruota da uno sportivo lungo il percorso, ma il regolamento lo vietava, la pena era una squalifica di tre mesi, e Sante Carollo (io lo chiamo cos\u00ec) <strong>riprese in mano malta e cazzuola,<\/strong> limitandosi a qualche sgambata serale in bicicletta. Fino a quel telegramma.<\/p>\n<p><strong>La prima tappa, la Palermo-Catania, Carollo giunse ultimo,<\/strong> a oltre un\u2019ora dal vincitore Mario Fazio e a trequarti d\u2019ora da Luigi Malabrocca. \u201cSe il gruppo superava i 30 all\u2019ora, perdevo contatto e procedeva staccato da tutti \u2013 ne scriveva Benito Mazzi nell\u2019irrinunciabile \u201c<strong>Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca\u201d <\/strong>(Ediciclo, del 2005) -. Quanto pedalare da solo ho fatto. Fu l\u2019amor proprio a tenermi su, a farmi stringere i denti. E mi fu d\u2019aiuto con le sue cure, con la sua vicinanza, il dottor Campi, il medico del Giro. Cominciai a pedalare un po\u2019 da cristiano dopo sei, sette tappe, quando il mio nome era popolare perch\u00e9 abbinato all\u2019ultima posizione, ai grandi distacchi\u201d. <strong>Malabrocca<\/strong>, che aveva inventato la maglia nera conquistando l\u2019ultimo posto nel Giro del 1946 (a 4.09\u201944\u201d da Gino Bartali) e bissando l\u2019impresa nel Giro del 1947 (a 5.52\u201920\u201d da Coppi), saltando l\u2019edizione del 1948 per manifesta superiorit\u00e0 (nell\u2019inferiorit\u00e0), <strong>era convinto che il suo rivale si sarebbe ritirato<\/strong>. Quando cap\u00ec che invece avrebbe insistito fino al traguardo finale di Milano, Luis\u00ecn cominci\u00f2 a preoccuparsi e ingegnarsi per staccarlo da dietro. <strong>Due straordinari fondisti. Due meravigliosi estremisti. Due storici rivoluzionari. Due formidabili\u2026 finisseur.<\/strong><\/p>\n<p>Se Malabrocca era tenace nella ricerca della solitudine in coda al gruppo, cio\u00e8 indietro, Carollo talvolta cedeva alla tentazione di uno scatto \u2013 dal suo punto di vista \u2013 dalla parte sbagliata, cio\u00e8 davanti. Come nella Genova-Sanremo, quando <strong>in una fase di stanca and\u00f2 addirittura in fuga<\/strong>, accumul\u00f2 un notevole vantaggio sul gruppo e arriv\u00f2 perfino a sperare di vincere la tappa. Come nella Sanremo-Cuneo, sul Col di Nava, quando volle dimostrare di avere qualit\u00e0 di scalatore, ma \u2013 disgraziatamente per Malabrocca \u2013 fu fermato dall\u2019ammiraglia per attendere e aiutare Martini vittima di una foratura. Come in altre tappe quando<strong> i suoi tifosi gli scrivevano o lo imploravano di mollare l\u2019ultima posizione, promettendogli \u201cnotti romantiche con splendide ragazze\u201d<\/strong> e inviandogli \u201cfotografie di provocanti biondone in costume adamitico\u201d. Strada facendo, Carollo non perse di vista l\u2019ultimo posto e Malabrocca, nonostante strategie e stratagemmi (il suo pezzo forte: nascondersi e aspettare), infine fu costretto a soccombere. <strong>Fenomenale ultimo Carollo a 9.57\u201907\u201d da Coppi.<\/strong><\/p>\n<p>La carriera di Carollo fu brevissima: dur\u00f2 solo quell\u2019anno. Riusc\u00ec a dare segnali delle sue doti in salita, aggiudicandosi il Gran premio della montagna della Decima Nazionale di La Spezia (e sul bastione di Fosdinovo aveva preceduto addirittura Sandrino Carrea, il gregarione di Coppi). Non riconfermato dalla Wilier, non ingaggiato dalla Bianchi (pare che il Campionissimo lo volesse con s\u00e9), <strong>Carollo vendette il Mosquito<\/strong> (un motorino a pedali) <strong>per pagarsi il viaggio in Svizzera e lavorare da muratore con il padre.<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019altro giorno, in Indonesia,<strong> quel primo Carollo suonava strano, sorprendente, inedito. E molto poetico.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tour de Banyuwangi Ijen, in Indonesia, luned\u00ec scorso. Seconda tappa, Alaspurwo-Banyuwangi, di 158,8 km. 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