{"id":218526,"date":"2025-11-17T00:26:20","date_gmt":"2025-11-17T00:26:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218526\/"},"modified":"2025-11-17T00:26:20","modified_gmt":"2025-11-17T00:26:20","slug":"cinema-al-cento-per-100-ecco-le-nostre-recensioni-dei-film-in-sala-dal-13-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218526\/","title":{"rendered":"Cinema al cento per 100, ecco le nostre recensioni dei film in sala dal 13 novembre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pierfrancesco Favino <\/strong>\u00e8 \u201cIl maestro\u201d, un istruttore di tennis sull\u2019orlo di una crisi di nervi a cui vengono affidate le sorti di un giovane campione (almeno cos\u00ec lo vede il padre). Misurata storia di formazione (ricorda \u201cIl sorpasso\u201d) ed elogio della sconfitta. Regia di <strong>Andea Di Stefano<\/strong> che dopo il noir \u201cL\u2019ultima notte di amore\u201d cambia completamente superficie di gioco.<\/p>\n<p><strong>\u201cDiamant brut\u201d,<\/strong> cio\u00e8 diamante grezzo. La giovanissima Liane si sente cos\u00ec. Vuole essere scoperta, \u201cvista\u201d dai social. Le piomba addosso l\u2019occasione per farlo e allora il sogno diventa ossessione ma anche dura realt\u00e0. L\u2019esordiente<strong> Agathe Riedinger<\/strong> firma un\u2019opera disperata e lirica insieme. Per essere \u201cLa ragazza brillante\u201d bisogna camminare sul filo dell\u2019esibizionismo e della prostituzione morale.<\/p>\n<p><strong>\u201cI colori del tempo\u201d <\/strong>di <strong>C\u00e9dric Klapish<\/strong> trova nella storia di Ad\u00e8le una narrazione popolare, anche comica a tratti, non priva di citazioni colte e di rimandi pi\u00f9 alti, a sottolineare la diversa serenit\u00e0 dei tempi andati e lo stress di quelli recenti.<\/p>\n<p>Il maestro<\/p>\n<p>Cast: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Edwige Fenech, Giovanni Ludeno, Valentina Bell\u00e8<\/p>\n<p><strong>Pierfrancesco Favino<\/strong> \u00e8 Raul Gatti, un ex tennista sull\u2019orlo di una crisi di nervi che, dopo un ottavo al Foro Italico, \u00e8 evaporato. All\u2019epoca divorava la vita e il campo come faceva l\u2019argentino <strong>Guillermo Villas<\/strong> con quella sua personalit\u00e0 brillante, la palla liftata, la spudoratezza di giocare anche dopo aver fatto l\u2019alba in discoteca, profumando di femmine e champagne.<\/p>\n<p>Ora che i riflettori si sono spenti e la terra rossa sulle scarpe \u00e8 diventata solo polvere, Raul si ricicla maestro di tennis per il giovanissimo Felice (<strong>Tiziano Menichelli<\/strong>) che il padre vorrebbe gi\u00e0 campione. Ma il ragazzo \u00e8 un pallettaro, vince a livello regionale perch\u00e9 sfinisce gli avversari da fondo campo. Mai un sussulto, mai una vol\u00e9e a rete, mai un attacco.<\/p>\n<p>\u00abArretrare sempre\u00bb \u00e8 la parola d\u2019ordine. L\u2019incontro con Raul, tuta acetata d\u2019ordinanza e polsini addosso notte e giorno (c\u2019\u00e8 un motivo \u2026), \u00e8 quasi traumatico, ma entrambi impareranno qualcosa. \u201cIl Maestro\u201d di <strong>Andrea Di Stefano<\/strong> (che cambia radicalmente superficie di gioco dopo l\u2019acclamato noir \u201cL\u2019ultima notte di Amore\u201d) \u00e8 una commedia umana e umanista.<\/p>\n<p><strong>Ricorda quasi \u201cIl sorpasso\u201d <\/strong>in quella iniziazione alla vita di Felice per mano di un perdente che continua a commettere doppi falli. Ma che una cosa la insegna al suo pupillo: si pu\u00f2 anche perdere. Raul Gatti \u00e8 un personaggio pi\u00f9 tragico che comico, incarna quell\u2019elogio della sconfitta che il mondo di oggi non sembra voler pi\u00f9 accettare.<\/p>\n<p>Di Stefano lo carica sulle spalle di Pierfrancesco <strong>Favino, bravo a governare le montagne russe del suo personaggio. <\/strong><\/p>\n<p>Preziosa l\u2019interpretazione del <strong>giovanissimo Menichelli<\/strong> e c\u2019\u00e8 anche un piccolo cameo di <strong>Edwige Fenech<\/strong>. Esilarante la sequenza in chiesa tra il maestro e il suo allievo. (Marco Contino)<\/p>\n<p>Una ragazza brillante\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Cast: Malou Khebizi, Idir Azougli<\/p>\n<p><img alt=\"Il film &quot;Una ragazza brillante&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"768\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/una-ragazza-brillante-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Il film &#8220;Una ragazza brillante&#8221;<\/p>\n<p>Al suo esordio alla regia, <strong>Agathe Riedinger<\/strong> impasta il cinema sociale dei fratelli Dardenne, quello brutalmente onirico di \u201cPrecious\u201d e, infine, quello ossessivo di \u201cReality\u201d di Garrone. Perch\u00e9 la protagonista di \u201cDiamant Brut\u201d (tradotto dai distributori italiani con un pi\u00f9 insipido \u201cLa ragazza brillante\u201d) \u00e8 la 19enne Liane (una <strong>convincente Malou Khebizi<\/strong>) che, pi\u00f9 di ogni altra cosa, vuole essere \u201cvista\u201d.<\/p>\n<p>In un <strong>contesto urbano e sociale squallido<\/strong> (quello della periferia di Frejus: ma quanto sembra lontana la Costa Azzurra!), Liane veste top striminziti che ne risaltano il seno rifatto, porta unghie lunghissime con le perline che ruba nei centri commerciali, si muove con disinvoltura tra il sacro (\u00e8 una credente che prega Dio perch\u00e9 la aiuti a sfondare nei social) e il profano (con la sua piccola collezione di scarpe, vestiti, trucchi che tiene e pulisce come reliquie).<\/p>\n<p>\n \u200b \u200b\n<\/p>\n<p>Ha una madre disoccupata e una sorellina abbandonata a se stessa: per questo, la telefonata di una direttrice di casting che seleziona Liane per partecipare al provino di un famoso reality, diventa la porta d\u2019uscita dall\u2019anonimato e da un passato in una casa famiglia (che riaffiora quando incontra un suo vecchio amico) per approdare a una <strong>dimensione disintermediata e social<\/strong>, il suo personale paese dei balocchi in cui esibizionismo e prostituzione morale non sembrano cos\u00ec distanti.<\/p>\n<p>Riedinger <strong>non racconta nulla di originale, eppure lo fa con l\u2019incoscienza di una esordiente<\/strong>, trovando spesso un equilibrio tra il canto disperato di Liane e il realismo di luoghi e persone che sembra abortire in partenza qualsiasi sogno o anelito di riscatto. Finale, forse, un po\u2019 troppo consolatorio per le basi che sino ad allora aveva costruito la regista.<\/p>\n<p>Ma quella canzone (\u201cBisogna morire\u201d, una passacaglia del \u2018600), intonata con grazia da Liane, conserva qualcosa di struggente. Come se, davvero, la protagonista dovesse prima soccombere nel mondo reale e poi rinascere in quello social. (Marco Contino)<\/p>\n<p>I colori del tempo<\/p>\n<p>Cast: Suzanne Lindon, Abraham Wapler, Julia Piaton, Vincent Macaigne, Zinedine Soualem<\/p>\n<p><img alt=\"Il film &quot;I colori del tempo&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"1847\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/i-colori-del-tempo-jpeg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Il film &#8220;I colori del tempo&#8221;<\/p>\n<p>L\u2019escamotage narrativo di andare alla ricerca del proprio passato familiare attraverso un baule di ricordi, un album fotografico o un lascito testamentario, non \u00e8 nuovo nel cinema, che, anzi, predilige giocare spesso tra storia e memoria.<\/p>\n<p>Nel film \u201cI colori del tempo\u201d di<strong> C\u00e9dric Klapish<\/strong> non \u00e8 l\u2019apertura di un testamento a innescare il meccanismo, ma qualcosa di simile: la richiesta di un comune della Normandia di acquistare un rudere appartenuto ad Ad\u00e8le, un\u2019ava lontana di una famiglia molto numerosa, rappresentata da quattro cugini molto diversi tra loro.<\/p>\n<p>Da l\u00ec la ricostruzione della<strong> storia di una giovane di belle speranze<\/strong> che, partendo dal paesello alla volta di Parigi, alla ricerca della madre che non ha mai conosciuto, viene investita dal fascino e dal dinamismo della Parigi fin de si\u00e8cle, riuscendo a mantenere intatta la propria alterit\u00e0, ma recependo l\u2019eredit\u00e0 culturale e artistica, che conserver\u00e0, portandole con s\u00e9, assieme ad altre sorprese scoperte dai parenti nei diversi sopralluoghi, al rientro in Normandia.<\/p>\n<p>C\u00e9dric Klapish \u00e8 un <strong>regista abituato a strizzare l\u2019occhio al grande pubblico con film di intrattenimento<\/strong>, da \u201cL\u2019appartamento spagnolo\u201d (2002) a \u201cLa vita \u00e8 una danza\u201d (2022). Qui trova un giusto mix tra commedia e ritratto storico, in un\u2019alternanza temporale tra le vicende della famiglia miracolata dall\u2019eredit\u00e0 a quelle della giovane Ad\u00e8le alla scoperta della Ville Lumi\u00e8re che esprime, da un lato, il senso delle proprie radici, dall\u2019altro il ruolo dell\u2019arte \u2013 tra pittura e fotografia \u2013 nella formazione delle generazioni di ieri e di oggi.<\/p>\n<p><strong>Bella l\u2019ambientazione di una Parigi ai margini della Belle \u00c9poque<\/strong>, ricca di citazioni impressioniste, che si integra e si sovrappone alle stesse immagini dell\u2019attualit\u00e0. Ne risulta un film che predilige una narrazione popolare, anche comica a tratti, e comunque non priva di citazioni colte e di rimandi pi\u00f9 alti, a\u00a0\u00a0sottolineare la diversa serenit\u00e0 dei tempi andati e lo stress di quelli recenti. (Michele Gottardi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pierfrancesco Favino \u00e8 \u201cIl maestro\u201d, un istruttore di tennis sull\u2019orlo di una crisi di nervi a cui vengono&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":218527,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-218526","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115562203654684230","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=218526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218526\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/218527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=218526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=218526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=218526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}