{"id":218615,"date":"2025-11-17T01:54:11","date_gmt":"2025-11-17T01:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218615\/"},"modified":"2025-11-17T01:54:11","modified_gmt":"2025-11-17T01:54:11","slug":"stretta-sugli-scioperi-in-manovra-emendamento-fdi-ritirato-tra-le-polemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218615\/","title":{"rendered":"Stretta sugli scioperi in Manovra, emendamento FdI ritirato tra le polemiche"},"content":{"rendered":"<p>Un passo indietro sul fronte caldo del diritto di sciopero. Il senatore di Fratelli d\u2019Italia, Matteo Gelmetti, ha annunciato il ritiro dell\u2019emendamento alla manovra che avrebbe introdotto pesanti restrizioni per gli scioperi nel settore dei trasporti.<\/p>\n<p>La proposta, che aveva scatenato l\u2019immediata e furibonda reazione di tutti i <strong>sindacati<\/strong> confederali e delle <strong>opposizioni<\/strong>, viene temporaneamente archiviata, ma con l\u2019impegno esplicito di riproporla in futuro sotto forma di disegno di legge.\n<\/p>\n<p>Cosa diceva l\u2019emendamento<\/p>\n<p>L\u2019emendamento, firmato anche dai senatori di FdI Lavinia Mennuni e Vita Maria Nocco, mirava a modificare la legge 146 del 1990 introducendo un nuovo articolo, il 45-bis. Il cuore della norma era l\u2019obbligo per i dipendenti del trasporto pubblico di comunicare per iscritto e in modo \u201cirrevocabile\u201d, almeno sette giorni prima, la propria adesione allo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/info-utili\/scioperi\/scioperi-novembre-2025-calendario\/935873\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sciopero<\/a>. Una misura presentata come necessaria per tutelare i cittadini, ma che per i critici rappresentava un tentativo di mettere il bavaglio al conflitto sociale.<\/p>\n<p>Le organizzazioni sindacali \u2013 Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti \u2013 non avevano usato mezzi termini, definendo la proposta \u201c<strong>inutile e pericolosa<\/strong>\u201c. Il loro allarme si concentrava su due fronti. Primo, la creazione di \u201cliste di scioperanti\u201d che, secondo Cgil, Cisl e Uil, avrebbe aperto la strada a \u201cdiscutibili pressioni e potenziali discriminazioni\u201d sui lavoratori, minacciando di aggravare un clima industriale gi\u00e0 teso. Secondo, un meccanismo che rischiava di oscurare del tutto l\u2019effetto dello sciopero.<\/p>\n<p>Il testo, infatti, prevedeva che se il numero di adesioni formali fosse stato cos\u00ec basso da permettere un servizio normale, le aziende sarebbero state esentate dagli obblighi di comunicazione preventiva agli utenti e dall\u2019attivazione dei protocolli per i servizi minimi. In pratica, uno sciopero a bassa adesione sarebbe potuto passare inosservato, privandolo di visibilit\u00e0 e, di fatto, di efficacia.<\/p>\n<p>Le proteste si erano fatte sentire anche in Parlamento. La senatrice di Italia Viva, Annamaria Furlan, ex segretaria generale della Cisl, aveva parlato di \u201c<strong>lesione del diritto costituzionale di sciopero<\/strong>\u201c, mentre Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) aveva accusato il governo di essere \u201cossessionato da chi protesta\u201d.<\/p>\n<p>Lo stop dopo le polemiche<\/p>\n<p>Di fronte a questo muro di opposizioni, Gelmetti ha scelto di ritirare l\u2019emendamento. In una nota, ha giustificato la mossa affermando che nella <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/speciale\/legge-di-bilancio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">legge di Bilancio<\/a> \u201cmancano le condizioni per una discussione approfondita e ampia\u201d. Ma il senatore non rinuncia alla sostanza della sua battaglia, riproponendosi di presentare un disegno di legge pi\u00f9 articolato sull\u2019argomento, ha ribadito la necessit\u00e0 di \u201cintervenire sulla stortura\u201d dell\u2019attuale normativa.<\/p>\n<p>Il problema, secondo il senatore di FdI, \u00e8 il \u201c<strong>dumping degli scioperi<\/strong>\u201c. Spiega Gelmetti:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Oggi il solo annuncio di uno sciopero, anche da parte di una sigla sindacale minore, comporta che le aziende di trasporto siano costrette a ridurre del 50 per cento il servizio. Questo qualunque sia il reale livello di adesione. Cos\u00ec capita che ad adesioni sindacali irrisorie corrispondano comunque grandissimi disagi per gli utenti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ma l\u2019emendamento potrebbe tornare<\/p>\n<p>La conclusione di Gelmetti delinea l\u2019obiettivo futuro: \u201cIntrodurre un meccanismo che garantisca un equilibrio tra la riduzione del servizio e la reale adesione agli scioperi, nel pieno rispetto del legittimo diritto dei lavoratori di far sentire la propria voce\u201d.<\/p>\n<p>La tregua, dunque, \u00e8 solo <strong>temporanea<\/strong>. Il ritiro dell\u2019emendamento ha spento un incendio politico immediato, ma la partita sulla regolamentazione dello sciopero nei servizi essenziali \u00e8 solo rinviata. Il governo e la maggioranza hanno chiarito la loro intenzione di riformare le norme, promettendo un confronto che i sindacati, ora come allora, si dicono pronti ad affrontare con la massima determinazione. La promessa di un nuovo disegno di legge assicura che il dibattito, presto o tardi, torner\u00e0 ad infiammarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un passo indietro sul fronte caldo del diritto di sciopero. 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