{"id":218638,"date":"2025-11-17T02:20:17","date_gmt":"2025-11-17T02:20:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218638\/"},"modified":"2025-11-17T02:20:17","modified_gmt":"2025-11-17T02:20:17","slug":"lucraina-al-buio-riaccendiamo-luci-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218638\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina al buio: riaccendiamo luci di pace"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Ucraina \u00e8 al buio. I bombardamenti che colpiscono le centrali elettriche stanno compromettendo seriamente la capacit\u00e0 operativa di una rete energetica gi\u00e0 fortemente logorata dalle sistematiche distruzioni di cui \u00e8 stata bersaglio nel corso di ormai quasi quattro anni di guerra. Le immagini delle citt\u00e0 ucraine che di sera o di notte si spengono per la necessit\u00e0 di razionare le forniture di energia elettrica, secondo rigidi e prolungati turni di sospensione dell\u2019erogazione, colpiscono e sono emblematiche di tale situazione. Ma la mancanza di energia non \u00e8 solo notturna, e ha come conseguenza non solamente l\u2019interruzione dell\u2019illuminazione: gli impianti di riscaldamento cessano di lavorare, le pompe che permettono lo scorrimento dell\u2019acqua negli acquedotti o spingono l\u2019acqua ai piani alti dei palazzi perdono energia, gli ascensori non funzionano e in molti complessi residenziali di Kiev o di altre citt\u00e0 non sono pochi i palazzi con pi\u00f9 di dieci piani, solo per citare alcune delle conseguenze che maggiormente impattano sulla vita quotidiana delle persone. Si annuncia la lunga notte di un inverno buio e molto duro.<\/p>\n<p>\u00c8 facile nell\u2019abitudine alla guerra, che genera stanchezza o indifferenza, o in una attenzione tutta puntata sulle questioni militari e politiche, sovente prigioniera degli schemi propagandistici dell\u2019una o dell\u2019altra parte, dimenticare o forse non considerare il vissuto umano nella guerra, soprattutto di chi ne \u00e8 vittima, degli inermi che ne patiscono le conseguenze pi\u00f9 dure. Per conoscere e comprendere la guerra occorre guardare a questa realt\u00e0, occorre ascoltare non sbrigativamente le voci di chi soffre, occorre guardare negli occhi gli inermi. Chi ha avuto occasione di farlo, visitando l\u2019Ucraina in questi quasi quattro anni e accostandosi alle vittime, ha potuto conoscere il dolore profondo e la compostezza di una societ\u00e0 civile resistente ma per tanti versi anche estenuata dalla guerra. \u00c8 stato possibile ascoltare racconti di donne sfollate dall\u2019est e dal sud del Paese, racconti di assedi e di violenze, di distruzioni e di case devastate, di fughe tra la vita e la morte, di vite azzerate; ascoltare racconti di anziani che hanno perso tutto, o di giovani e giovanissimi che hanno visto infranti i loro sogni; essere testimoni dell\u2019angoscia di chi trascorre le notti sotto i bombardamenti; vedere i volti induriti di giovani vedove di guerra e ascoltare le loro parole piene di dolore; incontrare bambini che hanno perso il sorriso per il trauma della guerra; imbattersi in giovani e anche meno giovani mutilati (si calcola che a oggi siano circa 100mila in tutta l\u2019Ucraina); vedere le distruzioni di case, di edifici nel cuore delle citt\u00e0; visitare i cimiteri, con centinaia, migliaia di tombe di soldati, di vite spezzate dal conflitto. La guerra \u00e8 questo e anche molto altro. \u00c8 una macchina che tritura la vita individuale e sociale nella sua totalit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina \u00e8 al buio, di una guerra che non pare trovare una via diplomatica per la sua soluzione, mentre sembra esserci spazio solo per continuare a combattere. \u00c8 il buio di orizzonti di futuro chiusi dalla fitta cappa della guerra. In questo buio si pu\u00f2 ascoltare il grido, a volte silenzioso, delle ucraine e degli ucraini, che dicono basta alla guerra e che vogliono la pace. Papa Leone si \u00e8 fatto interprete del loro grido e di quello dei tanti popoli sofferenti per la guerra. Lo ha detto con vigore al Colosseo all\u2019Incontro di Preghiera per la Pace nello Spirito di Assisi promosso da Sant\u2019Egidio: \u00abIl mondo ha sete di pace: ha bisogno di una vera e solida epoca di riconciliazione, che ponga fine alla prevaricazione&#8230; Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!\u00bb. E poi con maggior forza: \u00abNon possiamo accettare&#8230; che ci si abitui alla guerra come compagna abituale della storia umana. Basta! \u00c8 il grido dei poveri e il grido della terra. Basta!\u00bb. Occorre guardare la guerra negli occhi. Cio\u00e8 occorre guardare la guerra negli occhi di chi la vive, la subisce. La guerra non \u00e8, in primis, diletto per pungenti discussioni da remoto o per polemiche da protagonismo mediatico e politico, bens\u00ec vissuto drammatico di persone, di inermi, spesso disprezzati e tuttavia prime vittime della violenza bellica. Chi guarda negli occhi le vittime e ascolta le loro voci non pu\u00f2 non unirsi a questo \u201cBasta!\u201d. C\u2019\u00e8 bisogno di una ribellione alla guerra e alla sua logica ferrea.  Alla guerra che fa sprofondare nel buio, occorre rispondere accendendo luci. La solidariet\u00e0 umanitaria \u00e8 una di queste luci, sempre pi\u00f9 necessaria. Nel contesto della guerra in Ucraina, di fronte alla condizione di sfibrante sofferenza della popolazione, l\u2019impegno umanitario non \u00e8 un\u2019opzione filantropica. \u00c8 una necessit\u00e0 ineludibile: un ucraino su tre ha bisogno di aiuto umanitario. Una necessit\u00e0 umana e sociale.  \u00c8 una necessit\u00e0 anche politica perch\u00e9 l\u2019impegno umanitario in guerra \u00e8 un investimento nella pace, \u00e8 una pratica di pacificazione. L\u2019impegno umanitario aiuta a realizzare spazi di pace, a liberare dalla violenza, dall\u2019odio, dalla disumanit\u00e0. Libera energie, accende luci per individuare vie di pace. L\u2019Ucraina al buio chiede di non cedere alla logica della guerra, che nella propria escalation ha la sua ragione di essere. Chiede di continuare a percorrere itinerari di ricerca della pace. Vuole donne e uomini che pratichino l\u2019arte del dialogo. Attende sforzi diplomatici e processi negoziali che accendano la luce della pace. Non \u00e8 vero che diplomazia e guerra sono incompatibili, che quando sparano i cannoni si chiude ogni possibilit\u00e0 per l\u2019azione diplomatica. In ogni guerra, anche nelle fasi pi\u00f9 aspre di combattimento, c\u2019\u00e8 stato un lavor\u00eco diplomatico alla ricerca di soluzioni. Nella guerra in Ucraina c\u2019\u00e8 ancora spazio per il negoziato, anche se pu\u00f2 sembrare che occorra arrendersi al \u201crealismo\u201d della guerra. Consapevolezza realistica \u00e8 invece abbandonare la insipiente alternativa: o guerra o diplomazia.<\/p>\n<p>Nel buio dell\u2019Ucraina, impegno umanitario, negoziati, dialogo sono le luci che possono consentire di scorgere la pace e guardare al futuro con speranza. C\u2019\u00e8 bisogno dell\u2019umanit\u00e0 in tempi bui, come scriveva Hannah Arendt.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Ucraina \u00e8 al buio. 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