{"id":218807,"date":"2025-11-17T05:59:16","date_gmt":"2025-11-17T05:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218807\/"},"modified":"2025-11-17T05:59:16","modified_gmt":"2025-11-17T05:59:16","slug":"transizione-energetica-in-cina-la-svolta-green-nel-futuro-del-pianeta-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218807\/","title":{"rendered":"Transizione energetica in Cina: la svolta green nel futuro del pianeta | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Chi avesse voglia di dare un\u2019occhiata al possibile futuro verde del pianeta e alla <strong>transizione ecologica<\/strong> prodotta dall\u2019innovazione tecnologica, dovrebbe farsi un giro in Cina.<\/p>\n<p>La Cina, va detto, consuma<strong> pi\u00f9 energia<\/strong> di qualsiasi altro paese al mondo. Ha un appetito vorace, alimentato per decenni dal carbone, che l\u2019ha resa il pi\u00f9 grande emettitore di CO\u2082 del pianeta. Ma da almeno dieci anni, questo gigante con una popolazione di un miliardo e 400 milioni di persone \u00e8 impegnato in una <strong>svolta epocale.<\/strong> Il motivo? Raggiungere un obiettivo ambiziosissimo, il cosiddetto \u201cdoppio carbonio\u201d: arrivare al picco delle emissioni entro il 2030 ed ottenere la <strong>neutralit\u00e0 carbonica<\/strong> entro il 2060. A che punto siamo? Nel 2024, per la prima volta, la capacit\u00e0 di energia non fossile installata in Cina ha superato il 60 per cento del totale nazionale, toccando i 2,2 miliardi di kW. Il resto, circa il 40 per cento, proviene ancora da fonti tradizionali, in primis il <strong>carbone<\/strong>, che rimane un pilastro per la stabilit\u00e0 della rete elettrica.<\/p>\n<p>Si tratta di una transizione dove le tecnologie avanzate vanno a braccetto con un <strong>ripensamento radicale<\/strong> dell\u2019intero sistema, una vera e propria rivoluzione energetica in casa. E per capire come questo futuro stia prendendo forma, bisogna guardare a una provincia lontana dai centri del potere finanziario e politico cinese, lo <strong>Xinjiang<\/strong>: 450 miliardi di tonnellate di riserve di carbone (il 40 per cento del totale cinese), un potenziale di energia solare pari al 40 per cento del potenziale tecnico nazionale e uno eolico di 1 miliardo di kW.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/02\/cina-usa-parita-scientifica-tecnologia-oggi\/8177844\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    \u201cLa Cina a un passo dalla parit\u00e0 scientifica con gli Usa\u201d. Cosa \u00e8 cambiato e come: tutti i dati<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Laboratori-di-ricerca-Lavorazione-sotto-cappa-330x173.jpg\" alt=\"\u201cLa Cina a un passo dalla parit\u00e0 scientifica con gli Usa\u201d. Cosa \u00e8 cambiato e come: tutti i dati\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/02\/cina-usa-parita-scientifica-tecnologia-oggi\/8177844\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Siamo ad <strong>Urumqi<\/strong>, una cittadina vicina al confine nordoccidentale della Cina, sotto la <strong>Mongolia<\/strong>, a pochi kilometri dal deserto del Gobi. In una sala di controllo circondata da schermi olografici dove scorrono flussi di dati in tempo reale, pochi tecnici supervisionano 66 centrali energetiche sparse in una regione grande cinque volte l\u2019Italia. \u00c8 il Centro Operativo Intelligente di Urumqi, avamposto tecnologico e cervello operativo della pi\u00f9 audace transizione energetica del pianeta. \u00c8 infatti qui, in questa provincia remota battuta dai venti e bruciata dal sole, che si gioca una partita che potrebbe tra qualche decennio ridefinire gli equilibri energetici globali e per ora la Cina ha in mano tutti i jolly.<\/p>\n<p>La Cina, a differenza delle nazioni occidentali, ha infatti capito da tempo una verit\u00e0 semplice ma <strong>rivoluzionaria<\/strong>: chi controller\u00e0 l\u2019energia del futuro controller\u00e0 l\u2019economia del XXI secolo e l\u2019energia del futuro sono le <strong>rinnovabili<\/strong>. Xinjiang, con le sue distese assolate dove soffia vento costantemente, \u00e8 il Texas cinese e le rinnovabili il suo petrolio verde.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019Occidente dibatte sul costo della transizione ecologica, la Cina agisce and leads by example producendo una visione sistemica e comprensiva dello sfruttamento di diverse risorse. Il progetto \u201cEnergia dallo Xinjiang al resto della Cina\u201d trasforma cos\u00ec l\u2019abbondanza locale in uno strumento di politica nazionale. Corridoi a ultra-alta tensione (UHV) \u2013 come Hami-Zhengzhou e Zhundong-Anhui \u2013 sono le moderne arterie di un sistema circolatorio che pompa <strong>energia pulita<\/strong> verso le fabbriche e le citt\u00e0 della costa orientale. Fino al 2024, hanno esportato oltre 800 miliardi di kWh, alimentando 22 province. \u00c8 una strategia <strong>win-win<\/strong>: le regioni orientali ricevono energia a basse emissioni, lo Xinjiang si sviluppa e Pechino consolida il controllo su un\u2019area strategicamente sensibile.<\/p>\n<p>Il Centro di Urumqi \u00e8 il simbolo di questa regia centralizzata. Non \u00e8 una semplice sala controllo, \u00e8 un sistema nervoso digitale che, attraverso un\u2019intelligenza artificiale avanzata, gestisce 170 impianti per una capacit\u00e0 di 11,12 milioni di kW. Trenta di questi funzionano gi\u00e0 in modalit\u00e0 \u201cpresenza zero\u201d o semiautomatica. Questo modello risponde a un\u2019esigenza <strong>duplice<\/strong>: massimizzare l\u2019efficienza e minimizzare l\u2019errore umano in un territorio sterminato. \u00c8 l\u2019applicazione pratica di un principio di sviluppo: la fusione tra pianificazione statale e tecnologie d\u2019avanguardia che crea un acceleratore di sviluppo senza pari.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/08\/incidente-diplomatico-cina-taiwan-bruxelles-notizie\/8189118\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Incidente diplomatico tra Cina e Ue: Bruxelles ospita la numero 2 di Taiwan e il Dragone sputa fuoco<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marina-militare-cinese-e1762600016731-330x173.jpg\" alt=\"Incidente diplomatico tra Cina e Ue: Bruxelles ospita la numero 2 di Taiwan e il Dragone sputa fuoco\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/08\/incidente-diplomatico-cina-taiwan-bruxelles-notizie\/8189118\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 la Cina ci riesce mentre l\u2019Occidente arranca? La risposta non \u00e8 solo tecnologica. \u00c8 politica e sociale. Il vantaggio del <strong>ritardatario<\/strong>: la Cina si \u00e8 industrializzata tardi, saltando fasi inquinanti che per l\u2019Occidente sono state un costo <strong>irrecuperabile<\/strong>. La pressione sociale: i cinesi vogliono aria pulita. L\u2019inquinamento non \u00e8 pi\u00f9 un prezzo <strong>accettabile<\/strong> per la crescita. Il calcolo economico dello Stato: l\u2019inquinamento ha un costo sanitario enorme. Investire nel verde non \u00e8 solo una questione ambientale, ma un modo per ridurre la spesa pubblica sanitaria.<\/p>\n<p>L\u2019Occidente, d\u2019altro canto, \u00e8 intrappolato in un paradosso: ha firmato gli Accordi di Parigi, ma <strong>manca la volont\u00e0 politica<\/strong> di affrontare i costi di una riconversione industriale radicale. Qui, invece, la transizione \u00e8 una priorit\u00e0 nazionale assoluta.<\/p>\n<p>La lezione di Urumqi non \u00e8 solo per la Cina. Questo modello \u00e8 un prodotto esportabile nell\u2019ambito della Belt and Road Initiative e per i partner dei Brics. Immaginate questo sistema applicato ai deserti dell\u2019Arabia Saudita, dell\u2019Iraq o del Nord Africa.<\/p>\n<p>Il centro di Urumqi \u00e8 il prototipo di una futura rete energetica continentale, una \u201cVia della Seta dell\u2019elettricit\u00e0\u201d che potrebbe unire l\u2019Eurasia con flussi di energia pulita. In un mondo dove Europa e Asia sono fisicamente un unico continente, questa non \u00e8 fantascienza. \u00c8 <strong>geopolitica<\/strong>.<br \/>Mentre da noi si negozia e si rimanda, qui, nel deserto del Gobi, il futuro energetico del mondo \u00e8 gi\u00e0 in funzione. E dall\u2019Occidente non arriva la concorrenza, ma solo i <strong>visitatori<\/strong>, come me, a guardare e a prendere appunti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi avesse voglia di dare un\u2019occhiata al possibile futuro verde del pianeta e alla transizione ecologica prodotta dall\u2019innovazione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":218808,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-218807","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115563513266476664","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=218807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/218808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=218807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=218807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=218807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}