{"id":218927,"date":"2025-11-17T08:04:37","date_gmt":"2025-11-17T08:04:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218927\/"},"modified":"2025-11-17T08:04:37","modified_gmt":"2025-11-17T08:04:37","slug":"recensione-della-mostra-plinio-nomellini-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/218927\/","title":{"rendered":"Recensione della mostra Plinio Nomellini a Genova"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/178p_federico-giannini.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Federico Giannini<\/a><br \/>\n                     (Instagram: <a href=\"https:\/\/instagram.com\/federicogiannini1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@federicogiannini1<\/a>), scritto il 16\/11\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/divisionismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Divisionismo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/genova.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Genova<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/ottocento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ottocento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/simbolismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Simbolismo<\/a> <\/p>\n<p>\n                A Genova, Palazzo Nicolosio Lomellini ospita una mostra sul periodo genovese di Plinio Nomellini. Qui, la citt\u00e0 forgi\u00f2 non solo un artista nuovo, una voce lirica e moderna della pittura europea, ma un momento fondamentale dell\u2019arte del tempo. Ecco com\u2019\u00e8 la mostra: la recensione di Federico Giannini.            <\/p>\n<p>Passa per Genova la storia del divisionismo italiano. Passano per Genova le agitazioni sociali che si sarebbero poi riversate anche nelle arti. Passano per Genova i primi bollori simbolisti che animarono la pittura italiana nell\u2019ultimo scorcio d\u2019Ottocento. E al centro c\u2019\u00e8 sempre stato Plinio Nomellini, arrivato in Liguria nella primavera nel 1890 e ripartito dodici anni dopo per la Versilia. Era arrivato a Genova forse con l\u2019idea di rimanerci poco (lo sappiamo da una sua lettera), per ragioni di circostanza: la XXVIII mostra della Promotrice, la possibilit\u00e0 di studiare un paesaggio diverso rispetto a quello della sua Toscana, e con tutta probabilit\u00e0 anche i suggerimenti d\u2019uno dei suoi maestri, Telemaco Signorini, frequentatore abituale della costa ligure, riviera di Levante, zona delle Cinque Terre, Riomaggiore. E poi, spinto dalla smania di \u201ctentare cose nuove\u201d, non soltanto intenzionato a restare a lungo, ma deciso a chiamar qui tanti dei suoi amici toscani, tanto che l\u2019anno dopo dobbiamo immaginarlo a passeggiare lungo le scogliere assieme a Giorgio Kienerk e Angelo Torchi per tentare i primi esperimenti divisionisti dove l\u2019acqua del mar Ligure incontra i profili ripidi delle rocce a picco sul mare, in mezzo alle mareggiate, tra i caruggi dei borghi rivieraschi. \u201cCapitato per caso a Genova\u201d, avrebbe scritto Vittorio Pica su Emporium quando Nomellini era al vertice della sua carriera, \u201cvi si era stabilito, preso dalla bellezza magnifica di quella citt\u00e0, [\u2026] costretto, per sbarcare alla peggio il lunario e per potere sopportare le spese per le tele, i colori e le cornici dei suoi nuovi quadri, a fare durante parecchie ore del giorno e per prezzi addirittura derisorii i ritratti dei marinai inglesi, francesi o norvegesi che trovavansi di passaggio pel porto, con le loro navi mercantili, di cui talvolta, quando erano rimasti soddisfatti dell\u2019abilit\u00e0 di lui nel cogliere la somiglianza delle loro rudi fisionomie, gli davano l\u2019incarico di riprodurre l\u2019aspetto ad acquarello o pastello su di un cartoncino, aggiungendo poche altre lire al compenso stabilito pel proprio ritratto\u201d.<\/p>\n<p>Questa presunta attivit\u00e0 d\u2019infaticabile ritrattista portuale si perde nella leggenda: quel che \u00e8 certo, \u00e8 che fin da subito Nomellini era preso da certi suoi \u201cfiammeggianti progetti d\u2019arte\u201d che gli sarebbero costati fatica, privazioni, tribolazioni e financo, come si vedr\u00e0, il carcere. La mostra che Palazzo Nicolosio Lomellini dedica al Nomellini degli anni di Genova (Plinio Nomellini a Genova, tra modernit\u00e0 e simbolismo), la prima monografica su di lui dopo <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/recensioni-mostre\/plinio-nomellini-mostra-seravezza-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quella di Seravezza del 2017<\/a> e la prima di sempre tutta dedicata a questo periodo della sua carriera, s\u2019\u00e8 data l\u2019obiettivo d\u2019indagarli tutti, uno per uno, i progetti fiammeggianti del pittore livornese. E i due curatori, Agnese Marengo e Maurizio Romanengo, assieme al folto comitato scientifico, hanno guardato a questa fase della produzione di Nomellini come si guarderebbe una cellula al microscopio, ed \u00e8 emerso che Genova \u00e8 stata un momento cruciale. Decisivo. Non solo per Nomellini, ma per tanta cultura italiana al volgere del secolo. Quella citt\u00e0 che all\u2019inizio aveva attirato l\u2019artista per la luce e il mare era diventata una specie di centro d\u2019elaborazione del nuovo, di tutto il nuovo. E a quanto pare c\u2019\u00e8 ancora tanto da dire su Nomellini, sul Nomellini genovese: sulle sue prime gite sulla costa assieme a Torchi, a Kienerk, a Ermenegildo Bois, ovvero su quella \u201cscuola di Albaro\u201d cui va attribuita la paternit\u00e0 del divisionismo. Sull\u2019amicizia con Pellizza da Volpedo. Sui primi successi di Nomellini. Sul fertile sodalizio con Edoardo de Albertis. Sul cenacolo di Sturla che radun\u00f2 nelle trattorie della citt\u00e0 tante delle menti pi\u00f9 raffinate di quel tempo e che sarebbe diventato fiamma per alimentare la brace del simbolismo italiano. Sulla sua idea d\u2019arte come terreno di rivendicazioni sociali.<\/p>\n<p>E in effetti la mostra (non pi\u00f9 d\u2019una cinquantina di opere, gran parte delle quali da collezioni private e gallerie commerciali) inanella scoperte su scoperte di documenti inediti, tutti presentati nel saggio di Maria Flora Giubilei pubblicato nel catalogo. I meriti di quest\u2019esposizione, tuttavia, vanno oltre la biografia di Nomellini, che era gi\u00e0 piuttosto assodata: il visitatore che decide di seguire con attenzione l\u2019itinerario di Marengo e Romanengo ricaver\u00e0 l\u2019impressione che sia una mostra su Genova pi\u00f9 che su Nomellini. E su Genova come scintillante, nervoso agglomerato d\u2019una nuova modernit\u00e0 che ha visto nel pittore arrivato da Livorno qualcosa pi\u00f9 che un suo aedo. Nomellini, si potrebbe dire dopo aver visto questa mostra, \u00e8 stato un inventore. Certo: lo sapevamo gi\u00e0, non serviva un\u2019altra mostra per ribadire l\u2019importanza della sua produzione. E la sua spinta non s\u2019esaur\u00ec con Genova, perch\u00e9 con lo spostamento in Versilia sarebbe arrivata la stagione pi\u00f9 misteriosa, pi\u00f9 lirica, pi\u00f9 dannunziana della sua arte: dopo la Liguria, Nomellini aveva ancora tanto da dire. Eppure, tanti indirizzi della cultura italiana di quel momento transitano per la fervida esperienza genovese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" title=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/allestimenti-mostra-nomellini-1.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" title=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/allestimenti-mostra-nomellini-2.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" title=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/allestimenti-mostra-nomellini-3.jpg\" width=\"750\" height=\"432\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" title=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/allestimenti-mostra-nomellini-4.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" title=\"Allestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/allestimenti-mostra-nomellini-5.jpg\" width=\"750\" height=\"430\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Plinio Nomellini a Genova. Tra modernit\u00e0 e simbolismo. Foto: Federico Giannini&#13;<\/p>\n<p>Nomellini, dal suo canto, per aprirsi al nuovo aveva dovuto commettere un \u201ctradimento\u201d, come aveva scritto Nadia Marchioni all\u2019epoca della mostra d\u2019otto anni fa, nei riguardi dell\u2019insegnamento del suo maestro, Giovanni Fattori: abbandonato il naturalismo di matrice macchiaiola della prima fase (se ne pu\u00f2 avere un saggio col dipinto Al parco, del 1888, messo a confronto diretto con una Strada di paese di Giovanni Fattori: sono questi due dipinti, assieme a un Ricordo di Genova messo per\u00f2 fuori contesto sulla parete d\u2019ingresso, ad aprire la rassegna) e abbandonata la Firenze dove aveva imparato a dipingere e dove, sui tavoli della trattoria Volturno, s\u2019era fatto tutti gli amici che avrebbe poi portato a Genova, Nomellini avrebbe deciso di trasferirsi in Liguria per darsi allo studio del mare, allo studio di quel \u201cmovimento continuo delle [\u2026] rive e del porto\u201d che, avrebbe confessato in una lettera a Telemaco Signorini appena arrivato in citt\u00e0, gli aveva fatto buona impressione e gli aveva offerto lo sprone per tentare quelle \u201ccose nuove\u201d che stava cercando. Prima di quel \u201ctradimento\u201d, naturalmente, s\u2019era fatta necessaria una fase di sperimentazione, di transizione: quel Ricordo di Genova, per esempio, pur presentando gi\u00e0 quella pittura di tocco che era al centro delle sue ricerche, serba ancora la memoria dell\u2019impostazione fattoriana nelle due figure che appaiono sedute sulla battigia, e prima ancora il Fienaiolo del 1888, il capolavoro giovanile, ricalca in maniera esplicita una Boscaiola del maestro (tant\u2019\u00e8 che le due opere sono adesso esposte appaiate alla grande <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/recensioni-mostre\/giovanni-fattori-pittore-rivoluzionario-recensione-mostra-livorno-villa-mimbelli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostra su Fattori di Villa Mimbelli a Livorno<\/a> curata da Vincenzo Farinella). Le ricerche di Nomellini si nutrivano della vicinanza al mare e la prima sala della mostra concede al visitatore la possibilit\u00e0 di passeggiare tra scogli e carrugi assieme al pittore e ai suoi sodali che, come lui, passavan le giornate a dipingere sulla costa genovese.<\/p>\n<p>A muovere Nomellini, Kienerk, Torchi e persino Pellizza (anche lui a Genova nel 1890: di forte impatto, nella seconda sala, il confronto tra le rispettive marine, dipinte assieme, nello stesso punto di costa) \u00e8 l\u2019interesse per la pittura francese: dapprima verso gli impressionisti, e subito dopo verso i puntinisti, verso quei \u201cservi umilissimi di Pisar\u00f2, Manet, ecc. e in ultimo del signor M\u00fcller\u201d, come li aveva chiamati in modo sprezzante Fattori, che eran per\u00f2 riusciti a ottenere una luce nuova per effetto della divisione del colore, accostando tocchi di pigmento puro, lavorando sui toni complementari, e offrendo ai divisionisti italiani lo spunto per nuove, febbrili, caldissime interpretazioni: Nomellini allora \u201csperimenta\u201d, scrivono i due curatori, \u201cla divisione del colore e al contempo ricerca costantemente la profondit\u00e0 spaziale, resa con l\u2019irruenza di muri in scorcio, spessore atmosferico e movimento delle figure\u201d. Lo si vede bene in certi lavori del 1891 che segnano il definitivo distacco dall\u2019insegnamento del maestro: si parla dunque del Ricordo di Milano, dove la pennellata a tocchi serve a evocare i toni sfuggenti della memoria, o d\u2019esperimenti come Nell\u2019orto dove tutto il giardino perde la propria consistenza e diventa luce e colore. Persino Telemaco Signorini, in questa fase della sua carriera, sensibile com\u2019era alle suggestioni che arrivavano dalla Francia, aveva cercato d\u2019offrire al riguardante i guizzi della luce che si posano sulle foglie, sulle increspature del mare, sui muretti a secco: uno dei suoi capolavori tardi, la Vegetazione ligure a Riomaggiore, \u00e8 esposta vicino alle opere di Nomellini e vicino a un dipinto di Angelo Torchi, Dalla finestra, che adotta una composizione del tutto simile. Uno degli esiti pi\u00f9 maturi e affascinanti di questa fase della pittura di Nomellini \u00e8 il Naufragio, dipinto dove le bave di bianco servono a restituire l\u2019effetto della schiuma del mare, dove il soffio del vento viene reso solo col ritmo e con l\u2019andamento delle pennellate, e dove s\u2019avverte gi\u00e0 qualche lampo di quella \u201criflessione sociale\u201d, come titola la sezione successiva della mostra, che sarebbe esplosa di l\u00ec a qualche mese in alcuni dipinti tutti tesi a evocare la condizione dei lavoratori delle fabbriche di Genova. Il capitolo successivo della mostra \u00e8 tutto costruito attorno a una delle opere pi\u00f9 note di Nomellini, La diana del lavoro, illuminata con straordinaria efficacia, con le luci in grado di far emergere, e non \u00e8 facile, la tridimensionalit\u00e0 d\u2019una pittura che fa saltar via dalla superficie le due figure in primo piano: merito della mostra, tuttavia, non \u00e8 tanto quello d\u2019aver sistemato il quadro nelle condizioni di luce pi\u00f9 adatte a cogliere ogni tocco di pennello, ogni passaggio di luce, ogni bagliore che si posa sulla pelle e sul cappello del lavoratore che guarda davanti a s\u00e9 in attesa del segnale, la diana, che dia inizio alla giornata di fatiche. E non \u00e8 neppure quello d\u2019insistere sulla continuit\u00e0 dell\u2019interesse di Nomellini per le ambasce dei lavoratori: l\u2019opera dedicata agli operai dei cantieri navali \u00e8 messa a confronto con un dipinto degli anni toscani, un gruppo di contadini che torna dal lavoro. No: il merito principale \u00e8 quello d\u2019aver esposto La diana del lavoro assieme a un gruppo di testimonianze sul processo che Nomellini, accusato d\u2019aver partecipato alle attivit\u00e0 sovversive d\u2019un mai ben specificato gruppo d\u2019anarchici toscani, fu costretto ad affrontare nel 1894, materiale raro da vedere in una mostra: ci sono le incisioni che d\u00e0nno conto delle misere condizioni del carcere di Sant\u2019Andrea dove Nomellini rimase imprigionato per qualche mese, c\u2019\u00e8 il ritratto del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi che, come Nomellini, era mosso dalle stesse idee di giustizia sociale, c\u2019\u00e8 il disegno del processo eseguito da Telemaco Signorini che sarebbe stato poi decisivo per far scagionare il giovane collega da tutte le accuse, dacch\u00e9 la sua commovente testimonianza, unita all\u2019infaticabile lavoro dell\u2019avvocato Giovanni Rosadi che impost\u00f2 una linea difensiva fondata sulla totale estraneit\u00e0 del pittore a qualunque velleit\u00e0 di sedizione, riusc\u00ec probabilmente a orientare la giuria che alla fine accord\u00f2 a Nomellini la piena assoluzione (si concludeva cos\u00ec la memoria di Signorini: \u201cUn incarico l\u2019ho avuto, ed \u00e8 quello di volgere una preghiera, a nome dell\u2019Accademia di Firenze, al Tribunale, perch\u00e9 voglia ridare all\u2019arte una delle pi\u00f9 belle intelligenze, uno dei pi\u00f9 fecondi lavoratori, un giovane che \u00e8 destinato a un avvenire fulgido, e che oltre a far onore a s\u00e9 lo far\u00e0 alla sua patria. Per parte mia, e dei miei colleghi, non aggiungo che questo: noi siam vecchi e ci ritiriamo; faccia il Tribunale che i giovani che ci devono succedere nella via dell\u2019arte non siano strozzati dalle sbarre delle prigioni\u201d).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Fattori, Strada di paese (1885 circa; oio su tela, 25 x 38,5 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Fattori, Strada di paese (1885 circa; oio su tela, 25 x 38,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/giovanni-fattori-strada-di-paese.jpg\" width=\"750\" height=\"492\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Fattori, Strada di paese (1885 circa; oio su tela, 25 x 38,5 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Ricordo di Genova (1890 circa; olio su tela, 54 x 74 cm; Collezione privata). Su concessione di Enrico Gallerie d'Arte\" title=\"Plinio Nomellini, Ricordo di Genova (1890 circa; olio su tela, 54 x 74 cm; Collezione privata). Su concessione di Enrico Gallerie d'Arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-sulla-spiaggia.jpg\" width=\"750\" height=\"548\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Ricordo di Genova (1890 circa; olio su tela, 54 x 74 cm; Collezione privata). Su concessione di Enrico Gallerie d\u2019Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Nell'orto (1891 circa; olio su tela, 29 x 39 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" title=\"Plinio Nomellini, Nell'orto (1891 circa; olio su tela, 29 x 39 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-nell-orto.jpg\" width=\"750\" height=\"564\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Nell\u2019orto (1891 circa; olio su tela, 29 x 39 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Ricordo di Milano (1891; olio su cartone, 35 x 25,5 cm; Collezione privata)\" title=\"Plinio Nomellini, Ricordo di Milano (1891; olio su cartone, 35 x 25,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-ricordo-di-milano.jpg\" width=\"750\" height=\"1013\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Ricordo di Milano (1891; olio su cartone, 35 x 25,5 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Telemaco Signorini, Vegetazione ligure a Riomaggiore (1894 circa; olio su tela, 58,5 x 88,5 cm; Genova, Museo delle Raccolte Frugone)\" title=\"Telemaco Signorini, Vegetazione ligure a Riomaggiore (1894 circa; olio su tela, 58,5 x 88,5 cm; Genova, Museo delle Raccolte Frugone)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/telemaco-signorini-alberi-a-riomaggiore.jpg\" width=\"750\" height=\"491\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nTelemaco Signorini, Vegetazione ligure a Riomaggiore (1894 circa; olio su tela, 58,5 x 88,5 cm; Genova, Museo delle Raccolte Frugone)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Mare di Genova (Naufragio) (1891; olio su tela, 70 x 81 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" title=\"Plinio Nomellini, Mare di Genova (Naufragio) (1891; olio su tela, 70 x 81 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-naufragio.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Mare di Genova (Naufragio) (1891; olio su tela, 70 x 81 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, La diana del lavoro (1893; olio su tela, 60 x 120 cm; Collezione privata)\" title=\"Plinio Nomellini, La diana del lavoro (1893; olio su tela, 60 x 120 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-la-diana-del-lavoro.jpg\" width=\"750\" height=\"373\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, La diana del lavoro (1893; olio su tela, 60 x 120 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Telemaco Signorini, Il processo di Genova (1\u00b0 giugno 1894; inchiostro su carta, 180 x 385 mm; Milano, Collezione privata)\" title=\"Telemaco Signorini, Il processo di Genova (1\u00b0 giugno 1894; inchiostro su carta, 180 x 385 mm; Milano, Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/telemaco-signorini-processo-agli-anarchici.jpg\" width=\"750\" height=\"341\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nTelemaco Signorini, Il processo di Genova (1\u00b0 giugno 1894; inchiostro su carta, 180 x 385 mm; Milano, Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>La durezza dell\u2019imprigionamento sugger\u00ec tuttavia a Nomellini una maggior circospezione, tant\u2019\u00e8 che la sua produzione, da quell\u2019estate del 1894 in avanti, avrebbe abbandonato pressoch\u00e9 totalmente il filone della denuncia sociale, che tuttavia sarebbe poi riemerso carsicamente anche a diversi anni di distanza (la litografia per la rivista Il lavoro, del 1903, ne \u00e8 il pi\u00f9 luminoso esempio), e si sarebbe aperta al simbolismo maturato negli ambienti del cenacolo di Sturla, il sodalizio d\u2019artisti, scrittori, poeti che s\u2019erano radunati attorno al giornalista Ernesto Arboc\u00f2 e che attorno al suo desco (quando poteva ospitare tutti a casa sua: dopo, il riferimento sarebbe diventato la trattoria dei Mille di Sturla) discutevano d\u2019arte, di politica, di poesia, di lettere. Arrivarono financo a immaginare una loro immaginaria \u201cTrattoria del Falcone\u201d e a progettare un ciclo decorativo, destinato alle pareti di Palazzo Spinola Gambaro in via Garibaldi dove questo gruppo d\u2019artisti era riuscito a ottenere un fondo, e di cui s\u2019\u00e8 invano cercata traccia durante i preparativi della mostra di Palazzo Nicolosio Lomellini. L\u2019itinerario di mostra cerca allora d\u2019evidenziare il contributo di Arboc\u00f2 e del cenacolo di Sturla al simbolismo italiano, trovandolo nell\u2019elaborazione d\u2019un paesaggio, e segnatamente d\u2019un paesaggio notturno, carico d\u2019allusioni, d\u2019idee, di mistero, di significati altri. La notte \u00e8 la \u201ccitt\u00e0 dell\u2019ignoto\u201d di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il \u201cporto dischiuso sull\u2019abisso dell\u2019etere\u201d, una presenza familiare e angosciante che impregna la citt\u00e0 quando cala il sole. \u00c8 l\u2019epoca in cui l\u2019intera Europa conosce la <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/opere-e-artisti\/paesaggio-stato-d-animo-quando-natura-diventa-sentimento\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">poetica del paesaggio-stato d\u2019animo<\/a> ed evidentemente neppure Genova \u00e8 immune a quello che in tutto il continente s\u2019andava elaborando dietro le formulazioni del Journal Intime di Amiel: sfilano in mostra dipinti d\u2019artisti come Federico Maragliano, Giuseppe Mazzei ed Edoardo De Albertis dove la notte di Genova \u00e8 fredda e avvolgente, riconoscibile e sfuggente, enigmatica e tetra, vuota e piena, grigia come il fumo delle sue ciminiere, ogni tanto rischiarata da una luce che diventa quasi una speranza. Sono notti gonfie di vita e notti scure di silenzio: Maragliano \u00e8 presente con una brulicante Sera in una via di Genova e con un Notturno dove un chiaro di luna rasserena una creuza che s\u2019addentra nella vegetazione, e Nomellini indugia su due \u201cciccaioli\u201d, gli spazzini che di notte pulivano al minuto le vie del centro di Genova, e trascende la realt\u00e0 con Le lucciole, opera esposta accanto all\u2019Autunno di Edoardo De Albertis per evocare un dittico, l\u2019Autunno latino, che racchiudeva il marmo dello scultore genovese e un paesaggio mistico di Nomellini, di quello stesso misticismo che pervade il dipinto esposto a Palazzo Nicolosio Lomellini. \u201cBisognava spingersi a fermare nella materia la parvenza incorporea del sogno\u201d: \u00e8 questo l\u2019intento che muove Nomellini ad approfondire l\u2019amicizia con De Albertis dopo aver visto, come ben ricostruisce Giacomo Goslino nel catalogo, un suo lavoro, Elevazione, all\u2019Esposizione Internazionale di Torino del 1895, ed \u00e8 questa visione a suggerirgli ch\u2019era il caso non solo d\u2019elogiare a mezzo stampa quel suo collega di poco pi\u00f9 giovane, ma di cercare di lavorare con lui. Nei dipinti che nascono accanto alle sculture di De Albertis, scriveva uno studioso come Gianfranco Bruno negli anni Ottanta, \u201cla cupa immaginazione di Von Stuck appare disciolta in uno spirituale lirismo, e il raffinato ductus lineare, di ascendenza klimtiana, si converte in una fantasmagoria di paesaggio\u201d. \u00c8 Genova a vedere in nuce, e poi gi\u00e0 perfettamente compiuto, il Nomellini pi\u00f9 lirico, quello della stagione della Versilia e di Torre del Lago, quello vicino all\u2019Alcyone di D\u2019Annunzio, quello delle pinete infuocate, delle ninfe che erompono dalle cortecce degli alberi (la sua meravigliosa <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/opere-e-artisti\/la-ninfa-rossa-di-plinio-nomellini\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ninfa rossa<\/a>, capolavoro di questa nuova fase toscana, \u00e8 esposta in mostra accanto alle Lucciole per suggerire questa continuit\u00e0). \u00c8 a Genova che si consuma quella svolta simbolista, scriveva Giuliano Matteucci in occasione della mostra di Nomellini che si tenne al Palazzo della Permanente di Milano del 1985, \u201cche lo allontaner\u00e0 sempre pi\u00f9 dalla ricerca strettamente divisionista, ammesso che egli abbia mai inteso il divisionismo pi\u00f9 che una tecnica innovatrice, utile a potenziare l\u2019efficacia comunicativa di un\u2019immagine cui gi\u00e0 in questi anni egli affida un valore eminentemente sociale o un profondo significato ideale e poetico\u201d.<\/p>\n<p>Dopo un affondo sulla grafica nomelliniana (c\u2019\u00e8 la litografia per il Lavoro, c\u2019\u00e8 la famosa pubblicit\u00e0 per l\u2019olio Sasso, c\u2019\u00e8 l\u2019ancor pi\u00f9 celebre Inno all\u2019olivo che l\u2019artista disegn\u00f2 su carta nel 1901 per illustrare l\u2019omonima poesia di Giovanni Pascoli: \u00e8 questo un Nomellini non meno sperimentale rispetto al Nomellini dei dipinti, un Nomellini che a suo modo, come osserva Veronica Bassini nel catalogo, segna la storia del manifesto in virt\u00f9 dell\u2019originalit\u00e0 delle sue soluzioni formali, della forza della sua personalit\u00e0 e dell\u2019efficacia comunicativa delle sue immagini), il congedo \u00e8 affidato ad alcuni dipinti di paesaggio del primo tempo della stagione della Versilia: a poco pi\u00f9 di trentacinque anni e alla fine della sua esperienza ligure, Nomellini \u00e8 un artista completamente diverso rispetto a quello ch\u2019era arrivato a Genova, un Nomellini che ha abbandonato definitivamente le ricerche ancora ottocentesche legate allo sviluppo dell\u2019eredit\u00e0 impressionista ed \u00e8 entrato nel nuovo secolo con una pittura traboccante di poesia. La Versilia dei tramonti, dei boschi e delle pinete, le rive del lago di Massaciuccoli, i cieli carichi di salmastro diventano i soggetti di dipinti in cui il paesaggio della costa della Toscana settentrionale \u00e8 trasfigurato in poesia, in visione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Federico Maragliano, Sera in una via di Genova (1898; olio su tela, 86 x 67 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" title=\"Federico Maragliano, Sera in una via di Genova (1898; olio su tela, 86 x 67 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/federico-maragliano-sera-via-di-genova.jpg\" width=\"750\" height=\"920\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFederico Maragliano, Sera in una via di Genova (1898; olio su tela, 86 x 67 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Federico Maragliano, Notturno (1901-1902 circa; olio su tela, 77 x 104,5 cm; Collezione privata)\" title=\"Federico Maragliano, Notturno (1901-1902 circa; olio su tela, 77 x 104,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/federico-maragliano-notturno.jpg\" width=\"750\" height=\"566\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFederico Maragliano, Notturno (1901-1902 circa; olio su tela, 77 x 104,5 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, I trovatori (I ciccaioli) (1895 circa; acquerello su carta, 34 x 29 cm; Collezione privata)\" title=\"Plinio Nomellini, I trovatori (I ciccaioli) (1895 circa; acquerello su carta, 34 x 29 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-trovatori.jpg\" width=\"750\" height=\"834\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, I trovatori (I ciccaioli) (1895 circa; acquerello su carta, 34 x 29 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Le lucciole (1899; olio su tela, 85 x 35 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" title=\"Plinio Nomellini, Le lucciole (1899; olio su tela, 85 x 35 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-le-lucciole.jpg\" width=\"750\" height=\"1780\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Le lucciole (1899; olio su tela, 85 x 35 cm; Collezione privata). Su concessione di Galleria Arte Casa, Genova&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Ninfa rossa (1905; olio su tela, 101 x 84 cm; Collezione privata)\" title=\"Plinio Nomellini, Ninfa rossa (1905; olio su tela, 101 x 84 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-ninfa-rossa.jpg\" width=\"750\" height=\"909\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Ninfa rossa (1905; olio su tela, 101 x 84 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Plinio Nomellini, Meriggio infuocato (1901-1903 circa; olio su tela, 105 x 105 cm; Genova, Camera di Commercio)\" title=\"Plinio Nomellini, Meriggio infuocato (1901-1903 circa; olio su tela, 105 x 105 cm; Genova, Camera di Commercio)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/plinio-nomellini-meriggio-infuocato.jpg\" width=\"750\" height=\"729\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPlinio Nomellini, Meriggio infuocato (1901-1903 circa; olio su tela, 105 x 105 cm; Genova, Camera di Commercio)&#13;<\/p>\n<p>Da rilevare che parte della \u201csvolta simbolista\u201d di Nomellini, come l\u2019aveva chiamata Matteucci, forse non sarebbe stata possibile senza l\u2019esperienza de La Riviera Ligure, quella rivista ch\u2019era nata come bollettino della Sasso e che, adeguatamente finanziata, sostenuta e promossa dall\u2019azienda, sarebbe diventata una somma delle migliori intelligenze artistiche e letterarie del tempo, dacch\u00e9 sulle sue pagine avrebbero scritto Pascoli, Campana, Gozzano, Govoni, Moretti, Pirandello, Ungaretti, Capuana, Rebora, Saba, gli stessi Arboc\u00f2 e Roccatagliata Ceccardi, e l\u2019avrebbero illustrata Nomellini, De Pisis, Kienerk, De Albertis, Carena e tantissimi altri riuniti dalla luminosa direzione di Mario Novaro che aveva trasformato una specie di catalogo periodico dell\u2019oleificio ligure (che tutt\u2019al pi\u00f9 offriva, nei suoi primi numeri, accanto alle schede dei prodotti e ai listini dei prezzi, qualche ricetta da fare con l\u2019olio e qualche articolo sul paesaggio ligure: malgrado la semplicit\u00e0 della pubblicazione, occorre riconoscere all\u2019azienda d\u2019aver maturato fin da subito l\u2019intuizione di voler produrre una pubblicazione di pubblicazione del territorio all\u2019avanguardia per quei tempi) in una rivista che, pur senza perder mai il suo carattere promozionale, s\u2019era issata ai vertici della produzione letteraria nazionale. Davanti a queste pagine, e sopra a queste pagine, Nomellini ha avuto modo d\u2019imparare, di confrontarsi, d\u2019elaborare idee, novit\u00e0, suggestioni, di sintonizzare la propria arte sui ritmi della poesia di Pascoli, di Roccatagliata Cccardi, di altri che animarono La Riviera Ligure trasformandola in una voce delle pi\u00f9 aggiornate punte della visione artistico-letteraria di quegli anni. In mostra il ruolo della rivista \u00e8 accennato nel breve passaggio sulla grafica.<\/p>\n<p>Viene da pensare, vedendo gli esiti di quel soggiorno cominciato e finito tra le scogliere della costa ligure, prima esaminate con l\u2019occhio dello scienziato attento al mescolarsi dei colori e al frangersi della luce sulle rupi e poi con l\u2019animo del sacerdote pagano che trasfigura quelle stesse spiagge, quelle stesse calette, quella stessa distesa d\u2019acqua in visione mistica, che per Nomellini probabilmente non esisteva differenza alcuna tra arte e poesia. \u201cDopo i lunghi esperimenti nelle pratiche dell\u2019arte\u201d, avrebbe scritto in un suo appunto biografico, \u201cquando mi avvento ad una tela bianca, intendo come per tramite magico, la mano si muove libera per raffigurazioni che mi balenano in mente [\u2026]. Per quest\u2019onda di canto che blando mi avvolge, ecco che il mito sorge antico e novello&#8230; in lui il mago sorge\u201d.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n<p>                        <img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/federico-giannini.jpg\" title=\"Federico Giannini\" alt=\"Federico Giannini\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Federico Giannini<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Massa nel 1986, si \u00e8 laureato nel 2010 in Informatica Umanistica all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Nel 2009 ha iniziato a lavorare nel settore della comunicazione su web, con particolare riferimento alla comunicazione per i beni culturali. Nel 2017 ha fondato con Ilaria Baratta la rivista Finestre sull\u2019Arte. Dalla fondazione \u00e8 direttore responsabile della rivista. Collabora e ha collaborato con diverse riviste, tra cui Art e Dossier e Left, e per la televisione \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5). Al suo attivo anche docenze in materia di giornalismo culturale (presso Universit\u00e0 di Genova e Ordine dei Giornalisti), inoltre partecipa regolarmente come relatore e moderatore su temi di arte e cultura a numerosi convegni (tra gli altri: Lu.Bec. Lucca Beni Culturali, Ro.Me Exhibition, Con-Vivere Festival, TTG Travel Experience).<\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini (Instagram: @federicogiannini1), scritto il 16\/11\/2025 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Divisionismo &#8211; Genova &#8211; Novecento&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":218928,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,52746,203,14162,204,1537,90,89,16631,27169,72436],"class_list":{"0":"post-218927","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-divisionismo","15":"tag-entertainment","16":"tag-genova","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-novecento","22":"tag-ottocento","23":"tag-simbolismo"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115564004609286177","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=218927"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/218927\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/218928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=218927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=218927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=218927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}