{"id":219347,"date":"2025-11-17T14:08:12","date_gmt":"2025-11-17T14:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/219347\/"},"modified":"2025-11-17T14:08:12","modified_gmt":"2025-11-17T14:08:12","slug":"vecchio-farmaco-per-la-pressione-ferma-tumore-aggressivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/219347\/","title":{"rendered":"Vecchio farmaco per la pressione ferma tumore aggressivo"},"content":{"rendered":"<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"1\">Da settant\u2019anni salva vite senza mai spiegarsi del tutto. L\u2019<strong>idralazina<\/strong>, tra i primi vasodilatatori usati per <strong>abbassare la pressione<\/strong> e per <strong>proteggere le madri dalla preeclampsia<\/strong>, aveva un mistero nascosto nel suo codice chimico. Oggi, i ricercatori della <strong>University of Pennsylvania<\/strong> lo hanno decifrato, rivelando che dietro quella molecola si nasconde una sorprendente capacit\u00e0: <strong>bloccare la crescita dei tumori cerebrali<\/strong>. Lo studio, <strong><a href=\"https:\/\/dx.doi.org\/10.1126\/sciadv.adx7687\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">pubblicato sulla rivista Science Advances<\/a><\/strong>, ha mostrato che l\u2019idralazina non \u00e8 solo un farmaco \u201cstorico\u201d, ma un esempio di come la medicina possa riscriversi partendo dalle sue radici. Un team guidato da <strong>Megan Matthews<\/strong> e <strong>Kyosuke Shishikura<\/strong> ha rivelato per la prima volta come agisce la molecola a livello molecolare e perch\u00e9 la sua azione si estende ben oltre la semplice vasodilatazione. Il risultato \u00e8 una scoperta che collega <strong>ipertensione in gravidanza e cancro cerebrale<\/strong> attraverso un meccanismo biologico comune.<\/p>\n<p>Il segreto dell\u2019idralazina: spegnere l\u2019allarme dell\u2019ossigeno<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"2\">Il cuore della scoperta sta in un piccolo enzima chiamato <strong>2-aminoetantiol diossigenasi (ADO)<\/strong>, una sorta di sensore biologico che rileva quanto ossigeno circola nel sangue e regola la contrazione dei vasi. Quando l\u2019ossigeno scende, l\u2019enzima lancia un segnale d\u2019allarme che ordina ai vasi di stringersi.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"3\">\u00abADO \u00e8 come un campanello che scatta appena l\u2019ossigeno cala\u00bb, spiega Matthews. L\u2019idralazina interviene \u201cmutando\u201d quel segnale, si lega all\u2019enzima e lo blocca. Quando ADO viene silenziato, le proteine che normalmente verrebbero degradate, le <strong>RGS (Regulators of G-protein Signaling)<\/strong>, rimangono stabili e comunicano ai vasi di rilassarsi. \u00c8 un effetto domino biochimico che porta a una diminuzione del <strong>calcio intracellulare<\/strong>, il principale regolatore della tensione vascolare. Il risultato \u00e8 la <strong>vasodilatazione naturale<\/strong>: i muscoli delle pareti arteriose si rilassano, la pressione scende, e il cuore torna a battere pi\u00f9 lentamente. Fin qui, una storia di medicina classica. Ma il passo successivo cambia tutto.<\/p>\n<p>Dalla gravidanza al cervello<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"4\">I ricercatori hanno scoperto che lo stesso meccanismo che regola la pressione nelle arterie agisce anche nelle <strong>cellule tumorali del cervello<\/strong>. In particolare, nel <strong>glioblastoma<\/strong>, il pi\u00f9 aggressivo dei tumori cerebrali, le cellule imparano a sopravvivere in ambienti poveri di ossigeno, sfruttando proprio l\u2019enzima ADO per adattarsi e moltiplicarsi.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"5\">Bloccando quell\u2019enzima, l\u2019idralazina toglie loro l\u2019arma principale: la capacit\u00e0 di reagire alla carenza di ossigeno. Le cellule non muoiono subito, come accade con la chemioterapia, ma entrano in uno stato di <strong>senescenza<\/strong>, una sorta di ibernazione biologica in cui smettono di dividersi. \u00ab\u00c8 un modo pi\u00f9 pulito di fermare la crescita tumorale, senza generare infiammazioni o resistenze\u00bb, spiegano gli autori.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"6\">Per confermare la scoperta, il team di Shishikura ha collaborato con biochimici dell\u2019<strong>Universit\u00e0 del Texas<\/strong>, che hanno visualizzato con la <strong>cristallografia a raggi X<\/strong> il legame diretto tra idralazina e il centro metallico dell\u2019enzima ADO. Parallelamente, neuroscienziati dell\u2019<strong>Universit\u00e0 della Florida<\/strong> hanno testato gli effetti su cellule di glioblastoma umano, osservando il fenomeno: le cellule diventavano grandi e piatte, segno distintivo della senescenza.<\/p>\n<p>Una doppia speranza: madri e malati di tumore<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"7\">Per la ricercatrice <strong>Megan Matthews<\/strong>, la scoperta ha anche un valore personale: \u00abLa preeclampsia ha colpito generazioni di donne della mia famiglia e continua a mettere in pericolo, in modo sproporzionato, le madri afroamericane negli Stati Uniti\u00bb. Capire finalmente come funziona l\u2019idralazina, dice, \u00abapre la strada a terapie pi\u00f9 sicure e mirate per l\u2019ipertensione in gravidanza e, allo stesso tempo, a nuove armi contro i tumori cerebrali\u00bb.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"8\">Il team ora lavora su una nuova generazione di <strong>inibitori dell\u2019enzima ADO<\/strong>, pi\u00f9 selettivi e capaci di attraversare la <strong>barriera ematoencefalica<\/strong> senza danneggiare altri tessuti. L\u2019obiettivo \u00e8 colpire i tumori in modo mirato, riducendo gli effetti collaterali. In altre parole: usare l\u2019intelligenza della chimica per risvegliare la medicina del passato.<\/p>\n<p>Il passato che torna a curare il futuro<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"9\">Il caso dell\u2019idralazina insegna che anche i farmaci pi\u00f9 vecchi possono nascondere un potenziale rivoluzionario. In questo caso, un medicinale che per decenni ha salvato madri e pazienti ipertesi potrebbe diventare la chiave per fermare uno dei tumori pi\u00f9 difficili da trattare.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"10\">\u00ab\u00c8 raro che un vecchio farmaco cardiovascolare insegni qualcosa di nuovo sul cervello\u00bb, osserva Matthews. \u00abMa \u00e8 proprio questo che speriamo di scoprire ancora: connessioni inaspettate che aprono nuove strade terapeutiche\u00bb.<\/p>\n<p data-tot-p=\"12\" data-count-p=\"11\"><strong>Fonte:<br \/><a href=\"https:\/\/dx.doi.org\/10.1126\/sciadv.adx7687\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Science Advances<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da settant\u2019anni salva vite senza mai spiegarsi del tutto. 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