{"id":220036,"date":"2025-11-17T23:35:27","date_gmt":"2025-11-17T23:35:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220036\/"},"modified":"2025-11-17T23:35:27","modified_gmt":"2025-11-17T23:35:27","slug":"idee-chiare-e-un-progetto-per-farcela-qui-non-basta-piu-una-valigia-di-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220036\/","title":{"rendered":"\u201cIdee chiare e un progetto, per farcela qui non basta pi\u00f9\u00a0una valigia di sogni\u201d\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 14 novembre 2025 \u2013\u00a0<strong>Philip Baglini Olland<\/strong>\u00a0\u00e8 il fondatore di London One Radio, la prima radio nazionale ufficiale italiana nel Regno Unito. Toscano doc, \u00e8 emigrato a Londra quasi 30 anni fa con il sogno di aprire un\u2019azienda propria.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un toscano doc che oggi vive a Londra. Da dove nasce il suo percorso e cosa l\u2019ha spinta a trasferirsi nel Regno Unito?<\/strong><\/p>\n<p> &#8220;Sono nato a Pietrasanta e sono orgogliosissimo di essere toscano. Ho studiato a Pisa, ho fatto poi un percorso di giornalismo e un percorso scientifico. Fin da piccolo ho sempre avuto la passione per l\u2019Inghilterra, il british style, e il modo di ragionare inglese. Ventotto anni fa sono partito dicendo \u201cin valigia porto la mia toscanit\u00e0 e i valori dei miei genitori\u201d. Lavoravo a Viareggio, ma a un certo punto ho detto basta: voglio provare, voglio partire. Sono venuto in Inghilterra quasi 30 anni fa, sono partito da zero. Mi accorsi subito che a Londra c\u2019erano grossi imprenditori, ragazzi giovani laureati ad Oxford, Cambridge. Piano piano partendo dal basso ho iniziato ad avere opportunit\u00e0. Avevo questo desiderio\u00a0di creare un\u2019azienda mia e ce l\u2019ho fatta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come nasce London One Radio?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cPer prima cosa ho creato un\u2019azienda di broadcasting, giornalismo e inizialmente turismo. All\u2019inizio mi alimentavo con vivilondra.com, che ancora oggi esiste, un sito turistico per far scoprire Londra agli italiani. Piano piano poi ho iniziato a studiare da solo il mercato britannico sulle radio broadcasting e mi sono chiesto se, vista la grande comunit\u00e0 italiana (circa 350mila solo a Londra e quasi 700mila nel Regno Unito), ci fosse spazio per una radio italiana. Mi sono reso conto che le persone italiane cercavano la loro cultura, l\u2019italianit\u00e0. Da l\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea: una radio che portasse la cultura musicale italiana. Marconi ha fondato la BBC (British Broadcasting Company) qui nel Regno Unito, da questo spunto e dai miei studi scientifici \u00e8 nata London One Radio, la prima radio nazionale italiana ufficiale nel Regno Unito, che si pu\u00f2 ascoltare anche dall\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p> <strong>Quale \u00e8 la missione che si propone\u00a0London One Radio?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cLondon One Radio ha la particolarit\u00e0 di trasmettere musica italiana, si parla in italiano. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di far\u00a0incontrare le due comunit\u00e0 attraverso questo ponte radiofonico. Registriamo ascolti dall\u2019Italia e dal resto del mondo grazie allo streaming, ma i due focus principali rimangono comunque il Regno Unito e l\u2019Italia. Noi facciamo servizio pubblico: diamo informazioni su cosa succede qui in Inghilterra, su quali sono i cambiamenti delle leggi per aprire un\u2019azienda, su come fare per venire a studiare \u2013 abbiamo anche una rubrica dedicata agli studenti \u2013\u00a0e su tanto altro. Quindi con la radio cerchiamo di supportare e dare maggiori informazioni possibili a tutti. Poi ovviamente c\u2019\u00e8 la musica, gli eventi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Da dove nasce il progetto dei radio documentari?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cDurate questo cammino con la radio, che va avanti dal 2014, mi sono accorto che c\u2019erano tante storie da raccontare degli italiani. Abbiamo deciso di iniziare la rubrica \u201cStorie di italiani in Uk\u201d, che poi \u00e8 diventata un vero progetto di radio documentari. Il primo documentario \u00e8 stato dedicato a Guglielmo Marconi, partendo dalla Toscana, da <a rel=\"follow nofollow noopener\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/cosa-fare\/coltano-capitale-della-radio-dove-tutto-nacque-con-marconi-2f09414e\">Coltano<\/a> &#8211; una localit\u00e0 tra Pisa e Livorno &#8211; dove Marconi inizi\u00f2 le prime sperimentazioni radiofoniche, fino poi a seguire le sue orme a Londra, dove ha fondato la radio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di storie raccontate?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cRealizziamo radio documentari sull\u2019emigrazione italiana nel Regno Unito. Il progetto \u201cPassi Oltremanica\u201d continua a crescere. In questo viaggio da Manchester a Edimburgo, da Glasgow a Nottingham, per citare alcune citt\u00e0, incontriamo gli italiani, molti dei quali sono anche toscani. Dopo aver presentato questo lavoro alle universit\u00e0 di Cambridge, Liverpool, al Parlamento italiano e a quello britannico, siamo arrivati anche al Parlamento Europeo\u201d.<\/p>\n<p><strong>In tutto questo si \u00e8 inserito anche un progetto del tutto toscano. Come \u00e8 nato \u201cToscana chiama Londra\u201d?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cIn tutto questo si \u00e8 inserito \u201c<a rel=\"follow nofollow noopener\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/lucca\/cronaca\/lemigrazione-cosa-e-cambiato-tra-8db9b95b\">Toscana chiama Londra<\/a>\u201d, un progetto che nasce grazie alla Fondazione Paolo Cresci, che ci ha coinvolto e ci ha contattato per realizzare questo documentario dedicato proprio ai toscani e a raccontare le loro storie di migranti a Londra e in tutto il Regno Unito. Le persone sono venute nei nostri studi, le abbiamo intervistate e queste interviste sono entrate a far parte del documentario.\u00a0Nei documentari raccontiamo la prima e la seconda generazione, cosa significa lasciare la propria famiglia e affrontare un salto nel vuoto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che impressione ha della presenza toscana nel Regno Unito? In quali zone i toscani sono pi\u00f9 presenti?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cMi ha fatto piacere vedere l\u2019interesse della Regione Toscana per i toscani nel Regno Unito. Attraverso questo documentario io stesso sono entrato ancora di pi\u00f9 in contatto con i toscani: la maggior parte \u00e8 a Londra, che rimane il catalizzatore come citt\u00e0 e come opportunit\u00e0, ma ce ne sono tanti sparsi nelle campagne o in altre citt\u00e0. Molti sono venuti qui spinti da motivazioni lavorative, dal desiderio di cambiare vita. Oltre a Londra, c\u2019\u00e8 una forte concentrazione di toscani nella citt\u00e0 di Glasgow, che infatti \u00e8 gemellata con il paese di <a rel=\"follow nofollow noopener\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/lucca\/cronaca\/barga-scozia-c68515da\">Barga in Toscana<\/a>. Questo ci fa appunto capire il forte legame che c\u2019\u00e8 tra la Toscana e il Regno Unito. I toscani comunque sono ben presenti qui nel Regno Unito e danno un grande contributo: dagli ospedali, ai ristoranti, ai reparti dell\u2019hospitality e del catering. In particolare apprezzatissimi sono i prodotti toscani, come olio, vino. E a proposito dello stretto legame tra Toscana e Regno Unito, London One Radio ogni anno assegna il premio London One Radio Award e quest\u2019anno l\u2019ha vinto Sting, che \u00e8 la prova di un britannico che ama l\u2019Italia e in particolar modo la Toscana. Quando lo abbiamo intervistato ci ha detto: \u201cio mi nutro toscano, con i cibi salutari toscani\u201d.<\/p>\n<p> <img alt=\"\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"900\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1763422527_805_image.webp\"\/> <\/p>\n<p><strong>Esistono associazioni dedicate ai toscani a Londra?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cNon ancora in modo strutturato. C\u2019\u00e8 l\u2019Associazione toscani nel mondo, ma qui a Londra manca ancora un punto di riferimento locale. I napoletani invece, per esempio, sono pi\u00f9 compatti. Hanno un gruppo Facebook, una squadra di calcio, questo manca per i toscani. Si sta provando ora a creare una pagina social, ma al momento i toscani sono un po\u2019 dispersi e London One Radio ha rappresentato per alcuni di loro un punto di aggregazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dopo la Brexit come \u00e8 cambiata la situazione?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cLa Brexit da un lato pu\u00f2 essere vista come una cosa positiva per alcune dinamiche imprenditoriali britanniche, interne al Regno Unito, ma dall\u2019altro lato ha reso molto pi\u00f9 difficile muoversi, aprire un\u2019impresa o trasferirsi, i costi sono aumentati\u201d.<\/p>\n<p><strong>I toscani che avete intervistato per il vostro documentario sono quindi emigrati in Inghilterra prima della Brexit?<\/strong><\/p>\n<p> \u201cS\u00ec,\u00a0per la maggior parte si. Ci sono comunque persone che ancora oggi vengono dall\u2019Italia e continuano a farlo. La domanda \u00e8 piuttosto quanto possono rimanere in Inghilterra a fare le loro attivit\u00e0? Per venire ora qui bisogna avere uno sponsor, un\u2019azienda che possa sponsorizzarti dal punto di vista lavorativo che ti permetta cos\u00ec di vivere qui a lungo termine. Per un giovane studente, o imprenditore, \u00e8 diventato pi\u00f9 complicato. Non si pu\u00f2 ragionare pi\u00f9 come prima, partire con una valigia, e vedere poi che succede. Londra comunque continua ad attirare sempre: \u00e8 una citt\u00e0 aperta. Molti imprenditori, giovani e soprattutto chi ha un progetto vogliono venire qui. Ci vuole solo un po\u2019 pi\u00f9 di determinazione per\u00a0pensare di aprire un\u2019azienda, uno deve avere le idee chiare\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Firenze, 14 novembre 2025 \u2013\u00a0Philip Baglini Olland\u00a0\u00e8 il fondatore di London One Radio, la prima radio nazionale ufficiale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":220037,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[130919,7879,203,12176,6108,204,1537,90,89,82449,1538,1539,30629,11022,10732,2851,4061,9654,1567,26685],"class_list":{"0":"post-220036","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-baglini","9":"tag-chiare","10":"tag-entertainment","11":"tag-farcela","12":"tag-idee","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-london","18":"tag-music","19":"tag-musica","20":"tag-one","21":"tag-philip","22":"tag-piu","23":"tag-progetto","24":"tag-radio","25":"tag-sogni","26":"tag-storia","27":"tag-valigia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115567665336874075","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/220036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=220036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/220036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/220037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=220036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=220036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=220036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}