{"id":220223,"date":"2025-11-18T02:30:36","date_gmt":"2025-11-18T02:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220223\/"},"modified":"2025-11-18T02:30:36","modified_gmt":"2025-11-18T02:30:36","slug":"e-di-nuovo-psicodramma-italia-ultimo-uomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220223\/","title":{"rendered":"\u00c8 di nuovo psicodramma Italia \u2013 Ultimo Uomo"},"content":{"rendered":"<p>Un allenatore pu\u00f2 essere molte cose. Un padre, un leader, un innovatore, un motivatore. Domenica sera Gennaro Gattuso \u00e8 diventato una metafora. Se per Eugenio Montale il male di vivere era un cavallo stramazzato, per gli italiani la Nazionale di calcio nel 2025 \u00e8 il proprio allenatore in piedi sotto la pioggia, completamente zuppo, infreddolito, quasi senza voce, che a fine partita chiede a tutti: \u201cscusa\u201d; come se la sconfitta contro la Norvegia, 1-4 a San Siro, fosse stata un piccolo tamponamento effettuato parcheggiando &#8211; scusa, non ti avevo visto, ma \u00e8 solo un graffio.<\/p>\n<p>Alla Norvegia \u00e8 bastato giocare 45\u2019, ci ha lasciato il primo tempo forse per timidezza, forse per un pizzico di arroganza, ma nel secondo ha alzato i ritmi e l\u2019Italia si \u00e8 sbriciolata. \u00abDobbiamo ripartire dal primo tempo\u00bb, ha detto Gattuso, come se, con un po\u2019 di sforzo, potessimo dimenticarci del secondo, fare finta che non sia mai esistito. Chiss\u00e0 magari sarebbe davvero la cosa migliore per tutti, per la sua squadra in particolare, passargli davanti agli occhi la piccola luce di Men in Black con cui fargli perdere la memoria, fargli dimenticare che in due partite hanno subito 7 gol dalla Norvegia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 perch\u00e9 se non ce ne dimenticassimo, dovremmo retrospettivamente mettere in questione alcune cose dette nelle ultime settimane. Gattuso, ad esempio, dovrebbe chiedere scusa anche per aver dato la colpa della nostra mancata qualificazione diretta ai Mondiali al numero di squadre africane o sudamericane ammesse al Mondiale. I paragoni con la Francia, anche, o con qualsiasi altra squadra passata come prima nel proprio girone: nessuna ha perso 2 partite e neanche l\u2019Italia perdeva due partite nel proprio girone di qualificazione a un torneo internazionale dall\u2019Europeo del 1984 (<a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/italia-gian-piero-ventura-dobbiamo-rivalutarla-tentativi-revisionismo\" rel=\"nofollow noopener\">l\u2019Italia di Ventura<\/a>, poi eliminata dalla Svezia ai playoff, perse una sola volta nel girone con la Spagna).<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, si pu\u00f2 discutere dei meccanismi di qualificazione, dei demeriti altrui, ma dopo aver preso 7 gol in 2 partite da una squadra che non si qualificava a una competizione internazionale da 25 anni, forse le riflessioni da fare sono altre.<\/p>\n<p>Quando ha potuto, l\u2019Italia ha occupato i quattro difensori norvegesi con le due punte e con le mezzali, cos\u00ec da tenere liberi Dimarco e Politano per i cambi di gioco.<\/p>\n<p>Nelle sei partite allenate, Gattuso ha fatto giocare l\u2019Italia sostanzialmente in due modi: un 4-2-4 iperoffensivo con cui voleva provare a fare pi\u00f9 gol possibile (contro Estonia e Moldova) e un 3-5-2 pi\u00f9 equilibrato con cui, dopo un iniziale tentativo di 4-3-3, ha affrontato Israele. Era scontato che fosse con questo secondo modulo che avrebbe provato ad affrontare i norvegesi.<\/p>\n<p>Nel primo tempo la strategia di cambi di gioco e invasione dell\u2019area di rigore \u00e8 riuscito molto bene all\u2019Italia, anche grazie alla passivit\u00e0 della Norvegia che faceva blocco medio nella propria met\u00e0 campo. Il gol di Pio Esposito dopo dieci minuti \u00e8 arrivato proprio in seguito a un lungo possesso perimetrale dell\u2019Italia, che \u00e8 riuscita ad entrare nell\u2019ultimo terzo di campo con un cambio di gioco di Locatelli per Dimarco.<\/p>\n<p>Lancio di Locatelli tecnicamente sbagliato ma che, grazie alla sbavatura di Ryerson che non ha controllato n\u00e9 rinviato il pallone, alla fine ha avuto la sua efficacia. Ed \u00e8 stata, quella del gol, anche una delle rare occasioni in cui l\u2019Italia \u00e8 riuscita a combinare nello stretto come ha fatto nelle precedenti partite, con Dimarco, Retegui e Pio Esposito tutti molto vicini tra loro.<\/p>\n<p>La presenza di Frattesi, al posto dell\u2019infortunato Tonali, si spiega soprattutto (oltre cio\u00e8 a qualche sporadica ricezione nel <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/dizionario-tattico-gli-half-spaces\" rel=\"nofollow noopener\">mezzo spazio<\/a> di destra) con la volont\u00e0 di occupare i quattro difensori norvegesi con altrettanti giocatori offensivi, in modo da tenere liberi Dimarco e Politano; oppure schiacciare Sorloth e Nusa sulla linea difensiva e applicare un dominio ancora maggiore.<\/p>\n<p>La Norvegia ci ha concesso il possesso del pallone &#8211; nel primo tempo del 61% a nostro favore &#8211; e un\u2019altra occasione da gol con Pio Esposito che di testa ha messo di poco a lato un cross di Dimarco. Anche in quell\u2019occasione ha funzionato il sovraccarico centrale con conseguente allargamento del gioco: la Norvegia \u00e8 stata lenta a scalare orizzontalmente e &#8211; nel processo di scalate successive a quella di Ryerson che da Barella \u00e8 uscito su Dimarco &#8211; si \u00e8 persa Pio Esposito al centro dell\u2019area.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha giocato un tempo come voleva, contro un\u2019avversaria passiva che ha effettuato un solo tiro in direzione della porta, tra l&#8217;altro da fuori area (Nusa, sugli sviluppi di una punizione), e ha faticato a consolidare il possesso nella nostra met\u00e0 campo. Forse l\u2019allenatore Solbakken aveva preparato una gara di attesa e transizioni, affidandosi alle corse di Nusa e Sorloth, oltre che a quelle di Haaland, ma nel primo tempo i risultati sono stati davvero pessimi.<\/p>\n<p>Nel secondo, come sappiamo bene, le cose sono cambiate drasticamente. Dopo neanche un minuto Sorloth aveva gi\u00e0 calciato in porta una volta; dopo meno di tre minuti ha calciato di nuovo in porta, al termine di un\u2019azione in cui tutti i giocatori italiani tranne le due punte erano finiti a difendere dentro la propria area di rigore.<\/p>\n<p>L\u2019azione del secondo tiro di Sorloth, di poco sopra la traversa, nasce da una seconda palla conquistata da Berg, con largo anticipo su Locatelli.<\/p>\n<p>Alla Norvegia \u00e8 bastato alzare l\u2019aggressivit\u00e0 per recuperare palla pi\u00f9 in alto e far partire Nusa e Sorloth da posizioni pi\u00f9 avanzate. L\u2019Italia non \u00e8 riuscita a pareggiare il dinamismo e la compattezza del centrocampo norvegese, allungandosi e arrivando in ritardo sulle seconde palle. I raddoppi e i triplicamenti della marcatura su Nusa, che nel primo tempo lo avevano isolato e portato a perdere il pallone, adesso stiravano la coperta da un lato liberando Sorloth dall\u2019altro. La Norvegia ha tenuto pi\u00f9 palla (\u00e8 passata dal 39% al 45% del possesso, da un tempo all\u2019altro) e quando \u00e8 arrivata nell\u2019ultimo terzo ha fatto valere la maggiore qualit\u00e0 dei suoi giocatori offensivi.<\/p>\n<p>Non che l\u2019Italia sia uscita del tutto dalla partita. Alla fine Gattuso (che forse una sparatina della luce di Men in Black se l\u2019\u00e8 fatta davvero) ha detto persino di avere dei rimpianti. \u00abSe ci avessero preso a pallonate sarebbe diverso\u00bb, ha detto. Ma la Norvegia ha comunque segnato 4 gol in un tempo solo con una facilit\u00e0 da cui possiamo dedurre due cose: o le loro qualit\u00e0 offensive sono davvero fuori dalla norma, da una delle migliori quattro o otto squadre del mondo (come ha detto Rimedio in telecronaca parlando di una squadra che vedremo ai quarti o addirittura in semifinale del prossimo Mondiale) oppure \u00e8 l\u2019Italia a essere fragile e porosa pi\u00f9 di quanto ci aspettassimo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/e9892b92c0a539ac9f0c2f33108d81dabe9cbcfe-1752x992.png\"\/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ca674f77c0a662c3d5af2d03dc644f08d4be3b31-1762x994.png\"\/><\/p>\n<p>Il gol di Nusa \u00e8 merito del suo talento, ok, come di una deviazione fortunata o di una disattenzione di Donnarumma, certo, ma \u00e8 importante anche notare come \u00e8 arrivato al tiro. Alzando Thorstvedt e Berg la Norvegia ha pareggiato i 5 uomini in ampiezza dell\u2019Italia, abbassando Dimarco e Politano sulla linea dei difensori e liberando in duelli individuali giocatori fisici come Haaland e Sorloth.<\/p>\n<p>Difensivamente ci aveva \u00abportato a spasso\u00bb Israele, come aveva detto Gattuso, e lo ha fatto anche la Norvegia in questo nuovo contesto. Sorloth si \u00e8 accentrato e ha giocato in diagonale su Thorstvedt che ha fatto velo, sfruttando la passivit\u00e0 di Di Lorenzo per far scorrere il pallone fino a Nusa. Politano \u00e8 lontano e Nusa pu\u00f2 orientarsi verso la porta e condurre in velocit\u00e0. Frattesi ripiega ma insieme a Politano accompagna Nusa fino al limite dell\u2019area, dove poi, appunto, basta una leggera deviazione o un\u2019imprecisione del portiere per trasformare un tiro in gol.<\/p>\n<p>Il gol dell\u20191-1 ha depresso l\u2019Italia che ha rischiato di prendere subito il secondo gol su calcio d\u2019angolo, lasciando incredibilmente libero Nusa sul secondo palo. L\u2019Italia ha subito la pressione norvegese non riuscendo a consolidare il possesso n\u00e9 ad attaccare in verticale quando \u00e8 riuscita ad aggirarla &#8211; ad eccezione dell\u2019occasione del possibile 2-2 di Dimarco, al 76&#8242;, dove un duello vinto da Barella ha innescato un\u2019azione dove, con due cambi di campo (Dimarco-Politano, Politano-Dimarco) siamo arrivati al tiro.<\/p>\n<p>Una volta alzato il proprio baricentro la Norvegia ha progressivamente aumentato la velocit\u00e0 della propria circolazione, sfuggendo anche ai tentativi pi\u00f9 aggressivi di pressione italiana. Con l\u2019ingresso di Bobb la Norvegia si \u00e8 ritrovata con due giocatori abili in conduzione anche in spazi stretti, capaci di muovere la palla a terra anche nell\u2019ultimo terzo di campo. E il gol di Haaland \u00e8 nato proprio da una combinazione tra Nusa e Bobb, venuto per l\u2019occasione sul centro-sinistra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/12b6e732c6412d90ebea5d65d2dfc74b33dfb55e-1752x994.png\"\/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4cc8be4607ff8b04293682ab4d1874af7f17ae23-1766x996.png\"\/><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata aggressiva nella met\u00e0 campo avversaria &#8211; dove la Norvegia girava palla e riusciva ad allungarla &#8211; e passiva nella propria met\u00e0 campo, dove si \u00e8 illusa di poter difendere posizionalmente giocatori con una qualit\u00e0 individuale evidentemente troppo alta.<\/p>\n<p>Gattuso ha pagato immediatamente anche il passaggio al 4-2-4. Ha inserito Scamacca e Zaccagni per Pio Esposito e Locatelli (era gi\u00e0 entrato Cristante per Frattesi) dopo il gol di Haaland, ma l\u2019Italia ha battuto a centrocampo e perso palla immediatamente con Bastoni che si \u00e8 fatto intercettare un passaggio verticale da Bobb e che poi disgraziatamente gli \u00e8 uscito incontro aprendo il campo a Thorsby. Il giocatore del Genoa ha portato palla fino dentro l\u2019area di rigore dove Haaland con un delizioso tocco di esterno si \u00e8 fatto beffe di Di Lorenzo e Donnarumma.<\/p>\n<p>Il quarto gol di Strand Larsen, nei minuti di recupero, \u00e8 stato forse di troppo, ma alla Norvegia basta un passaggio dalla propria met\u00e0 campo per mettere un attaccante in situazione di uno contro uno con l\u2019ultimo difensore italiano. Buongiorno era entrato al posto di Bastoni e si \u00e8 lanciato subito in avanti lasciando Mancini con Larsen; Cristante e Ricci in coppia a centrocampo sono lontani dal pallone e piantati sulle loro posizioni: l\u2019Italia non \u00e8 assolutamente preparata per recuperare il pallone perso da Zaccagni sul centrosinistra.<\/p>\n<p>Tutte le lamentele degli scorsi giorni, fatte con l\u2019illusione di aver gi\u00e0 vinto la partita in casa con la Norvegia, restano sotto le macerie di questo 1-4 che dice tanto dei limiti dell\u2019Italia &#8211; che sono limiti strutturali e di circostanza. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che le due precedenti Coppe del Mondo saltate, come la lezione presa dalla Svizzera all\u2019Europeo nel 2024, non riguardano Gattuso, n\u00e9 Spalletti, \u00e8 vero anche che la Nazionale soffre di una crisi identitaria ormai chiarissima a cui nessuno degli allenatori arrivati dopo Mancini ha posto rimedio, e che la fa arrivare impreparata in queste occasioni in cui il livello si alza un minimo.<\/p>\n<p>Basta che la palla giri pi\u00f9 velocemente tra i piedi avversari o che i nostri abbiano meno tempo per pensare quando ce l\u2019hanno tra i piedi che tutte le qualit\u00e0 che questa squadra sembra avere svaniscono. Non c\u2019\u00e8 rete di salvataggio di fronte alle iniziative avversarie, l\u2019Italia sembra sempre in difficolt\u00e0, confusa, le distanze si allungano e i giocatori &#8211; forse abituati da un campionato dove si gioca spesso sotto ritmo &#8211; anzich\u00e9 nuotare, affogano.<\/p>\n<p>Non ripartiamo dal primo tempo, come ha detto Gattuso. Partiamo dal secondo. Non facciamo finta che non sia successo niente, ancora. Prendiamo coscienza del fatto che siamo inferiori a squadre come la Norvegia. E chiediamoci cosa fare per cambiare la situazione rapidamente. L\u2019importante \u00e8 andarci al Mondiale, certo, ma, anche ammesso che si riesca a vincere le due partite di playoff che ci aspettano il prossimo marzo, sarebbe altrettanto importante non fare altre figuracce dopo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un allenatore pu\u00f2 essere molte cose. Un padre, un leader, un innovatore, un motivatore. 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