{"id":220241,"date":"2025-11-18T02:54:09","date_gmt":"2025-11-18T02:54:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220241\/"},"modified":"2025-11-18T02:54:09","modified_gmt":"2025-11-18T02:54:09","slug":"carrello-della-spesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220241\/","title":{"rendered":"Carrello della spesa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Istat<\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/10\/31\/inflazione-carrello-spesa-istat-ottobre-news\/8179745\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> conferma il rallentamento dell\u2019inflazione ad <strong>ottobre<\/strong><\/a> all\u20191,2% (era +1,6% a settembre). I dati definitivi danno l\u2019indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) in calo congiunturale per il secondo mese consecutivo. L\u2019Italia si tiene cos\u00ec sotto la soglia obiettivo della Bce, con una inflazione acquisita nel 2025 dell\u20191,6%. Ma restano le preoccupazioni sui prezzi dei beni di largo consumo e di prima necessit\u00e0. I prezzi dei <strong>beni alimentari, per la cura della casa e della persona<\/strong> \u2013 il cosiddetto <strong>carrello della spesa<\/strong> \u2013 pur rivisti al ribasso nelle stime definitive restano ampiamente sopra la media dell\u2019indice generale, attestandosi a <strong>+2,1%<\/strong>, come i prodotti alimentari e bevande analcoliche che sono a +2,5% e quelli ad alta frequenza di acquisto a +2,1%. Ben sopra la media anche i prezzi dei servizi sanitari e spese per la salute, +1,5%.<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/04\/aumento-prezzi-alimentari-supermercato-oggi\/8081969\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                Economia &#8211;<br \/>\n                Per cibo e bevande aumenti del 27% in quattro anni. Perch\u00e9 al supermercato (e non solo) ci sentiamo tutti pi\u00f9 poveri<br \/>\n        <\/a><\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/09\/10\/aumento-prezzi-alimentari-istat-economia-oggi\/8121811\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                Economia &#8211;<br \/>\n                Dal 2019 ad oggi prezzi degli alimentari su del 30%. \u201cCresciute del 45% le vendite nei discount\u201d<br \/>\n        <\/a><\/p>\n<p>Se sono in decisa decelerazione i prezzi degli energetici regolamentati, quelli delle bollette del cosiddetto \u201c<strong>mercato tutelato<\/strong>\u201d (da +13,9% a -0,5%) riservato ai cosiddetti \u201cvulnerabili\u201d- un bacino di famiglie molto ridotto \u2013 preoccupa anche l\u2019andamento dell\u2019inflazione di \u201cfondo\u201d, quella calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi. Che pur rallentando a +1,9% si mantiene di 7 punti base sopra l\u2019indice generale.<\/p>\n<p>Le organizzazioni dei consumatori chiedono da sempre che il \u201ccarrello della spesa\u201d abbia un peso maggiore nel paniere Istat, sia perch\u00e9 si tratta di beni irrinunciabili sia perch\u00e9 sono la principale voce di uscita del ceto medio, e una modifica in quel senso avvicinerebbe inflazione percepita all\u2019inflazione stimata. \u201cL\u2019inflazione \u00e8 in calo ma il cibo \u00e8 sempre pi\u00f9 caro\u201d, osservano dall\u2019<strong>Unione dei Consumatori<\/strong> ricordando i maggiori aumenti. In testa alla top 20 dei rincari annui, il <strong>cacao<\/strong> e cioccolato in polvere con +21,9% su ottobre 2024, al secondo posto il <strong>caff\u00e8<\/strong> con +20,6%, al terzo il cioccolato con +10,1%. Seguono la carne macinata, i formaggi stagionati e le bevande analcoliche (+8,2% per tutti e 3). Si segnala poi la carne di bovino adulto (7\u00b0 posto, +8,1%), la carne di vitello (8\u00b0, +7,5%), le uova (10\u00b0, +7,4%), il burro (11\u00b0, +6,6%), la frutta secca (12\u00b0, +5,9%), carne ovina e pollame (ex aequo in 14\u00b0 posizione con +5,3%).<\/p>\n<p>\u201cAnche se il calo dell\u2019inflazione tendenziale da 1,6 a 1,2 comporta un minor aumento complessivo del costo della vita, per una coppia con due figli si tratta comunque di una <strong>stangata pari a 432 euro<\/strong> su base annua. Inoltre, ben 232 euro in pi\u00f9 se ne vanno solo per i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua totale \u00e8 pari a 371 euro, ma 203 euro sono soltanto per cibo e bevande. In media, per una famiglia, mangiare e bere costa 160 euro in pi\u00f9\u201d, dice il presidente <strong>Massimiliano Dona.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Nazionale Consumatori ha stilato anche la classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 care d\u2019Italia in termini di aumento del costo della vita. Al vertice c\u2019\u00e8 <strong>Siena<\/strong> dove un\u2019inflazione tendenziale pari a +2,8%, la pi\u00f9 alta d\u2019Italia, si traduce in una maggior spesa aggiuntiva su base annua per 757 euro a famiglia media. A seguire in classifica c\u2019\u00e8 <strong>Bolzano<\/strong> che, con +1,9% su ottobre 2024, ha un incremento di spesa annuo pari a 630 euro a famiglia, mentre al terzo posto in questa classifica c\u2019\u00e8 <strong>Pistoia<\/strong>. La citt\u00e0 toscana \u00e8 terza sia per inflazione, pari al 2,1%, che per spesa supplementare, pari a 568 euro annui per una famiglia tipo. Appena fuori dal podio Belluno che, con un\u2019inflazione del 2% (al quarto posto per inflazione ex aequo con Napoli), registra, sottolinea l\u2019Unc, una stangata pari a 521 euro. Al quinto posto Cosenza che, con la seconda inflazione pi\u00f9 elevata del Paese, +2,5%, ha una variazione annua della spesa pari a 486 euro. Seguono Udine (+1,7%, +478 euro), Rimini (+1,7% e +468 euro), all\u2019ottavo posto, con +452 euro, Gorizia (+1,7%) ex aequo con Napoli (+2%). Chiude la top ten, con +449 euro, Venezia (+1,6%). <strong>Assoutenti<\/strong> \u00e8 preoccupata del Natale in arrivo e chiede a Mister Prezzi di vigilare sui listini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Istat conferma il rallentamento dell\u2019inflazione ad ottobre all\u20191,2% (era +1,6% a settembre). I dati definitivi danno l\u2019indice nazionale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":220242,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-220241","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115568447593229948","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/220241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=220241"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/220241\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/220242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=220241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=220241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=220241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}