{"id":220430,"date":"2025-11-18T06:54:33","date_gmt":"2025-11-18T06:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220430\/"},"modified":"2025-11-18T06:54:33","modified_gmt":"2025-11-18T06:54:33","slug":"il-maestro-favino-e-larte-di-perdere-o-del-perche-e-il-film-italiano-piu-emozionante-del-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220430\/","title":{"rendered":"Il Maestro, Favino e l&#8217;arte di perdere. O del perch\u00e9 \u00e8 il film italiano pi\u00f9 emozionante del 2025"},"content":{"rendered":"<p class=\"subtitle fw-normal mb-3 lh-sm text-secondary\">Uno sport-movie capace davvero di dialogare con il pubblico, rileggendo al meglio il concetto di commedia all&#8217;italiana. Splendido tutto: cast, temperatura, cuore e dolore. Dirige Andrea Di Stefano. Al cinema.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-maestro-favino-film-storia-cast_jpg_1280x720_crop_q85.jpg\"  alt=\"il-maestro-favino-film-storia-cast\"\/><\/p>\n<p>Di regia e di spunti, di scrittura e di personaggi. Ne <strong>Il Maestro<\/strong> c&#8217;\u00e8 tutto, e forse di pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 il colore di un&#8217;idea, la cui esecuzione pratica torna a rileggere davvero gli stilemi della <strong>commedia all&#8217;italiana<\/strong>, dopo decenni di brutte copie e falsi tentativi. Ci voleva <strong>Andrea Di Stefano<\/strong>, uno che ha diretto gente come Benicio Del Toro e Rosamund Pike, tornando poi in Italia con un bagaglio d&#8217;esperienza da potersi rivendere. Giustamente.   <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Il Maestro Pierfrancesco Favino Primo Piano\" data-caption=\"Il Maestro: Pierfrancesco Favino in un primo piano\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/08\/31\/il-maestro-pierfrancesco-favino-primo-piano_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-maestro-pierfrancesco-favino-primo-piano_jpg_375x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Il Maestro: Pierfrancesco Favino in un primo piano<\/p>\n<p>E ci voleva Ludovica Rampoldi, che ha co-scritto la pellicola, sintetizzando in due ore il senso di cosa possa voler dire &#8220;emozione&#8221;. S\u00ec, ne Il Maestro c&#8217;\u00e8 tutto: lo sport che spiega la vita, la vita che spiega lo sport. Come spesso accade, cinema e sudore, un genere che ne contiene dentro altri cento. Metafora perfetta, sintesi esaustiva: destino, rimorsi, gioie, dolori.   <\/p>\n<p>La potenza di un personaggio da manuale (grazie a Favino)<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Il Maestro Andrea Di Stefano Tiziano Menichelli\" data-caption=\"Il Maestro: Tiziano Menichelli con Andrea Di Stefano sul set\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/08\/31\/il-maestro-andrea-di-stefano-tiziano-menichelli_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-maestro-andrea-di-stefano-tiziano-menichelli_jpg_375x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Il Maestro: Tiziano Menichelli con Andrea Di Stefano sul set<\/p>\n<p>&#8220;Il tennis \u00e8 come la vita, quando scendi in campo sei da solo&#8221;, dice lo splendido Raul Gatti, interpretato da un altrettanto splendido <strong>Pierfrancesco Favino<\/strong>. A proposito: se il talento di &#8220;Picchio&#8221; &#8211; come lo chiamano i suoi colleghi pi\u00f9 cari &#8211; non \u00e8 certo una novit\u00e0, qui la sua bravura raggiunge le note interpretative gi\u00e0 mostrate ne Il traditore. Ruoli diversi, ovvio, ma questo Gatti, che fa &#8220;miao&#8221; quando ci prova con le ragazze, piangendo poi in camera d&#8217;albergo, \u00e8 la definitiva distruzione del maschio alfa, andando oltre quel &#8220;maestro&#8221; da cui il titolo. Come? Sfoderando una beffarda vulnerabilit\u00e0 che diventa aspirazione e ispirazione. Un eroe fallito, o meglio dire &#8220;l&#8217;eroismo del fallimento&#8221;. Niente di pi\u00f9 bello, niente di pi\u00f9 riconoscibile.    <\/p>\n<p>Gatti, Stan Smith ai piedi e tuta acetata; incastrato nel rimpianto di un&#8217;estate passata, di quei giorni di gloria e sregolatezza di cui non resta che un ingombrante ricordo. Raoul, uno che spezza le regole, che prende a schiaffi la depressione. Attaccando, sempre e comunque, vada come vada. Per buona pace di chi gioca indietro, di chi arretra aspettando di ribattere l&#8217;ennesima palla. &#8220;Gioca semplice&#8221;, ripete il pap\u00e0 di Felice (<strong>Tiziano Menichelli<\/strong>, rivelazione), impiegato alla SIP, che affida a Gatti quel figlio tennista indottrinato alla difesa.    <\/p>\n<p>\t\t<a class=\"fw-bold\" href=\"https:\/\/movieplayer.it\/articoli\/il-maestro-recensione-film-pierfrancesco-favino-venezia_36154\/\" title=\"Il maestro, recensione: se Pierfrancesco Favino insegna il valore della sconfitta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n      Il maestro, recensione: se Pierfrancesco Favino insegna il valore della sconfitta<\/p>\n<p>        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Il maestro, recensione: se Pierfrancesco Favino insegna il valore della sconfitta\" class=\"lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-maestro-recensione-film-pierfrancesco-favino-venezia_jpg_200x150_crop_q85.jpg\" height=\"150\" width=\"200\"\/><\/p>\n<p>    <\/a><\/p>\n<p>Il Maestro e l&#8217;evoluzione de Il sorpasso<\/p>\n<p>Un <strong>feel-good movie<\/strong>, lo definiscono Di Stefano e Rampoldi, che nasce dall&#8217;incontro tra &#8220;due sconfitti&#8221;. Due sconfitti che, insieme, &#8220;generano una vittoria&#8221;. O meglio, generano la promessa illusoria di una vittoria. E allora, su e gi\u00f9 per l&#8217;Italia degli anni Ottanta, quando Franco Battiato cantava &#8220;cuccurucucu&#8221; sotto un cielo azzurro riflesso negli occhiali specchiati di un ex tennista viveur caduto in disgrazia. Un po&#8217; Gigi Rizzi un po&#8217; Victor Pecci. Raoul e Felice, unione di fatto tra la pratica di un padre e la teoria di un figlio. Come Vittorio De Sica e Jean-Louis Trintignant, sessant&#8217;anni dopo <strong>Il Sorpasso<\/strong>.   <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Il Masetro Pierfrancesco Favino Tiziano Menichelli\" data-caption=\"Una scena de Il maestro\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/08\/31\/il-masetro-pierfrancesco-favino-tiziano-menichelli_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-masetro-pierfrancesco-favino-tiziano-menichelli_jpg_960x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Una scena de Il maestro<\/p>\n<p>Paragone ingombrante, ma sensato: <a href=\"https:\/\/movieplayer.it\/film\/il-maestro_64862\/\" title=\"Il maestro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il maestro<\/a> \u00e8 l&#8217;evoluzione diretta del capolavoro di Dino Risi. Lo \u00e8 per diametro, per profondit\u00e0, per linguaggio e per schema narrativo. Epoca diversa, stesse vibrazioni. L&#8217;Italia che cambia, che canta, che <strong>sogna<\/strong>. &#8220;Il Sorpasso \u00e8 stato centrale, come tutte le commedie italiane di quegli anni&#8221;, spiegava Andrea Di Stefano, a Venezia, presentando il film, sottolineando quanto i paragoni siano tuttavia relativi, riferendosi alla performance di Favino: &#8220;Pierfrancesco non ha bisogno di dimostrare il suo valore, ma non so quanti attori avrebbero potuto portare Raoul Gatti ad una certa temperatura&#8221;.     <\/p>\n<p>Il cinema che serve: la bellezza di essere dei perdenti<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Il Maestro Pierfrancesco Favino Scena\" data-caption=\"Favino e i suoi occhiali a specchio\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/08\/31\/il-maestro-pierfrancesco-favino-scena_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/il-maestro-pierfrancesco-favino-scena_jpg_375x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Favino e i suoi occhiali a specchio<\/p>\n<p>Una <strong>temperatura<\/strong> misurata attraverso un cinema che non ha paura di giocare, credendo in ci\u00f2 che racconta (e non \u00e8 scontato). Un cinema che dialoga &#8211; finalmente &#8211; con il pubblico. Niente effetti, niente <strong>intellettualismi<\/strong> borghesi. Solo sostanza, solo cuore. Di campo in campo, di sconfitta in sconfitta. Piangendo e ridendo, mischiando le smorfie e i calzini sporchi. Ci emozioniamo, ci rivediamo in Raoul e ci rivediamo in Felice. Azzeriamo le distanze con i nostri sentimenti. A questo servono i film, questa dovrebbe essere la luce per il cinema italiano: raccontare, raccontarci. Puntare alla semplicit\u00e0, palleggiando d&#8217;effetto, scoprendo il lato debole, senza timore e senza vergogna.     <\/p>\n<p>Strano pensarlo, ma \u00e8 cos\u00ec: schiacciati da una societ\u00e0 votata alla perfezione, scandita da reel tutti uguali e da falsi profeti, Il Maestro \u00e8 un gentile ma potente reminder su quanto, secondo Favino, &#8220;Si pu\u00f2 vivere anche senza essere i numeri uno&#8221;. Del resto, &#8220;Oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;ossessione della vittoria, di dare un&#8217;immagine di s\u00e9 iper vittoriosa, come se ci dovessimo vergognare di non essere all&#8217;altezza&#8221;. Eppure, \u00e8 proprio il <strong>fallimento<\/strong> a indicare la giusta direzione, dettando il tempo e il ritmo. Sempre a due metri dalla linea di fondo. Proprio l\u00ec, dove poter finalmente essere liberi di sorridere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno sport-movie capace davvero di dialogare con il pubblico, rileggendo al meglio il concetto di commedia all&#8217;italiana. 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