{"id":220502,"date":"2025-11-18T08:17:13","date_gmt":"2025-11-18T08:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220502\/"},"modified":"2025-11-18T08:17:13","modified_gmt":"2025-11-18T08:17:13","slug":"influenza-aviaria-h5n1-focolai-in-aumento-nel-nord-italia-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/220502\/","title":{"rendered":"Influenza aviaria H5N1: focolai in aumento nel Nord Italia | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Nel Nord Italia i focolai di <strong>influenza aviaria<\/strong>, del tipo H5N1, continuano ad aumentare. Dopo i casi nelle province di <strong>Forl\u00ec<\/strong>, <strong>Alessandria<\/strong>, <strong>Udine<\/strong> e <strong>Verona<\/strong> e quelli in <strong>Lombardia<\/strong> dove, a fine ottobre, in pochi giorni sono stati individuati tre focolai, nel <strong>Cremonese<\/strong>, nel <strong>Lodigiano<\/strong> (a Zelo Buon Persico) e nel <strong>Bresciano<\/strong> e dove si erano dovuti abbattere tacchini e fagiani, c\u2019\u00e8 molta apprensione in queste ore nelle province di <strong>Varese<\/strong> e <strong>Mantova<\/strong>. Sono risultati positivi al virus i tamponi, analizzati dall\u2019<strong>Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia<\/strong>, provenienti da un allevamento di galline ovaiole, non distante da <strong>Busto Arsizio<\/strong> dove, come prevede la legge, \u00e8 stato a<strong>vviato lo smaltimento di uova,<\/strong> mangimi e animali morti. A <strong>Olgiate Olona<\/strong>, sempre nel Varesotto, un\u2019azienda agricola \u00e8 stata sequestrata su ordine del dipartimento veterinario di Ats Insubria e messa in quarantena. Nel frattempo, nel <strong>Bergamasco<\/strong>, il virus \u00e8 stato trovato in <strong>uccelli selvatici abbattuti a Fontanella<\/strong>, tanto che l\u2019Ats di Bergamo ha chiesto a tutti gli allevamenti all\u2019aperto di tenere pollame e volatili al chiuso, per evitare contatti con l\u2019avifauna selvatica. E dato che a <strong>Bologna<\/strong>, all\u2019inizio dell\u2019anno, sono stati individuati due casi di influenza aviaria nei gatti, proprio di recente, il servizio di Anatomia patologica del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna ha avviato un un progetto di monitoraggio.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/17\/influenza-aviaria-contagio-umano-usa-europa-news\/8198639\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Influenza aviaria, Usa: primo contagio umano negli ultimi 9 mesi. Spagna, divieto di allevamenti all\u2019aperto<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/aviaria-330x173.jpg\" alt=\"Influenza aviaria, Usa: primo contagio umano negli ultimi 9 mesi. Spagna, divieto di allevamenti all\u2019aperto\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/17\/influenza-aviaria-contagio-umano-usa-europa-news\/8198639\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Busto Arsizio, controlli costanti in 44 allevamenti<\/p>\n<p>Dopo il riscontro di una positivit\u00e0 definita \u201cad alta patogenicit\u00e0\u201d nell\u2019allevamento di pollame nei pressi di <strong>Busto Arsizio<\/strong>, sono scattate misure stringenti per le aziende avicole nel raggio di tre chilometri ed \u00e8 stata disposta una zona di sorveglianza che si allarga per dieci chilometri e arriva fino al Comasco, ma coinvolge <strong>quasi 40 Comuni<\/strong>. L\u2019Ats ha individuato 44 allevamenti di varie dimensioni da sottoporre a controlli costanti e, nell\u2019ordinanza firmata dalla direzione del settore Sanit\u00e0 animale, prevede 30 giorni di sorveglianza durante i quali, anche nei pollai privati, sar\u00e0 necessario segnalare ogni possibile anomalia o sintomo riconducibile all\u2019aviaria. L\u2019origine del focolaio, al momento l\u2019unico nell\u2019area, <strong>non sarebbe legata ad animali selvatici<\/strong>, ma al contatto con un\u2019altra struttura nella quale \u00e8 stata riscontrata l\u2019infezione, fuori dal Varesotto. Quindi legata a un altro focolaio.<\/p>\n<p>A Olgiate Olona (Varese), sanificazione e disinfestazione<\/p>\n<p>Sempre nei giorni scorsi, il dipartimento veterinario di ATS Insubria ha dovuto mettere in <strong>quarantena, per un periodo di 21 giorni<\/strong> \u2013 anche un allevamento di Olgiate Olona, dove sono state condotte misure di sanificazione e disinfestazione previste dai protocolli. Il contagio \u00e8 stato confermato dall\u2019<strong>Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia<\/strong> e non sarebbe stato causato direttamente da animali selvatici. Anche in questo caso, sono scattate le restrizioni previste dai protocolli: zona di osservazione per le attivit\u00e0 nel raggio di tre chilometri dall\u2019allevamento in cui \u00e8 stato rilevato il virus e zona di sorveglianza nel raggio di dieci chilometri dall\u2019allevamento in questione.<\/p>\n<p>Focolaio dell\u2019Alto Mantovano: abbattuti 20mila tacchini in due ditte<\/p>\n<p>Si stanno invece concludendo le operazioni di abbattimento di <strong>9mila tacchini<\/strong>, dopo quelle che hanno riguardato altri <strong>11mila capi<\/strong> in seguito all\u2019individuazione di un focolaio di influenza aviaria in un allevamento di pollame di <strong>Guidizzolo<\/strong>, nel Mantovano di pollame, anche in questo caso ad alta patogenicit\u00e0, del sottotipo <strong>H5n1<\/strong>. In questo caso, infatti, non si \u00e8 proceduto solo all\u2019abbattimento degli animali nell\u2019allevamento interessato, ma anche al de-popolamento di quello vicino.<\/p>\n<p>Gli altri casi in Lombardia e nel Nord Italia<\/p>\n<p>Ma \u00e8 da ottobre che i casi continuano ad aumentare. Il primo segnale era arrivato da <strong>Casale Cremasco-Vidolasco<\/strong> il 27 ottobre. Nell\u2019attesa dei risultati delle analisi, poi, il virus \u00e8 stato individuato nel Bresciano, in un <strong>allevamento di tacchini di Seniga<\/strong>, al confine con la provincia di Cremona. Qui \u00e8 stato inevitabile l\u2019abbattimento di <strong>34mila tacchini<\/strong>. Nel frattempo, \u00e8 arrivata a sentenza di morte anche per tutti i <strong>60mila capi <\/strong>presenti nel capannone di Casale Cremasco. Il focolaio ha portato all\u2019istituzione di una zona di protezione di 3 chilometri intorno all\u2019allevamento e di una zona di sorveglianza che coinvolge 18 comuni della Bassa Bergamasca. Ma sono pi\u00f9 di trenta, tra Bassa Bergamasca, Val Calepio e Hinterland, le zone di protezione e sorveglianza rafforzate. Poi \u00e8 stata la volta di Lodi, con un altro focolaio individuati in un <strong>allevamento di fagiani di Zelo Buon Persico<\/strong>. Negli stessi giorni, in un allevamento della <strong>pianura forlivese<\/strong>, al confine con il territorio Ravenna, si procedeva all\u2019<strong>abbattimento di 150 polli da carne<\/strong>. Risale a circa un mese fa, invece, la conferma della presenza di un focolaio in uno dei due capannoni di un <strong>allevamento di galline di Occimiano<\/strong>, in provincia di <strong>Alessandria<\/strong>. Trentacinquemila tra galli e galline per la riproduzione erano presenti nell\u2019allevamento e sono stati tutti abbattuti, anche \u2013 preventivamente \u2013 i diciassettemila presenti nel capannone dove il virus non \u00e8 stato riscontrato. Gli altri casi, sempre un mese fa, nell\u2019Udinese (in un <strong>allevamento di polli boiler di Povoletto<\/strong>) e nel Veronese, a <strong>Oppeano<\/strong>, dove il virus ha colpito un <strong>allevamento di tacchini<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel Nord Italia i focolai di influenza aviaria, del tipo H5N1, continuano ad aumentare. 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