{"id":221197,"date":"2025-11-18T18:03:10","date_gmt":"2025-11-18T18:03:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221197\/"},"modified":"2025-11-18T18:03:10","modified_gmt":"2025-11-18T18:03:10","slug":"il-controverso-torneo-di-tennis-organizzato-in-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221197\/","title":{"rendered":"Il controverso torneo di tennis organizzato in Russia"},"content":{"rendered":"<p>Nel mondo del tennis sono stati tre gli effetti pi\u00f9 visibili della guerra tra Russia e Ucraina. Il primo \u00e8 la squalifica, come successo negli altri sport, della Russia dalla Coppa Davis (privandola forse di alcune vittorie); il secondo \u00e8 l\u2019assenza di tornei ATP in territorio russo e bielorusso; il terzo, pi\u00f9 indiretto, \u00e8 la protesta permanente di alcune tenniste ucraine &#8211; Marta Kostyuk ed Elina Svitolina &#8211; che rifiutano di stringere la mano ai tennisti russi e bielorussi. Una protesta che ha fatto discutere, dato che Svitolina non ha stretto la mano (ma ha dato un cenno d\u2019intesa) anche a Daria Kasatkina, critica della Russia di Putin e che ha recentemente adottato la cittadinanza australiana, rifiutando cos\u00ec di tornare in Russia. Un bel po&#8217; di tensione c&#8217;\u00e8 stata a Parigi, quando Marta Kostyuk ha ricevuto fischi per essersi rifiutata di stringere la mano ad Aryna Sabalenka. <\/p>\n<p>Le proteste proseguono ma della questione ucraina non si parla quasi pi\u00f9, almeno a livello tennistico. E complici gli sviluppi geopolitici non sembra nemmeno che si sia vicini a una riammissione delle bandiere russe e bielorusse in campo tennistico. Proprio per questo fa ancora pi\u00f9 rumore la presenza di tanti tennisti russi, tra i migliori e non, alla Northern Palmyra Trophies, torneo di tennis che si giocher\u00e0 il 29 e il 30 novembre a San Pietroburgo, Russia.<\/p>\n<p>A partecipare ci saranno giocatori, principalmente russi, di ottimo livello. I capolista tra gli uomini sono Daniil Medvedev, numero 13 del mondo, e Karen Khachanov, mentre tra le donne Veronika Kudermetova, Diana Shnaider e Anastasia Potapova. Quello che fa pi\u00f9 rumore per\u00f2 \u00e8 la presenza dei non-russi, o quantomeno dei non-russi di facciata. Ci saranno infatti Alexander Bublik, di nazionalit\u00e0 kazaka ma nato a Gatcina, a sud di San Pietroburgo, e Yulia Putintseva, anche lei di passaporto kazako ma nata a Mosca. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 interessante il plotone degli stranieri presenti. Dato che si tratta di un evento a squadre parliamo dei due capitani, nello stile della Laver Cup: il serbo Janko Tipsarevic, ex numero otto del mondo, e lo showman ed ex tennista Mansour Bahrami, ma soprattutto l\u2019olandese Tallon Griekspoor, numero 25 del mondo e unico europeo tra i tennisti finora annunciati (tra cui ci sar\u00e0 anche l\u2019ex tennista russo Mikhail Youzhny). Ancora pi\u00f9 nette le opinioni di Karen Khachanov, il secondo tennista pi\u00f9 di alto profilo presente al torneo. Il russo pare in passato <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.cdt.ch\/news\/il-tennis-e-la-guerra-ma-chi-sostiene-vladimir-putin-322021\" rel=\"nofollow noopener\">abbia anche litigato con Andrej Rublev <\/a>a riguardo del suo mancato supporto alla guerra, dicendo (secondo i report) che la Russia avrebbe dovuto mostrare la sua grandezza al cospetto del mondo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se ne sta cominciando a discutere? Apparentemente l\u2019NPT sembra un&#8217;esibizione come tante altre, con la sola differenza, rilevante per\u00f2, che si gioca in Russia. Un fatto non neutro, soprattutto se vediamo chi c&#8217;\u00e8 a finanziare il torneo. Dietro alla Northern Palmyra Trophies (nato nel 2022) c\u2019\u00e8 infatti la Gazprom, ricchissima e potentissima compagnia statale del settore energetico-minerario, e tra i principali finanziatori non solo della guerra stessa in Ucraina ma secondo il <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/4dd0aa0a-4b37-4082-8db0-0b969c539677\" rel=\"nofollow noopener\">Financial Times<\/a> anche di bande di volontari che combattono, chiaramente per la Russia, in suolo ucraino. E il nome della Gazprom compare in maniera evidente sul sito del torneo, che in teoria avrebbe numerosi partner (mai menzionati), ma nella sezione dedicata del sito fa campeggiare un logo gigante della Gazprom, a scanso di equivoci.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che sta rendendo la partecipazione a questo torneo piuttosto controversa.<\/p>\n<p>Per quanto marginale l\u2019NPT, a detta degli organizzatori, ricopre un ruolo \u201cdiplomatico\u201d nel tentare di riavvicinare la Russia con l\u2019Europa. Un modo anche per portare il tennis in una regione del mondo dove, per gi\u00e0 citati motivi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E l\u2019organizzatore vero e proprio del torneo \u00e8 l\u2019agenzia Formula TX, che in passato organizzava eventi ATP in Russia come l\u2019ATP250 di San Pietroburgo e anche al di fuori, ad esempio l\u2019ATP 500 di Vienna. La direttrice generale della Formula TX (e quindi ex organizzatrice anche degli eventi ATP e WTA a San Pietroburgo) \u00e8 Natalia Kamelzon, strenua sostenitrice di Vladimir Putin tanto da aver fatto mettere ad una squadra di un torneo di club del suo circolo a Mosca non solo la dicitura Russian Army, ma anche la Z tanto cara alla propaganda russa in relazione alla guerra. E sicuramente la nomenklatura russa non si \u00e8 fatta sfuggire l\u2019opportunit\u00e0 di mettere il cappello sul torneo, con tanto di autorit\u00e0 locali di San Pietroburgo e politici russi coinvolti nelle premiazioni e in generale interessate a promuovere il torneo.<\/p>\n<p>La lista dei presenti fa discutere. Innanzitutto Daniil Medvedev, che in passato si \u00e8 espresso in maniera critica sull\u2019invasione russa (chiaramente non oltre certi limiti) e si era detto dispiaciuto per quello che i tennisti ucraini stavano passando nel Tour. D\u2019altro canto per\u00f2 non molti forse ricordano cosa disse dopo l\u2019Australian Open perso contro Rafa Nadal, in cui reag\u00ec male ai fischi del pubblico fino a dichiarare (preso dal momento) che da quel momento in poi avrebbe giocato solo per s\u00e9 stesso, per i soldi e per la sua famiglia, esprimendo al contempo il desiderio di tornare a giocare davanti ai tifosi russi. Medvedev disse proprio \u00abSe capiter\u00e0 un torneo a Mosca durante gli Slam, giocher\u00f2 a Mosca\u00bb. Ovviamente un&#8217;ipotesi impraticabile, e anche Medvedev \u00e8 stato subissato di critiche in patria per il suo mancato apporto alla causa della guerra russo-ucraina, ed \u00e8 la prima volta che partecipa alla NPT nonostante trattative negli anni precedenti (secondo gli organizzatori).<\/p>\n<p>Nel reparto europeo fa pi\u00f9 rumore la presenza di un giocatore come Tallon Griekspoor. Il tennista olandese per\u00f2 gi\u00e0 l\u2019anno scorso era stato annunciato (e poi rinunciato per un infortunio) come partecipante e ha un legame particolare con la Russia, dato che nel torneo ci sar\u00e0 anche la sua fidanzata Anastasia Potapova. Pi\u00f9 semplice a livello ideologico la faccenda per quanto riguarda Janko Tipsarevic, ormai politico in carriera nel partito populista serbo SNS, con legami fortissimi tra il premier Vucevic e la Russia di Vladimir Putin. L\u2019anno scorso c\u2019era anche un altro tennista serbo, Dusan Lajovic, e soprattutto due tennisti spagnoli come Roberto Bautista-Agut e Pedro Martinez (?), e le posizioni politiche del primo sono piuttosto note. <\/p>\n<p>L&#8217;anno scorso ha partecipato Thanasi Kokkinakis, e in Australia le reazioni erano state negative, con tanto di Tennis Australia che aveva sconsigliato privatamente a Kokkinakis di partecipare alla ricca esibizione russa. Nel 2023 il torneo aveva destato talmente scandalo che Reuters aveva contattato direttamente la WTA per chiedere se ci sarebbero state sanzioni, con la WTA che ha risposto che le tenniste sono da considerare professioniste indipendenti, e quindi non ci sarebbero state sanzioni. Nel 2023 doveva partecipare anche Jasmine Paolini, ma rinunci\u00f2 <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/gazprom-russia-ukraine-tennis-tournament-lesia-tsurenko\" rel=\"nofollow noopener\">convinta da Lesia Tsurenko<\/a>. In Italia la notizia \u00e8 passata senza troppo clamore, anche perch\u00e9 Paolini non era ancora la tennista di altissimo profilo di oggi.<\/p>\n<p>L\u2019ATP e la WTA hanno bandito la bandiera russa e bielorussa dai tornei e in generale le due nazionali, ma non hanno preso alcuna misura o reprimenda per questo torneo. La decisione \u00e8 comprensibile, dato che esce dai circuiti ufficiali sotto l\u2019egida ATP\/WTA. Resta per\u00f2 un ulteriore segnale di ipocrisia delle due organizzazioni. Kamelzon infatti \u00e8 stata tra le organizzatrici dell\u2019ATP 250 giocato a Tel Aviv nel 2022 e vinto da Novak Djokovic, nel 2024 invece l\u2019ATP aveva coinvolto Alexey Selivanenko, vice presidente della federazione russa di tennis, nell\u2019organizzazione dell\u2019ATP 250 di Gij\u00f2n, che sarebbe dovuto tornare in Spagna. <\/p>\n<p>Il legame tra i due tornei sembra casuale, ma dietro c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione geopolitica: la guerra tra Israele e Palestina. Lo sponsor principale del torneo di Gij\u00f2n era infatti l\u2019israeliana Watergen, che aveva coinvolto i russi nell\u2019organizzazione di Tel Aviv nel 2022 e pianificava di farlo anche nel caso di Gij\u00f2n, ma il torneo \u00e8 saltato per motivi non prettamente sportivi, ovvero il riconoscimento ufficiale da parte della Spagna della Palestina, e senza che l\u2019ATP opponesse resistenza.<\/p>\n<p>Proprio per questo la pratica di alcuni tennisti di cambiare nazionalit\u00e0 e mantenere cos\u00ec bandiera nel circuito, pur essendo palesemente russi, rende un po\u2019 ipocrita la gestione della vicenda da parte delle principali company tennistiche, che si rifiuta di fare lo stesso per altre nazioni coinvolte in conflitti bellici a forte asimmetria distruttiva. Allo stesso modo tennisti come Bublik e Rybakina hanno cambiato nazionalit\u00e0 molto prima dell\u2019invasione russa, per la convenienza economica data dal supporto di una federazione ricca come quella kazaka. Non \u00e8 un vero e proprio political statement\u00a0partecipare ad un torneo di tennis (anche se nel caso di Tipsarevic non pu\u00f2 non esserlo), e forse noi come pubblico osservante a volte ci facciamo coinvolgere molto pi\u00f9 da certe sovrastrutture rispetto ai tennisti stessi, che hanno detto e dimostrato pi\u00f9 volte di seguire una sola via, legittima, quella del guadagno. E poi, \u00e8 davvero cos\u00ec diverso a livello morale prendere soldi da questo tipo di eventi rispetto al Six Kings Slam di matrice araba? <\/p>\n<p>Resta importante la consapevolezza che partecipare a eventi di questo tipo non \u00e8 neutro, ma una presa di posizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel mondo del tennis sono stati tre gli effetti pi\u00f9 visibili della guerra tra Russia e Ucraina. 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