{"id":221528,"date":"2025-11-18T22:46:30","date_gmt":"2025-11-18T22:46:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221528\/"},"modified":"2025-11-18T22:46:30","modified_gmt":"2025-11-18T22:46:30","slug":"al-mudec-un-ritratto-del-cardinale-rospigliosi-fatto-di-piume","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221528\/","title":{"rendered":"Al Mudec un ritratto del cardinale Rospigliosi fatto di piume"},"content":{"rendered":"<p>Un visitatore distratto potrebbe scambiarlo per un arazzo. Ma anche un occhio pi\u00f9 attento potrebbe pensare che sia un tessuto. E invece, quello che da oggi si pu\u00f2 ammirare al Mudec, il museo delle Culture di Milano, \u00e8<b> un mosaico composto da piume raffigurante il cardinale Giulio Rospigliosi (1600-1669), poi papa Clemente IX<\/b>. Un\u2019intelligente acquisizione da parte del Comune meneghino ha portato nelle collezioni civiche questa autentica rarit\u00e0.\u00a0<b>L\u2019opera, realizzata in ambito messicano nella seconda met\u00e0 del 1600, \u00e8 un particolare esempio di arte \u201camanteca\u201d<\/b>, una tecnica che prevedeva l\u2019applicazione di fogli di carta \u201camatl\u201d (che veniva prodotta nell\u2019America precolombiana) su una lastra di rame. Successivamente, i fogli venivano rivestiti da piume di volatili variopinti come il quetzal (venerato da Maya e Atzechi) o il colibr\u00ec. La particolarit\u00e0 di quest\u2019opera sta nel fatto che raffigura un personaggio all\u2019epoca vivente.<\/p>\n<p>A raccontare la vicenda \u00e8 <b>Carolina Orsini<\/b>, conservatrice del Mudec, che nel 2021, insieme a <b>Luca Tosi<\/b>, attualmente funzionario al Castello Sforzesco, aveva lavorato al riallestimento della collezione permanente del museo. In quell\u2019occasione era stato rinvenuto un altro ritratto simile in piume raffigurante papa Alessandro VII Chigi (che fu proprio il predecessore di Clemente XI). Stessa tecnica, stesse dimensioni, stessa provenienza: Messico. In quel caso, \u00e8 documentato il committente: il famoso studioso\u00a0<b>Athanasius Kircher<\/b>, attraverso la rete gesuitica nel Nuovo Mondo. L\u2019opera \u00e8 stata esposta al Mudec per un anno per poi tornare in collezione privata. Solo successivamente un antiquario ha segnalato al Mudec l\u2019attuale dipinto, che era finito in un\u2019asta internazionale dopo essere stato esportato dall\u2019Italia. Il collegamento con l\u2019altro mosaico in piume \u00e8 stato immediato, e il Comune si \u00e8 attivato per l\u2019acquisto. Tosi, intanto, ha identificato il ritratto su tela del cardinale Rospigliosi che ha fatto da modello: si conserva a Roma, a Palazzo Barberini, e fu dipinto da <b>Giovanni Maria Morandi<\/b> nel 1667. \u00abLo stemma, la posa della mano, il balcone sullo sfondo sono gli stessi \u2013 raccontano Orsini e Tosi \u2013. Molto probabilmente, un disegno o una stampa furono inviati in Messico e qui copiati dagli artisti amantechi\u00bb. Proprio gli oggetti in piume, tra i vari manufatti prodotti oltre Oceano, erano i pi\u00f9 ricercati, \u00abperch\u00e9 mostravamo l\u2019ingegno delle popolazioni indigene\u00bb. L\u2019opera pi\u00f9 antica opera che ci \u00e8 arrivata \u00e8 una Messa di San Gregorio, un mosaico di piume su legno eseguito in Messico nel 1539 dagli indios per ringraziare <b>Paolo III<\/b> della bolla Sublimis Deus, con cui papa Farnese dichiar\u00f2 che i nativi delle Americhe possedevano un\u2019anima, condannando la schiavit\u00f9 a cui venivano sottoposti.<\/p>\n<p>Il mosaico composto da piume raffigurante il cardinale Giulio Rospigliosi<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1abffc53-1cee-488e-beb4-69d238ddbf13.jpg\" alt=\"Il mosaico composto da piume raffigurante il cardinale Giulio Rospigliosi\" class=\"rs_skip\" data-v-d6bd1d36=\"\"\/><\/p>\n<p>La maggior parte di questi oggetti sono quindi devozionali (come la serie di santi \u201cpiumati\u201d conservata nel santuario di Loreto): il ritratto attuale di Rospigliosi, e quello di papa Chigi, sono invece due eccezioni, notevoli anche per il formato pi\u00f9 grande. Opere fuori dal comune, che risalgono ad un periodo pi\u00f9 tardo legato ad un gusto ormai barocco. Inoltre farsi fare un ritratto del genere voleva sottolineare un legame con il Nuovo Mondo. E Rospigliosi, intellettuale e collezionista legato ai Barberini &#8211; e amico di Kircher -, fu anche nunzio apostolico in Spagna, e quindi molto legato alle Americhe. Proprio nell\u2019Urbe, nella chiesa di Sant\u2019Ildefonso in via Sistina che fece ampliare, venne collocata la prima copia della famosa icona della Vergine di Guadalupe.<\/p>\n<p>Gli studi sui due dipinti ora proseguono: la bottega \u00e8 la stessa e si pensa che siano anche stati conservati per lungo tempo assieme. Lo conferma il loro comune stato di conservazione: per consolidare le piume e fermarne il deterioramento \u00e8 stato usato in passato lo stesso tipo di vernice che ha dato oggi questo particolare aspetto, quasi da tessuto. I funzionari milanesi sono adesso in contatto con i colleghi messicani per valutare un eventuale restauro, ma anche per allargare le ricerche su altre opere simili. I lavori sono solo all\u2019inizio, promette Orsini. Il ritratto Rospigliosi, intanto, si pu\u00f2 ammirare da oggi nella sala intitolata a <b>Manfredo Settala<\/b>: scienziato e viaggiatore, nel 1600 raccolse migliaia di reperti di tutti i tipi da tutto il mondo, compresi dei ritratti in piume andati perduti. E, last but not least, fu amico sia di Kircher che di Flavio Chigi, futuro papa Alessandro VI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un visitatore distratto potrebbe scambiarlo per un arazzo. 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