{"id":22157,"date":"2025-08-01T13:47:21","date_gmt":"2025-08-01T13:47:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/22157\/"},"modified":"2025-08-01T13:47:21","modified_gmt":"2025-08-01T13:47:21","slug":"la-storia-dei-soundgarden-senza-specchi-in-camerino-una-biografia-che-dimentica-la-vanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/22157\/","title":{"rendered":"La storia dei Soundgarden &#8216;senza specchi in camerino&#8217;. Una biografia che dimentica la vanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8076889 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/niente-specchi.webp.webp\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"516\"\/>C\u2019\u00e8 qualcosa di marcio nella memoria, qualcosa che puzza di palco sudato e camerini sgangherati, di notti passate a ingoiare bile pi\u00f9 che birra. I <strong>Soundgarden<\/strong> erano questo. E <strong>Valeria Sgarella<\/strong> lo sa. Lo scrive, lo tira fuori pezzo per pezzo, come uno scultore dell\u2019invisibile che non crede nei santi. Niente specchi in camerino non \u00e8 solo il titolo di un libro. \u00c8 un avvertimento. \u00c8 come dire: dimentica la vanit\u00e0, perch\u00e9 qui dentro si consuma la carne vera. Lo sa talmente bene Valeria, che apre la porta di quell\u2019inferno gentile chiamato Soundgarden e ti ci spinge dentro senza chiederti permesso.<\/p>\n<p>\u00c8 un libro che ha il coraggio di non brillare. Niente scintillii, niente apologie da fanboy. Solo la materia bruta di una band nata dal fondo del corpo, con la rabbia addosso come una seconda pelle e l\u2019incapacit\u00e0 cronica di essere cool. I Soundgarden non sono mai stati <strong>sexy come i Nirvana<\/strong>, n\u00e9 sistematici come i Pearl Jam. E proprio per questo sono stati pi\u00f9 reali del grunge stesso, semmai questo termine abbia significato davvero qualcosa. Sgarella non fa il monumento, <strong>fa l\u2019autopsia<\/strong> e non usa i guanti.<\/p>\n<p>Ogni grande storia inizia <strong>con un rumore<\/strong>. Quella dei Soundgarden comincia con la voce di Cornell che ti squarta il petto. Non una voce, un\u2019eco preistorica. Sgarella, da giornalista che conosce il mestiere, potrebbe costruirci sopra una mitologia. Invece no. Preferisce seguire le crepe. Cornell \u00e8 bello e dannato, certo, ma anche sfibrato, contorto, sempre sul punto di scomparire. La sua parabola \u2013 tra band, progetti paralleli, depressioni e cadute \u2013 \u00e8 raccontata senza reverenze. Come se l\u2019autrice fosse l\u00ec, accanto a lui, mentre prova a <strong>scrivere una canzone<\/strong> e invece gli viene da piangere.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/29\/flavio-insinna-torna-in-rai-scelto-da-carlo-conti-ecco-cosa-fara\/8077503\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Flavio Insinna torna in Rai (scelto da Carlo Conti): ecco cosa far\u00e0<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/insinnaconti-330x173.jpg\" alt=\"Flavio Insinna torna in Rai (scelto da Carlo Conti): ecco cosa far\u00e0\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/29\/flavio-insinna-torna-in-rai-scelto-da-carlo-conti-ecco-cosa-fara\/8077503\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>E poi ci sono gli altri. <strong>Kim Thayil<\/strong>, il chitarrista obliquo che parlava a colpi di accordature disossate, il saggio della band. <strong>Matt Cameron<\/strong>, il metronomo umano con l\u2019anima jazz, che dopo 27 anni ha lasciato i Pearl Jam. E <strong>Ben Shepherd<\/strong>, il bassista che sembrava un cane randagio, uno che suona col cuore ma vive con lo stomaco. Nessuno di loro \u00e8 un comprimario. Nessuno \u00e8 un\u2019icona. La forza di Niente specchi in camerino sta nel rifiuto del racconto epico. Non c\u2019\u00e8 redenzione, non c\u2019\u00e8 catarsi. Solo la cronaca di un\u2019esperienza collettiva, profonda come un taglio nel fianco. L\u2019autrice attraversa la storia della band come chi cammina in una citt\u00e0 che ama e che al tempo stesso gli fa schifo: Seattle, quella vera, quella tossica e fertile, dove il rock si \u00e8 mescolato con la morte come si mescola l\u2019inchiostro nell\u2019acqua.<strong> Non c\u2019\u00e8 nostalgia, c\u2019\u00e8 malinconia,<\/strong> che \u00e8 un\u2019altra cosa. La malinconia \u00e8 lucida, ti fa vedere bene i contorni. Anche quelli delle cicatrici.<\/p>\n<p>Eppure il libro non \u00e8 solo un documento. <strong>\u00c8 una confessione.<\/strong> La voce che lo scrive sa di cosa parla. Sente la musica nei polmoni. E allora, pur nella scrittura ordinata e documentata, c\u2019\u00e8 una vibrazione che non puoi ignorare: quella di chi ha pianto su Fell on Black Days, di chi ha masticato Rusty Cage come fosse vetro e zucchero, di chi sa cosa vuol dire avere 16 anni e pensare che Superunknown sia la Bibbia e l\u2019obitorio allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Poi arriva<strong> la morte<\/strong>. Non come climax, ma come sottofondo sonoro. Perch\u00e9 nei Soundgarden la morte c\u2019\u00e8 sempre stata. Non \u00e8 il finale tragico, \u00e8 l\u2019accordo di fondo. Quella roba che senti anche quando le casse sono spente. La morte di Cornell, certo, ma anche quella di <strong>Andy Wood<\/strong>, quella degli altri che non ce l\u2019hanno fatta, e perfino quella simbolica di una scena musicale che \u00e8 stata venduta in offerta speciale al supermercato del dolore. Grunge, lo chiamavano. Ma era solo <strong>disperazione impacchettata<\/strong> per adolescenti con la camicia di flanella.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/27\/galveston-pizzolatto-noir-america-margini-recensione-oggi\/8069627\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    \u2018Galveston\u2019, l\u2019America dei margini nel noir di Nic Pizzolatto<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0x300-330x173.png\" alt=\"\u2018Galveston\u2019, l\u2019America dei margini nel noir di Nic Pizzolatto\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/27\/galveston-pizzolatto-noir-america-margini-recensione-oggi\/8069627\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Sgarella, con la delicatezza che le \u00e8 propria, evita di cadere nel buco nero della commemorazione. Non fa psicoanalisi da discount. Piuttosto, afferra la vertigine per quello che \u00e8: un\u2019eredit\u00e0 scomoda. <strong>Una domanda che resta aperta,<\/strong> come certe canzoni che non finiscono mai. C\u2019\u00e8 un momento, leggendo questo libro, in cui ti fermi. Non perch\u00e9 ti sei annoiato, ma perch\u00e9 ti manca l\u2019aria. Succede quando capisci che questa storia \u00e8 anche la tua. Che i Soundgarden non sono solo una band, ma <strong>un modo di stare al mondo<\/strong>. Spigolosi, incoerenti, intensi fino alla combustione. E allora ti guardi allo specchio, se ne hai uno in camerino, e ti chiedi: quanti pezzi di me ho lasciato per strada, quanti ne ho svenduti per sopravvivere? La risposta non arriva, ovviamente. Ma non \u00e8 questo il punto. Il punto \u00e8 che Niente specchi in camerino non cerca risposte. Cerca verit\u00e0. E la verit\u00e0 fa male, s\u00ec, ma almeno \u00e8 viva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 qualcosa di marcio nella memoria, qualcosa che puzza di palco sudato e camerini sgangherati, di notti passate&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":22158,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-22157","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22157"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22157\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}