{"id":221630,"date":"2025-11-19T00:15:13","date_gmt":"2025-11-19T00:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221630\/"},"modified":"2025-11-19T00:15:13","modified_gmt":"2025-11-19T00:15:13","slug":"su-marte-fra-ventanni-ma-il-vero-problema-e-il-nostro-dna-dovremmo-imparare-dallorso-bruno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221630\/","title":{"rendered":"\u00abSu Marte fra vent&#8217;anni, ma il vero problema \u00e8 il nostro dna. Dovremmo imparare dall&#8217;orso bruno\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Luca Parmitano: siciliano classe 1976, con una laurea in Scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli e una passione giovanile per il giornalismo che lo porta a compiere il suo primo viaggio terrestre fino in America, diventa poi pilota collaudatore dell\u2019Aeronautica Militare, e soprattutto oggi \u00e8 astronauta dell\u2019ESA, l\u2019Agenzia Spaziale Europea. Luca Parmitano: primo italiano della storia ad aver passeggiato fra le stelle durante una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), la vera casa cosmica dell\u2019umanit\u00e0. <\/p>\n<p>Eppure da piccolo aveva una gran paura del buio. \u00abIn casa l\u2019acqua dei rubinetti aveva un pessimo sapore, mentre quella del garage del palazzo arrivava dall\u2019acquedotto dell\u2019Etna ed era buonissima. Quindi bisognava scendere e riempire un bidoncino. Fino agli otto, nove anni, l\u2019idea di andare l\u00e0 sotto da solo, d\u2019inverno, al buio, mi dava i brividi. Per\u00f2, come Indiana Jones, mi infilavo il cappello e partivo\u00bb\u00a0racconta a Emilio Cozzi in un libro di prossima uscita per Feltrinelli, Camminare tra le stelle. <\/p>\n<p>Guerre stellari  <\/p>\n<p>L\u2019istinto dell\u2019esploratore, dunque, lo ha accompagnato fin da subito, ma oggi ammette che se \u00e8 diventato un astronauta lo deve a suo nonno Salvatore, amante dei libri, e alle vacanze che trascorreva vicino a Enna, che gli antichi romani chiamavano Urbs inexpugnabilis, la citt\u00e0 inespugnabile. <\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando fra le escursioni nei boschi e le visite furtive ai casali abbandonati, un giorno nonno Salvatore gli fece sfogliare alcune riviste, il piccolo Luca fu catturato da un\u2019immagine che gli cambi\u00f2 la vita. \u00abEra un poster de L\u2019impero colpisce ancora, il quinto episodio di Guerre stellari. Allora quei film non passavano in televisione, non avevo la pi\u00f9 pallida idea di cosa fosse Guerre stellari. Quel poster era un\u2019illustrazione, benzina ancora pi\u00f9 potente per la mia fantasia. E, come se non bastasse, accanto all\u2019illustrazione, alcune didascalie descrivevano i protagonisti della storia. Pi\u00f9 di tutti mi colpirono Yoda, un maestro Jedi, cio\u00e8 un istruttore, e poi lui: un ragazzo biondo con il sogno di diventare pilota, per di pi\u00f9 con il mio stesso nome: Luke. Luke Skywalker\u00bb. <\/p>\n<p>Dai Police ai Marines  <\/p>\n<p>Adolescente turbolento e curioso di tutto, si fa crescere i capelli e inizia a suonare il basso, sognando i grandi palchi degli U2 e il ritmo travolgente dei Police. Si innamora non ricambiato di Sally, una bella californiana un po\u2019 pi\u00f9 grande di lui che per\u00f2 aveva occhi solo per il fratello Antonio Parmitano, parte per l\u2019America e incontra Larry, un marines che gli fa scoprire la bellezza del volo. Tornato in Italia, fa un test per l\u2019Aeronautica Militare, si posiziona ventitreesimo fra i centoquattro ammessi e la sera offre una pizza a tutti. <\/p>\n<p>Da l\u00ec decolla la sua carriera, non priva di incidenti. I primi esami vanno malissimo: nel 1995 sale sul primo volo Aermacchi SF-260EA, \u00abun velivolo bellissimo, un po\u2019 la Ferrari dei monomotori a elica\u00bb\u00a0dice Luca, ma non riesce a padroneggiarlo. Il 27 settembre, giorno del suo compleanno, fa un altro tentativo che va anche peggio. Aveva 19 anni, e nessuna voglia di arrendersi. <\/p>\n<p>L\u2019anno successivo viene messo in punizione per aver letto un romanzo, attivit\u00e0 proibita in Accademia, ma poi conosce Maurizio Cheli, pilota del Reparto Sperimentale di Volo, appena rientrato da una missione spaziale e ne resta incantato. \u00abL\u2019affabilit\u00e0 di Maurizio Cheli, il suo essere cos\u00ec alla mano \u2013 sar\u00e0 che \u00e8 di Zocca, come Vasco Rossi, un altro che mi sta istintivamente simpatico \u2013 e la sua strepitosa carriera accesero il mio desiderio di emularlo. Non potevo sognare di meglio. Divenne la mia ispirazione.\u00bb\u00a0<\/p>\n<p>La vita tra le stelle: \u00e8 utile?  <\/p>\n<p>\u00abQuando si chiude il tettuccio, il mondo intero e tutti i problemi \u2018terrestri\u2019 rimangono fuori. D\u2019improvviso ogni cosa smette di esistere: non sei pi\u00f9 un pap\u00e0, un marito, un lettore, un amante del buon cibo come me. Diventi parte dell\u2019aereo. Quando conosci questa sensazione di armonia con quello che fai, questa sensazione di libert\u00e0, non vedi l\u2019ora di riprovarla ancora e ancora.\u00bb\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019astronauta rappresenta il sogno vivente di molti bambini e adulti in tutto il mondo, ma alcune domande sono inevitabili. Ad esempio, ha senso spendere cos\u00ec tanti soldi per le missioni spaziali, quando avremmo bisogno di investire ancora tanto sulla Terra? S\u00ec, secondo Parmitano, e proprio perch\u00e9 gli esperimenti in assenza di gravit\u00e0 e le nuove tecnologie spaziali possono aiutare a risolvere anche molti problemi terrestri. \u00abPensa alle microtelecamere che usi tutti i giorni nel tuo smartphone, per girare video, scattare foto, per raccontare le tue giornate ad amiche e amici: senza il programma Apollo, quello che negli anni sessanta del secolo scorso permise a dodici astronauti americani di camminare sulla Luna, \u00e8 probabile che alle telecamere miniaturizzate saremmo arrivati molto pi\u00f9 tardi. E magari in modo diverso. Te l\u2019immagini girare con un telefono grosso come una valigia?\u00bb <\/p>\n<p>Molte altre scoperte oggi ci salvano la vita, dal defibrillatore portatile allo Spinal Ultrasound, una macchina per ecografie della spina dorsale. <\/p>\n<p>Problemi risolvibili: curiosit\u00e0  <\/p>\n<p>Spedire acqua potabile nello spazio \u00e8 molto costoso, dunque occorre riciclare e riutilizzare i fluidi corporei degli astronauti, dal sudore alla pip\u00ec, specialmente per missioni lunghe sulla Luna o verso Marte. Esistono allora sistemi e impianti creati appositamente per questo scopo, e nel 2023 gli astronauti hanno dimostrato di poter riutilizzare fino al 98% di liquidi a bordo. \u00abIl caff\u00e8 di oggi \u00e8 il caff\u00e8 di domani\u00bb\u00a0scherzano nella navicella. <\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019assenza di gravit\u00e0 indebolisce i muscoli bisogna allenarsi, e gli astronauti lo fanno per almeno 2 ore al giorno. Uno degli attrezzi pi\u00f9 in voga \u00e8 il T2, variante spaziale del nostro tapis roulant. Ha una caratteristica curiosa: il piano della corsa \u00e8 sulla parete che guarda verso la direzione di volo, il che vuol dire che, quando corriamo, il nostro corpo \u00e8 parallelo alla Terra. <\/p>\n<p>Siccome in assenza di peso i fluidi organici si accumulano nella parte superiore del corpo, quindi anche nella testa, e creano una sorta di sinusite\u00a0riducendo il senso del gusto, i piatti pi\u00f9 gettonati sono quelli pi\u00f9 saporiti, con un forte sapore speziato: pare che i cocktail di gamberi e la tortilla spaziale siano molto alti nella classifica di gradimento cosmica. <\/p>\n<p>Si dorme in sacco a pelo, alcuni lo saldano alle pareti, altri lo lasciano fluttuare. Ogni settimana c\u2019\u00e8 un duty offer, un tuttofare che garantisce il buon funzionamento della vita nella navicella. <\/p>\n<p>Da Jovanotti a Artemis  <\/p>\n<p>Nel settembre del 2019, mentre era nel pieno della sua seconda missione, Luca Parmitano un sabato sera si \u00e8 connesso in diretta con il palco del Jova Beach Party e ha duettato con Lorenzo, cantando per centomila fan una versione riveduta di Non m\u2019annoio. Luca ha dedicato la seconda strofa della canzone proprio allo Spazio: \u00abQuando lo guardi ti pu\u00f2 fare paura, ti pu\u00f2 inghiottire in una nube oscura, ma la paura \u00e8 solo una coltre, spazzala via, prova a spingerti oltre, vivi la vita come un\u2019avventura\u00bb. <\/p>\n<p>E l\u2019avventura non mancher\u00e0 di certo quando partir\u00e0 il programma Artemis, forse la pi\u00f9 ambiziosa spedizione lunare dell\u2019umanit\u00e0, che mira a stabilire una presenza umana sostenibile e soprattutto a lungo termine nello spazio. Luca \u00e8 candidato a partecipare. <\/p>\n<p>E Marte?  <\/p>\n<p>Per costruire la Stazione Spaziale Internazionale hanno collaborato la NASA, l\u2019Agenzia Spaziale Europea (ESA), l\u2019Agenzia Spaziale Canadese (CSA), quella Giapponese (JAXA) e quella Russa (Roscosmos). Dal 1998 al 2021, sono stati costruiti diversi laboratori, e oggi ci viene prospettato un altro traguardo importante: raggiungere Marte. Secondo Elon Musk ci vorranno una decina d\u2019anni, per Luca Parmitano almeno una ventina, ma aggiunge con prudenza: \u00abcome abbiamo gi\u00e0 imparato, meglio non parlare di tempi e scadenze quando c\u2019\u00e8 il cosmo di mezzo. Se esiste una cosa certa nell\u2019esplorazione spaziale, \u00e8 l\u2019incertezza.\u00bb\u00a0<\/p>\n<p>Sul Pianeta rosso c\u2019arriveremo eccome, secondo l\u2019astronauta, ma intanto la vera sfida \u00e8 un\u2019altra: rimanere per periodi sempre pi\u00f9 lunghi nel cosiddetto sistema Terra-Luna. Solo a quel punto potremo procedere verso Marte. \u00abIl bello, per\u00f2, arriver\u00e0 pi\u00f9 avanti, perch\u00e9, una volta raggiunto Marte, dovremo ampliare di nuovo le nostre prospettive: oggi siamo in grado di confermare la presenza di pianeti abitabili intorno a quasi tutte le stelle conosciute. Sono miliardi di mondi in cui la vita \u00e8 possibile, in cui c\u2019\u00e8 acqua, con un\u2019atmosfera simile alla nostra. E allora credo sia il caso di pensare al futuro.\u00bb\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019orso bruno e le figlie  <\/p>\n<p>Il problema principale \u00e8 l\u2019uomo, ammonisce Parmitano, che ad oggi non ha il dna necessario per vivere in ambienti che non siano la Terra. Tralasciando i problemi etici, la genetica \u00e8 un fattore importante per immaginare una vita piena nel cosmo infinito, ma non \u00e8 da escludere che si possa raggiungere anche questo adattamento. \u00abBisognerebbe arrivare ad una evoluzione dell\u2019Homo Sapiens in, chiamiamolo cos\u00ec, Homo Spatialis\u00bb, scherza l\u2019astronauta, immaginando un essere umano capace di andare ad esempio in letargo come l\u2019orso bruno. <\/p>\n<p>\u00abPer questo motivo, quando mi si chiede della Luna, di Marte, insomma del futuro, il mio pensiero non pu\u00f2 che andare alle mie figlie\u00bb. Sono loro, Sara e Maia, l\u2019immagine di futuro pi\u00f9 chiara e forte che ha Luca Parmitano. Due stelle che gi\u00e0 brillano nel firmamento. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Moda e Tendenze, ogni marted\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luca Parmitano: siciliano classe 1976, con una laurea in Scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli e una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":221631,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[13520,11850,18210,1537,90,89,131819,66453,11818,11817,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-221630","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-elon-musk","9":"tag-esa","10":"tag-feltrinelli","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-luca-cozzi","15":"tag-luca-parmitano","16":"tag-luna","17":"tag-marte","18":"tag-science","19":"tag-science-and-technology","20":"tag-scienceandtechnology","21":"tag-scienza","22":"tag-scienza-e-tecnologia","23":"tag-scienzaetecnologia","24":"tag-technology","25":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115573484819361617","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/221630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=221630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/221630\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/221631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=221630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=221630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=221630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}