{"id":221682,"date":"2025-11-19T01:04:41","date_gmt":"2025-11-19T01:04:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221682\/"},"modified":"2025-11-19T01:04:41","modified_gmt":"2025-11-19T01:04:41","slug":"i-rumorosi-ottantanni-della-rockstar-piu-libera-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/221682\/","title":{"rendered":"I rumorosi ottant&#8217;anni della rockstar pi\u00f9 libera di tutti"},"content":{"rendered":"<p>Di certo li festegger\u00e0 alla sua maniera, senza troppe celebrazioni, figurarsi lui \u00e8 Neil Young, soprannominato &#8220;The loner&#8221;, il solitario. Per\u00f2, accidenti, ha ottant&#8217;anni, \u00e8 nato il 12 novembre 1945 a Toronto, e la ricorrenza non sar\u00e0 simbolica per lui ma lo \u00e8 per chiunque in quest&#8217;ultimo mezzo secolo sia stato sfiorato, toccato, affascinato, commosso dalla sua musica. Neil Young \u00e8 la rockstar meno rockstar di tutte, ossia la pi\u00f9 libera, quella senza compromessi e quindi oggi, nell&#8217;epoca del conformismo musicale, \u00e8 tuttora la pi\u00f9 giovane, quella che comunque domani potrebbe pubblicare un altro disco che spariglia le carte, che non ti aspetti, che potrebbe persino diventare virale su TikTok perch\u00e9 su TikTok non importa quanto sei vecchio ma che cosa dici e a chi arrivi.<\/p>\n<p>Insomma, nessuno avrebbe detto che Neil Percival Young, figlio di un giornalista sportivo e di una mamma francese, sarebbe arrivato a compierne cos\u00ec tanti, di anni, visto la vita tempestosa e pedinata dalla sfortuna. Il diabete e la poliomielite da bambino (zoppica ancora un po&#8217;). Le dipendenze. Tre figli malati di quelle malattie che non perdonano, la paralisi cerebrale e l&#8217;epilessia.<\/p>\n<p>Una storia tormentata sin da quando (come si vede nel film biografico Heart of gold del 2006) da adolescente continuava a mettere monetine nel jukebox per ascoltare e riascoltare Four Strong Winds di Ian Tyson. Da allora, passo dopo passo, il canadese scontroso \u00e8 diventato un gigante che \u00e8 cambiato talmente tante volte pur rimanendo praticamente lo stesso e la sua carriera, oggi si pu\u00f2 dire, \u00e8 un lussuoso raccolto, un inimitabile Harvest come il suo disco pi\u00f9 famoso, un raccolto di stili, di invenzioni, di contestazioni, di poesie di strada. \u00c8 indefinibile, Neil Young, perci\u00f2 sempre moderno anche se ha iniziato a met\u00e0 anni Sessanta, \u00e8 diventato famoso prima con i Buffalo Springfield formati insieme con Stephen Stills che poi ritrova nei Crosby, Stills, Nash &amp; Young per esibirsi a Woodstock e diventare simboli di un folk rock che era impegnato quanto basta per diventare un alfiere della musica a cavallo tra i Sessanta e i Settanta.<\/p>\n<p>Per\u00f2, a differenza di tanti altri, Neil Young \u00e8 sempre rimasto coerente, e difatti a Woodstock rifiut\u00f2 di essere filmato perch\u00e9, sia chiaro, musica e video allora non avevano lo stesso rapporto simbiotico e compiacente di oggi. Perci\u00f2 quest&#8217;uomo ispido e solitario, dalla voce malinconica e dalle camice a scacchi sempre le stesse, piace anche ora e vince per distacco su una generazione di coetanei che, ebbene s\u00ec, i compromessi li hanno fatti, e tanti e spesso di nascosto.<\/p>\n<p>Neil Young, che Rolling Stone inserisce al 34esimo posto tra i migliori artisti di tutti i tempi (e al 17esimo tra i migliori chitarristi), ha sempre tirato dritto per la propria strada, incidendo un disco solista dopo l&#8217;altro ma uno diverso dall&#8217;altro, dal country al rock al folk al proto grunge.<\/p>\n<p>Ha inciso brani come la triste e acustica The needle and the damage done ispirato dalla tossicodipendenza e dalla morte per overdose di Danny Whitten, chitarrista della sua band Crazy Horse, e simbolo di uno squarcio generazionale che devast\u00f2 gli anni Settanta e Ottanta. &#8220;Ho visto l&#8217;ago prendersi un altro uomo andato, perso, il danno \u00e8 fatto&#8221;. Ma ha riassunto, forse involontariamente, l&#8217;epopea autodistruttiva del punk e di tanto rock nel verso &#8220;It&#8217;s better to burn out than to fade away&#8221; (&#8220;\u00e8 meglio bruciare che spegnersi lentamente&#8221;) di My My, Hey Hey (Out of the blue) che era il contraltare di Hey Hey My My (Into the dark) sempre nello stesso disco Rust never sleeps del 1979. Quel verso fu utilizzato da Kurt Cobain nella lettera d&#8217;addio che trovarono di fianco al suo corpo dopo il suicidio. Pochi mesi dopo Neil Young gli dedic\u00f2 un disco e l&#8217;anno successivo, il 1995, incise Mirrorball con i Pearl Jam definendo per sempre cosa fosse il grunge.<\/p>\n<p>Da allora decine di tour, dischi, ristampe, pause solitarie e polemiche pubbliche come quella contro Spotify o quella contro <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/elon-musk-137376.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Elon Musk<\/a> e la Tesla nell&#8217;album Talking to the trees uscito da\n<\/p>\n<p>poco. Potrebbe starsene sul divano a godersi gloria e soldi, e invece a ottant&#8217;anni il vecchio solitario \u00e8 ancora ringhioso, polemico, vivo e poi dite che per entrare nella storia non ci voglia un talento tenace grande cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di certo li festegger\u00e0 alla sua maniera, senza troppe celebrazioni, figurarsi lui \u00e8 Neil Young, soprannominato &#8220;The loner&#8221;,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":221683,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[5163,203,204,1537,90,89,1538,1539,48783],"class_list":{"0":"post-221682","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-compleanno","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-music","15":"tag-musica","16":"tag-neil-young"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115573677429254544","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/221682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=221682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/221682\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/221683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=221682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=221682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=221682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}