{"id":222161,"date":"2025-11-19T09:40:15","date_gmt":"2025-11-19T09:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222161\/"},"modified":"2025-11-19T09:40:15","modified_gmt":"2025-11-19T09:40:15","slug":"la-galleria-darte-sperone-westwater-di-new-york-chiude-dopo-50-anni-di-attivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222161\/","title":{"rendered":"La galleria d\u2019arte Sperone Westwater di New York chiude dopo 50 anni di attivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ripercorrere la storia professionale di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/gian-enzo-sperone\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gian Enzo Sperone<\/a><\/strong>\u00a0significa intraprendere un viaggio al centro del sistema dell\u2019arte internazionale degli ultimi 60 anni. Il gallerista e mercante torinese \u2013 anche infaticabile collezionista, come evidenziato dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2023\/12\/sperone-mostra-mart-rovereto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">mostra<\/a>\u00a0a lui dedicata nel 2023 dal MART di Rovereto \u2013 ha vissuto intensamente il mondo dell\u2019arte dagli Anni Sessanta a oggi: gli inizi da tirocinante nella galleria Galatea di Mario Tazzoli, nel 1961, poi la direzione de Il Punto e le prime aperture verso l\u2019America, anche grazie alla mediazione della gallerista Ileana Sonnabend.<\/p>\n<p>Gian Enzo Sperone a Torino<\/p>\n<p>La prima galleria in proprio, sempre a Torino, nel 1964, in Via Cesare Battisti 15, angolo Via Carlo Alberto, con la mostra inaugurale dedicata a Rotella, Mondino, Pistoletto, Lichtenstein. In Italia, all\u2019epoca, port\u00f2 la nuova grande arte statunitense (Robert Rauschenberg e James Rosenquist nel 1964, Andy Warhol e Jim Dine nel 1965, Tom Wesselmann nel 1967), appassionandosi intanto alle avanguardie pi\u00f9 innovative, indagando nelle tendenze contemporanee. Nel \u201969, la galleria torinese traslocava in Corso San Maurizio 27, nel grande spazio di quattrocento metri quadri ricavato all\u2019interno di un edificio industriale, che avrebbe chiuso definitivamente nel 1981.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Painting-in-Italy-1910s-1950s-veduta-della-mostra-presso-Sperone-Westwater-Sent-2015-photo-Pierangel.jpeg\" alt=\"Painting in Italy 1910s-1950s - veduta della mostra presso Sperone Westwater, Sent 2015 - photo Pierangelo Parimbelli\" class=\"wp-image-272657\"  \/>Painting in Italy 1910s-1950s, veduta della mostra presso Sperone Westwater, Sent 2015. Photo Pierangelo ParimbelliDa Roma a New York: un gallerista torinese sulla scena internazionale<\/p>\n<p>Amico degli artisti e frequentatore dei circoli intellettuali europei e americani, sempre in viaggio tra l\u2019Italia e gli Stati Uniti, nel 1975 Sperone port\u00f2 la sua galleria anche a New York \u2013 dopo l\u2019apertura della sede romana, in attivit\u00e0 dal \u201972 al 2004 \u2013 contribuendo al successo internazionale dell\u2019Arte\u00a0Povera\u00a0e della\u00a0Transavanguardia. Fu proprio Roma a battezzare il sodalizio con\u00a0<strong>Konrad Fischer<\/strong>: insieme, i due galleristi inaugurarono lo spazio in piazza SS. Apostoli con una mostra di Gilbert &amp; George; qualche anno pi\u00f9 tardi, anche con l\u2019aggregarsi di\u00a0<strong>Angela Westwater<\/strong>, nasceva la succursale newyorkese in attivit\u00e0 da 50 anni, in origine Sperone Westwater Fischer, poi solo\u00a0<strong>Sperone Westwater<\/strong>\u00a0dopo l\u2019uscita di Fischer \u2013 peraltro scomparso nel \u201996 \u2013 nel 1982.<\/p>\n<p>La galleria Sperone Westwater di New York chiude i battenti<\/p>\n<p>Ora l\u2019annuncio che segna la fine di una lunga storia: \u201cDopo 50 anni di successi, la Sperone Westwater Gallery chiuder\u00e0 i battenti il 31 dicembre 2025\u201d, per la decisione ei cofondatori \u201cdi intraprendere iniziative separate\u201c, spiega la nota ufficiale diffusa dalla galleria.<br \/>A New York \u2013 che negli ultimi mesi ha visto chiudere diverse gallerie pi\u00f9 o meno radicate, salutando al contempo l\u2019esordio del nuovo, ambizioso quartier generale di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/mercato\/2025\/11\/sothebys-breuer-building-new-york-nuova-sede\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sotheby\u2019s al Breuer Building<\/a> \u2013 la notizia segna la fine di un\u2019era. Negli Anni Ottanta, Sperone Westwater \u2013 che si present\u00f2 al pubblico con una mostra inaugurale dedicata a Carl Andre \u2013 divenne un punto di riferimento per il Neo-Espressionismo, contribuendo a lanciare in citt\u00e0 artisti della transavanguardia italiana come Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Enzo Cucchi. E ha saputo, negli anni, dare spazio a molti artisti fuori dagli schemi, da Wim Delvoye, a Not Vital, Guillermo Kuitca, Mario Merz, Alexis Rockman, Wolfgang Laib. In galleria, David Lynch (dal 2022 rappresentato da Pace) present\u00f2 per la prima volta la sua produzione pittorica nel 2019; mentre gli ultimi anni sono stati orientati verso una proposta pi\u00f9 diversificata e inclusiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1680-NY-d_DSC7189-C-copy.jpg\" alt=\"Sperone Westwater Gallery, New York\" class=\"wp-image-67189\"  \/>Sperone Westwater Gallery, New YorkLa sede sulla Bowery progettata da Norman Foster<\/p>\n<p>Nel mezzo, risale al 2010 il trasloco nella\u00a0<strong>sede affacciata sulla Bowery<\/strong>\u00a0\u2013 Sperone Westwater fu la prima galleria di peso a scegliere il Lower East Side \u2013 edificio di otto piani progettato da\u00a0<strong>Norman Foster<\/strong>, con quasi duemila metri quadri di spazi espositivi (al piano terra gli ambienti toccano i nove metri di altezza e possono ospitare opere monumentali), finestre a tutta altezza in facciata e l\u2019impatto di un museo. Un investimento da 20 milioni di dollari e una struttura visionaria con tanto di montacarichi che diventa spazio espositivo rendendo gli spazi per le mostre mai uguali a se stessi.<br \/>La mostra di commiato della galleria, gi\u00e0 in corso, \u00e8 dedicata al grande artista\u00a0<strong>Richard Long<\/strong>\u00a0(Bristol, 1945), tra i primi rappresentati da Sperone e Westwater (la sua prima mostra con i galleristi data al 1976), e chiuder\u00e0 il prossimo 13 dicembre, in concomitanza con l\u2019ultima partecipazione di Sperone Westwater a una fiera (Art Basel Miami). La separazione tra i due galleristi interesser\u00e0 28 artisti. Al momento non trapelano informazioni ufficiali sulla sorte dello spazio sulla Bowery vicino al quale si sviluppa il New Museum e il suo allargamento: sar\u00e0 venduto?<\/p>\n<p>Livia Montagnoli<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ripercorrere la storia professionale di\u00a0Gian Enzo Sperone\u00a0significa intraprendere un viaggio al centro del sistema dell\u2019arte internazionale degli ultimi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":222162,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-222161","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115575706797053269","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=222161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222161\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=222161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=222161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=222161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}