{"id":2222,"date":"2025-07-23T03:51:12","date_gmt":"2025-07-23T03:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2222\/"},"modified":"2025-07-23T03:51:12","modified_gmt":"2025-07-23T03:51:12","slug":"epatite-c-in-emilia-romagna-test-su-quasi-500mila-persone-in-due-anni-un-migliaio-i-positivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2222\/","title":{"rendered":"Epatite C in Emilia Romagna, test su quasi 500mila persone in due anni: un migliaio i positivi"},"content":{"rendered":"<p>Oltre mezzo milione di persone si sono sottoposte al test gratuito per l\u2019epatite C nell\u2019ambito della campagna di screening promossa dalla Regione Emilia-Romagna tra il 2022 e il 2024. Di questi, poco pi\u00f9 di mille sono risultati positivi, con quasi tutti i soggetti che sono stati avviati a un percorso terapeutico mirato.<\/p>\n<p>Sono i primi risultati, giudicati positivi e incoraggianti, della pi\u00f9 estesa valutazione mai condotta in Emilia-Romagna sulla diffusione del virus Hcv\u00a0nella popolazione. Lo studio scientifico \u00e8 stato realizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna ed \u00e8 stato recentemente pubblicato sulla rivista Viruses.<\/p>\n<p>Nel dettaglio, tra il 2022 e il 2024 si \u00e8 sottoposto al test il 37% delle persone nate tra il 1969 e il 1989 (488.065 individui), e il 73% dei soggetti ritenuti ad alto rischio, tra cui detenuti e persone con dipendenze (19.732 persone). I casi positivi complessivi sono stati 1.032: un dato inferiore alle attese nella popolazione generale (circa 1 infetto su 1.000), ma pi\u00f9 elevato e in linea con le previsioni tra i soggetti vulnerabili (24 infetti ogni 1.000 testati).<\/p>\n<p>Nel contesto di questo impegno, la campagna dell\u2019Emilia-Romagna si conferma una delle pi\u00f9 efficaci a livello nazionale, sia per partecipazione che per risultati. I dati raccolti mostrano una prevalenza del virus in linea con quella dei principali Paesi dell\u2019Europa Occidentale e significativamente inferiore rispetto all\u2019Europa Centro-orientale.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Emilia-Romagna \u00e8 stata tra le prime Regioni a partire con lo screening e continuiamo ad essere quella con la copertura pi\u00f9 alta tra la popolazione generale ottenendo risultati concreti e utili a salvare vite- commenta l\u2019assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Vogliamo concorrere al raggiungimento di un obiettivo ambizioso, fissato dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0: eliminare l\u2019epatite virale C come principale minaccia per la salute pubblica entro il 2030. Per questo \u00e8 importante che sempre pi\u00f9 cittadini decidano di sottoporsi allo screening, fondamentale per individuare i casi non ancora diagnosticati. Serve mantenere alta l\u2019attenzione sui gruppi pi\u00f9 fragili, come i detenuti e le persone con dipendenze, e rafforzare i percorsi terapeutici e di presa in carico una volta individuato il contagio. La lotta all\u2019epatite C non si esaurisce con la diagnosi ma \u00e8 il primo passo per la presa in carico dal Servizio sanitario pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante, infatti, l\u2019alta adesione allo screening anche in Emilia-Romagna, resta forte la preoccupazione per i \u2018gruppi a rischio\u2019, dove la diffusione \u00e8 ben pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p>\u201cEssere riusciti a identificare oltre mille soggetti infetti, permettendo loro di accedere alle terapie, rappresenta un passo fondamentale nella strategia di contrasto all\u2019epatite C indicata dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0- spiega Lamberto Manzoli, professore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e coordinatore dello studio-. Ora \u00e8 importante riflettere sull\u2019estensione dello screening anche ad altri gruppi vulnerabili e alle fasce pi\u00f9 anziane della popolazione, per centrare pienamente gli obiettivi internazionali di eliminazione del virus. I livelli di partecipazione e le percentuali di positivit\u00e0 tra i soggetti detenuti o tossicodipendenti confermano quanto sia strategico costruire iniziative mirate per questi sottogruppi spesso invisibili ai percorsi sanitari tradizionali- aggiunge Manzoli- Ma serve anche una grande attenzione al post-diagnosi: in condizioni di vulnerabilit\u00e0 sociale, economica e psicologica, l\u2019adesione alla terapia pu\u00f2 essere pi\u00f9 difficile. \u00c8 su questi passaggi che dobbiamo ora concentrare le energie\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019epatite C \u00e8 una malattia infettiva trasmissibile attraverso il sangue e rappresenta una delle principali cause di epatite cronica. A livello globale, si stima che colpisca circa 70 milioni di persone e provochi ogni anno 350.000 decessi. Per questo, l\u2019OMS ha fissato l\u2019obiettivo di ridurre del 65% la mortalit\u00e0 collegata entro il 2030.<\/p>\n<p>Allo studio, pubblicato con il titolo \u201cPrevalence of Hepatitis C in Emilia-Romagna Region of Italy: Population-Wide Screening\u201d, hanno collaborato per l\u2019Universit\u00e0 di Bologna Gianmarco Imperiali, Matteo Fiore, Alessandro Bianconi, Esther Rita De Gioia, Cecilia Acuti Martellucci e lo stesso Lamberto Manzoli. Per la Regione Emilia-Romagna, hanno partecipato Giovanna Mattei, Giulio Matteo, Giuseppe Diegoli ed Esther Rita De Gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Oltre mezzo milione di persone si sono sottoposte al test gratuito per l\u2019epatite C nell\u2019ambito della campagna di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2223,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,111,240],"class_list":{"0":"post-2222","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-regione","13":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}