{"id":222230,"date":"2025-11-19T10:34:20","date_gmt":"2025-11-19T10:34:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222230\/"},"modified":"2025-11-19T10:34:20","modified_gmt":"2025-11-19T10:34:20","slug":"dopo-un-periodo-di-stasi-il-xxi-secolo-inizia-veramente-nellautunno-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222230\/","title":{"rendered":"Dopo un periodo di stasi il XXI Secolo inizia veramente nell\u2019autunno 2025"},"content":{"rendered":"<p>Venticinque anni di \u201cvuoto\u201d, di sospensione, di apnea storica separano il Novecento dal mondo che sta nascendo. E la storia dell\u2019arte \u2013 prima ancora della politica \u2013 ce lo aveva gi\u00e0 detto.\u00a0<br \/>\u00c8 nelle arti visive, nella musica, nel cinema, nella letteratura di fine Anni Novanta e dei primi Anni Zero che si percepisce una soglia, una vibrazione sottile: il presentimento di un mondo che non c\u2019era ancora, ma stava per arrivare.\u00a0<br \/>Come scrive<strong> <\/strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/11\/cultura-anni-zero\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>Christian Caliandro,<\/strong><\/a> tra il 1993 e il 2003 si \u00e8 prodotta una straordinaria stagione di <strong>sperimentazione per montaggio<\/strong>, un remix creativo di codici e linguaggi: Tarantino, Tim Burton, Matrix, Wallace, Gibson, i Bluvertigo, gli Smashing Pumpkins, Cattelan, Tracey Emin. Tutto sembrava possibile, tutto fluiva in una centrifuga di riferimenti che costruiva un immaginario nuovo, espanso, postmoderno. Poi, improvvisamente, quella spinta si \u00e8 esaurita.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il grande \u201cInterregno\u201d: quando l\u2019arte annunciava il blocco del mondo<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Caliandro lo chiama Interregno: un lungo tratto tra il Novecento e un nuovo secolo che non riusciva a nascere.\u00a0<br \/>La sperimentazione si \u00e8 chiusa in s\u00e9 stessa, la citazione \u00e8 diventata manierismo, la creativit\u00e0 ha iniziato a imitare il proprio passato. In parallelo, la politica occidentale entrava in quella stessa spirale: elezioni fotocopia, discorsi pubblici appiattiti, leader intercambiabili. Il <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/postmodernismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">postmodernismo<\/a> \u2013 da linguaggio liberatorio \u2013 si trasformava in <strong>conformismo<\/strong>; la <strong>fine della storia, <\/strong>le illusioni<strong> post Muro <\/strong>si sono rapidamente trasformati in neonazionalismo e imperialismo<strong>.<\/strong>\u00a0<br \/>Nell\u2019arte contemporanea il mercato chiedeva opere riconoscibili, vendibili, status symbol; la radicalit\u00e0 veniva spenta in favore della \u201cmonodimensionalit\u00e0\u201d (<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/editoria\/libri\/2025\/11\/nuovo-libro-germano-celant-skira\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Germano Celan<\/a>t): la commercializzazione avrebbe sostituito l\u2019alterit\u00e0.\u00a0<br \/>Questa lunga sospensione \u2013 culturale e politica \u2013 \u00e8 durata vent\u2019anni. Finch\u00e9 la storia non ha presentato il conto: pandemia, crisi sistemica occidentale, guerre, <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/gaza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gaza<\/a>. Ed \u00e8 qui che la politica ha ricominciato, finalmente, a somigliare all\u2019arte.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>La linea rossa della Generazione Z: la politica che l\u2019arte aveva anticipato<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Per un decennio abbiamo chiamato la Generazione Z \u201csilenziosa\u201d. Ma quel silenzio non era apatia: era una <strong>sottrazione tattica<\/strong>, un modo per salvarsi dal rumore sterile del mondo adulto, impregnato di ideologie esauste e parole consumate.\u00a0<br \/>Poi \u00e8 arrivata Gaza, e una generazione intera ha parlato. Hanno riempito piazze e universit\u00e0, tracciando quella che Alessandro Baricco ha chiamato <strong>la linea rossa<\/strong>, non politica ma morale. Una linea che attraversa tutte le ferite del Novecento \u2013 trincee, lager, atomiche, genocidi \u2013 e che dichiara concluso quel secolo nella coscienza dei viventi.\u00a0<br \/>Questa generazione non vuole rifondare ideologie, ma <strong>costruire comunit\u00e0<\/strong>, non cerca patrie, ma reti di senso, non chiede rappresentanza, chiede riconoscimento.\u00a0<br \/>I dati dell\u2019Osservatorio Teen\u2019s Voice \u2013 dieci anni di ricerche \u2013 realizzato da Campus insieme alla Universit\u00e0 la Sapienza, lo mostrano chiaramente. Valori netti, universali, quasi elementari nella loro forza: giustizia, equit\u00e0, differenze, solidariet\u00e0, responsabilit\u00e0 personale.\u00a0<br \/>\u00c8 la stessa grammatica morale che ritroviamo nell\u2019arte radicale e scomoda degli anni Novanta; \u00e8 la stessa scintilla che, seppellita dal conformismo degli anni Zero, riemerge oggi nei movimenti globali.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Mamdani a New York: l\u2019arte come prefigurazione politica<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York non \u00e8 un episodio, \u00e8 il primo segnale evidente che <strong>la generazione post-ideologica \u00e8 entrata nel teatro della storia<\/strong>.\u00a0Dove l\u2019arte aveva anticipato la dissoluzione dei vecchi codici, Mamdani incarna la loro sostituzione: inclusione, antirazzismo, giustizia sociale, visione comunitaria.\u00a0La storia dell\u2019arte lo aveva previsto perch\u00e9 l\u2019arte, prima di tutto, intercetta le <strong>possibilit\u00e0 collettive<\/strong>, ci\u00f2 che ancora non \u00e8 reale, ma \u00e8 gi\u00e0 vero.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Nuovo Secolo comincia adesso con il movimento attivato dalla Gen Z<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Siamo usciti dal grande Interregno. Non siamo pi\u00f9 nel tempo sospeso del postmodernismo infinito, n\u00e9 nella superficie patinata degli Anni Zero. Il XXI Secolo \u2013 quello reale \u2013 comincia ora, nel momento in cui una generazione globale prende parola e mette in discussione i pilastri del Novecento: nazione, forza, verticalit\u00e0 del potere, identit\u00e0 fisse, crescita illimitata e disegna un ambiente digitale, interconnesso, leggero in un certo senso lontano dall\u2019iconografia della Storia ma immerso nella storia della gente.\u00a0<br \/>L\u2019arte ci aveva mostrato il passaggio dalla citazione al collasso, dal collasso alla ricerca di nuovi codici. La politica, oggi, ripete quello stesso movimento, dal rumore al silenzio selettivo, dal silenzio all\u2019emersione.\u00a0La generazione che credevamo muta sta costruendo <strong>il primo spazio di globalit\u00e0 emotiva e morale della storia<\/strong>.\u00a0<br \/>\u00a0<br \/>Domenico Ioppolo\u00a0<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Venticinque anni di \u201cvuoto\u201d, di sospensione, di apnea storica separano il Novecento dal mondo che sta nascendo. E&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":222231,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-222230","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115575918619507876","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=222230"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222230\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=222230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=222230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=222230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}