{"id":222410,"date":"2025-11-19T13:14:11","date_gmt":"2025-11-19T13:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222410\/"},"modified":"2025-11-19T13:14:11","modified_gmt":"2025-11-19T13:14:11","slug":"giro-ditalia-che-diffusione-e-che-modello-economico-per-i-diritti-tv-delle-corse-di-rcs-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222410\/","title":{"rendered":"Giro d&#8217;Italia, che diffusione e che modello economico per i diritti TV delle corse di RCS Sport?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/altro\/scopri-lapp-ufficiale-di-spaziociclismo\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758060682_662_Banner-App-SpazioCiclismo.png\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"91\"\/><br \/>\n\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>Siamo a meno di sei mesi dalla partenza del Giro d\u2019Italia 2026 e a quattro dalla Strade Bianche, ma non c\u2019\u00e8 ancora alcuna certezza riguardo i diritti TV delle corse di RCS Sport a partire dalla prossima stagione, n\u00e9 in Italia n\u00e9 in Europa. E c\u2019\u00e8 un motivo: dopo aver venduto nel 2021 una quasi-esclusiva europea a Eurosport, sacrificando l\u2019audience in nome della redditivit\u00e0 diretta, RCS sta ora pensando di cambiare modello e avvicinarsi al \u201cmodello Tour de France\u201d. Una svolta controcorrente rispetto alle tendenze attuali. Perch\u00e9? <\/p>\n<p>Il ciclismo professionistico continua a crescere\u2026 e a costare sempre di pi\u00f9. \u00c8 quindi normale che i suoi attori cerchino di migliorare la redditivit\u00e0. Il tema pi\u00f9 discusso \u00e8 solitamente il modello di business delle squadre e l\u2019eterno sogno di ridistribuire alle squadre i proventi dei diritti TV (anche se esistono casi marginali), ma si parla meno spesso delle tendenze nell\u2019assegnazione stessa dei diritti di trasmissione. Fino a non molto tempo fa non c\u2019erano grandi cambiamenti, ma negli ultimi anni si sono intensificati\u2026 non sempre a vantaggio dei tifosi. <\/p>\n<p>Storicamente il principale argomento economico del ciclismo \u00e8 la visibilit\u00e0 che offre, e questo richiede di raggiungere il pubblico pi\u00f9 ampio possibile. Eppure alcuni organizzatori di grandi corse hanno deciso di sperimentare modelli a redditivit\u00e0 pi\u00f9 diretta. Cos\u00ec nel 2021 RCS ha rinunciato al diffusore francese L\u2019\u00c9quipe, canale terrestre gratuito accessibile ovunque in Francia e che regolarmente superava il milione di spettatori per le prove RCS, per privilegiare Eurosport\/Discovery (oggi WBD), con un\u2019audience molto pi\u00f9 ridotta (picco storico di 472.000 spettatori in Francia nel 2024). Era la continuazione di una direzione gi\u00e0 intrapresa circa 5 anni prima, quando Eurosport era stato preferito alle televisioni pubbliche Sporza (VRT) in Belgio, NOS nei Paesi Bassi e TV2 in Danimarca (semi-pubblica), tre bacini molto forti fuori dall\u2019Italia per il Giro. Qualche anno fa RCS aveva anche rifiutato l\u2019operatore storico americano NBC, preferendogli il pi\u00f9 specializzato ma meno conosciuto Fubo.tv, che all\u2019epoca offriva solo qualche dollaro in pi\u00f9, quando lo streaming era ancora agli albori.<\/p>\n<p>Per capire la logica di questa scelta bisogna tenere presente che, a differenza del Tour de France il cui modello di business \u00e8 centrato sulla vetrina internazionale, il Giro non ha la stessa notoriet\u00e0 all\u2019estero e i suoi interessi, sponsor e pubblico sono prevalentemente italiani (o almeno gli sponsor puntano soprattutto al pubblico italiano). Finch\u00e9 il Giro va in onda sulla Rai va tutto bene. E nonostante da anni si parli della possibilit\u00e0 di passare a un canale a pagamento in Italia (con solo una parte della tappa in chiaro, come da obblighi statali), la realt\u00e0 \u00e8 che non solo il Giro resta sulla televisione pubblica, ma negli ultimi dieci anni RCS \u00e8 riuscita a far lievitare enormemente il prezzo pagato dalla Rai, ottenendo cos\u00ec la massima visibilit\u00e0 in Italia e un assegno sostanzioso, fondamentale per la salute dei suoi conti.<\/p>\n<p>RCS \u00e8 andata oltre: dal 2022 ha preso il pieno controllo della produzione delle immagini, sostituendosi al reparto produzione della Rai (cosa che nemmeno ASO fa su questa scala con France T\u00e9l\u00e9visions). Con questa autonomia tecnica e il miglioramento spettacolare della qualit\u00e0 delle riprese, la televisione \u00e8 pi\u00f9 che mai al centro del piano economico di RCS.<\/p>\n<p>E l\u2019organizzatore italiano fa scuola! In Belgio, dal 2021 Flanders Classics ha intrapreso una strategia piuttosto aggressiva sui diritti TV attraverso l\u2019agenzia Infront (nota per essere \u201cgolosa\u201d). Prima del Covid sembrava impensabile che una Monumento come il Giro delle Fiandre non fosse trasmesso in chiaro sulla maggior parte delle televisioni pubbliche europee; oggi \u00e8 realt\u00e0 in alcuni paesi, le cui emittenti pubbliche hanno rinunciato di fronte all\u2019aumento significativo dei costi richiesti, come la Rai in Italia (dove il Fiandre si vede solo su Eurosport). Si \u00e8 cos\u00ec innescata una nuova dinamica: una corsa storica pu\u00f2 fare a meno del diffusore pubblico in una delle grandi nazioni del ciclismo, abbandonando il modello basato principalmente sulla visibilit\u00e0 per uno basato sulla redditivit\u00e0 diretta dei diritti TV, come accade in molti sport, calcio in primis.<\/p>\n<p>Un movimento che prende sempre pi\u00f9 spazio: colpo di scena clamoroso, dal 2025 l\u2019emittente privata RTL (DPG Media) \u00e8 stata preferita alla televisione pubblica RTBF (omologa francofona della VRT) per la trasmissione\u2026 del Giro delle Fiandre in Vallonia! Proprio nel Paese della corsa. Secondo la RTBF, sono stati messi davanti al fatto compiuto, venendo a sapere la notizia dalla stampa senza possibilit\u00e0 di controfferta. Segno, si pu\u00f2 pensare, di una volont\u00e0 di testare il nuovo modello sul lungo termine piuttosto che far esplodere subito i prezzi. Fuori dall\u2019orbita Flanders Classics, la E3 Saxo Bank Harelbeke Classic nel 2025 \u00e8 stata trasmessa in Fiandre su\u2026 VTM! (sempre DPG Media). <\/p>\n<p>Prima dell\u2019aprile 2024 e dell\u2019annuncio di questa partnership, sembrava impensabile che una grande classica fiamminga non andasse sull\u2019emittente pubblica VRT. Da segnalare anche che dal 2026 WBD avr\u00e0 l\u2019esclusiva del Tour de France nel Regno Unito, dove fino a quest\u2019anno era trasmesso anche sul canale in chiaro ITV. Un cambiamento tanto pi\u00f9 significativo in quanto, con la scomparsa di Eurosport nel Regno Unito, ora bisogna pagare fino a 4 volte di pi\u00f9 per vedere il ciclismo sul canale TNT (sempre di propriet\u00e0 di WBD). Questa evoluzione va per\u00f2 sfumata: \u00e8 soprattutto ITV che non ha voluto rinnovare, e anche la BBC non si \u00e8 mostrata interessata. La tendenza per\u00f2 c\u2019\u00e8, \u00e8 innegabile. E spiega anche perch\u00e9 nel 2024 l\u2019UER (EBU\/Eurovision) abbia fatto pressione sui broadcaster pubblici per chiudere un accordo lungo (fino al 2030) con ASO, che chiedeva un aumento molto consistente dei diritti TV.<\/p>\n<p>Ma allora perch\u00e9, in questa dinamica ormai lanciata, il Giro pensa oggi di cambiare strategia, cercando di avvicinarsi a un modello pi\u00f9 \u201cTour de France\u201d, cio\u00e8 con il massimo numero di diffusori, se non pubblici almeno accessibili a un vasto pubblico (nella maggior parte dei casi canali gratuiti), come accadeva con L\u2019\u00c9quipe in Francia dal 2017 al 2020? Un modello che il Giro non conosce pi\u00f9 davvero dagli anni \u201990\u2026\u00c8 difficile avere una risposta precisa mentre le trattative per i diritti 2026 sono in corso, ma ecco alcuni possibili elementi.<\/p>\n<p>Primo: nel 2025 il Giro ha perso Enel, sponsor della maglia rosa da 9 anni. Nel 2026 perder\u00e0 anche Toyota, che magari non era tra i pi\u00f9 ricchi ma \u00e8 fondamentale in uno sport legato alla mobilit\u00e0 e la cui prima immagine di marca dell\u2019organizzatore \u00e8 la flotta di auto in corsa (non a caso \u0160koda \u00e8 uno dei main sponsor del Tour, come prima lo era Fiat). Un\u2019audience pi\u00f9 ampia e internazionale potrebbe facilitare nuove partnership e consolidare quelle esistenti. Ricordiamo anche che dopo cinque Grandi Partenze all\u2019estero tra 2010 e 2018 (Paesi Bassi x2, Danimarca, Irlanda, Israele), le ultime (Ungheria, Albania e l\u2019anno prossimo Bulgaria) sono state sistematicamente accompagnate da polemiche politiche e, soprattutto, l\u2019assenza recente di candidature da parte dei paesi storici del ciclismo testimonia un certo isolamento rispetto agli spettatori abituali.<\/p>\n<p>Secondo elemento: il costo della produzione. Come detto, RCS produce ora in proprio le immagini, che prima erano fornite dalla Rai nell\u2019ambito della partnership. Un passo fondamentale per la qualit\u00e0, ma per valorizzare davvero questo investimento il modo migliore resta offrirlo a pi\u00f9 dei due grandi diffusori attuali (Rai ed Eurosport-TNT\/WBD) e idealmente far s\u00ec che il maggior numero possibile di spettatori ne benefici.<\/p>\n<p>Terzo elemento, non da poco: nonostante RCS abbia fatto un lavoro negoziale formidabile per far salire i prezzi con il suo principale diffusore, la Rai, i rapporti si sono incrinati. Tanto che quest\u2019anno l\u2019accordo con la Rai \u00e8 stato firmato\u2026 alla vigilia delle Strade Bianche! Uno scenario impensabile, ma alla Rai l\u2019idea di non essere pi\u00f9 il diffusore del Giro (e delle corse RCS) sta diventando una prospettiva concreta. Non per scelta, ma perch\u00e9 non riesce pi\u00f9 a stare dietro alle richieste di RCS in un contesto di tagli alla spesa pubblica. Uno scenario cos\u00ec plausibile che alla Rai si comincia piano piano a pensare a una programmazione alternativa per maggio, con l\u2019idea che possa diventare realt\u00e0 entro 2-3 anni. Questo malgrado, ad oggi, la Rai sia di gran lunga la principale cassa di risonanza del Giro e delle corse RCS, sia per l\u2019organizzatore sia per sponsor e territori coinvolti.<\/p>\n<p>Allora quale diffusione per il Giro 2026? Al momento non c\u2019\u00e8 risposta. Nella testa di noi appassionati, la massima accessibilit\u00e0 possibile innescherebbe un circolo virtuoso: pi\u00f9 spettatori portano a maggiori ricadute mediatiche ed economiche dirette e indirette, a una maggiore visibilit\u00e0 e quindi attrattiva per gli sponsor, a pi\u00f9 spettatori incantati dalle immagini che vengono a vedere la corsa dal vivo, aumentando il numero di campioni motivati a partecipare, nonch\u00e9 squadre pi\u00f9 inclini a mandare i loro leader se gli sponsor hanno maggiore esposizione\u2026 un cocktail che non pu\u00f2 che far bene alla crescita della corsa.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 purtroppo pi\u00f9 complessa. Primo, bisogna trovare emittenti gratuite o facilmente accessibili dal grande pubblico ancora interessate al ciclismo e soprattutto alle corse RCS, dopo che l\u2019organizzatore se n\u2019\u00e8 allontanato negli ultimi anni dimostrando pi\u00f9 volte la propria volatilit\u00e0. A parte il Belgio dove DPG Media (VTM in Fiandre, RTL in Vallonia e ora anche nei Paesi Bassi) \u00e8 gi\u00e0 in contatto con RCS da tempo, non sar\u00e0 facile. Inoltre significherebbe quasi certamente per RCS rivedere al ribasso le proprie ambizioni economiche, almeno nel breve termine. Non \u00e8 detto che i conti dell\u2019organizzatore italiano lo permettano, soprattutto dopo il ricorso frequente ai premi di presenza per attirare le grandi star del circuito internazionale (\u201cgiustificando\u201d cos\u00ec il prezzo dei diritti).<\/p>\n<p>La risposta potrebbe cos\u00ec arrivare da Londra. Dopo 13 anni di collaborazione con la celebre agenzia IMG, RCS ha deciso di non rinnovare e, dopo aver parlato con Infront e con l\u2019UER (EBU\/Eurovision, che sarebbe stata il partner ideale per trovare emittenti pubbliche), alla fine molto tardi ha vinto il bando un nuovo attore: Iris Sport Media. Non proprio un salto nel buio, visto che \u00e8 composta in gran parte da ex di IMG, ma cosa possono offrire di diverso a RCS? Difficile dirlo, vista la giovane et\u00e0 della societ\u00e0 londinese, conosciuta finora soprattutto per il lavoro con la controversa lega ribelle LivGolf e per essersi aggiudicata i diritti della Coppa del Mondo per club FIFA in Centro America e Africa subsahariana\u2026 per DAZN! Un\u2019altra societ\u00e0 londinese in forte espansione e con cui Iris Sport Media ha ottimi rapporti. DAZN che in Italia \u00e8 il principale diffusore della Serie A. Bisogna leggerci un segnale?<\/p>\n<p>Nonostante il background IMG dei fondatori, Iris non ha ancora chiuso grandi accordi con broadcaster europei tradizionali (a parte ITV per LivGolf, che nel resto d\u2019Europa va soprattutto su\u2026 DAZN). Se il sogno del modello Tour de France non si rivelasse fattibile, un altro obiettivo potrebbe essere sfidare il dominio di Eurosport-TNT\/WBD. Ricordiamo che la quasi-esclusiva europea (e nordamericana) data a Discovery (oggi WBD) nel 2021 era stata molto criticata internamente a RCS, dove alcuni temevano un\u2019eccessiva dipendenza. Con la concorrenza di un diffusore altrettanto internazionale come DAZN (o un\u2019altra piattaforma globale di streaming) RCS potrebbe respirare. Ma potrebbe non fare gli interessi dei tifosi di ciclismo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo a meno di sei mesi dalla partenza del Giro d\u2019Italia 2026 e a quattro dalla Strade Bianche,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":222411,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,30818,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-222410","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-giro-ditalia-2026","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115576548056939594","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=222410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222410\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=222410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=222410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=222410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}