{"id":222448,"date":"2025-11-19T13:51:11","date_gmt":"2025-11-19T13:51:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222448\/"},"modified":"2025-11-19T13:51:11","modified_gmt":"2025-11-19T13:51:11","slug":"luomo-che-ha-evitato-che-toy-story-fosse-un-film-cupo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222448\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo che ha evitato che \u201cToy Story\u201d fosse un film cupo"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>La prima versione di Toy Story era molto diversa da quella che poi \u00e8 uscita al cinema trent\u2019anni fa. Sia la sceneggiatura sia i primi bozzetti e test d\u2019animazione avevano personaggi spietati, un tono pi\u00f9 cupo, umorismo adulto e anche i protagonisti, Woody e Buzz, erano poco amabili. A cambiare tutto e fondare quello che poi sarebbe diventato il tono della casa di produzione Pixar, quel misto di divertimento, sentimentalismo, umorismo molto adulto, temi sofisticati e confezione accessibile anche ai bambini, fu una persona esterna alla societ\u00e0 che ancora oggi in pochi collegano alla Pixar: Joss Whedon.<\/p>\n<p>Whedon poi non collabor\u00f2 pi\u00f9 con lo studio e chi lo conosce oggi lo collega alla serie Buffy l\u2019ammazzavampiri (che cre\u00f2 e scrisse) e ai film di grandissimo successo Avengers e Avengers: Age of Ultron (che scrisse e diresse), i primi a mettere insieme i supereroi del gruppo Marvel. Gli fu chiesto di collaborare a Toy Story solo perch\u00e9 nessuno era contento della prima versione e c\u2019era bisogno che diventasse un po\u2019 pi\u00f9 come le sue sceneggiature, senza immaginare quanto il suo stile sarebbe poi stato influente per i cartoni futuri della societ\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni Novanta la Pixar era una societ\u00e0 che da circa una decina d\u2019anni lavorava alla nascente animazione in computer grafica. Erano gli unici o quasi a sperimentarla, dovevano costruirsi i propri software e non avevano mai fatto un lungometraggio. Realizzavano semmai dei corti e si mantenevano a malapena creando personaggi animati per spot pubblicitari. Erano pi\u00f9 che altro una societ\u00e0 che faceva ricerca e sviluppo in quel campo, contando sul fatto che un giorno sarebbe stato il futuro dell\u2019animazione.<\/p>\n<p>Creare un lungometraggio era uno sforzo superiore alle forze dell\u2019azienda ma a un certo punto si rese necessario, perch\u00e9 era l\u2019unica maniera in cui fare animazione potesse generare un profitto.<\/p>\n<p>Tra tutti i corti che avevano fatto, uno aveva avuto particolare successo, vincendo anche l\u2019Oscar per il miglior corto animato: Tin Toy. \u00c8 la storia di un giocattolo di latta che fa una vita difficile, perseguitato dal neonato che lo possiede: quell\u2019idea fu scelta come soggetto del loro primo film. Per avere la forza economica per farlo e poi per promuoverlo e distribuirlo si rivolsero alla Disney per una partnership, anche se la Disney distribuiva solo i propri cartoni.<\/p>\n<p>Pochi anni prima per\u00f2 aveva fatto un\u2019eccezione per Nightmare Before Christmas, scritto e prodotto da Tim Burton, con grande soddisfazione. Decisero quindi di aprirsi agli studi esterni ma rimanendo pur sempre la Disney, cio\u00e8 uno studio potente che esercitava e pretendeva grande controllo. Distribuire il primo film animato al computer era per loro l\u2019ideale, perch\u00e9 come Nightmare Before Christmas era talmente lontano dai toni e dal look dei loro cartoni da non essere in concorrenza. Per enfatizzare questa diversit\u00e0 pretesero quindi che la storia e i personaggi fossero molto pi\u00f9 adulti, sboccati e cattivi.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che si arriv\u00f2 alla prima versione di Toy Story cinica e cupa. Bench\u00e9 la storia fosse sempre quella di un giocattolo nuovo che minaccia lo status di quelli vecchi, il cowboy Woody era un giocattolo pi\u00f9 grosso di Buzz Lightyear, pi\u00f9 piccolino, e il suo carattere era proprio cattivo e da bullo: pianificava di distruggere fisicamente Buzz e a un certo punto dava dell\u2019idiota agli altri giocattoli. Buzz invece aveva un carattere pi\u00f9 saggio e impeccabile, un primo della classe che non sbaglia mai, emanazione dell\u2019era dei computer. Nella biografia di Whedon quella prima versione <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Joss-Whedon-Biography-Amy-Pascale\/dp\/1613734174\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">viene descritta <\/a>come \u201cinguardabile\u201d: \u00abLa storia aveva perso lo spirito di Tin Toy; i protagonisti erano sarcastici e insopportabili, non proprio gli eroi di un film per bambini\u00bb.<\/p>\n<p>Questa versione non convinse nemmeno i produttori della Disney, e perci\u00f2 fu proposto di convocare Joss Whedon, allora gi\u00e0 sceneggiatore molto abile con i toni leggeri, bravissimo con i dialoghi e di grande empatia, per fargli fare una riscrittura del copione e vedere cosa ne sarebbe uscito. Per Whedon doveva essere un lavoro da tre settimane, solo per aggiustare un po\u2019 di cose, ma fin\u00ec per essere coinvolto per sei mesi. Lui stesso <a href=\"https:\/\/books.google.com\/books?id=IPNSR9PQ76gC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=joss+whedon+conversation&amp;hl=en&amp;sa=X&amp;ei=tyQgVOGLMNWzyAS2zoLwCw&amp;ved=0CB8Q6AEwAA#v=snippet&amp;q=toy%20story&amp;f=false\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha raccontato<\/a> di come la sceneggiatura che ricevette fosse \u00abun disastro, ma lo spunto dei giocattoli con un\u2019anima era eccezionale\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3454048 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1763547627-GettyImages-168958156.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"650\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Joss Whedon nel 2013. (Dana Nalbandian\/WireImage)<\/p>\n<p>Whedon trov\u00f2 una maniera di scrivere i personaggi per essere amabili ma non per forza i classici \u201cbuoni\u201d da film Disney. Diede a ognuno un conflitto interessante, rese Woody un giocattolo innamorato del suo padrone che diventa geloso (ma che si rende presto conto di aver sbagliato) e si invent\u00f2 il fatto che Buzz non sa di essere un giocattolo, cos\u00ec da renderlo umano. Oltre ai singoli dettagli cambi\u00f2 il tono, avvicinandolo a quello dei suoi film e delle sue serie, capace di unire leggerezza, umorismo e sentimento. Questa serie di cambiamenti consent\u00ec al team creativo della Pixar, quello che negli anni successivi avrebbe creato tutti i film pi\u00f9 noti e importanti dello studio, di rivedere interamente la storia, gli snodi narrativi e gli eventi, arrivando alla versione definitiva del film.<\/p>\n<p>Whedon aveva inserito un giocattolo che poi non fu incluso nella versione definitiva: una Barbie che doveva salvare Woody e Buzz dal cattivo del film. Nelle storie di Whedon ci sono sempre personaggi femminili molto forti, risoluti e decisivi, e voleva inserirne uno anche in Toy Story. Mattel, la societ\u00e0 che produce le Barbie, all\u2019epoca per\u00f2 non volle concedere i diritti per usare il suo personaggio. Per loro era sbagliato far passare l\u2019idea che la Barbie potesse avere un carattere unico, perch\u00e9 quella bambola ha tante incarnazioni ed \u00e8 tante cose, non una sola. Anche grazie al successo di Toy Story e del suo sequel, la societ\u00e0 poi accett\u00f2 di far comparire Barbie e Ken in Toy Story 3, e anni dopo avrebbe fatto il noto film sulla sua bambola (in cui ne esistono tante versioni diverse).<\/p>\n<p>Quando Toy Story usc\u00ec nel 1995 fu un grandissimo successo e incass\u00f2 molto pi\u00f9 del previsto. La Pixar ottenne cos\u00ec tanto potere da rivedere il contratto che aveva con la Disney (molto sbilanciato a favore della seconda) e si associ\u00f2 allo studio per gli anni successivi, potendo cos\u00ec contare sulla sua grande esperienza distributiva e di marketing. L\u2019enorme successo della Pixar coincise con gli anni in cui la Disney ebbe una crisi di consenso e incassi, e nel 2006 la seconda compr\u00f2 la prima. Come effetto dell\u2019acquisizione John Lasseter, fondatore della Pixar e principale mente creativa di tutti i lungometraggi animati, divenne anche il capo della divisione animazione della Disney. L\u2019idea dietro l\u2019operazione non era solo di comprare una societ\u00e0 di successo ma acquisire le conoscenze per migliorare i propri cartoni e farli un po\u2019 pi\u00f9 Pixar, operazione portata avanti negli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/06\/17\/pixar-italia\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La Pixar non ne ha abbastanza dell\u2019Italia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player La prima versione di Toy Story era molto diversa da quella che poi \u00e8 uscita al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":222449,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-222448","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115576693576293989","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=222448"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222448\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=222448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=222448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=222448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}