{"id":222454,"date":"2025-11-19T13:55:13","date_gmt":"2025-11-19T13:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222454\/"},"modified":"2025-11-19T13:55:13","modified_gmt":"2025-11-19T13:55:13","slug":"i-neanderthal-si-scambiavano-effusioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222454\/","title":{"rendered":"i Neanderthal si scambiavano effusioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Un nuovo studio guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Oxford e pubblicato su Evolution and Human Behavior ricostruisce per la prima volta <strong>la storia evolutiva del bacio<\/strong>, suggerendo che questo comportamento nacque nel comune antenato degli esseri umani e delle grandi scimmie circa <strong>21 milioni di anni fa<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi indica inoltre che anche i <strong>Neanderthal <\/strong>probabilmente praticavano il bacio e, coerentemente con precedenti evidenze di scambio di microbi orali e interazioni sociali ravvicinate, forse si sono scambiati baci anche con gli esseri umani moderni.<\/p>\n<p>Nonostante una forte valenza culturale ed emotiva per molte societ\u00e0 umane, la sua origine \u00e8 rimasta finora poco indagata.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno prima definito operativamente <strong>che cosa si intende per bacio<\/strong>: contatto non aggressivo, bocca-a-bocca, <strong>non legato al trasferimento di cibo<\/strong>. Questa definizione ha permesso di confrontare in modo uniforme specie molto diverse. Su questa base, \u00e8 stata raccolta evidenza documentata di bacio in scimpanz\u00e8, bonobo e oranghi, oltre che in altri primati evolutisi in Africa, Europa e Asia.<\/p>\n<p>Successivamente, il bacio \u00e8 stato trattato come un tratto evolutivo e analizzato tramite modellazione bayesiana, simulando milioni di scenari evolutivi lungo i rami della filogenesi dei primati. Il modello, eseguito dieci milioni di volte per ottenere stime robuste, suggerisce che <strong>il bacio era presente nell&#8217;antenato comune delle grandi scimmie tra 21,5 e 16,9 milioni di anni fa<\/strong> e che il tratto \u00e8 stato mantenuto nella maggior parte delle specie discendenti.<\/p>\n<p>Un risultato di rilievo riguarda i <strong>Neanderthal<\/strong>: l&#8217;integrazione tra i dati comportamentali dei primati e le evidenze genetiche e microbiologiche accumulate negli ultimi anni rende altamente probabile che <strong>anche i nostri parenti estinti si scambiassero baci<\/strong>. Lo scambio di saliva documentato attraverso la condivisione di microbi orali e l&#8217;esistenza di <strong>interazioni strette tra umani e Neanderthal<\/strong> rafforzano l&#8217;ipotesi di un comportamento condiviso.<\/p>\n<p>Gli autori ritengono che il quadro rimanga incompleto, soprattutto per la scarsit\u00e0 di dati su primati fuori dal gruppo delle grandi scimmie. Tuttavia, il lavoro costituisce il <strong>primo tentativo sistematico di analizzare il bacio sotto una lente evolutiva<\/strong>, offrendo una metodologia comune per futuri studi.<\/p>\n<p><strong>Il comportamento, lungi dall&#8217;essere universale, \u00e8 infatti attestato solo nel 46% delle culture umane contemporanee<\/strong>, con significati sociali molto variabili. Questa variabilit\u00e0 culturale pone domande cruciali sull&#8217;origine del bacio: tratto evoluto o invenzione culturale? Secondo gli autori, il nuovo approccio filogenetico rappresenta un passo decisivo per iniziare a rispondere.<\/p>\n<p>Il team sottolinea che, <strong>pur non lasciando tracce fossili, i comportamenti sociali possono essere ricostruiti integrando dati comparativi, modelli statistici e prove indirette provenienti dall&#8217;antropologia, dalla biologia evolutiva e dalla genetica<\/strong>. Lo studio fornisce cos\u00ec una base per esplorare come e perch\u00e9 comportamenti apparentemente &#8220;intangibili&#8221;, come il bacio, emergano e persistano nel corso dell&#8217;evoluzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un nuovo studio guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Oxford e pubblicato su Evolution and Human Behavior ricostruisce per la prima&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":222455,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-222454","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115576709172934101","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=222454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/222454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/222455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=222454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=222454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=222454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}