{"id":222919,"date":"2025-11-19T20:29:13","date_gmt":"2025-11-19T20:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222919\/"},"modified":"2025-11-19T20:29:13","modified_gmt":"2025-11-19T20:29:13","slug":"bilancio-squadre-2025-uae-team-emirates-xrg-unannata-da-ricordare-trainati-da-pogacar-e-del-toro-e-almeida-si-conferma-un-top","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/222919\/","title":{"rendered":"Bilancio Squadre 2025: UAE Team Emirates XRG &#8211; Un&#8217;annata da ricordare, trainati da Poga\u010dar e Del Toro. E Almeida si conferma un top"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/altro\/scopri-lapp-ufficiale-di-spaziociclismo\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758060682_662_Banner-App-SpazioCiclismo.png\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"91\"\/><br \/>\n\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>La\u00a0<strong>UAE Team Emirates XRG\u00a0<\/strong>ha chiuso una stagione storica. Con le sue 97 vittorie, la formazione emiratina ha alzato l\u2019asticella del numero di successi ottenuti da una squadra in una stagione: il precedente apparteneva alla Columbia-HTC, che ne aveva conquistate 85 nel 2009. Non bastano comunque i freddi dati a raccontare quello che \u00e8 stato un vero e proprio dominio, certificato dallo strapotere di\u00a0<strong>Tadej Poga\u010dar <\/strong>al Tour de France e nelle Monumento: lo sloveno ne ha vinte 3 su 5, mancando l\u2019appuntamento solo alla Milano-Sanremo (3\u00b0) e alla Parigi-Roubaix (2\u00b0). Negli altri Grand Tour sono arrivati due podi, con i secondi posti di <strong>Isaac Del Toro<\/strong>, la vera rivelazione dell\u2019anno, al Giro d\u2019Italia e di\u00a0<strong>Joao Almeida<\/strong> alla Vuelta, in cui \u00e8 stato battuto solo dal solito Jonas Vingegaard. Insomma, tra tutti i\u00a0bilanci squadre\u00a0quello della\u00a0UAE Team Emirates XRG non pu\u00f2 che risultare il pi\u00f9 ricco di successi e promozioni.<\/p>\n<p>TOP<\/p>\n<p>Impossibile non partire da <strong>Tadej Poga\u010dar<\/strong>, che anche quest\u2019anno \u00e8 stato il numero uno della squadra (e non solo) per quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di vittorie, mettendo insieme un\u2019altra straordinaria stagione che forse non tocca i picchi di quella 2024 solo per la mancanza della doppietta Giro-Tour. Del resto, la primavera programmata dallo sloveno e dal team rendeva impossibile essere nuovamente al via della Corsa Rosa e alla fine i risultati hanno dato ragione al campione del mondo, che dopo aver conquistato senza patemi l\u2019UAE Tour, la corsa \u201cdi casa\u201d e suo esordio stagionale, \u00e8 protagonista di una campagna delle classiche nella quale non spadroneggia solamente per via della presenza di un altro fenomeno come Van Der Poel, che gli arriva davanti alla Milano-Sanremo e alla Parigi-Roubaix (nella quale il 26enne era al debutto). Arrivano per\u00f2 la terza vittoria alla Strade Bianche e alla Liegi-Bastogne-Liegi (qui dopo 35 km in solitaria) e la seconda al Giro delle Fiandre e alla Freccia Vallone, mentre gli sfugge anche l\u2019Amstel, bruciato allo sprint da Skjelmose. Dopo un po\u2019 di riposo e di preparazione per il Tour de France, torna e domina il Giro del Delfinato, gettando le basi per quello che sar\u00e0 il suo quarto successo finale alla Grande Boucle, dove, pur con una condotta di gara un po\u2019 pi\u00f9 accorta rispetto al solito, domina e riesce a portarsi a casa anche quattro vittorie parziali (pi\u00f9 la Maglia a Pois). Apparso un po\u2019 stanco dopo il GT francese, lo sloveno ricarica rapidamente le batterie in vista di un finale che lo vede conquistare il bis iridato, diventare anche campione europeo, vincere la Tre Valli Varesine e, per la quinta volta di fila (nuovo record), Il Lombardia, tutte ottenute con spettacolari attacchi da lontano. Ormai, sono finiti da tempo gli aggettivi per definite questo fenomeno, che anno dopo anno sta scrivendo la storia del ciclismo.<\/p>\n<p>In tutto, Poga\u010dar ha raccolto ben 20 vittorie, ma poco dietro, con 18, si trova il giovane compagno di squadra <strong>Isaac Del Toro<\/strong>, vera rivelazione di questa annata. Dopo una prima parte di stagione un po\u2019 pi\u00f9 sottotraccia, ma nella quale conquista comunque qualche piazzamento e un successo in una classica storica come la Milano-Torino, il messicano \u00e8 protagonista di uno splendido Giro d\u2019Italia, dove partiva come terza scelta della squadra alle spalle di Juan Ayuso e Adam Yates. Dopo un secondo posto alle spalle dello spagnolo a Tagliacozzo, nel primo arrivo in salita, il 21enne \u00e8 secondo anche nella frazione degli sterrati di Siena, che per\u00f2 gli regala la Maglia Rosa; da qui inizia una seconda parte di gara nella quale il talentuoso corridore sudamericano prende su di s\u00e9 il ruolo di capitano e mantiene per undici giorni il simbolo del primato, gestendo la situazione con grande intelligenza e togliendosi anche la soddisfazione di vincere una tappa. Poi, per via di un po\u2019 d\u2019inesperienza e forse perch\u00e9 mal supportato dall\u2019ammiraglia, getta via un Giro che sembrava ormai poter far suo a causa dell\u2019eccessiva marcatura con Carapaz nella tappa con il Colle delle Finestre che vede Simon Yates volare verso il successo finale, ma conclude comunque secondo e diventa il pi\u00f9 giovane a salire sul podio della Corsa Rosa dai tempi di Fausto Coppi. La sconfitta, comunque, non lo abbatte e, da luglio in avanti, inanella una vittoria dopo l\u2019altra, prima al Tour of Austria, poi in Spagna e infine vincendo ben sette classiche italiane autunnali sulle undici alle quali prende parte (pi\u00f9 un notevole 5\u00b0 posto a Il Lombardia). Non sempre la concorrenza \u00e8 stata di altissimo livello, ma l\u2019autorit\u00e0 e la maturit\u00e0 dimostrata ci fanno dire che siamo davanti a un nuovo fenomeno.<\/p>\n<p>In qualsiasi altra squadra, al primo posto di questa graduatoria interna ci sarebbe probabilmente<strong> Jo\u00e3o Almeida<\/strong>, capace anche lui di andare in doppia cifra con la conquista di dieci successi stagionali. Il portoghese sembra ormai aver raggiunto la piena maturazione, dimostrando di essere in grado di giocarsela con quasi tutti, in particolare nelle gare a tappe. Sono tre e tutte appartenenti al WorldTour quelle che il 27enne si \u00e8 portato a casa quest\u2019anno: dopo due secondi posti alla Volta a la Comunitat Valenciana e alla Volta ao Algarve e una vittoria di tappa alla Parigi-Nizza rimontando Vingegaard nei metri finali dell\u2019arrivo in salita di La Loge des Gardes, il lusitano si prende il Giro dei Paesi Baschi (vincendo anche due tappe), il Giro di Romandia e il Giro di Svizzera (dove di successi parziali ne conquista tre), dimostrandosi ogni volta superiore al resto della concorrenza. Nuovamente schierato al Tour de France in supporto a Poga\u010dar, il classe 1998 \u00e8 per\u00f2 costretto ad abbandonare la corsa dopo una caduta, ma riesce a riprendersi in tempo per partecipare alla Vuelta a Espa\u00f1a, dove, pur non apparendo mai veramente in grado di staccare e battere Vingegaard, resta in ballo per la vittoria finale fino all\u2019ultima tappa di montagna, concludendo secondo (suo miglior risultato di sempre in un GT) e togliendosi la soddisfazione di alzare le braccia al cielo in cima all\u2019Angliru.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 nel 2024, \u00e8 stata di ottimo livello la stagione di <strong>Brandon McNulty<\/strong>, che ha vinto meno (sei vittorie contro le nove dello scorso anno), ma ha colto successi e altri risultati di ottimo livello. Lo statunitense si \u00e8 portato a casa la tappa finale e la classifica generale del Giro di Polonia, si \u00e8 imposto al Giro del Lussemburgo, ha fatto il bis alla CRO Race (anche qua, tappa e maglia) e ha avuto \u201cl\u2019onore\u201d di passare per primo sul traguardo del GP de Montr\u00e9al davanti a Poga\u010dar, che gli ha concesso la vittoria in riconoscimento del gran lavoro svolto. Il 27enne non si \u00e8 infatti mai tirato indietro nel dare una mano ai compagni di squadra, riuscendo comunque a cogliere qualche piazzamento in gare importanti, come la top-10 sfiorata ad Amstel Gold Race e Freccia Vallone e centrata al Giro d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dei gregari di lusso,\u00a0<strong>Jay Vine\u00a0<\/strong>si conferma un alfiere pi\u00f9 che affidabile. Oltre al suo appoggio al Giro d\u2019Italia (prima del ritiro nella 17a tappa), alla Vuelta (dove si toglie la soddisfazione di conquistare altre due tappe dopo quelle del 2022) e a Il Lombardia (chiuso in nona posizione), l\u2019australiano estrae un paio di conigli dal cilindro alla Settimana Coppi e Bartali, dove si aggiudica due tappe dopo essere uscito di classifica, e soprattutto al Giro di Romandia, in cui si prende un\u2019altra vittoria e il terzo posto nella generale. Il 2025 \u00e8 anche stata la stagione della sua consacrazione tra i migliori cronoman al mondo: argento ai Mondiali Kigali di specialit\u00e0, terzo a Tirana e sesto a Pisa al Giro, secondo alla Crono delle Nazioni\u2026 Tutti risultati che confermano come l\u2019australiano sia pronto per fare l\u2019uomo di classifica in brevi corse a tappe con una cronometro. Per qualcosa di pi\u00f9 deve trovare pi\u00f9 costanza nelle tre settimane e, realisticamente, una squadra con meno campioni.<\/p>\n<p>Sempre meno appariscente ma comunque costante, anche\u00a0<strong>Pavel Sivakov\u00a0<\/strong>ha fatto un egregio lavoro in stagione. Dopo il successo alla Vuelta a Andalucia in apertura di stagione, il francese ha scortato i capitani in buona parte delle imprese per poi tornare protagonista nel finale di 2025, dove ha colto il secondo posto al GP de Quebec e al Giro del Veneto (dietro Del Toro), oltre alla top-10 ai Campionati Europei e al 15\u00b0 posto ai Mondiali Kigali 2025, entrambi corsi in appoggio a compagni di squadra. Il classe \u201997 sembra aver accettato il suo ruolo di gregario di lusso senza per\u00f2 essersi rassegnato all\u2019idea di rinunciare a cercare risultati personali, che di tanto in tanto arrivano.<\/p>\n<p>Forse non \u00e8 stata l\u2019annata pi\u00f9 evidentemente clamorosa, ma\u00a0<strong>Tim Wellens\u00a0<\/strong>ha saputo farsi trovare pronto al momento giusto in pi\u00f9 occasioni. Ricorderemo tutti il suo assolo a Carcassonne al Tour de France, dove ha sfruttato uno dei pochi momenti di libert\u00e0 per andare a cogliere un successo personale di pregevole fattura. Prima ancora, il belga \u00e8 stato terzo alle Strade Bianche (a pi\u00f9 di due minuti da capitan Pogacar) e ottavo alla E3 Saxo Classic, unici risultati degni di nota nel periodo dell\u2019anno in cui eravamo abituati a vederlo protagonista qualche anno fa. Da quando anche la primavera \u00e8 appannaggio (quasi) esclusivo di Pogacar, il classe \u201991 ha saputo allargare i propri orizzonti: quest\u2019anno ha vinto anche nel gravel e si \u00e8 preso la maglia di campione nazionale belga. Insomma, \u00e8 l\u2019esempio perfetto di come a volte basta poco per ottenere tanto. Lui lo fa quasi sembrare facile.<\/p>\n<p>Come lui, anche\u00a0<strong>Marc Soler\u00a0<\/strong>\u00e8 riuscito a cogliere la grande occasione per alzare le braccia al cielo in questa stagione. Lo scalatore spagnolo, sempre al fianco di Pogacar al Tour e Almeida alla Vuelta, ha avuto proprio nel Grand Tour spagnolo la giornata di gloria, quando ha vinto in fuga alla Farrapona sui Lagos de Somiedo. Il classe \u201993 conferma di avere ancora quella scintilla per vincere, oltre a essere un gregario solidissimo quando si tratta di proteggere un capitano in salita.<\/p>\n<p>Si \u00e8 dovuto accontentare di qualche vittoria in competizioni forse di secondo piano\u00a0<strong>Jhonathan Narvaez<\/strong>, che ricorderemo sempre anche per come ha pilotato Pogacar in quell\u2019attacco a Hautacam in quest\u2019edizione del Tour. L\u2019ecuadoriano, che si \u00e8 tolto lo sfizio di vincere il suo terzo titolo nazionale, ha aperto la stagione dominando il Tour Down Under (successo a Willunga Hill e poi in classifica generale), ma poi ha avuto poche altre occasioni per brillare. Il sigillo al Giro di Germania (in cui ha preso tappa e secondo posto nella generale) e il terzo posto al Guangxi confermano che, comunque, sa farsi vedere anche quando non ha molte chance di essere il leader del team.<\/p>\n<p>\u00c8 tornato a vincere, e non possiamo che accogliere la notizia con una certa soddisfazione, anche\u00a0<strong>Alessandro Covi,\u00a0<\/strong>che dopo le difficolt\u00e0 nel 2024 \u00e8 riuscito a farsi di nuovo vedere ad alto livello. Il \u201cPuma di Taino\u201d ha alzato le braccia al cielo al Giro d\u2019Abruzzo e poi alla Vuelta Asturias, prima di piazzarsi in altre corse come l\u2019Ungheria e il Giro dell\u2019Appenino (quarto). Il secondo posto ai campionati nazionali \u00e8 quasi pi\u00f9 un rimpianto che una giornata da festeggiare: con la condizione di quel giorno, il lombardo sembrava il favorito nello sprint in cui \u00e8 stato beffato da Filippo Conca. In casa Jayco AlUla trover\u00e0 pi\u00f9 spazio.<\/p>\n<p>Nella categoria \u201cgregari d\u2019oro\u201d va inserito\u00a0<strong>Ivo Oliveira<\/strong>, che quest\u2019anno ha pi\u00f9 che raddoppiato il bottino dei successi personali ottenuti in carriera. Il portoghese ha saputo cogliere l\u2019attimo in ben due delle quattro tappe del Giro d\u2019Abruzzo, muovendosi nel momento giusto per anticipare il gruppo e gli altri fuggitivi. Non contento, si \u00e8 ripetuto nell\u2019ultima tappa del Giro di Slovenia, poco prima di tornare campione nazionale su strada. Una serie di successi conditi, ancora una volta, da belle prestazioni a cronometro, come in Romandia (secondo nel prologo) e alla Vuelta (quinto). Farebbe la fortuna di tante squadre, e infatti gli emiratini lo coccolano per bene.<\/p>\n<p>Ha fatto bene anche\u00a0<strong>Juan Sebastian Molano<\/strong>, che in molte corse si \u00e8 speso per i compagni di squadra ma quando ha potuto ha ottenuto grandi risultati: le vittorie alla Bruges-De Panne e nell\u2019ultima tappa del Giro d\u2019Ungheria sono le pi\u00f9 appariscenti, ma anche tanti piazzamenti tra AlUla Tour, Parigi-Nizza e Giro del Belgio. A 31 anni, il colombiano \u00e8 il velocista che non ti aspetti in una squadra che punta su ben altri tipi di corse. Un ruolo non semplice che svolge alla perfezione, anche perch\u00e9 al contrario di altri sprinter spende tante energie per aiutare i capitani nelle frazioni di montagna.<\/p>\n<p>\u00c8 mancata solo la vittoria su strada a <strong>Florian Vermeersch<\/strong>, che nel finale di stagione ci \u00e8 andato vicinissimo in Veneto, dove \u00e8 stato secondo sia alla Veneto Classic sia pochi giorni prima alla Serenissima Gravel, specialit\u00e0 in cui comunque \u00e8 riuscito a laurearsi campione del mondo. Il quinto posto alla Parigi-Roubaix, corsa in supporto a Pogacar, \u00e8 il biglietto da visita pi\u00f9 importante per il 26enne, sempre una sicurezza quando si tratta di aiutare in pianura e nelle classiche.<\/p>\n<p>Sta crescendo bene il giovane talento\u00a0<strong>Jan Christen<\/strong>, che anche quest\u2019anno ha dimostrato di poter ambire a risultati importanti. \u00c8 vero, dopo i successi a Trofeo Calvi\u00e0 e in una tappa della Volta ao Algarve di inizio stagione lo svizzero non \u00e8 pi\u00f9 riuscito a ripetersi, ma \u00e8 anche da sottolineare come siano arrivati piazzamenti importanti in corse WorldTour: come il secondo posto al San Sebastian e il quarto nella classifica del Polonia. Insomma, \u00e8 normale che con l\u2019asticella pi\u00f9 alta il numero di vittorie diminuisca. Il suo livello, per\u00f2, \u00e8 davvero alto.<\/p>\n<p>A 22 anni,\u00a0<strong>Igor Arrieta\u00a0<\/strong>ha iniziato a dimostrare di meritare il suo posto a questo livello. Lo spagnolo ha conquistato la sua prima vittoria da professionista alla\u00a0Prueba Villafranca \u2013 Ordiziako Klasikoa, in un\u2019annata che lo ha visto salire sul podio della Settimana Coppi e Bartali (dove \u00e8 stato anche il miglior giovane) e cogliere un buon quarto posto a Castelraimondo al Giro d\u2019Italia, dove ha lavorato a lungo per Ayuso e Del Toro. Gli \u00e8 forse mancato qualcosa nella seconda met\u00e0 della stagione, dove potrebbe aver accusato le fatiche della prima parte.<\/p>\n<p>Che dire, poi, di <strong>Juan Ayuso<\/strong>? Le aspettative su di lui erano di sicuro alte, in particolare per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di fare classifica nei Grandi Giri, ma ci\u00f2 non \u00e8 accaduto n\u00e9 al Giro d\u2019Italia n\u00e9 alla Vuelta a Espa\u00f1a, anche se ci sono delle attenuanti. Alla Corsa Rosa, tutto sembrava avviato per il meglio con la conquista della vittoria nel primo arrivo in salita, ma in seguito, per via delle cadute, sono subentrati i problemi fisici che si sono fatti sentire all\u2019inizio della terza settimana e lo hanno portato a uscire di classifica, prima del ritiro a causa della puntura di un calabrone. Nel GT di casa, che inizialmente non era nei suoi programmi, lo spagnolo si \u00e8 invece presentato senza la forma necessaria per poter lottare per la generale e, tutto sommato, non si \u00e8 rivelato neppure particolarmente utile alla causa di Almeida, ma ha comunque trovato due successi di tappa al termine di due fughe da lontano. A queste si sommano le vittorie a Faun Drome Classic, Trofeo Laigueglia, in una tappa e nella classifica finale della Tirreno-Adriatico e in una tappa della Volta a Catalunya (chiusa al 2\u00b0 posto), dunque non si pu\u00f2 dire che la sua annata sia stata negativa, ma neppure totalmente positiva. Ora lo aspetta una nuova avventura alla Lidl-Trek e chiss\u00e0 che, in un nuovo ambiente, non riesca a trovare quella continuit\u00e0, quella solidit\u00e0 e, soprattutto, quella serenit\u00e0 mentale che probabilmente non ha sempre avuto in UAE (come testimonia il turbolento divorzio) per poter fare il definitivo salto di qualit\u00e0 e competere stabilmente ad alti livelli.<\/p>\n<p>Come spesso in passato, \u00e8 stato profeta in patria\u00a0<strong>Felix Grossschartner<\/strong>, che si \u00e8 imposto nella prima tappa del Giro d\u2019Austria e nel campionato nazionale a cronometro, in quelle pochissime occasioni in cui ha potuto davvero essere capitano. Qualche piazzamento qua e l\u00e0, come tre top-10 di tappa al Giro di Svizzera, il secondo nella generale dello Slovenia e il settimo al GP Indurain completano il quadro di un\u2019annata tutto sommato non male. Tra i gregari, non \u00e8 certo il classe \u201993 quello da cui ci si aspetterebbero pi\u00f9 exploit di quelli mostrati nel 2025.<\/p>\n<p>Infine, meritano credito altri gregari che, nel silenzio e senza davvero avere occasioni personali, hanno performato al meglio, come\u00a0<strong>Domen Novak<\/strong>,\u00a0<strong>Vegard Stake Laengen\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Julius Johansen<\/strong>, ma soprattutto come\u00a0<strong>Rafal Majka<\/strong>. Il polacco ha concluso una carriera da maestro assoluto nell\u2019arte del gregariato in montagna, a cui si \u00e8 dedicato dopo i successi e le soddisfazioni nella prima parte della sua vita da professionista. Il gesto di Pogacar al Lombardia e la festa che gli hanno riservato i compagni a Bergamo sono la fotografia di quanto il 36enne sia stato un uomo chiave di questa squadra e della sua annata. In cui, tra l\u2019altro, \u00e8 riuscito a mettere anche la sua firma tra i 97 successi, grazie al campionato nazionale.<\/p>\n<p>+++ Tadej Poga\u010dar<br \/>++ Isaac Del Toro<br \/>+ Jo\u00e3o Almeida<\/p>\n<p>FLOP<\/p>\n<p>Una premessa doverosa. In una squadra simile, con un rendimento simile, trovare qualche corridore che abbia fatto male \u00e8 davvero complicato. Laddove non sono arrivati risultati individuali importanti, c\u2019\u00e8 stato comunque spesso un lavoro di sostegno ai capitani designati, lavoro che, come testimonia la quantit\u00e0 di vittorie, \u00e8 stato frequentemente premiato. A voler proprio cercare qualche pecca, si pu\u00f2 evidenziare che <strong>Rune Herregodts<\/strong> non ha propriamente brillato nella sua prima stagione in squadra: la sua \u00e8 sembrata un\u2019annata in cui prendere contatto con la nuova realt\u00e0, tanto che \u00e8 stato utilizzato solo in corse non di primissimo piano. Sul pav\u00e9 si \u00e8 visto poco e anche in altri contesti di gara \u00e8 rimasto spesso nell\u2019ombra.<\/p>\n<p>Fatta salva la premessa di cui sopra, la stagione di <strong>Nils Politt<\/strong> si pu\u00f2 considerare deludente? Il tedesco era stato enorme protagonista, anche in chiave individuale, nel 2024, mentre nell\u2019annata appena conclusa ha raccolto ben di meno. Dalla sua c\u2019\u00e8 il Tour de France, portato a termine in modalit\u00e0 lavoratore indefesso, e in generale c\u2019\u00e8 tutto il lavoro fatto a favore dei compagni; rimane, per\u00f2, la percezione di una forma che non \u00e8 stata quella vista in passato, soprattutto nella fase primaverile di stagione. Un discorso simile lo si pu\u00f2 fare per <strong>Mikkel Bjerg<\/strong>, che chiaramente non ha mai fatto mancare il proprio apporto alla causa del team, ma in confronto alla passata stagione e, ancor pi\u00f9, al 2023, nelle quali aveva colto anche qualche bel piazzamento a crono, questa volta non \u00e8 riuscito a trovare risultati a livello personale.<\/p>\n<p>Rispetto a un 2024 nel quale, nonostante fosse al debutto tra i professionisti, aveva positivamente impressionato, <strong>Ant\u00f3nio Morgado<\/strong> ha vissuto un 2025 un po\u2019 meno fruttuoso, nonostante sia arrivato lo stesso numero di successi dello scorso anno, tre. Il portoghese ha subito lasciato il segno nell\u2019esordio stagionale al GP Castell\u00f3n-Ruta de la Cer\u00e1mica e si \u00e8 ripetuto poco dopo alla Figueira Champions Classic, ottenendo nel frattempo qualche altro piazzamento, ma nel resto della stagione (che l\u2019ha visto ottenere l\u2019altra vittoria nella cronometro dei campionati nazionali) si \u00e8 visto abbastanza poco, anche in corse di livello medio. A 21 anni ci pu\u00f2 assolutamente stare, ma nel 2026 dovr\u00e0 cercare di sfruttare meglio gli spazi che gli verranno concessi.<\/p>\n<p>Non ha brillato troppo nel suo primo anno da professionista\u00a0<strong>Pablo Torres<\/strong>, che si presentava con un pedigree di tutto rispetto (compreso il secondo posto nella classifica del Next Gen 2024). Lo scalatore spagnolo porta a casa un bel terzo posto al Giro d\u2019Abruzzo, ma i risultati importanti del suo 2025 si fermano l\u00ec. Anche al Tour de l\u2019Avenir, dove torna a confrontarsi con gli Under-23, si deve accontentare di un settimo posto che non \u00e8 all\u2019altezza delle premesse. La stagione di adattamento non \u00e8 stata facile e avr\u00e0 tempo per migliorare.<\/p>\n<p>Annata che possiamo definire con alti e bassi per <strong>Adam Yates<\/strong>, che \u00e8 mancato soprattutto nei momenti importanti. Al Giro d\u2019Italia, dove partiva come co-capitano, non \u00e8 mai apparso in grado di lottare con i migliori e neppure di poter essere particolarmente utile in supporto a Del Toro, e anche al Tour de France \u00e8 stato abbastanza evanescente, riuscendo raramente a dare un contributo in salita a Poga\u010dar. Il britannico \u00e8 comunque riuscito a conquistare tre successi, uno ad inizio anno, facendo il bis consecutivo nella classifica finale del Tour of Oman, e due nel finale di stagione, alla Coppa Agostoni e al Trofeo Tessile &amp; Moda, in un ultimo mese di gare che lo ha probabilmente visto trovare la gamba giusta considerando anche i piazzamenti ottenuti al GP de Montr\u00e9al, al Giro dell\u2019Emila e al Lombardia.<\/p>\n<p>A volte le vittorie sono anche questione di fortuna, e non sembra averne avuta\u00a0<strong>Rui Oliveira<\/strong>, che anche quest\u2019anno deve rimandare il suo primo appuntamento con il successo da professionista. Il portoghese prova a buttarsi dentro in volate caotiche quando pu\u00f2 e raccoglie tanti piazzamenti di tappa: 2\u00b0 alla CRO Race, 3\u00b0 al Tour of Britain e a Burgos, 4\u00b0 e 8\u00b0 al Tour Down Under, per un totale di 11 top-10 in stagione. La vittoria, per\u00f2, \u00e8 sempre mancata, e parlare di mancanza di occasioni sarebbe quasi irrispettoso nei confronti dei suoi compagni di squadra. E intanto in casa Oliveira il fratello gemello ha alzato le braccia al cielo quattro volte.<\/p>\n<p>Con l\u2019enorme attenuante del brutto incidente di cui \u00e8 stato sfortunato protagonista al Giro di Polonia, che purtroppo ha messo fine alla sua stagione ad agosto ma per fortuna non ha avuto ulteriori conseguenze, anche il 2025 di\u00a0<strong>Filippo Baroncini\u00a0<\/strong>tutto sommato ha portato meno risultati entusiasmanti di quanto previsto. \u00c8 vero, il classe 2000 ha conquistato la sua seconda vittoria da professionista, aggiudicandosi la classifica generale del Giro del Belgio. A parte quella settimana in Belgio, dove non \u00e8 mai andato oltre il quarto posto di tappa, non si \u00e8 per\u00f2 mai davvero visto nelle prime posizioni: il bel secondo posto nella cronometro dei campionati nazionali, dove \u00e8 arrivato sesto nella prova in linea, sono stati gli unici altri piazzamenti. Nel complesso il bilancio non \u00e8 cos\u00ec negativo, ma a 25 anni il tempo della maturit\u00e0 \u00e8 arrivato e forse \u00e8 lecito aspettarsi qualche acuto in pi\u00f9. Che, al netto del disclaimer di inizio paragrafo e della caduta in Polonia, siamo sicuri arriver\u00e0 in futuro.<\/p>\n<p>\u2013 Ant\u00f3nio Morgado<br \/>\u2014 Nils Politt<br \/>\u2014 Rune Herregodts<\/p>\n<p>Classifica UCI<\/p>\n<p>Ancora la migliore di tutte (per il terzo anno consecutivo) e ancora, come avvenuto nel 2024, con un vantaggio enorme sulle altre: la UAE Team Emirates XRG sta dominando, almeno in termini numerici, questa fase storica del ciclismo su strada e i contorni della graduatoria stagionale mondiale confermano questo strapotere. Basti dire che Tadej Poga\u010dar, da solo, sarebbe arrivato decimo nella classifica a squadre\u2026<\/p>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\" width=\"226\"><strong>CORRIDORE<\/strong><\/td>\n<td id=\"x4baabbc-e77f-4db7-be02-a0adc2ae0b4e\" style=\"height: 14.4pt; width: 16.3599%;\" width=\"64\" height=\"19\"><strong>NAZIONE<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\" width=\"64\"><strong>PUNTI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">POGA\u010cAR Tadej<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">11680<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">DEL TORO ROMERO Isaac<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">5514<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">GON\u00c7ALVES ALMEIDA Joao Pedro<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">4331.07<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">AYUSO PESQUERA Juan<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">2602.5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">VINE Jay<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">2320.5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">MCNULTY Brandon<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">2153.57<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">NARVAEZ PRADO Jhonatan Manuel<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1497.14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">CHRISTEN Jan<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1347<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">YATES Adam Richard<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1322<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">WELLENS Tim<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1250<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">SIVAKOV Pavel<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1155.9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">VERMEERSCH Florian<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">1015.33<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">TOMAS MORGADO Ant\u00f3nio<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">985<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">GROSSSCHARTNER Felix<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">626.93<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">SOLER Marc<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">594.5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">COVI Alessandro<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">550<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">MOLANO BENAVIDES Juan Sebastian<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">473.14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">MAJKA Rafal<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">461<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">ALVES OLIVEIRA Ivo Emanuel<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">392.07<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 56.8423%;\">ARRIETA LIZARRAGA Igor<\/td>\n<td style=\"height: 14.4pt; box-sizing: content-box; overflow: initial; text-overflow: ellipsis; width: 16.3599%;\" role=\"gridcell\" height=\"19\">\n<\/td>\n<td style=\"width: 26.7181%;\">366<\/td>\n<\/tr>\n<p>Miglior Momento<\/p>\n<p>Scegliere, tra tanti bei momenti e quasi cento successi, quello che \u00e8 stato il pi\u00f9 emozionante della squadra in questa stagione non \u00e8 semplice, ma \u00e8 certo che per trovarlo bisogna guardare a <strong>Tadej Poga\u010dar<\/strong>. Tolte ovviamente le splendide vittorie a Mondiali ed Europei, ottenute con la maglia della nazionale, la terza affermazione alla Liegi-Bastogne-Liegi e la quinta (totale e consecutiva) a Il Lombardia sono sicuramente due belle imprese, ma probabilmente il momento migliore \u00e8 stato il successo conquistato dallo sloveno ad Hautacam, nella 12a tappa del <strong>Tour de France<\/strong>. In quel giorno, il campione del mondo ha attaccato poco dopo l\u2019inizio dell\u2019impegnativa salita finale e ha staccato tutti quanti, rifilando pi\u00f9 di due minuti a Jonas Vingegaard al termine di quella che \u00e8 praticamente stata una cronoscalata e mettendo cos\u00ec una seria ipoteca sulla sua quarta vittoria finale alla Grande Boucle.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tVolate &#8211; 5.7&#13;\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tClassiche &#8211; 9.5&#13;\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tGrandi Giri &#8211; 9.3&#13;\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t8.2&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\t &#13;\n\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Basta solo Tadej Poga\u010dar e tutto quel che fa lo sloveno per rendere una stagione trionfale. Ma, oltre al &#8220;vantaggio&#8221; di avere il corridore pi\u00f9 forte di tutti i tempi in organico, la squadra emiratina ha costruito un gruppo capace di vincere sempre e comunque, fatta forse eccezione per le volate pure. I primati fatti registrare negli ultimi anni sono l\u00ec a dimostrarlo e l&#8217;impressione \u00e8 che ci siano ancora degli spazi da poter occupare in futuro, per rendere il dominio ancora pi\u00f9 schiacciante.<\/p>\n<p>\t\t\t\t&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t<strong>User Rating: <\/strong>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t4.8&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t( 2 votes)&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La\u00a0UAE Team Emirates XRG\u00a0ha chiuso una stagione storica. 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