{"id":223055,"date":"2025-11-19T22:29:13","date_gmt":"2025-11-19T22:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223055\/"},"modified":"2025-11-19T22:29:13","modified_gmt":"2025-11-19T22:29:13","slug":"il-motivo-nascosto-per-cui-da-adulti-il-tempo-vola-e-da-giovani-no-alanews","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223055\/","title":{"rendered":"Il motivo nascosto per cui da adulti il tempo vola e da giovani no &#8211; alanews"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"908\" data-end=\"1604\">La percezione che gli anni scorrano sempre pi\u00f9 in fretta \u00e8 uno dei cambiamenti pi\u00f9 comuni dell\u2019invecchiamento, un fenomeno che quasi tutti sperimentano ma che la scienza ha sempre fatto fatica a spiegare. Una ricerca pubblicata su Communications Biology propone ora una possibile risposta: con il passare del tempo il cervello tenderebbe a elaborare <strong data-start=\"1260\" data-end=\"1275\">meno eventi<\/strong>, restando pi\u00f9 a lungo nello stesso stato neurale e dando cos\u00ec la sensazione che le giornate si contraggano. Questa \u201cperdita di definizione\u201d nella percezione degli stimoli, legata a un processo noto come <strong data-start=\"1479\" data-end=\"1510\">de-differenziazione neurale<\/strong>, potrebbe essere il motivo per cui a 70 anni un anno sembra passare pi\u00f9 rapidamente che a 20.<\/p>\n<p>Cosa accade nel cervello quando invecchiamo e perch\u00e9 percepiamo meno eventi: la nuova idea sulla \u201crisoluzione mentale\u201d e sugli stati neurali pi\u00f9 lenti<\/p>\n<p data-start=\"1766\" data-end=\"2612\">La ricerca si concentra su un aspetto ancora poco studiato della percezione temporale: non ci\u00f2 che accade fuori da noi, ma <strong data-start=\"1889\" data-end=\"1960\">il modo in cui il cervello suddivide ci\u00f2 che vede in unit\u00e0 separate<\/strong>. Gli scienziati hanno coinvolto <strong data-start=\"1993\" data-end=\"2008\">577 persone<\/strong> tra i 18 e gli 88 anni, sottoponendole a risonanza magnetica funzionale mentre guardavano un episodio di otto minuti della serie Alfred Hitchcock presenta. L\u2019obiettivo era misurare quanti \u201ccambiamenti di stato\u201d avvenissero nelle loro reti neurali, cio\u00e8 quante volte il cervello riconosceva l\u2019inizio di un nuovo evento. Mentre i partecipanti pi\u00f9 giovani mostravano un\u2019attivit\u00e0 cerebrale molto dinamica, con transizioni frequenti tra stati diversi, gli anziani restavano pi\u00f9 a lungo nella stessa configurazione neurale, come se cogliessero meno cambiamenti narrativi all\u2019interno dello stesso intervallo.<\/p>\n<p data-start=\"2614\" data-end=\"3391\">Gli autori spiegano che il fenomeno ricorda la differenza tra un video in alta definizione e uno con pochi fotogrammi: <strong data-start=\"2733\" data-end=\"2806\">meno \u201cframe mentali\u201d portano a una percezione del tempo pi\u00f9 compressa<\/strong>, come se gli episodi della giornata fossero meno numerosi e meno distinti tra loro. Questo rallentamento sarebbe legato alla <strong data-start=\"2932\" data-end=\"2963\">de-differenziazione neurale<\/strong>, un processo naturale dell\u2019invecchiamento in cui le aree cerebrali diventano meno specializzate. Ne \u00e8 un esempio l\u2019attivazione dei neuroni che riconoscono i volti anche in presenza di oggetti, oppure la difficolt\u00e0 a distinguere due stimoli simili. Con l\u2019et\u00e0 i neuroni perdono precisione e finiscono per \u201cgeneralizzare\u201d di pi\u00f9. Applicato al tempo, significa registrare meno cambiamenti, meno micro-eventi, meno passaggi interni.<\/p>\n<p data-start=\"3393\" data-end=\"4195\">La sensazione che \u201cle giornate volino\u201d potrebbe quindi essere la conseguenza diretta di un cervello che aggiorna meno spesso i propri stati mentali. Gli autori parlano di <strong data-start=\"3564\" data-end=\"3598\">tempi di permanenza pi\u00f9 lunghi<\/strong> negli stessi pattern di attivit\u00e0, un fenomeno che modifica il ritmo interno con cui percepiamo la realt\u00e0. Non cambia il tempo reale, cambia la frequenza con cui la nostra mente \u201cscatta fotografie\u201d degli eventi. E pi\u00f9 queste fotografie diminuiscono, pi\u00f9 un mese intero pu\u00f2 sembrare evaporare senza che ce ne accorgiamo. \u00c8 un effetto che tocca memoria, attenzione, velocit\u00e0 di elaborazione e capacit\u00e0 di distinguere l\u2019inizio e la fine di un episodio. La percezione del tempo diventa cos\u00ec un riflesso della nostra fisiologia neurale, non un\u2019impressione vaga o un semplice clich\u00e9 sull\u2019invecchiamento.<\/p>\n<p data-start=\"3393\" data-end=\"4195\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-258450\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Tempo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\"  \/><\/p>\n<p>Come rallentare la sensazione di tempo che accelera: il ruolo delle novit\u00e0, dell\u2019attenzione e delle esperienze che aumentano le informazioni elaborate<\/p>\n<p data-start=\"4357\" data-end=\"5176\">Se il tempo percepito dipende dal numero di eventi che il cervello distingue, una via per contrastarne la sensazione di accelerazione pu\u00f2 arrivare dalla <strong data-start=\"4510\" data-end=\"4539\">quantit\u00e0 di stimoli nuovi<\/strong> che introduciamo nella vita quotidiana. Lo spiega Steve Taylor, autore di Time Expansion Experiences, secondo cui il cervello rallenta il tempo soggettivo quando deve elaborare pi\u00f9 informazioni, perch\u00e9 ogni esperienza nuova richiede uno sforzo cognitivo maggiore e genera pi\u00f9 \u201cmarcatori\u201d interni. Viaggiare, imparare un\u2019attivit\u00e0 mai praticata prima, incontrare persone nuove o cambiare le routine abituali pu\u00f2 aumentare la densit\u00e0 degli eventi percepiti, allargando la nostra memoria del tempo. Non \u00e8 un trucco psicologico, ma il risultato fisiologico del fatto che la mente lavora di pi\u00f9 e registra pi\u00f9 transizioni tra stati neurali.<\/p>\n<p data-start=\"5178\" data-end=\"5827\">L\u2019altro elemento \u00e8 l\u2019<strong data-start=\"5199\" data-end=\"5225\">attenzione consapevole<\/strong>. La neuroscienza suggerisce che quando viviamo in modalit\u00e0 automatica, passando da un impegno all\u2019altro senza soffermarci su ci\u00f2 che stiamo facendo, il cervello produce pochi \u201cmomenti distinti\u201d, come se la giornata scorresse in un\u2019unica lunga scena. Prestare attenzione ai dettagli \u2014 un sapore, un paesaggio, un rumore, la sensazione di un gesto quotidiano \u2014 incrementa il numero di informazioni elaborabili e aumenta la frammentazione degli eventi. \u00c8 il motivo per cui alcuni momenti vissuti con forte intensit\u00e0, anche se brevi, restano impressi come molto pi\u00f9 lunghi di quanto siano stati realmente.<\/p>\n<p data-start=\"5829\" data-end=\"6238\">Questo spiega anche perch\u00e9 l\u2019infanzia sembra durare di pi\u00f9: ogni esperienza \u00e8 nuova, ogni oggetto \u00e8 qualcosa da esplorare, ogni ambiente genera un sovraccarico di stimoli che dilata il tempo percepito. Con l\u2019et\u00e0, aumentando la familiarit\u00e0 del mondo, diminuisce la quantit\u00e0 di novit\u00e0 che il cervello deve elaborare. Il tempo quindi \u201cscivola\u201d. Non perch\u00e9 va pi\u00f9 veloce, ma perch\u00e9 <strong data-start=\"6207\" data-end=\"6237\">la mente lo frammenta meno<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"6240\" data-end=\"6926\">Introdurre attivit\u00e0 nuove e recuperare un\u2019attenzione pi\u00f9 presente non elimina l\u2019invecchiamento neurale, ma pu\u00f2 alterare il modo in cui sperimentiamo il tempo. Ci sono persone che, cambiando abitudini, riferiscono di percepire le giornate pi\u00f9 lunghe o gli anni pi\u00f9 ricchi, come se il ritmo interiore si fosse riallineato. Questo non \u00e8 un controllo del tempo, ma una modulazione della percezione, un modo per ridare profondit\u00e0 ai momenti e contrastare la sensazione che gli anni si compressano l\u2019uno dentro l\u2019altro. La scienza mostra che la mente pu\u00f2 rallentare la sua esperienza del tempo quando smette di vivere in modalit\u00e0 automatica e ritorna a registrare il mondo in modo pi\u00f9 vivido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La percezione che gli anni scorrano sempre pi\u00f9 in fretta \u00e8 uno dei cambiamenti pi\u00f9 comuni dell\u2019invecchiamento, un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223056,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-223055","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115578730681925137","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223055"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223055\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}