{"id":223111,"date":"2025-11-19T23:21:19","date_gmt":"2025-11-19T23:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223111\/"},"modified":"2025-11-19T23:21:19","modified_gmt":"2025-11-19T23:21:19","slug":"lindia-delle-acque-e-dei-volti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223111\/","title":{"rendered":"L\u2019India delle acque e dei volti"},"content":{"rendered":"<p>Confrontarsi con un grande maestro della fotografia \u00e8 una sfida ardua, e potrebbe spaventare creare un dialogo con chi ha una visione gi\u00e0 matura e consolidata: per fortuna non \u00e8 sempre cos\u00ec, e ponti se ne possono ancora costruire. Gianni Berengo Gardin (1930-2025), scomparso neanche due mesi fa, tra le decine dei suoi reportage e libri pubblicati, aveva dedicato anche uno spazio, nella sua lunga esistenza, all\u2019India. All\u2019\u201cIndia dei villaggi\u201d, visitati alla fine degli anni Settanta sull\u2019onda dell\u2019amore per le parole di Gandhi imparate da ragazzo, quelle che indicavano la vera essenza dell\u2019India non nelle metropoli, nei grandi centri, ma nelle piccole comunit\u00e0 rurali.<\/p>\n<p>India dei villaggi usciva il primo gennaio 1980 per le edizioni Fotoselex su progetto e con i testi di Antonio Monroy. Oggi Contrasto riprende e amplia quel primo discorso, visione antica, per affidare al reporter Lorenzo Zelaschi (1985) la prosecuzione della storia iniziata dal maestro. Cos\u00ec nasce <a href=\"https:\/\/contrastobooks.com\/novita\/2550-india-dei-villaggi-1980-2025-.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">India dei villaggi. 1980-2025<\/a>, di G. Berengo Gardin e L. Zelaschi pubblicato a luglio di quest\u2019anno e aperto da una lunga intervista che l\u2019editore Roberto Koch conduce con entrambi gli autori, permettendo la rievocazione di aneddoti, pensieri, confessioni legati ai viaggi che essi, in tempi cos\u00ec diversi, hanno compiuto nelle stesse zone dell\u2019India.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"919fabd4-bda0-4c8c-a2d9-719ae03b8016\" height=\"454\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1_27.jpg\" width=\"709\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nVenditori ambulanti di erbe medicamentose, Madhya Pradesh, 1977-\u201978\u00a0 \u00a9 Gianni Berengo Gardin\/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia Milano\/Contrasto Roma.<\/p>\n<p>Lorenzo Zelaschi vi aveva infatti trascorso tredici mesi, nel 2017, scoprendo in quel periodo il desiderio di ritrarre quella vasta terra e ricordando, al contempo, la scoperta fatta in giovent\u00f9 del libro di Berengo Gardin, che al tempo possedeva il padre. Ci torn\u00f2 nel 2023 per realizzare il progetto che vediamo, articolando il duetto che inizia con la lunga sequenza delle immagini di Berengo Gardin. L\u2019incipit del fotografo ligure \u00e8 dedicato all\u2019India delle acque: \u00e8 il primo elemento di tutto il libro e che torna a pi\u00f9 riprese. Il lago in cui si purifica il giovane, l\u2019acqua torrenziale delle piogge monsoniche, l\u2019acqua dei fiumi che esonda su dighe che nessuno vuole, l\u2019acqua dei tuffi ai piedi dei templi in ombra. La zona \u00e8 quella dei villaggi del Madhya Pradesh. L\u2019India dei villaggi, nel 1977, \u00e8 un paese artigiano, ancora assolutamente distante dall\u2019invasione tecnologica che conoscer\u00e0 Lorenzo pi\u00f9 di quarant\u2019anni dopo; le scene che incontriamo, nei grigi cos\u00ec belli e pastosi dei negativi, sono quelle dei vasai nelle loro botteghe, dei costruttori di tetti di paglia, dei lottatori per adorare Ganesh, avvolti dal pubblico in festa. Questi villaggi non contano pi\u00f9 di duecento persone, a volte scendono sotto il centinaio di abitanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"5a150ee6-7065-4427-b29b-c2f1beffe051\" height=\"473\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/7_3.jpg\" width=\"709\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPipliya Kumar, Madhya Pradesh, 2023-2024 \u00a9 zelaschiphotography.com.<\/p>\n<p>Inevitabile, allora, che il primo elemento che si incontra nella sezione dedicata al presente dell\u2019India, quella che ha fotografato Zelaschi, non sia legato alla natura, ma sia un avverbio, \u201cormai\u201d. Reiterata quasi a ogni pagina, questa parola descrive la grande metamorfosi che hanno subito i villaggi dell\u2019India \u2013 significativa questa inversione del titolo che viene da fare parlando di questa parte del libro \u2013 inglobati ora nel centro commerciale metropolitano pi\u00f9 grande e vicino, Indore. Ci\u00f2 che vediamo a un primo sguardo, per\u00f2, non pare cos\u00ec diverso da ci\u00f2 che fotograf\u00f2 Berengo Gardin: nella patinatura diversa del bianco e nero dovuta a un naturale mutamento della tecnica fotografica, vediamo ancora i lottatori di kushti della tradizione indiana, questa volta senza pubblico; vediamo i templi e le terre vaste, quasi gli stessi sguardi. Ma compaiono cose nuove, allo stesso tempo: i negozi di abiti maschili all\u2019occidentale \u2013 giacca, gilet, papillon \u2013 giovani giocatori di cricket, telefoni cellulari, cartelli di giovani manifestanti scritti in inglese, sale giochi, droni. Il tentacolo della tecnica si \u00e8 insinuato, come ovunque nel mondo o quasi, fin nel cuore delle campagne, in quei villaggi minuscoli in cui, ai primi viaggi di Berengo Gardin, possedevano un\u2019unica radio che custodiva il saggio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"8cedb797-c796-4741-b3f3-c212cb4e30be\" height=\"440\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2_28.jpg\" width=\"680\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDurante la raccolta del grano, Madhya Pradesh, 1977-\u201978 \u00a0 \u00a9 Gianni Berengo Gardin\/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia Milano\/Contrasto Roma.<\/p>\n<p>Il passaggio tra la prima parte del libro e la seconda avviene in una continuit\u00e0 evidente, dopotutto: a prescindere dagli elementi della modernit\u00e0 tecnica che vediamo nelle scene quotidiane, molto pare essere rimasto immobile, in una resistenza che parla dei propri millenni pi\u00f9 che di una presunta preparazione al futuro.<\/p>\n<p>Roberto Koch nell\u2019intervista fa emergere il parallelismo, il dialogo effettivo che esiste nello stile formale dei due reporter: non tanto un\u2019imitazione da parte del giovane nei confronti del maestro, ma un\u2019effettiva corrispondenza di sguardo, che fa dell\u2019intero percorso del libro un viaggio nel tempo senza urti. Chiaramente, e per fortuna, non esiste un rapporto fra i due di perfetta sovrapponibilit\u00e0: l\u2019autonomia dello sguardo \u00e8 una dote fondamentale per il fotografo, ma allo stesso tempo non \u00e8 difficile giocare a scambiare i ruoli dei due autori, e vedere Berengo Gardin fotografare nel 2023, e Zelaschi nel 1977, prima della sua nascita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"6b55e687-d71b-479e-b4a4-8d2ee52f9ede\" height=\"473\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5_14.jpg\" width=\"709\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nNipaniya, villaggio ormai inglobato nel nucleo cittadino di Indore, Madhya Pradesh, 2023-2024 \u00a9 zelaschiphotography.com.<\/p>\n<p>L\u2019approccio documentario, attento allo spazio e alle circostanze ambientali, l\u2019uomo sempre raccontato e mai ritratto \u2013 alla stasi entrambi preferiscono il flusso degli eventi, delegando soltanto il mezzo fotografico per fermarlo.<\/p>\n<p>In effetti, \u00e8 utile il momento in cui Berengo Gardin, nell\u2019intervista iniziale, traccia un collegamento con un suo lavoro precedente che in parte richiama l\u2019operazione svolta con l\u2019India e Zelaschi: quando torn\u00f2 a Luzzara sulle orme delle fotografie di Paul Strand confluite nel celebre libro Un Paese realizzato con Cesare Zavattini, \u00e8 possibile che il fotografo ligure sentisse lo stesso timore reverenziale che Zelaschi ha provato per Berengo Gardin. Allo stesso tempo, la lucidit\u00e0 con cui egli descrive la differenza, sostanziale, tra il proprio stile di reportage e quello pi\u00f9 lirico di Strand, ci dice delle infinite possibilit\u00e0 di un luogo a essere ripercorso, ripreso dai lembi della sua storia e fatto proseguire, potenzialmente, all\u2019infinito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"84678612-0e6e-4802-97e8-74e91cf98250\" height=\"457\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/3_21.jpg\" width=\"709\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nUn uomo si allontana dal villaggio col suo carro per recarsi nei campi, Madhya Pradesh, 1977-\u201978\u00a0 \u00a0 \u00a9 Gianni Berengo Gardin\/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia Milano\/Contrasto Roma.<\/p>\n<p>L\u2019atto immaginativo che operazioni di questo tipo mettono in moto \u00e8 potente. Essere invitati a ricostruire, mentalmente, le fasi temporali che mancano al racconto ci pone nelle vesti di scenografi e sceneggiatori di una storia che non conosciamo, e ci ritroviamo, proprio come nei film, a vedere lo stesso personaggio che abbiamo visto ragazzo nelle prime scene ricomparire d\u2019un tratto da adulto. Ma le et\u00e0 dell\u2019India, di questa India dei villaggi, paiono destinate ad assomigliarsi (ricordo qualche film di Satyajit Ray, degli anni Cinquanta e Sessanta, che mostrano un\u2019India rurale simile a quella di Berengo Gardin). Sono quelle parti del corpo che mutano in maniera meno evidente, almeno per uno sguardo esterno: zone di pelle \u2013 mi viene in mente, in particolare, quella della pianta del piede \u2013 cui nessuno bada davvero e che, pur invecchiando (crescendo, andando avanti nella storia), richiedono maggiore attenzione per rendersi conto della differenza coi suoi stati precedenti.<\/p>\n<p>Il bianco e il nero aiutano in questo senso: uniformano ci\u00f2 che i colori, che esistono proprio grazie alle loro evidenti diversit\u00e0, renderebbero meno continuativo \u2013 per pensare all\u2019instabilit\u00e0 del nostro concetto di colore si pensi che quelli di alcune bandiere nazionali cambiano pantone di riferimento negli anni. Questo significa che nell\u2019andatura monocromatica degli scatti di Berengo Gardin e Zelaschi siamo portati automaticamente alla sintesi visiva della storia dell\u2019India dei villaggi, senza essere sviati da elementi cromatici superflui.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019intervista condotta da Roberto Koch, alla domanda: \u201cgli indiani accennavano mai al fatto di essere il paese pi\u00f9 popoloso al mondo?\u201d e alla risposta, di Lorenzo: \u201cDirei di no\u201d, emerge l\u2019altra costante nell\u2019approccio \u2013 volontario o involontario \u2013 dei due fotografi al popolo dei villaggi del Madhya Pradesh. Sembra che i due autori abbiano voluto scandagliare la grande popolosit\u00e0 dell\u2019India individuo a individuo. Pochissime le immagini corali, sovraffollate: la strada pi\u00f9 battuta \u00e8 quella del vuoto, o dell\u2019ambiente, attorno alle singole persone, estratte dalla moltitudine e inserite in un contesto proprio, che in quel momento pare ritagliato e costruito apposta per loro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"4dad67dc-d455-43b0-9641-ed96cbb1d23f\" height=\"524\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4_16.jpg\" width=\"709\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nUn bambino con il suo giocattolo, Madhya Pradesh, 1977-\u201978 \u00a0 \u00a9 Gianni Berengo Gardin\/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia Milano\/Contrasto Roma.<\/p>\n<p>Se \u00e8 l\u2019acqua ad aprire il libro, ricordandoci da subito che per quanto vasta la terra indiana \u00e8 una penisola soggetta ai moti marini e atmosferici, le persone che vediamo ci ricordano di una moltitudine che pu\u00f2 celarsi dietro i singoli volti dei suoi abitanti.<\/p>\n<p>Vediamo pochissimi orizzonti in queste immagini: \u00e8 pi\u00f9 facile perdersi in scene urbane e quotidiane pi\u00f9 che nella vastit\u00e0 della terra, e tutto per inganno sembra ridursi alle uniche cose che ci compaiono di fronte (prerogativa unica della fotografia): vedere da vicino le persone e le loro attivit\u00e0, dagli operai dell\u2019acciaieria ai ragazzi che praticano yoga il mattino presto al tempio, dai muratori a riposo alle iconografie dei templi in restauro.<\/p>\n<p>L\u2019India dei villaggi, nei suoi orizzonti ristretti dallo svolgersi delle sue attivit\u00e0 umane, vive, come ogni luogo, nella continuit\u00e0 del suo svolgimento umano. La fotografia non pu\u00f2 che prenderne dei pezzi, provando a farne una storia comprensibile. Una delle immagini pi\u00f9 forti credo sia quella della donna seduta su un letto fluttuante, tenuto da quattro corde al soffitto per non farlo toccare terra, in modo da renderlo irraggiungibile dai serpenti (quelli che si vedono, appunto, nei film di Ray): tra i tanti possibili, Berengo Gardin sceglie il punto di vista del serpente. Ma non ha un valore negativo questo aspetto. La fotografia, per quanto sia un\u2019attivit\u00e0 predatoria, non pu\u00f2 mordere o avvelenare. Per l\u2019essere umano, questa cos\u00ec rasoterra pare pi\u00f9 la prospettiva del suddito, dell\u2019umile: quasi quella dell\u2019angelo inchinato di un\u2019annunciazione di fronte alla donna seduta sul letto sospeso. Questa pare l\u2019attitudine dei due reporter, a distanza di quasi mezzo secolo, di fronte alla stessa terra.<\/p>\n<p>In copertina, Nomadi che lavorano occasionalmente in un cantiere edile, Rangwasa, Madhya Pradesh, 2023-2024 \u00a9 zelaschiphotography.com.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/berengo-gardin-la-pazienza-dello-sguardo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Berengo Gardin, la pazienza dello sguardo<\/a><br \/>Carola Allemandi | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/cose-mai-viste-conversazione-con-gianni-berengo-gardin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cose mai viste. Conversazione con Gianni Berengo Gardin<\/a><br \/>Ferdinando Scianna, Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/gianni-berengo-gardin-fa-90\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gianni Berengo Gardin fa 90<\/a><br \/>Laura Gasparini | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/gianni-berengo-gardin-collezionare\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gianni Berengo Gardin. Collezionare<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Confrontarsi con un grande maestro della fotografia \u00e8 una sfida ardua, e potrebbe spaventare creare un dialogo con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223112,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,32921,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-223111","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-fotografia","16":"tag-gianni-berengo-gardin","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115578937902991530","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223111","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223111"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223111\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}