{"id":223307,"date":"2025-11-20T02:17:24","date_gmt":"2025-11-20T02:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223307\/"},"modified":"2025-11-20T02:17:24","modified_gmt":"2025-11-20T02:17:24","slug":"tempeste-solari-in-arrivo-insegnanti-e-studenti-del-greppi-progettano-la-tac-al-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223307\/","title":{"rendered":"Tempeste solari in arrivo? Insegnanti e studenti del Greppi &#8220;progettano&#8221; la Tac al Sole"},"content":{"rendered":"<p>    \t\t\tRiceviamo e pubblichiamo un interessante articolo scritto dai professori Valter Giuliani, Michele Tavernese e Gregorio Ferraresi e dagli studenti della classe 2KA (indirizzo Chimica e Materiali), 2IA e 2IB (indirizzo Informatica e Telecomunicazioni) dell&#8217;Istituto superiore Greppi di Monticello a pochi giorni dall&#8217;aurora boreale che ha illuminato il cielo in molte localit\u00e0 dello stivale:<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi i cieli di diverse regioni italiane, dalle Alpi alla Sicilia, si sono colorati delle suggestive aurore boreali e, secondo gli esperti, lo spettacolo potrebbe ripetersi ancora perch\u00e9 il Sole, che ne \u00e8 la causa, \u00e8 ancora nella fase massima della sua attivit\u00e0 che si ripete pi\u00f9 o meno ogni 11 anni.<br \/>L\u2019aurora boreale \u00e8 il segno spettacolare dell\u2019arrivo di una tempesta solare, causata da una serie di potenti eruzioni solari (brillamenti o flare) sulla superficie della nostra stella, e delle relative espulsioni di massa coronale (CME, Coronal Mass Ejection). \u00c8 proprio l&#8217;interazione tra questo materiale proveniente dal Sole e i gas presenti nell\u2019atmosfera terrestre a tingere di rosso i nostri cieli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio1.jpg\" alt=\"greppispazio1.jpg (44 KB)\" width=\"488\" height=\"474\"\/><\/p>\n<p>La fotografia scattata dagli studenti del Greppi mostra la ribollente superficie del Sole; sul bordo si notano diversi getti di plasma incandescente. Per realizzare questa e le altre immagini di questo articolo \u00e8 stato utilizzato un telescopio rifrattore da 60 mm con filtro a idrogeno alfa e una fotocamera ad alta velocit\u00e0 che in 2 secondi cattura 300 fotogrammi. Poi, in post-produzione, i migliori fotogrammi vengono uniti per creare un\u2019unica immagine.<\/p>\n<p>L\u2019aurora boreale, per\u00f2, \u00e8 solo l\u2019aspetto positivo e pi\u00f9 vistoso di questo fenomeno. Infatti, vi sono anche delle conseguenze negative: le tempeste solari possono generare un blocco parziale o anche totale della rete Internet, di quella elettrica e delle comunicazioni radio e, inoltre, possono influenzare i sistemi satellitari e Gps.<\/p>\n<p>Siamo in grado di prevedere e, quindi, di prepararci per tempo a tutto questo?<\/p>\n<p>S\u00ec, basta osservare il Sole con opportuni strumenti in grado di stabilire il suo \u201cstato di salute\u201d, quasi una TAC al Sole, perch\u00e9 sulla superficie della nostra stella si manifestano \u201csegni premonitori\u201d prima che avvenga un\u2019esplosione solare.<\/p>\n<p>\u00c9 proprio quello che all\u2019Istituto Alessandro Greppi di Monticello Brianza stanno facendo gli studenti della 2KA (indirizzo Chimica e Materiali), 2IA e 2IB (indirizzo Informatica e Telecomunicazioni), guidati dai professori Valter Giuliani, Michele Tavernese e Gregorio Ferraresi, con il Progetto \u201cFacciamo la TAC al Sole\u201d.<\/p>\n<p>\u00c9 dalla met\u00e0 del mese di ottobre, infatti, che gli studenti stanno scandagliando a fondo la nostra stella con un telescopio solare che fornisce immagini delle sue condizioni fisiche.\u00a0<\/p>\n<p>Il telescopio \u00e8 dotato di filtri solari certificati e le procedure da seguire sono rigorose, in modo tale che l\u2019attivit\u00e0 osservativa venga svolta in piena sicurezza perch\u00e9 (di certo tutti lo sanno gi\u00e0, ma ripeterlo non fa male!) non si deve mai guardare il Sole senza un filtro solare adeguato, altrimenti gli occhi potrebbero subire danni irreparabili!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio2.jpg\" alt=\"greppispazio2.jpg (55 KB)\" width=\"480\" height=\"490\" loading=\"lazy\"\/><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio3.jpg\" alt=\"greppispazio3.jpg (75 KB)\" width=\"593\" height=\"584\" loading=\"lazy\"\/><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio4.jpg\" alt=\"greppispazio4.jpg (77 KB)\" width=\"636\" height=\"665\" loading=\"lazy\"\/><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio5.jpg\" alt=\"greppispazio5.jpg (91 KB)\" width=\"623\" height=\"675\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Il cortile del Greppi si trasforma in un vero e proprio laboratorio scientifico a cielo aperto: gli studenti osservano il Sole imparando a riconoscere i fenomeni che animano la nostra stella come le sue macchie solari, i filamenti e le protuberanze<\/p>\n<p>Il telescopio \u00e8 dotato anche di una telecamera che permette di registrare ad alta definizione immagini e video del Sole, successivamente elaborate e confrontate con quelle catturate da altri osservatori solari terrestri o dislocati su satelliti.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio6.jpg\" alt=\"greppispazio6.jpg (18 KB)\" width=\"390\" height=\"381\"\/><\/p>\n<p>Ecco come si presenta il Sole guardando nell\u2019oculare del telescopio solare del Greppi dotato di un filtro H-alfa a 656 nanometri: sul bordo sono visibili le protuberanze solari (quella in alto a forma di cespuglio \u00e8 alta circa 8 volte la Terra!), formate da enormi getti di plasma che, partendo dalla superficie solare, si estendono nella sua atmosfera (corona solare) allontanandosi per decine di migliaia di chilometri, spinte dalle forze del campo magnetico del Sole.\u00a0<\/p>\n<p>Il disco solare, invece, \u00e8 caratterizzato da una struttura a buccia di arancia, ovvero le celle convettive all&#8217;interno delle quali il plasma incandescente della nostra stella si comporta come l&#8217;acqua bollente nella pentola: sale, si raffredda, per poi ridiscendere negli strati inferiori, e cos\u00ec via, in un processo continuo.<br \/>A entrare nei dettagli dell\u2019attivit\u00e0 svolta durante il progetto \u00e8 Valter Giuliani, docente di Fisica del Greppi: \u00abMolti sono i segnali premonitori che possono permetterci, osservando il Sole, di prevedere in anticipo l\u2019arrivo di una tempesta solare sulla Terra. Il pi\u00f9 importante \u00e8 il formarsi sulla sua superficie di gruppi di macchie estese, regioni scure sul Sole che sono sedi di campi magnetici. Quando questi campi magnetici sono particolarmente intensi e dalle linee di forza \u201caggrovigliate su se stesse\u201d, il ripristino repentino della forma di tali linee (riconnessione magnetica) produce dei brillamenti con il rilascio di enormi quantit\u00e0 di plasma e campo magnetico nello spazio\u00bb.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio7.jpg\" alt=\"greppispazio7.jpg (23 KB)\" width=\"534\" height=\"474\"\/><\/p>\n<p>Ecco come si presentava la superficie del Sole l\u201911 novembre 2025. L\u2019immagine catturata dagli studenti del Greppi mostra in basso a sinistra l\u2019esteso gruppo di macchie solari denominato 4274, da cui si \u00e8 formato il brillamento di classe X5.1 responsabile della violenta tempesta magnetica che ha interessato il nostro pianeta nei giorni scorsi. Si notano anche numerosi filamenti che altro non sono che gigantesche protuberanze viste frontalmente.<\/p>\n<p>Prosegue Giuliani: &#8221;Al Greppi monitoriamo la presenza e il numero delle macchie solari e il manifestarsi dei brillamenti che, a differenza delle macchie, appaiono improvvisamente sul disco solare come regioni biancastre. Collegandoci poi ai siti web che ospitano le misure e le immagini catturate dalle sonde spaziali che studiano il Sole, cerchiamo riscontri alle nostre osservazioni nelle altre regioni dello spettro elettromagnetico, non visibile dalla Terra, come quelle ultraviolette (UV), che mettono in evidenza la presenza delle espulsioni di massa coronale. Tutto ci\u00f2 \u00e8 un po&#8217; come fare la TAC al Sole, perch\u00e9 cos\u00ec facendo si scansionano varie parti del Sole poste a profondit\u00e0 via via diverse: le macchie sono manifestazione della sua fotosfera, cio\u00e8 la superficie; i brillamenti avvengono nello strato sovrastante, la cromosfera; mentre i CME osservati nell\u2019UV sono fenomeni dell\u2019atmosfera solare&#8221;.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/greppispazio8.jpg\" alt=\"greppispazio8.jpg (71 KB)\" width=\"800\" height=\"509\"\/><\/p>\n<p>Sono diversi i siti web dedicati allo studio del Sole. Quello pi\u00f9 ricco di informazioni \u00e8 spaceweatherlive.com, ora anche in lingua italiana, che fornisce dati e immagini dell\u2019attivit\u00e0 solare catturate dalle sonde spaziali. La spettacolare immagine mostra come appare il Sole se osservato a una lunghezza d\u2019onda di 17,1 nanometri (ultravioletto estremo). \u00c9 stata scattata dalla sonda SDO (Solar Dynamic Observatory) della NASA e mostra gli archi di plasma emessi durante un brillamento solare che si estendono dalla superficie del Sole verso l\u2019esterno.<\/p>\n<p>Conclude il prof. Giuliani: &#8221;Come nello scorso anno scolastico il Progetto \u201cGalaxy Zoo\u201d ha permesso agli studenti di catalogare decine di migliaia di galassie, da un punto di vista didattico le ricadute del nuovo Progetto \u201cFacciamo la TAC al Sole\u201d sono molte ed evidenti, considerati gli strumenti, le tecniche e il tema trattato che rendono le attivit\u00e0 scolastiche coinvolgenti e motivanti. Ma desidero anche che gli studenti si rendano conto che le nuove \u201ctecnologie digitali\u201d, come Internet, lo smartphone, tablet ecc., che agevolano e velocizzano le nostre attivit\u00e0 in molti ambiti lavorativi, possono anche renderci vulnerabili. Ad esempio, pensiamo a che cosa potrebbe succedere se a causa di un\u2019improvvisa e intensa tempesta magnetica avvenisse un completo blocco della rete Internet. Le conseguenze di questo \u201csilenzio digitale\u201d sarebbero drammatiche: nessun accesso non solo al web, ma anche a servizi essenziali, come quelli finanziari e sanitari, le telecomunicazioni e i servizi di informazione&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi, se volete sapere quando si potr\u00e0 osservare una bella aurora boreale, chiedete agli studenti del Greppi quando \u00e8 previsto l\u2019arrivo di una tempesta magnetica, ma ricordatevi che, se la tempesta sar\u00e0 particolarmente intensa, non potrete fotografarla con il vostro smartphone, perch\u00e9 esso potrebbe smettere di funzionare!    \t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Riceviamo e pubblichiamo un interessante articolo scritto dai professori Valter Giuliani, Michele Tavernese e Gregorio Ferraresi e dagli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223308,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-223307","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115579627229129482","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223307","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223307\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}