{"id":223360,"date":"2025-11-20T03:11:19","date_gmt":"2025-11-20T03:11:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223360\/"},"modified":"2025-11-20T03:11:19","modified_gmt":"2025-11-20T03:11:19","slug":"ancora-una-volta-trovo-le-nomination-dei-tga-davvero-strane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223360\/","title":{"rendered":"Ancora una volta trovo le nomination dei TGA davvero strane"},"content":{"rendered":"<p data-path-to-node=\"3\">Ci risiamo. \u00c8 arrivato quel momento dell&#8217;anno, puntuale come il cambio di stagione e, apparentemente, come le polemiche che lo accompagnano.<strong> Geoff Keighley ha appena svelato al mondo le nomination per i The Game Awards 2025<\/strong> e, mentre l&#8217;industria celebra giustamente un&#8217;annata videoludica ricca e vibrante, io mi ritrovo qui, davanti allo schermo, a scuotere la testa con un misto di incredulit\u00e0 e frustrazione professionale.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"4\">Per la prima volta, l&#8217;onore e l&#8217;onere di far parte della giuria internazionale che vota queste categorie, <a href=\"https:\/\/www.spaziogames.it\/notizie\/ecco-le-nomination-dei-the-game-awards-2025\" target=\"_blank\" rel=\"dofollow noopener\">rappresentando con orgoglio SpazioGames e l&#8217;Italia<\/a>. \u00c8 un ruolo che prendo terribilmente sul serio, compilando le mie schede con cura maniacale, analizzando ogni titolo, ogni sfumatura tecnica, ogni merito artistico.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"4\">Eppure, quando poi vengono aggregati i voti di tutte le testate mondiali e viene fuori la lista finale, non posso fare a meno di chiedermi: <strong>ma stiamo tutti giocando agli stessi videogiochi?<\/strong> O forse, stiamo tutti interpretando le stesse categorie in modi radicalmente diversi?<\/p>\n<p data-path-to-node=\"5\">Quest&#8217;anno, guardando la lista dei finalisti, la sensazione di smarrimento \u00e8 pi\u00f9 forte del solito. Non fraintendetemi: vedere nomi come Hollow Knight: Silksong (finalmente!), Hades II, Clair Obscur: Expedition 33 o Death Stranding 2: On The Beach in lizza va pi\u00f9 che bene. Sono titoli eccezionali che meritano ogni riflettore puntato su di loro. Ma il diavolo, come sempre, si nasconde nei dettagli, o meglio, nella categorizzazione. E quest&#8217;anno, alcune scelte sembrano sfidare non solo la logica, ma la stessa definizione dei generi videoludici.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;indie non \u00e8 pi\u00f9 indie<\/p>\n<p data-path-to-node=\"7\">Partiamo da Clair Obscur: Expedition 33. Il titolo di Sandfall Interactive ha fatto la storia, incassando ben 12 nomination, pi\u00f9 di qualsiasi altro gioco. \u00c8 un risultato straordinario per un team al debutto e, sia chiaro, il gioco \u00e8 un gioiello visivo e ludico che merita di competere per il GOTY.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"8\">Il problema sorge quando lo vedo troneggiare nella categoria <strong>Best Independent Game<\/strong> e <strong>Best Debut Indie Game<\/strong>. Qui c&#8217;\u00e8 un cortocircuito concettuale che non possiamo pi\u00f9 ignorare. Clair Obscur \u00e8 pubblicato e supportato da Kepler Interactive. Non stiamo parlando di un collettivo di tre amici in un garage che si autofinanziano su Kickstarter. Parliamo di una produzione con valori produttivi da &#8220;doppia A&#8221; spinto, se non addirittura da tripla A in certi frangenti, supportata da una macchina marketing e distributiva potente.<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.tomshw.it\/storage\/media\/2025\/04\/55461\/Clair-Obscur-Expedition-33-5.jpg\" rel=\"dofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Clair-Obscur-Expedition-33-5.jpg\"   alt=\"Immagine id 55461\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p data-path-to-node=\"9\">Inserire un prodotto con le quei valori tecnici ed economici come Expedition 33 nella stessa categoria di Ball x Pit o Blue Prince falsa la competizione. \u00c8 come far correre una Formula 2 in una gara di go-kart amatoriali. Se continuiamo ad allargare la definizione di &#8220;Indie&#8221; fino a includere produzioni con budget milionari e publisher strutturati, finiamo per togliere spazio a chi &#8220;indipendente&#8221; lo \u00e8 davvero, nel senso pi\u00f9 puro e letterale del termine.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"9\">Clair Obscur meritava le sue nomination per la regia, l&#8217;art direction e la narrativa, assolutamente. Ma vederlo concorrere come miglior indie \u00e8 un&#8217;ingiustizia verso il sottobosco creativo che quella categoria dovrebbe proteggere ed esaltare.<\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 perduta del gioco di ruolo<\/p>\n<p data-path-to-node=\"11\">Se la categoria Indie soffre di gigantismo, la categoria <strong>Best RPG<\/strong> soffre di una crisi d&#8217;identit\u00e0 profonda. Tra i nominati troviamo Monster Hunter Wilds. Ora, io ho amato Monster Hunter: Wilds. Capcom ha creato un action game ottimo, con un loop di gameplay equilibrato e un ecosistema vivo. Ma definirlo un RPG nel 2025 \u00e8 una forzatura che fa male allo stesso genere.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"12\">Avere delle statistiche sull&#8217;armatura e un sistema di crafting non trasforma un gioco d&#8217;azione in un Gioco di Ruolo. Manca la componente narrativa ramificata, manca la costruzione del personaggio intesa come interpretazione, mancano le strutture tipiche del genere. Decisamente molto pi\u00f9 sensati The Outer Worlds 2, Avowed e Kingdom Come Deliverance 2.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"12\">\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.tomshw.it\/storage\/media\/2024\/08\/30350\/Kingdom-Come-Deliverance-II.jpg\" rel=\"dofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Kingdom-Come-Deliverance-II.jpg\"   alt=\"Immagine id 30350\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p data-path-to-node=\"13\">La beffa \u00e8 doppia quando si nota chi \u00e8 rimasto fuori per far posto a un gioco come Monster Hunter. L&#8217;assenza di\u00a0Trails in the Sky (con il suo magnifico ritorno) \u00e8 un colpo al cuore per chi ama il genere. Parliamo di un titolo che \u00e8 l&#8217;essenza stessa del JRPG: scrittura densa, world-building maniacale, gestione tattica del party. Estromettere un rappresentante puro del genere per inserire un action game con numeri a schermo \u00e8 sintomo di una giuria che, a livello aggregato, tende a premiare la popolarit\u00e0 trasversale piuttosto che l&#8217;aderenza e l&#8217;eccellenza specifica della categoria.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"13\">\u00c8 il solito problema: <strong>i giochi pi\u00f9 venduti cannibalizzano le categorie tecniche e di genere<\/strong>, oscurando chi in quelle nicchie eccelle davvero.<\/p>\n<p>Il libro dei sogni vs la realt\u00e0<\/p>\n<p data-path-to-node=\"15\">Passiamo poi alla categoria che ogni anno mi fa sorridere amaramente: <strong>Most Anticipated Game<\/strong>. Lo scopo di questo premio dovrebbe essere quello di generare hype per l&#8217;anno solare (o fiscale) successivo. Dovrebbe dirci: &#8220;Ecco cosa non vediamo l&#8217;ora di giocare nel 2026&#8221;.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"16\">E invece, tra i nominati, trovo The Witcher IV. CD Projekt RED \u00e8 stata chiara sui tempi di sviluppo. Sappiamo che \u00e8 in lavorazione, ma sappiamo anche che realisticamente non lo vedremo prima del 2028\/2029, se siamo fortunati. Nominare un titolo che \u00e8 poco pi\u00f9 di un logo e una promessa, a discapito di giochi concreti, tangibili e in dirittura d&#8217;arrivo, \u00e8 un esercizio di stile inutile.<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.tomshw.it\/storage\/media\/2023\/10\/2152\/FABLE.webp\" rel=\"dofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/FABLE.webp\"   alt=\"Immagine id 2152\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p data-path-to-node=\"17\">Dove sono Fable e Gears of War: E-Day? Parliamo di giochi che <strong>hanno finestre di lancio pi\u00f9 credibili<\/strong>, che rappresentano il futuro immediato del gaming in generale. Escluderli per votare sulla fiducia il nome di Ciri (o chi per lei) trasforma questa categoria in una &#8220;wishlist&#8221; di Natale scollegata dalla realt\u00e0 produttiva. Premiare l&#8217;hype cieco invece della concretezza \u00e8 un messaggio sbagliato da mandare al mercato. Almeno secondo me.<\/p>\n<p>L&#8217;orecchio sordo della critica<\/p>\n<p data-path-to-node=\"19\">Infine, permettetemi di toccare un tasto dolente per chi, come me, ritiene che il sonoro sia il 50% dell&#8217;esperienza videoludica: il <strong>Best Audio Design<\/strong>.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"20\">Tra i nominati figura Ghost of Y\u014dtei. Sucker Punch \u00e8 maestra nel creare atmosfere, e sono certo che il vento di Hokkaido suoner\u00e0 magnificamente. Ma \u00e8 una scelta &#8220;sicura&#8221;, quasi automatica. \u00c8 il blockbuster Sony, quindi deve suonare bene.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"21\">Eppure, il 2025 ci ha regalato Cronos: The New Dawn di Bloober Team. Chiunque lo abbia giocato (o anche solo provato in anteprima) sa che il lavoro svolto sul sound design in quel titolo \u00e8 qualcosa di viscerale, strutturale, fondamentale.<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.tomshw.it\/storage\/media\/2025\/09\/68752\/cRONOS-tHE-new-dawn-(5).jpg\" rel=\"dofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/cRONOS-tHE-new-dawn-(5).jpg\"   alt=\"Immagine id 68752\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p data-path-to-node=\"21\">In un survival horror, l&#8217;audio non \u00e8 contorno, \u00e8 gameplay. \u00c8 tensione, \u00e8 narrativa ambientale, \u00e8 terrore puro veicolato attraverso frequenze e spazialit\u00e0. L&#8217;esclusione di\u00a0Cronos da questa cinquina \u00e8 forse l&#8217;errore tecnico pi\u00f9 grave di queste nomination. Dimostra una tendenza a votare &#8220;a pacchetto&#8221;: se un gioco \u00e8 piaciuto molto (come Y\u014dtei), ci si sente quasi in dovere di candidarlo in ogni categoria tecnica, ignorando opere che magari, proprio in quella specifica disciplina, <strong>hanno osato di pi\u00f9 e raggiunto vette pi\u00f9 alte.<\/strong><\/p>\n<p>Un sistema da rifondare<\/p>\n<p data-path-to-node=\"23\">Non \u00e8 la prima volta che sono critico nei confronti del modo di valutare i giochi nei TGA e quest&#8217;anno lo sono ancora di pi\u00f9, essendo parte della giuria. In passato criticai l&#8217;assenza (inspiegabile ancora oggi) di Forza Horizon 5 nei GOTY per favorire titoli come Ratchet &amp; Clank Rift Apart.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"23\">Guardando queste nomination, la sensazione che mi pervade non \u00e8 ovviamente rabbia, ma <strong>una pacata rassegnazione<\/strong>. I The Game Awards sono diventati una macchina enorme, necessaria per l&#8217;industria, un palcoscenico scintillante che celebra il nostro medium. E va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"24\">Ma come giurato, non posso fare a meno di notare che il sistema di voto, basato sulla maggioranza di centinaia di testate generaliste e specializzate, tende inevitabilmente ad appiattire i risultati verso il &#8220;popolare&#8221;. I giochi pi\u00f9 famosi, quelli con i budget marketing pi\u00f9 alti, tendono ad assorbire come buchi neri anche le categorie dove non dovrebbero stare, o dove ci sono alternative migliori ma meno note.<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.tomshw.it\/storage\/media\/2025\/11\/76398\/tga.jpg\" rel=\"dofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/tga.jpg\"   alt=\"Immagine id 76398\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p data-path-to-node=\"25\">Vedere Clair Obscur bullizzare i veri indie, Monster Hunter spacciarsi per RPG puro, e The Witcher 4 vincere premi per la sua semplice esistenza futura, mentre perle come Trails in the Sky o il sound design di Cronos vengono dimenticati, \u00e8 un peccato. Cos\u00ec come \u00e8 assurdo non vedere Dispatch nella miglior narrativa.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"26\">Il mio voto, quello di SpazioGames, c&#8217;\u00e8 stato e continuer\u00e0 ad esserci, cercando sempre di premiare il merito specifico e la coerenza delle categorie. Ma forse \u00e8 arrivato il momento, per Geoff Keighley e per noi della giuria, <strong>di fare una riflessione seria sui criteri di ammissione<\/strong> e sulle definizioni dei generi. Perch\u00e9 celebrare i videogiochi \u00e8 bellissimo, ma farlo con cognizione di causa sarebbe ancora meglio.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"27\">Ci vediamo la notte della premiazione. Sar\u00f2 l\u00ec a tifare per i vincitori, ovviamente, ma con la consapevolezza che, anche quest&#8217;anno, alcune delle vere vittorie morali sono rimaste fuori dalla busta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci risiamo. \u00c8 arrivato quel momento dell&#8217;anno, puntuale come il cambio di stagione e, apparentemente, come le polemiche&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223361,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-223360","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115579839340533631","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223360","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223360"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223360\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}