{"id":223382,"date":"2025-11-20T03:35:19","date_gmt":"2025-11-20T03:35:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223382\/"},"modified":"2025-11-20T03:35:19","modified_gmt":"2025-11-20T03:35:19","slug":"shelby-oaks-il-covo-del-male-la-recensione-del-film-horror","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223382\/","title":{"rendered":"Shelby Oaks &#8211; Il covo del male: la recensione del film horror"},"content":{"rendered":"<p class=\"subtitle fw-normal mb-3 lh-sm text-secondary\">A met\u00e0 tra mockumentary e film classico, l&#8217;esordio di Chris Stuckmann convince fino a un certo punto, facendo evaporare le suggestioni iniziali. In sala.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shelby-oaks-il-covo-del-male-film-horror_jpg_1280x720_crop_q85.jpg\"  alt=\"Un'immagine di Shelby Oaks\"\/><\/p>\n<p>Nascosto dalla voglia di (stra)fare &#8211; nonostante il budget irrisorio che spesso si traduce in una risorsa creativa &#8211; si intravede qualcosa di genuinamente interessante nella regia di Chris Stuckmann. Regista esordiente che, dopo una significativa gavetta nel mondo dei cortometraggi, firma con <strong>Shelby Oaks<\/strong> il suo lungometraggio d&#8217;esordio. Ci\u00f2 che emerge \u00e8 un horror derivativo e appassionato, una dichiarazione d&#8217;amore al genere, ma che purtroppo risulta scollato e discontinuo nelle varie forme e nelle diverse sezioni che compongono i suoi novanta minuti (scarsi) di montaggio.  <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Shelby Oaks Il Covo Del Male Immagine\" data-caption=\"Shelby Oaks - Il covo del male: Sarah Durn in un'immagine\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/11\/18\/shelby-oaks-il-covo-del-male-immagine_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shelby-oaks-il-covo-del-male-immagine_jpg_375x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Shelby Oaks &#8211; Il covo del male: Sarah Durn in un&#8217;immagine<\/p>\n<p>Scritto da Stuckmann insieme alla moglie Samantha Elizabeth, il film \u00e8 una produzione totalmente indipendente, nata e finanziata grazie a una campagna di crowdfunding che ha riscosso notevole successo, culminando con la presenza di <strong>Mike Flanagan<\/strong> come produttore esecutivo. Non \u00e8 poco, e l&#8217;ambizione che muove il regista \u00e8 palpabile: l&#8217;intenzione \u00e8 quella di mescolare elementi tipici del <strong>mockumentary<\/strong> e del <strong>found footage<\/strong> per poi, purtroppo, deviare e strutturare la seconda met\u00e0 di Shelby Oaks come un horror pi\u00f9 tradizionale. Purtroppo.<\/p>\n<p>Shelby Oaks da mockumentary a film tradizonale<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/movieplayer.it\/film\/shelby-oaks_59829\/\" title=\"Shelby Oaks - Il covo del male\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Shelby Oaks &#8211; Il covo del male<\/a> parte proprio come un efficiente ed efficace mockumentary che pesca dal linguaggio tipico di YouTube &#8211; Stuckmann \u00e8 anche youtuber -, tra found footage e <strong>storie paranormali<\/strong>, di cui \u00e8 pieno internet. In qualche modo, la storia \u00e8 infatti introdotta dalla cronaca inventata che ripercorre la sparizione di un gruppo di investigatori paranormali (i Paranormal Paranoids), mentre indagano su l&#8217;inquietante prigione di una cittadina abbandonata.   <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Shelby Oaks\" data-caption=\"La forza del found footage\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/11\/09\/shelby-oaks_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shelby-oaks_jpg_960x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  La forza del found footage<\/p>\n<p>Il <strong>mistero<\/strong> si infittisce quando vengono ritrovati morti. O quasi. L&#8217;unico corpo che non viene recuperato \u00e8 quello di Riley Brennan (Sarah Durn). Che fine ha fatto? Stacco. Shelby Oaks riprende la narrazione dieci anni dopo, lasciando il mockumentary per affidarsi invece ad una <strong>classica<\/strong> messa in scena: la prospettiva cambia per seguire Mia (Camille Sullivan), intenta a scoprire la verit\u00e0 sulla scomparsa di sua sorella Riley. <\/p>\n<p>Un ibrido che non funziona<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio lo stacco &#8211; brusco, netto, poco lucido &#8211; ad alterare la riuscita di Shelby Oaks, facendolo diventare un ibrido incostante, se pur mosso da un&#8217;intuizione interessante e, nemmeno a dirlo, dal linguaggio strettamente <strong>contemporaneo<\/strong>. L&#8217;incipit, infatti, si regge sulle regole di un vero documentario sul paranormale, creando un coinvolgimento anche grazie all&#8217;utilizzo del found footage, da sempre suggestivo se pensiamo all&#8217;horror (da Blair Witch Project alla saga di V\/H\/S, la lista \u00e8 lunga) e, in aggiunta, un&#8217;utile scorciatoia quando il budget latita (con una domanda: perch\u00e9 inserire elementi in CGI, snaturando le intenzioni &#8220;artigianali&#8221;?).  <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" alt=\"Shelby Oaks Il Covo Del Male Scena Film\" data-caption=\"Un momento di Shelby Oaks\" data-gallery-src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2025\/11\/18\/shelby-oaks-il-covo-del-male-scena-film_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/shelby-oaks-il-covo-del-male-scena-film_jpg_960x0_crop_q85.jpg\" \/><\/p>\n<p>  Un momento di Shelby Oaks<\/p>\n<p>Tuttavia, la seconda met\u00e0 del film fatica a mantenere intatta la freschezza (e la tensione), agganciandosi ad una suggestione che vacilla, dissipando la <strong>carica orrorifica<\/strong>. L&#8217;inquietudine, quasi schizzata e imprevedibile, suggerita fin dalla prima sequenza, finisce per adagiarsi. Il terrore, invece di essere nascosto (ci\u00f2 che non si vede fa pi\u00f9 paura), viene illuminato e sottolineato, lasciando spazio ad una didascalia che si allunga fino al <strong>finale<\/strong>. Certo, Shelby Oaks \u00e8 un tentativo, uno spunto, un gioco che mischia e shakera; un film che affronta il percorso narrativo con la voglia di fare e mostrare. Due verbi che, per\u00f2, hanno poco a che fare con la sottile arte della paura. O, almeno, poco a che fare con l&#8217;horror indipendente, che, forte della sua libert\u00e0, potrebbe e dovrebbe osare di pi\u00f9 in termini di sperimentazione. Peccato.  <\/p>\n<p>  Conclusioni<\/p>\n<p>Chris Stuckmann mischia la narrazione classica al mockumentary per un ibrido che non funziona del tutto. Il film si incastra in un accavallamento di toni poco fluidi e poco organici, facendo perdere la spinta cinetica. Peccato, perch\u00e9 le premesse di Shelby Oaks &#8211; anche grazie al basso budget &#8211; promettevano bene.<\/p>\n<p>           Perch\u00e9 ci piace<\/p>\n<ul class=\"list-unstyled ps-4 ps-lg-5\">\n<li class=\"mb-2\">La prima parte in stile mockumentary.<\/li>\n<li class=\"mb-2\">L&#8217;utilizzo del found footage.<\/li>\n<\/ul>\n<p>           Cosa non va<\/p>\n<ul class=\"list-unstyled ps-4 ps-lg-5\">\n<li class=\"mb-2\">L&#8217;accavallamento tra un genere e l&#8217;altro non funziona.<\/li>\n<li class=\"mb-2\">Il finale \u00e8 scarico.<\/li>\n<li class=\"mb-2\">La CGI sembra un corpo estraneo.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A met\u00e0 tra mockumentary e film classico, l&#8217;esordio di Chris Stuckmann convince fino a un certo punto, facendo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223383,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-223382","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115579933513612717","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223382\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}