{"id":223489,"date":"2025-11-20T05:34:11","date_gmt":"2025-11-20T05:34:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223489\/"},"modified":"2025-11-20T05:34:11","modified_gmt":"2025-11-20T05:34:11","slug":"leuropa-si-prepara-a-una-guerra-con-la-russia-cose-la-zona-militare-schengen-e-cosa-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223489\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa si prepara a una guerra con la Russia, cos&#8217;\u00e8 la zona militare Schengen e cosa cambia"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte alla possibilit\u00e0 che la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a> attacchi un Paese dell&#8217;Unione Europea nei prossimi cinque anni, l&#8217;Ue si sta muovendo per non farsi trovare impreparata. L&#8217;idea \u00e8 quella di realizzare una <strong>zona &#8220;militare Schengen&#8221; <\/strong>per facilitare lo spostamento di eserciti e carri armanti in tutto lo spazio Ue con la stessa facilit\u00e0 con cui si spostano i civili.<\/p>\n<p>Come funziona ora <\/p>\n<p>Ad oggi lo spostamento di macchinari bellici e dell&#8217;esercito\u00a0da un paese dell&#8217;Ue all&#8217;altro non \u00e8 cos\u00ec semplice se si pensa che alcuni Stati chiedono un preavviso\u00a0di 45 giorni per i movimenti di truppe transfrontalieri. Senza dimenticare il lungo iter burocratico.\u00a0Un secondo problema \u00e8 l&#8217;inadeguatezza delle infrastrutture:\u00a0molti ponti non sono in grado di\u00a0sostenere il peso dei carri armati, le gallerie ferroviarie sono troppo piccole e lo spazio tra i binari troppo esiguo\u00a0per ospitare veicoli militari.<\/p>\n<p>Cosa cambierebbe\u00a0con la zona &#8220;militare Schengen&#8221;\u00a0? <\/p>\n<p>La Commissine von der Leyen rilancia, a distanza di sette anni, il piano d&#8217;azione per la mobilit\u00e0 militare in Europa proposta dalla Commissione Juncker nel 2018. Il progetto, presentato\u00a0oggi a Bruxelles, propone un regolamento unico condiviso da tutti i paesi dell&#8217;area Schengen\u00a0per velocizzare lo spostamento di armamenti.\u00a0La Commissione mira anche all&#8217;innovazione nel settore militare e a rafforzare l&#8217;industria della difesa europea, con una roadmap per la trasformazione dell&#8217;industria della difesa dell&#8217;Ue. Il pacchetto prevede un preavviso\u00a0massimo di tre giorni per la richiesta di transito di truppe ed equipaggiamento militare. Un permesso che verrebbe rilasciato una volta sola e in tempo di pace, mentre nel caso di conflitto in corso sarebbe sufficiente una notifica. Non in ultimo, iI trasporto militare sarebbe esentato\u00a0da alcune regole civili, come i divieti di circolazione nei fine settimana e le limitazioni sul cabotaggio (il trasporto di merci tra due punti all&#8217;interno di uno stesso paese da parte di un operatore estero).<\/p>\n<p>Il sistema di emergenza\u00a0 <\/p>\n<p>Il pacchetto prevede anche la creazione di un sistema di emergenza denominato EMERS (European Military Mobility Enhanced Response System). Questi, in\u00a0caso di crisi, sarebbe attivato rapidamente per dare priorit\u00e0 assoluta ai trasporti militari su reti stradali, ferroviarie e aeroportuali. Entrando in uno stato di emergenza, si pensa anche a deroghe automatiche per i tempi di guida per gli autisti civili, la sospensione di restrizioni ambientali e l&#8217;accesso prioritario a tutte le infrastrutture di trasporto. \u00c8 stato pensato anche un \u00abSolidarity Pool\u00bb, ovvero un catalogo di mezzi di trasporto come aerei, navi, treni\u00a0che i 27 paesi potranno condividere in caso di necessit\u00e0, affiancato da una\u00a0\u201cRiserva di Trasporto Strategico\u201d dove gli operatori civili si impegnano nel\u00a0mettere a disposizione capacit\u00e0 di trasporto aereo e marittimo. Gli Stati membri dovranno poi identificare le infrastrutture strategiche a duplice uso (civile e militare) e applicare misure di protezione rafforzate \u00abcontro cyberattacchi, sabotaggi e influenze straniere\u00bb.<\/p>\n<p>Investire nella difesa quando \u00abnon se ne ha bisogno\u00bb <\/p>\n<p>La Commissione propone quindi un aumento di dieci volte dei fondi comunitari per le infrastrutture a duplice uso (civile e militare) nel prossimo bilancio a lungo termine (2028-2034), portandoli a 17,65 miliardi di euro. Anche se, stando ad alcune fonti vicine al dossier, il reale fabbisogno per mettere il sistema in sicurezza potrebbe essere persino 5 volte pi\u00f9 altro.\u00a0L&#8217;Alta Rappresentante Kaja Kallas ha difeso la necessit\u00e0 di investire nella sicurezza dell&#8217;Unione. \u00abIl problema della spesa nella difesa \u00e8 che devi investire quando\u00bb, in apparenza, \u00abnon ne hai bisogno\u00bb. Questo, ha continuato, rende molto difficile spiegare agli elettori che investire nella difesa \u00e8 indispensabile. \u00abQuando ne hai bisogno\u00bb perch\u00e9 sei sotto attacco, allora \u00e8 \u00abtroppo tardi\u00bb per investire.<\/p>\n<p>Quanto costa l&#8217;ammodernamento delle strutture <\/p>\n<p>L&#8217;Ue ha individuato 500 infrastrutture tra\u00a0ponti, gallerie, strade, porti e aeroporti che \u00e8 necessario rafforzare per gestire\u00a0traffico militare intenso.\u00a0La Commissione Europea ha proposto\u00a0un aumento di dieci volte dei fondi comunitari per le infrastrutture a duplice uso (civile e militare) nel prossimo bilancio (2028-2034), portandoli a 17 miliardi di euro, ma l&#8217;operazione\u00a0ha un costo stimato di\u00a0100 miliardi di euro.\u00a0Un costo che si aggiunge all&#8217;impegno di spesa, preso con la Nato,\u00a0del\u00a05% del proprio PIL\u00a0alla difesa.<\/p>\n<p>Formare 600.000 specialisti nel settore della difesa <\/p>\n<p>In questa corsa al riarmo, l&#8217;Unione Europea punta anche nell&#8217;ambito della formazione. Recentemente, infatti, ha\u00a0annunciato l\u2019obiettivo di qualificare 600.000 persone entro il 2030 nel settore della difesa per rispondere alla sempre pi\u00f9 ampia richiesta di competenze nell\u2019industria della difesa.\u00a0La\u00a0carenza di personale qualificato, infatti, rischia di diventare un freno per la capacit\u00e0 produttiva e operativa dell\u2019Ue.\u00a0Il mercato del lavoro in questo settore ha iniziato a risalire dal 2022, anche\u00a0per effetto dell&#8217;aumento della spesa militare dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina. Nel 2023 ha generato 581.000 posti di lavoro e le assunzioni restano del 41 per cento superiori ai livelli del 2021.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di fronte alla possibilit\u00e0 che la Russia attacchi un Paese dell&#8217;Unione Europea nei prossimi cinque anni, l&#8217;Ue si&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":223490,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[98151,14,164,165,77,3576,166,7,15,171,170,11,167,12,168,3713,161,162,163,132777],"class_list":{"0":"post-223489","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-area-schengen","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-guerra","13":"tag-guerra-ucraina","14":"tag-mondo","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-russia","18":"tag-ucraina","19":"tag-ultime-notizie","20":"tag-ultime-notizie-di-mondo","21":"tag-ultimenotizie","22":"tag-ultimenotiziedimondo","23":"tag-unione-europea","24":"tag-world","25":"tag-world-news","26":"tag-worldnews","27":"tag-zona-militare-schengen"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115580401353211753","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223489\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/223490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}