{"id":223846,"date":"2025-11-20T11:25:13","date_gmt":"2025-11-20T11:25:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223846\/"},"modified":"2025-11-20T11:25:13","modified_gmt":"2025-11-20T11:25:13","slug":"the-rock-come-non-lavete-mai-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/223846\/","title":{"rendered":"The Rock come non l&#8217;avete mai visto"},"content":{"rendered":"<p>Quando Mark Kerr saliva sul ring non ce n&#8217;era per nessuno. La sua soverchiante volont\u00e0 fisica, in funzione di un particolare talento nella violenza professionale, aveva fatto di lui un vero e proprio &#8220;muro&#8221; insormontabile, una sorta di macchina implacabile e rapida nell&#8217;esecuzione, nella sottomissione e nella ricerca di una crescita carrieristica che per\u00f2 doveva sempre e comunque misurarsi con la vita stessa e con ci\u00f2 che era fuori dal contesto della lotta. <b>The Smashing Machine si pone esattamente in questo modo al pubblico in sala, mostrando due lati, due facce di una persona che umana era, oltre alla leggenda<\/b> e al lascito di cui ancora oggi permane l&#8217;eco nell&#8217;ambito delle arti marziali miste.<\/p>\n<p>Presentato in anteprima all&#8217;ottantaduesima edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia il primo settembre 2025, diretto da Benny Safdie e disponibile nei cinema italiani dal 19 novembre 2025, <b>The Smashing Machine presenta l&#8217;ombra mastodontica di un mito sportivo, per poi scandagliarne le pieghe pi\u00f9 profonde e personali<\/b>, portando il proprio sguardo creativo anche altrove: la fama, la fame di vittoria e la determinazione a tenere insieme i pezzi privati di una vita in funzione del ring e di tutte le conseguenze del caso, anche intime (se siete alla ricerca di un altro film su lotta e dramma umano, fuori e dentro al ring, vi rimandiamo alla nostra <a href=\"https:\/\/cinema.everyeye.it\/articoli\/recensione-the-warrior-zac-efron-irriconoscibile-meraviglioso-63213.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">recensione di The Iron Claw<\/a>).<\/p>\n<p>Oltre la gloria<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un punto, nella carriera di ogni campione, in cui la gloria smette di essere una meta e pu\u00f2 diventare una prigione. <b>The Smashing Machine racconta proprio quel momento<\/b>: il confine sottile fra la grandezza sportiva e la fragilit\u00e0 umana. Dwayne &#8220;The Rock&#8221; Johnson interpreta Mark Kerr, figura leggendaria delle arti marziali miste, un colosso che ha conosciuto la luce brillante dei riflettori e il prezzo invisibile della fatica, della disciplina e del dolore. \u00c8 la storia di un uomo che <b>combatte non soltanto per vincere, ma per restare in piedi, anche quando il mondo intorno e dentro inizia a vacillare<\/b>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180388.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180388-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Attraverso un racconto costruito sul ritmo dell&#8217;adrenalina e sull&#8217;intimit\u00e0 del fallimento, <b>The Smashing Machine scava nella doppia identit\u00e0 di un &#8220;eroe&#8221; dei tempi moderni<\/b>: l&#8217;idolo che il pubblico acclama e l&#8217;uomo che, lontano dal ring, affronta i propri demoni. <b>La regia di Safdie, poi, alterna la potenza coreografica e dolorosa degli incontri a un&#8217;osservazione lucida e cruda della solitudine che li precede e segue<\/b>. Ogni sguardo, ogni ferita, ogni pausa diventa parte di una narrazione che non cerca di abbellire, ma di comprendere e di analizzare oltre la fisicit\u00e0 pi\u00f9 palese.<\/p>\n<p>A dare forma e corpo a questa parabola \u00e8 <b>un Dwayne Johnson inedito, che rinuncia al mito dell&#8217;invincibilit\u00e0 per restituire complessit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 a un personaggio realmente esistito<\/b>, segnato da scelte estreme e da un incessante bisogno di riscatto. L&#8217;attore, noto per la fisicit\u00e0 monumentale e un particolare carisma da intrattenitore leggero, si confronta qui con quella che si potrebbe definire la sfida pi\u00f9 ambiziosa della sua carriera: incarnare un uomo che non vuole smettere di combattere, neppure quando il suo corpo e la sua mente chiedono tregua.<\/p>\n<p>Accanto a Johnson, Emily Blunt interpreta Dawn, la compagna che vive l&#8217;amore come un&#8217;altra forma di resistenza. Il loro legame, appassionato e instabile, <b>diventa il secondo campo di battaglia su cui si gioca la partita della sopravvivenza emotiva di The Smashing Machine<\/b>. La relazione tra i due \u00e8 raccontata con una verit\u00e0 molto particolare e asciutta, fatta di slanci e crolli, di carezze e silenzi che pesano quanto i pugni sul ring. <b>In questo equilibrio precario, il film trova la sua tensione pi\u00f9 autentica<\/b>, aggiungendo quella componente pi\u00f9 fragile e imperfetta che arricchisce e scandaglia l&#8217;altro fuori dallo sport.<\/p>\n<p>Inquadrare in modo distaccato<\/p>\n<p>Pur approcciandosi a una storia vera e umanissima, <b>The Smashing Machine riesce in qualche modo a mantenersi sempre distaccato nei confronti del materiale che tratta<\/b>. Tutta l&#8217;umanit\u00e0 alla base del racconto per immagini viene sublimata e definita da una regia che sembra provenire dalla dimensione del documentario, con la telecamera in continuo movimento, come un occhio che guarda oltre le cose, le segue e indaga nell&#8217;ombra. La mano di Benny Safdie si fa sentire dall&#8217;inizio alla fine, <b>in un gioco all&#8217;inseguimento in cui ci si avvicina ai protagonisti del racconto senza mai invaderne troppo i confini emotivi<\/b>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/images.everyeye.it\/img-singole\/articolo-180389.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/articolo-180389-850.webp.webp\" class=\"img_100\"\/><\/a><\/p>\n<p>Attraverso questa esperienza del &#8220;punto di vista privilegiato&#8221;, lo spettatore in sala entra nell&#8217;intreccio senza lasciarsi condizionare del tutto. Viene preso per mano da un<b> lavoro formale in continuo movimento, espressivo e tumultuoso tanto quanto le vicende al suo centro<\/b>. <\/p>\n<p>The Smashing Machine si prefigge l&#8217;obiettivo di raccontare la vita e le ombre dei suoi protagonisti e, nel fare ci\u00f2, <b>si serve di una delle interpretazioni pi\u00f9 intense e sfaccettate della carriera di un Dwayne &#8220;The Rock&#8221; Johnson<\/b> qui rotto, spezzato e delicato oltre la stazza e la violenza sul ring. Con lui, una Emily Blunt che lascia il segno per intensit\u00e0 e complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo sport, in s\u00e9, diventa fin da subito un elemento cardine e un mezzo per portare altrove in The Smashing Machine. C&#8217;\u00e8 comunque tantissima violenza, e le sequenze di lotta riescono a restituire il dolore di ogni impatto e reazione. Pi\u00f9 che un semplice biopic sportivo, il film di Safdie, pur restando piuttosto in superficie per alcune cose, \u00e8 un viaggio nel cuore di chi ha conosciuto la vittoria e ha dovuto pagarla con tutto il resto. <b>\u00c8 una riflessione sulla forza come condanna e sull&#8217;impossibilit\u00e0, a volte, di uscire davvero dal ring<\/b>. Un racconto che, pur nella sua potenza muscolare, resta intimo e umano, ricordandoci che anche le leggende, quando si spengono le luci, restano uomini in cerca di pace.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando Mark Kerr saliva sul ring non ce n&#8217;era per nessuno. 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