{"id":224368,"date":"2025-11-20T18:40:14","date_gmt":"2025-11-20T18:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224368\/"},"modified":"2025-11-20T18:40:14","modified_gmt":"2025-11-20T18:40:14","slug":"quel-no-finale-e-come-una-fiala-di-botox","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224368\/","title":{"rendered":"quel &#8216;no&#8217; finale \u00e8 come una fiala di botox"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Ci sono canzoni che andrebbero lasciate in pace. <strong>Quello che le donne non dicono<\/strong> \u00e8 una di queste: una fotografia precisa del <strong>1987<\/strong>, con le sue ambiguit\u00e0, la sua normalit\u00e0, le sue frasi sospese. Negli ultimi anni <strong>Fiorella Mannoia<\/strong> ne ha modificato il finale nei concerti, ma alle ATP Finals quel \u201cs\u00ec\u201d trasformato in \u201cno\u201d, poi in \u201cforse\u201d, \u00e8 diventato un gesto pubblico enorme che non \u00e8 passato inosservato. Il problema non \u00e8 il verso cambiato. A stridere \u00e8 l\u2019idea che il passato vada <strong>ritoccato<\/strong> per risultare moralmente presentabile al presente. L\u2019hanno gi\u00e0 detto e ridetto in tanti ma nei consueti nove punti di questo blog, anch\u2019io voglio dire la mia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cominciamo!<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>1. Il gesto<br \/><\/strong>Alle ATP Finals la Mannoia ha riproposto il finale che gi\u00e0 modifica da anni, ma stavolta lo ha fatto davanti a un\u2019arena globale. Quel \u201cs\u00ec\u201d diventato \u201cno\u201d, poi \u201cforse\u201d, non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019interpretazione: \u00e8 <strong>un segnale<\/strong>. Il passaggio da scelta artistica a dichiarazione identitaria \u00e8 netto. Non stai pi\u00f9 cantando quella canzone: la stai correggendo per allinearti al clima del momento. Ai miei occhi \u00e8 appartenenza esibita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>2. Il dettaglio che esplode<br \/><\/strong>S\u00ec, quel finale lo canta cos\u00ec da anni. E potrebbe anche starci, se non restasse comunque uno sbaglio. Cambiare il senso di un brano non \u00e8 un vezzo da palco: \u00e8 un intervento sul testo. Alle ATP Finals lo stesso gesto smette di essere dettaglio e diventa caso. <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/19\/una-forzatura-dettata-dalla-cultura-woke-il-finale-di-quello-che-le-donne-non-dicono-modificato-da-fiorella-mannoia-lo-sfogo-di-enrico-ruggeri\/8200599\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 interviene <strong>Enrico Ruggeri<\/strong>, l\u2019autore, a dire che quella modifica \u00e8 una forzatura.<\/a> E quando parla l\u2019autore, la \u201clibert\u00e0 interpretativa\u201d mostra il suo volto: quello della distorsione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>3. La chirurgia estetica sul passato<br \/><\/strong>Quello che sta accadendo non \u00e8 un aggiornamento: per me \u00e8<strong> chirurgia estetica sul passato<\/strong>. Si prende una canzone del 1987 e la si ritocca come fosse un volto da ringiovanire, togliendo le rughe dell\u2019ambiguit\u00e0, per farla aderire al presente. Una bella fiala di botox culturale (e politico), punturata sulle bocche dei soliti noti. E stavolta l\u2019intervento \u00e8 toccato a Fiorella.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/20\/il-20-novembre-e-la-giornata-mondiale-dei-diritti-dei-bambini-hanno-piu-consapevolezza-di-noi-adulti-ascoltarli-e-un-dovere-il-nuovo-libro-di-paola-caridi\/8202075\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Il 20 novembre \u00e8 la giornata mondiale dei diritti dei bambini: \u201cHanno pi\u00f9 consapevolezza di noi adulti. Ascoltarli \u00e8 un dovere\u201d. Il nuovo libro di Paola Caridi<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/COPERTINA-PACE-E-GUERRA-330x173.jpg\" alt=\"Il 20 novembre \u00e8 la giornata mondiale dei diritti dei bambini: \u201cHanno pi\u00f9 consapevolezza di noi adulti. Ascoltarli \u00e8 un dovere\u201d. Il nuovo libro di Paola Caridi\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/11\/20\/il-20-novembre-e-la-giornata-mondiale-dei-diritti-dei-bambini-hanno-piu-consapevolezza-di-noi-adulti-ascoltarli-e-un-dovere-il-nuovo-libro-di-paola-caridi\/8202075\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>4. La tentazione di correggere tutto<br \/><\/strong>In un gesto cos\u00ec piccolo vedo la volont\u00e0 di correggere presunti gap culturali: come se bastasse una parola riscritta per indirizzare la percezione collettiva. \u00c8 l\u2019idea che la cultura vada guidata, <strong>addomesticata,<\/strong> resa spendibile anche politicamente. Ma funziona al contrario: pi\u00f9 ritocchi il passato, pi\u00f9 riveli la paura del presente. \u00c8 il presente che ha bisogno di rassicurazioni. Non il 1987.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>5. Il ruolo dell\u2019autore<br \/><\/strong>E poi c\u2019\u00e8 Ruggeri, l\u2019uomo che quel testo l\u2019ha scritto. Dice apertamente che quel cambio \u00e8 una forzatura, che sposta il senso, che non rispetta<strong> l\u2019idea originale.<\/strong> Una canzone non nasce per educare, ma per raccontare; e quel testo raccontava proprio ci\u00f2 che doveva, con le sue ingenuit\u00e0 e le sue attese. La sua presunta \u201cbanalit\u00e0\u201d \u00e8 un abbaglio: era costruita cos\u00ec, apposta. E paradossalmente, tutta questa storia serve solo a ricordarlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>6. Immuni da ogni critica<br \/><\/strong>Molti artisti, un tempo incendiari, oggi si muovono come pompieri. Spengono, moderano, rettificano. Parlano dai loro pulpiti social distribuendo verit\u00e0 prefabbricate su pace, guerra, memoria, diritti. <strong>E la produzione artistica?<\/strong> Imbarazzante: canzoni oscene, sagomate sugli stessi contenuti social che dovrebbero giustificarle. E sono sempre loro, gli artisti, a convincersi di stare dalla parte giusta, perfettamente allineati, immuni da ogni critica. Ieri incendiavano. Oggi controllano che il fuoco resti spento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>7. L\u2019illusione della parte giusta<br \/><\/strong>C\u2019\u00e8 un vizio sottile, ma devastante: la certezza di essere dalla parte giusta. Un\u2019illusione comoda, che trasforma ogni gesto in un atto morale, ogni modifica in un \u201cservizio\u201d. Cos\u00ec molti artisti non cantano pi\u00f9: spiegano. Non interpretano: correggono. Tutto per mantenere la posizione, per restare allineati al sentimento dominante. \u00c8 questa la vera povert\u00e0 del presente. E so che vorreste sapere i nomi di questi artisti. Ma non ve li dir\u00f2: <b>dovreste gi\u00e0 saperli.<\/b><\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/?p=8201807\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Cinquant\u2019anni di A Night at the Opera: cos\u00ec i Queen hanno dato vita al loro capolavoro<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-20-102400-330x173.jpg\" alt=\"Cinquant\u2019anni di A Night at the Opera: cos\u00ec i Queen hanno dato vita al loro capolavoro\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/?p=8201807\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>8. <\/strong><strong>La canzone e il suo tempo<br \/><\/strong>Quello che le donne non dicono \u00e8 figlia del 1987, di un\u2019Italia sbilenca e contraddittoria. Un\u2019epoca che non aveva paura di mostrarsi per quella che era, <strong>senza filtri morali<\/strong> applicati dopo. Quel testo funziona perch\u00e9 porta con s\u00e9 ingenuit\u00e0, stonature, normalit\u00e0. Racconta un tempo, non lo giustifica. Toccarlo oggi a mio avviso significa una sola cosa: <strong>moralizzarlo.<\/strong> Il passato va compreso, non rifatto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>9. Il presente che si racconta da solo<br \/><\/strong>Alla fine non c\u2019entra pi\u00f9 nemmeno Fiorella, n\u00e9 quel \u201cno\u201d infilato in un verso del 1987. Qui parla il presente: un presente che non sa fare i conti con s\u00e9 stesso e allora tenta di piegare ci\u00f2 che \u00e8 stato, per farlo combaciare con quello che siamo diventati. <strong>Quel \u201cno\u201d non cambia la canzone: cambia noi<\/strong>, la nostra mania di sentirci \u201cgiusti\u201d. Il passato resta dov\u2019\u00e8, solido. \u00c8 il presente a traballare. E la cosa pi\u00f9 ridicola \u00e8 questa: non \u00e8 il 1987 ad avere bisogno di un ritocco.<br \/><strong>Siamo noi.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Come sempre, chiudo con<strong> una connessione musicale<\/strong>: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify (link qui sotto). Se vuoi dire la tua, fallo nei commenti \u2014 o, meglio ancora, sulla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pipitonemarco\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mia pagina Facebook pubblica<\/a>, dove questo blog vive davvero. L\u00ec il dibattito continua, si contorce, deraglia\u2026e a volte sorprende.<br \/>E s\u00ec: se ne leggono di tutti i colori.<br \/>Ti aspetto.<\/p>\n<p><strong>9 canzoni 9\u2026 senza ritocchi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono canzoni che andrebbero lasciate in pace. 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