{"id":224451,"date":"2025-11-20T19:45:12","date_gmt":"2025-11-20T19:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224451\/"},"modified":"2025-11-20T19:45:12","modified_gmt":"2025-11-20T19:45:12","slug":"la-verita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224451\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\n        Annalisa Cuzzocrea (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Sulle prime pagine di ieri teneva banco la tesi della bufala. Smentita dall\u2019interessato. E c\u2019\u00e8 chi, come il \u00abGiornale\u00bb, si vanta di aver avuto l\u2019informazione e averla cestinata.Il premio Furbitzer per il giornalista pi\u00f9 sagace del Paese va senza dubbio a Massimiliano Scafi del Giornale. Da vecchio cronista qual \u00e8, infatti, lui ci ha tenuto subito a far sapere che quella \u00abstoria\u00bb, cio\u00e8 la notizia delle esternazioni del consigliere del Quirinale Francesco Saverio Garofani, lui ce l\u2019aveva. Eccome. Gli era arrivata in redazione il giorno prima, nientemeno, e con un testo firmato Mario Rossi, nota formula usata dai pi\u00f9 sagaci 007 del mondo quando vogliono nascondersi. C\u2019era tutto. Proprio tutto.Soprattutto c\u2019erano le frasi di Garofani ascoltate \u00abdi straforo\u00bb durante \u00abun incontro conviviale in un luogo pubblico\u00bb. Ma lui non ha indagato. Non ha approfondito. Ha buttato tutto. Che ci volete fare, ragazzi, quando uno \u00e8 bravo \u00e8 bravo, niente da dire, certe cose le intuisce al volo. Scafi lo scafato, giornalista dall\u2019intuito sopraffino, ha subito capito che non si trattava di una notizia ma per l\u2019appunto di una \u00abstoria\u00bb, anzi una \u00abpolpetta avvelenata\u00bb, di pi\u00f9: una \u00abtrappola\u00bb. E per questo ha cestinato il foglio di Mario Rossi con grande soddisfazione. E la soddisfazione forse sarebbe anche rimasta tale se il giorno dopo, andando in edicola, il nostro cronista geniale non avesse scoperto che quella che lui ha cestinato non era una \u00abstoria\u00bb, non era una \u00abpolpetta avvelenata\u00bb e nemmeno \u00abuna trappola\u00bb. Era proprio una notizia, confermata non da Mario Rossi (chiunque esso sia). Ma dallo stesso Garofani.La rassegna stampa del giorno dopo (il giorno dopo allo scoop della Verit\u00e0, s\u2019intende) \u00e8 uno spasso. Perch\u00e9 mentre a pagina tre del Corriere c\u2019\u00e8 l\u2019intervista al consigliere di Mattarella che candidamente conferma la notizia pubblicata dal nostro giornale (\u00abEra una chiacchierata in libert\u00e0 tra amici\u00bb, ha provato a giustificarsi Garofani, senza riuscirci) dall\u2019altra c\u2019\u00e8 l\u2019intera (o quasi) schiera dei giornali italiani che quella notizia s\u2019affanna a nasconderla, sminuirla, smentirla, ridurla a \u00abfango\u00bb, \u00abattacco\u00bb, \u00abattacco violento\u00bb, \u00abattacco ingiustificabile\u00bb, \u00aballusione ingiustificabile\u00bb, \u00abmacchinazione\u00bb, \u00abintimidazione\u00bb, \u00abprovocazione\u00bb. La nota allergia della stampa italiana nei confronti delle notizie evidentemente ha lasciato il segno. \u00abOvviamente non esiste nulla\u00bb, scrive per esempio Flavia Perina sulla Stampa. Nulla, chiaro, a parte la conferma del fatto. \u00abQuel confine superato\u00bb, s\u2019intitola invece l\u2019editoriale in prima pagina di Repubblica. E in effetti, lo ammettiamo, abbiamo superato un limite insuperabile per molti giornali italiani. Quello tra una notizia e la sua pubblicazione. Ogni tanto ci capita. Chiediamo scusa. Noi, comunque, siamo vicini ai colleghi in questo momento difficile. Perch\u00e9 immaginiamo, dopo tutto l\u2019impegno messo nel picconare la notizia, il loro sconforto ieri mattina nel trovare l\u00ec, proprio sul Corriere della Sera, il protagonista che quella notizia invece la conferma papale papale. Se fossimo in Garofani, a questo punto, cominceremmo ad avere paura. Ma non tanto dell\u2019ira di Mattarella, macch\u00e9. Dell\u2019ira dei giornalisti italiani. Me li immagino, infatti, infuriati come bisce: ma come, penseranno, noi ce l\u2019abbiamo messa tutta per dire che era una \u00abpolpetta avvelenata\u00bb, una \u00abtrappola\u00bb, abbiamo dato fondo alle scorte di condizionali, virgolette, \u00abpresunti qui\u00bb e \u00abpresunti l\u00e0\u00bb, e tu vai a rovinarci tutto con quella tua ammissione? Daniela Preziosi sul Domani dopo aver sparso un po\u2019 di dubbi sulla conversazione riportata dal nostro giornale (\u00abl\u2019interlocutore non viene nominato\u00bb, nota con grande acume), ci fa sapere che la notizia era cos\u00ec irrilevante che \u00abnella rassegna quotidiana del Quirinale gli articoli della Verit\u00e0 non c\u2019erano\u00bb. Quando si dice un lavoro fatto bene, eh? Immaginiamo che anche l\u2019autore della rassegna stampa del Quirinale sia un genio della notizia. Caso mai ci fosse bisogno di sostituire Scafi, al Giornale sanno gi\u00e0 chi cercare.L\u2019unica eccezione, va detta a onore del vero, \u00e8 stata quella di Marco Travaglio che fin dalla sera prima a Otto e mezzo (lasciando senza parole Lilli Gruber) e poi ieri mattina sul Fatto Quotidiano, ha riconosciuto la notizia e ha scritto quello che c\u2019era da scrivere: \u00abGarofani ha solo due strade: o smentisce, sperando di non essere sbugiardato da testimoni o registrazioni; o si dimette\u00bb. Ragionamento piuttosto lineare, che per\u00f2 sfugge al resto dei colleghi. I quali preferiscono (La Stampa, pagina 2) inventare che La Verit\u00e0 \u00abpresenta il Colle come luogo di malaffare\u00bb (ma quando mai?), arrivando a tirare in ballo l\u2019omicidio del fratello di Mattarella da parte della mafia (ma che c\u2019entra?). Oppure preferiscono correre dietro all\u2019ipotesi sempre affascinante del complotto russo. Ha stato Putin, chiaro. Lo confermano colleghi assai informati: \u00abCerti giochi scandalistici rendono felice un nemico alle porte\u00bb, scrive per esempio Flavia Perina; \u00abMaria Zakharova ne sar\u00e0 soddisfatta\u00bb, conferma Ugo Magri. Mentre Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, scrive una lunga ricostruzione dei fatti, per arrivare alla domanda fondamentale di tutta questa vicenda: \u00abMeloni sta con l\u2019Ucraina o \u00e8 pronta a cedere alla visione di Salvini e Orb\u00e1n?\u00bb. Ecco una che ha centrato davvero il problema. Purtroppo noi non abbiamo un cervello cos\u00ec fino come Cuzzocrea, siamo ragazzi ingenui di campagna. E ci sembrava che la domanda da fare fosse pi\u00f9 semplice, senza scomodare l\u2019Ucraina o Orb\u00e1n. E cio\u00e8: il consigliere di Mattarella quelle parole le ha dette oppure no? Risposta ufficiale: s\u00ec, le ha dette. E allora ci si potrebbe porre altre domande. Per esempio: \u00e8 opportuno che il consigliere di Mattarella faccia \u00abchiacchiere in libert\u00e0\u00bb su temi politici e istituzionali mentre mangia pesce ed evidentemente beve in abbondanza davanti a tante gente? E poi: chi \u00e8 che mette davvero in difficolt\u00e0 il Quirinale: chi si comporta cos\u00ec o chi lo fa notare? E qual \u00e8 il compito dei giornali: quello di dare notizie che si rivelano vere o di cestinarle per non dare fastidio a chi sta nei palazzi? Potremmo proporre il tema per il prossimo corso di scuola di giornalismo. La lectio magistralis, ovviamente, la far\u00e0 Massimiliano Scafi.\n<\/p>\n<p>\n        Lockheed F-35 \u00abLightning II\u00bb in costruzione a Fort Worth, Texas (Ansa)\n    <\/p>\n<p>\n        Roberto Cingolani, ad e direttore generale di Leonardo (Imagoeconomica)\n    <\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 20 novembre 2025. Con la nostra Flaminia Camilletti riflettiamo sul fatto che Francesco Saverio Garofani dovrebbe dimettersi dopo lo scandalo del Quirinale.<\/p>\n<p>Il caso Garofani non si sgonfia, anzi esplode. Belpietro ricostruisce come la notizia sia stata verificata e confermata dallo stesso consigliere del Quirinale, mentre parte della stampa tenta di minimizzare e attaccare chi l\u2019ha pubblicata. Padellaro, da sinistra, lo riconosce: \u00e8 una notizia vera e grave. E allora la domanda resta una: com\u2019\u00e8 possibile che un uomo cos\u00ec vicino al Colle parli apertamente di scossoni politici e listoni anti-Meloni?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Annalisa Cuzzocrea (Ansa) Sulle prime pagine di ieri teneva banco la tesi della bufala. Smentita dall\u2019interessato. 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