{"id":224474,"date":"2025-11-20T20:06:11","date_gmt":"2025-11-20T20:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224474\/"},"modified":"2025-11-20T20:06:11","modified_gmt":"2025-11-20T20:06:11","slug":"il-passo-falso-dei-fratelli-dardenne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/224474\/","title":{"rendered":"il passo falso dei fratelli Dardenne"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un nuovo film dei fratelli<strong> Jean-Pierre<\/strong> e <strong>Luc Dardenn<\/strong>e in sala. E non \u00e8 di certo tra i pi\u00f9 memorabili. La comunit\u00e0 dei cinefili europei ci perdoner\u00e0, ma dopo trent\u2019anni di visioni, tra cui tutti i titoli dei maestri belgi, qualche distinzione andr\u00e0 pur fatta. <strong>Giovani Madri<\/strong> non vale mezza <strong>Rosetta<\/strong> o mezzo <strong>Il figlio<\/strong>, ma nemmeno mezzo <strong>Tori e Lokita<\/strong>. Mettiamo subito in chiaro cosa non funziona: la logica dell\u2019accumulo di storie, di linee narrative intersecabili, non \u00e8 tra i pregi dei Dardenne, anzi. Se la peculiarit\u00e0 del loro cinema \u00e8 la pressione di sguardo in semi-soggettiva, scavo totale su una figura centrale, un perno attorno al quale brulicano poche e precise figure di contorno, quando si d\u00e0 pari importanza drammaturgica ad almeno cinque co-protagoniste e una marea di facce secondarie l\u2019approccio stilistico salta per aria. O meglio: si svuota di energia e di senso. Capita.<\/p>\n<p> Giovani madri fin dal titolo spiega come al centro dell\u2019osservazione pressante dei Dardenne siano cinque adolescenti con neonato (una \u00e8 incinta e sta per partorire) che vivono in una maison maternelle di Liegi, una casa rifugio pubblica dove le giovani possano sopravvivere degnamente vista la mancanza di rapporti con i genitori e pure spesso con i propri partner adolescenti. Cos\u00ec Giovani madri e un\u2019illustrazione corale (s\u00ec, si tratta di coro, anche se le singole tessere del mosaico si prendono cinque-sei minuti di spazio ogni volta in solitaria) di una <strong>terribile situazione di crisi psicologica<\/strong>, sociale, economica legata alla maternit\u00e0 precoce. Un disorientamento di fronte alla vita che bussa anticipando in modo violento la crescita e la maturit\u00e0, in questo caso femminile. I Dardenne ci provano a far stare dentro tutte e tutto. A far pulsare il disagio e la lotta per sopravvivere, a far scorrere il dolore sempre dentro una logica stilistica comunque iperpresente e nient\u2019affatto contemplativa. \u00c8 il loro marchio di fabbrica. Solo che in Giovani Madri l\u2019<strong>abbondare di vicissitudini al limite<\/strong>, alquanto sovrapponibili, crea traballanti apnee performative (non tutte la attrici non professioniste o alle prime armi sono talentuose come la povera Emilie Dequenne), alcuni incredibili scivoloni esplicativi con la parola (il soliloquio di Perla\/Lucie Laruelle che deve farci capire che quella di fronte \u00e8 la sorella cattiva \u00e8 estenuante) e una sensazione di sostanziale inconcludenza progettuale.<\/p>\n<p>Un ultimo appunto per gli under 30 che vedendo Giovani Madri vedono per la prima volta un film dei Dardenne. Ecco, sarebbe come approcciarsi a un Rossellini partendo da Il Generale Della Rovere o a Chaplin da La contessa di Hong Kong. Inspiegabile, davvero inspiegabile, il motivo per il quale Giovani Madri <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/05\/24\/festival-di-cannes-2025-i-vincitori-a-jafar-panahi-la-palma-doro-per-a-simple-accident\/8001449\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">abbia vinto il premio alla miglior sceneggiatura di <strong>Cannes 2025<\/strong>, l\u2019anello oltretutto pi\u00f9 debole di un film gi\u00e0 di per s\u00e9 sbagliato. <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un nuovo film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne in sala. 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