{"id":2260,"date":"2025-07-23T04:12:22","date_gmt":"2025-07-23T04:12:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2260\/"},"modified":"2025-07-23T04:12:22","modified_gmt":"2025-07-23T04:12:22","slug":"emilio-isgro-inaugura-il-nuovo-museo-macc-a-scicli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2260\/","title":{"rendered":"Emilio Isgr\u00f2 inaugura il nuovo museo MACC a Scicli"},"content":{"rendered":"\n<p>Come vuole l\u2019emblematica cinquecentesca, le formiche sono segno di prudenza, infatti \u00abquesti animaletti la state proveggono per il verno, portando il grano alle loro case\u00bb ma anche \u00abporge a noi esempio di fatica quando porta il suo in bocca la formica\u00bb (Lodovico Dolce, Dialogo dei colori, Venezia 1565). Segno positivo, di impegno comunitario, le formiche sono per questo anche una grande metafora politica e sociale. \u00c8 con questo intento che <strong>Emilio Isgr\u00f2<\/strong> le presenta in Opera delle formiche, la grande e complessa antologica curata da <strong>Marco Bazzini <\/strong>e <strong>Bruno Cor\u00e0<\/strong> con cui il MACC \u2013 Museo d\u2019Arte Contemporanea del Carmine di Scicli ha aperto la sua attivit\u00e0 espositiva.<\/p>\n<p>Dallo spazio di Piazza Busacca l\u2019invasione operosa delle formiche di Isgr\u00f2 apre un varco nel complesso settecentesco del Carmine e lo conquista. Sono le formiche, infatti, che da quel basolato, attraversate le strisce, conducono fin dentro al chiostro che, in collaborazione con il MAXXI, ospita Non uccidere, l\u2019installazione di Isgr\u00f2 integrata a un\u2019architettura di <strong>Mario Botta<\/strong> in cui le tavole della legge, in dieci lingue, cancellate in ogni comandamento, ne conservano uno soltanto. La struttura architettonica, che sembra evocare una sorta di occhio insieme terrestre e celeste, si carica di simboli religiosi e civili per diventare un viatico per il futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148571\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Italia-1970-Isgro\u0300-881x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"809\"  \/>Emilio Isgr\u00f2, Italia 1970<\/p>\n<p>Nel lavoro di Isgr\u00f2 le formiche sono il punto di arrivo di una lunga gestazione formale e concettuale che ha inizio con le cancellature, cio\u00e8 con quella procedura che gli artisti, da <strong>Robert Rauschenberg<\/strong> in poi, hanno praticato come paradossale omaggio a un testo o a un\u2019esperienza avvertite come imprescindibili. Come ci sentiremmo, infatti, se le carte geografiche non parlassero pi\u00f9 con i nomi dei luoghi, se i poemi e miti fossero lontani fantasmi sbiaditi? Formiche e cancellature mettono in risalto ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente essenziale, a volte esponendolo, a volte negandolo alla vista.<\/p>\n<p>La tensione paradossale di Isgr\u00f2 al \u201cmonumento\u201d, da un lato a destituirne la funzione, dall\u2019altro a confermarlo come presenza necessaria, trova modo di esprimersi nella prima opera che si incontra per le scale che conducono al primo piano e alla biglietteria, La lumi\u00e8re de la Libert\u00e9, una Statua della Libert\u00e0 imbracata alla quale sono scivolate di mano tante fiaccole accese. Lo spazio espositivo del museo ricorda, nella sua estesa copertura a capriate, altri luoghi espositivi della traduzione museale italiana, in particolare il San Marco di Firenze, ma in chiave meno essenziale e con delle soglie utili a tagliare il corridoio centrale in ulteriori ambienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148574\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-formica-argentina-sul-rubinetto-2023-1024x690.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"469\"  \/>Emilio Isgr\u00f2, La formica argentina sul rubinetto 2023<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148575\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Enciclopedia-Treccani.-Vol.-IV-Albero-genealogico-1970-1024x684.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"465\"  \/>Emilio Isgr\u00f2, Enciclopedia Treccani. Vol. IV, Albero genealogico 1970<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Ti-amo-con-i-semi-2024-Isgro\u0300-729x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"978\"  \/>Emilio Isgr\u00f2, Ti amo con i semi 2024<\/p>\n<p>Nella mostra di Isgr\u00f2 i \u201cpanari\u201d (cesti) ricolmi di carrube dorate segnano le tappe fondamentali della produzione dell\u2019artista. Sono in mostra alcuni dei lavori che hanno segnato la ricerca di Isgr\u00f2 dalla fine degli anni Sessanta in poi: le prime cancellature, i titoli dei giornali, Il viaggio di Enea del 1968, Dichiaro di non essere Emilio Isgr\u00f2 del 1971, e poi opere dalla Collezione Intesa San Paolo, la cancellatura della perduta Nativit\u00e0 caravaggesca di San Lorenzo a Palermo, in una sorta di autocurriculum, per citare il titolo del libro di Isgr\u00f2 edito da Sellerio, che rende chiari i passaggi di un artista che ha inteso la sua ricerca come la vorace testimonianza di un mondo per molti versi indicibile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148573\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/2019_Ritratto-Emilio-Isgro\u0300_Luisa-Porta-683x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\"  \/>Emilio Isgro\u0300. Foto di Luisa Porta<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1148572\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Non-schiacciatemi-per-favore-2024-Fondaz.-Amplifon-1019x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"699\"  \/>Emilio Isgr\u00f2, Non schiacciatemi per favore 2024 (Fondaz. Amplifon)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come vuole l\u2019emblematica cinquecentesca, le formiche sono segno di prudenza, infatti \u00abquesti animaletti la state proveggono per il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2261,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-2260","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2260"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2260\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}