{"id":226368,"date":"2025-11-21T23:49:10","date_gmt":"2025-11-21T23:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226368\/"},"modified":"2025-11-21T23:49:10","modified_gmt":"2025-11-21T23:49:10","slug":"lultimo-appello-di-zelensky-solo-leuropa-puo-salvare-la-dignita-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226368\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo appello di Zelensky. Solo l&#8217;Europa pu\u00f2 salvare la dignit\u00e0 occidentale"},"content":{"rendered":"<p>Nel suo libro \u00abLa Russia in quattro criminali\u00bb (2022, Einaudi), il criminologo di Oxford e Sciences Po, Federico Varese, dedica alcune pagine ai rapporti di lunga data di Donald Trump con la Russia e i suoi oligarchi, con un episodio che \u00e8 particolarmente esemplificativo di questi rapporti e istruttivo:\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2008, Rybolovlev compr\u00f2 per 95 milioni una villa in Florida da Donald Trump, il quale aveva acquistato la stessa propriet\u00e0 quattro anni prima per 41,4 milioni di dollari, con un guadagno per il tycoon di 53,6 milioni. Gli investigatori americani che hanno indagato sui rapporti fra Trump e Putin trovarono strano che, con il mercato immobiliare americano al collasso, Trump riuscisse a vendere a una cifra astronomica una casa che era sul mercato da due anni. Rybolovlev non mise mai piede nella villa e dopo poco la fece demolire: non si era accorto che la muffa era dovunque. Il portavoce dell\u2019oligarca lo defin\u00ed un ottimo investimento (p.30).\u00a0<\/p>\n<p>In un interessante volume per Mondadori sulla politica internazionale (Una trama del mondo, 2022), Michele Chiaruzzi, studioso di relazioni internazionali dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, osserva come le grandi potenze tendano \u201ca piegare gli scopi comuni ai propri, spesso infrangendo i diritti dei pi\u00f9 deboli e tradendone gli interessi\u201d (p. 191).\u00a0<\/p>\n<p>Ecco, oggi un affarista senza troppi scrupoli (come testimonia anche la sua carriera di magnate) e con opachi trascorsi con il mondo russo, come ben spiegato da Varese, si trova alla guida di una grande potenza, anzi, della potenza egemone. E nel suo ondivago procedere mostra la lineare volont\u00e0 di accordarsi con il capo di quella grande plutocrazia che \u00e8 oggi la Russia \u2013 alla quale sembra dovere qualcosa \u2013 a spese dell\u2019Ucraina, verso la quale ha gi\u00e0 platealmente mostrato un atteggiamento che possiamo tranquillamente definire predatorio.\u00a0<\/p>\n<p>Non solo. In quel suo ondivago ma a suo modo coerente procedere sembra sempre mosso anche, perlomeno anche, dalla passione per gli affari, avendo con la sua presidenza rinnovato un aspetto premoderno del potere politico, ovvero la dimensione patrimonialistica nell\u2019esercizio del potere di governo, dove i beni e gli interessi del \u2018signore\u2019 non si distinguono da quelli dello Stato. \u00c8 da questa situazione che discende la messa in scena teatrale di incontri con tappeti rossi srotolati e pretesi accordi di pace, sopra la testa dell\u2019Europa, dell\u2019Ucraina e dei loro governanti.\u00a0<\/p>\n<p>Dentro a questa ripetitiva e cinica storia, che a nulla porta con dispetto dell\u2019irascibile e umorale presidente, incredibile, ma vero, degli Stati Uniti, si collocano anche i ventotto punti proposti dall\u2019amministrazione americana di cui si discute in questi giorni. A proposito dei quali, per non dimenticare l\u2019aspetto \u2018patrimonialistico\u2019 appena evocato, il premio Pulitzer Anne Applebaum ha twittato: \u201cPenso che gli americani e gli europei debbano vedere i protocolli segreti del patto Witkoff-Dmitriev prima di esprimere un giudizio. Quali accordi commerciali sono stati conclusi?\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Quei ventotto punti, in realt\u00e0 frutto della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/live\/2025\/nov\/21\/europe-latest-news-russia-ukraine-war-updates-zelenskyy-putin-g20?CMP=share_btn_url&amp;page=with:block-69204d2e8f08a77eddc21bbe#block-69204d2e8f08a77eddc21bbe\" style=\"color: rgb(17, 85, 204);\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">congiunzione di menti statunitensi e russe<\/a>, sono di fatto i passi per una resa e la sottomissione degli ucraini al potere e al capriccio del Cremlino. Come \u00e8 stato gi\u00e0 notato da tutti gli osservatori e politici seri e consapevoli. In pratica, la soluzione del conflitto in Ucraina spazzando via l\u2019Ucraina come soggetto politico sovrano. Con il corollario di una Europa senza voce in capitolo, quella stessa Europa che nella forma dell\u2019Unione \u00e8 l\u2019unica entit\u00e0 alla quale l\u2019Ucraina, con i suoi dirigenti politici e la sua societ\u00e0 civile, \u00e8 disposta a cedere sovranit\u00e0, per esistere come stato europeo e occidentale. Inutile dire che secondo i ventotto punti, gli accordi economici dell\u2019Ucraina saranno con gli Stati Uniti, probabilmente anche con la famiglia Trump.\u00a0<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 che quella tendenza ad accordarsi tra loro delle grandi potenze non possa trovare ostacoli. Gi\u00e0 il blitzkrieg tentato del febbraio 2022, che in assenza di resistenza probabilmente avrebbe fatto dell\u2019Ucraina una Bielorussia senza troppa opposizione americana (gli americani non proposero a Zelensky di aiutarlo nella fuga, dimostrando che ben poco credevano nella possibilit\u00e0 di ostacolare i piani del Cremlino?), fu sventato proprio da quella resistenza, per le prime settimane proveniente dalla sola forza ucraina. Poi, con la nuova presidenza americana amica del giaguaro, di nuovo Volodymyr Zelensky ha mostrato, con tanta cautela e accortezza, ma anche fermezza, che senza l\u2019Ucraina non ci possono essere accordi, e che quegli accordi non possono calpestare l\u2019indipendenza e l\u2019autonomia dell\u2019Ucraina. E cos\u00ec facendo ha anche trascinato con s\u00e9 le cancellerie europee, esercitando di fatto un potere di leadership e fornendo empowerment ai leader europei. Con buona pace degli ideologi della geopolitica, l\u2019Europa tutto sommato esiste e ancor pi\u00f9 l\u2019Ucraina esiste.\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec, di nuovo, Zelensky di fronte ai ventotto punti di conio russo-americano si \u00e8 messo di traverso. E lo ha mostrato, con una forza che non ha eguali nelle leadership contemporanee, nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/video\/2025\/11\/21\/video\/zelensky_agli_ucraini_davanti_a_una_scelta_difficile_perdere_la_dignita_o_un_partner_chiave-20562994\/?ref=HHTP-BH-I20528095-P1-S2-T1\" style=\"color: rgb(17, 85, 204);\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">video pubblicato sulla sua pagina Instagram<\/a>. Dieci minuti di un discorso drammatico e profondo rivolto in primis agli ucraini, quindi alle opinioni pubbliche occidentali \u2013 direi soprattutto europee \u2013 e ai loro governanti. Per fare sapere che non saranno gli ucraini a sottrarsi a negoziazioni e tentativi di giungere ad accordi, ma anche che l\u2019indipendenza e la dignit\u00e0 del suo popolo \u2013 cos\u00ec ferocemente e tenacemente difese all\u2019indomani dell\u2019invasione e in questi quasi quattro anni di guerra \u2013 non sono in discussione.\u00a0<\/p>\n<p>Nella tarda sera del 20 novembre, in un altro intervento video aveva rimarcato:\u00a0<\/p>\n<p>Fin dai primi giorni della guerra abbiamo una posizione estremamente semplice:<br \/>l&#8217;Ucraina ha bisogno di pace. E una pace vera, tale che non venga spezzata da una terza invasione.<br \/>Una pace dignitosa, con condizioni che rispettino la nostra indipendenza, la nostra sovranit\u00e0, la dignit\u00e0 del popolo ucraino. Ed \u00e8 proprio condizioni del genere che dobbiamo garantire.<\/p>\n<p>Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 nei ventotto punti. Nel nuovo discorso Zelensky ha chiamato all\u2019unit\u00e0 i suoi cittadini, li ha voluti rimobilitare in questa fase drammatica, aggravata dagli scandali sulla corruzione che sono per lui oggi un cruciale banco di prova, questione non esplicitata, ma implicita nelle sue parole, nella consapevolezza che quegli scandali sono utilizzati ora dai nemici del suo Paese con una intensificata propaganda che mira a fiaccarlo. Zelensky ha parlato di giorni che seguiranno difficili e importanti. Ma \u00e8 ben arduo pensare che creda che da questi rinnovati piani possa uscire qualcosa di accettabile. Sa molto bene con chi ha a che fare, che si tratti degli aggressori o dell\u2019amico di un tempo, l\u2019America. Che non \u00e8 pi\u00f9 la stessa.\u00a0<\/p>\n<p>Quello che certamente sa \u00e8 che la Russia deve essere posta nelle condizioni di rivedere la sua politica di aggressione facendo s\u00ec che il prezzo della continuazione della guerra diventi troppo alto. E per questo \u00e8 necessario che l\u2019Europa compia un balzo in avanti. Siamo uomini e per questo non invincibili, ha ricordato il presidente ucraino. Che ha anche rimarcato la drammaticit\u00e0 del momento che potrebbe mettere gli ucraini di fronte alla scelta tra preservare la propria dignit\u00e0 o perdere un alleato chiave. Un alleato che sembra abbia minacciato di abbandonarlo se non si risolve alla resa di fatto previsto dal piano.\u00a0<\/p>\n<p>Dunque, ora \u00e8 il momento dell\u2019Europa. Questo \u00e8 il senso delle sue parole. Ma questa Europa per essere all\u2019altezza del momento che il presidente ucraino ha cos\u00ec potentemente evocato deve finalmente uccidere il padre, che sino ad ora l\u2019ha protetta, ma ora la sta tradendo. L\u2019Europa e l\u2019Ucraina o saranno entrambe soggetto politico o non saranno. La campana suona per tutti noi.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel suo libro \u00abLa Russia in quattro criminali\u00bb (2022, Einaudi), il criminologo di Oxford e Sciences Po, Federico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":226369,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-226368","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115590369427763414","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=226368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226368\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=226368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=226368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=226368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}