{"id":226651,"date":"2025-11-22T04:36:12","date_gmt":"2025-11-22T04:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226651\/"},"modified":"2025-11-22T04:36:12","modified_gmt":"2025-11-22T04:36:12","slug":"morta-ornella-vanoni-addio-alla-grande-voce-della-musica-italiana-a-91-anni-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226651\/","title":{"rendered":"Morta Ornella Vanoni, addio alla grande voce della musica italiana a 91 anni | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Prima ti affascina poi ti strega. Addio <strong>Ornella Vanoni<\/strong>. Una delle voci storiche della musica italiana \u00e8 morta. Aveva 90 anni. Interprete tra gli anni sessanta e fino ai giorni nostri di una quantit\u00e0 infinita conosciuta canticchiata di brani come L\u2019appuntamento, Senza Fine, Che cosa c\u2019\u00e8, La musica \u00e8 finita, Domani \u00e8 un altro giorno, Musica, musica, Tristezza, La voglia e la pazzia, e di oltre una trentina di album, Vanoni<strong> ha lasciato un segno indelebile nella memoria melodica degli italian<\/strong>i. Voce suadente e inimitabile, una carriera imprevedibile, versatile, inesauribile che ha attraversato almeno quattro decenni sapendosi continuamente rilanciare, modificando persino ritmica e generi, rimanendo sempre in vetta alle classifiche di vendita.<\/p>\n<p>Figlia dell\u2019alta, severa, conservatrice borghesia milanese, studia in collegi svizzeri, poi cerca di diventare estetista (<strong>\u201cvolevo curare le ragazze dall\u2019acne<\/strong>\u201d), ma finisce ai provini del Piccolo Teatro di Milano allora diretto maestosamente da <strong>Giorgio Strehler.<\/strong> Solo che il \u201cmaestro\u201d \u2013 siamo a met\u00e0 anni cinquanta \u2013 si innamora di lei e non solo inizia con la Vanoni una storia d\u2019amore alquanto scandalosa (lui era sposato), ma le cuce addosso qualcosa di memorabile che la lancer\u00e0 nel mondo dello spettacolo e della canzone. Tra il 1958 e il \u201959 assieme a Fiorenzo Carpi e Gino Negri, Strehler inventa le Canzoni della mala, un repertorio di brani scritti ex novo, anche se abilmente riferiti a ipotetici legami con la tradizione popolare, che trattavano di furfanti, perdigiorno, malfattori, sfruttati qualunque. Tra queste la celebre Ma mi.. che Vanoni porta al successo nazionale e che parla delle <strong>detenzione di Strehler a San Vittore durante la Repubblica di Sal\u00f2.<\/strong> Ornella esordisce cos\u00ec come cantante tutta di nero vestita, cupa, con un rossetto vistoso. Tempo qualche mese e il talento di questa ragazza alta, elegante, dai lineamenti del viso marcati, viene amplificato in tutto il suo splendore grazie all\u2019incontro tre le stanze della casa discografica Ricordi con <strong>Gino Paol<\/strong>i. Altro amore, forse ancor pi\u00f9 tormentato e sottotraccia duraturo, con il cantautore piccolo e secco di Genova, anche se Vanoni nel 1960 si sposa con l\u2019impresario Lucio Ardenzi, da cui si separer\u00e0 presto e con il quale avr\u00e0 un figlio (l\u2019unico suo).<\/p>\n<p>Paoli per\u00f2 le regala Senza fine, una delle pi\u00f9 straordinarie melodie della canzone mondiale. Nel brano c\u2019\u00e8 uno dei riferimenti da brividi, tipico della poetica paoliana, quando scrive riferendosi all\u2019amata \u201cnelle tue mani, mani grandi\/mani senza fine\u201d, proprio come vuole il primo complimento che Gino fece a Ornella riferito alla sue mani lunghe e affusolate. Per la Vanoni \u00e8 l\u2019inizio immediato di una carriera che dopo pochi mesi \u00e8 gi\u00e0 ricca di altri brani, dischi, nonch\u00e9 interpretazioni in commedie musicali come in Rugantino di Garinei e Giovannini che la porter\u00e0 a calcare i palchi di mezzo mondo occidentale. Vanoni si diletter\u00e0 spesso con queste m<strong>elodie morbide, dai ritornelli perentori ed orecchiabili,<\/strong> giocati su schermaglie amorose che la rendono perfino sex symbol, tanto che a met\u00e0 anni settanta diventer\u00e0 ragazza senza veli del mese di Playboy (<strong>di lei si racconta che non indossasse biancheria intima<\/strong>). Su questo echeggia ancora la battuta recente della cantante a chi le segnalava che su eBay quel numero venisse valutato 70 euro: \u201cSoltanto 70?\u201d. Sono gli anni del teatro e della tv (Walter Chiari, Pino Caurso, Gigi Proietti), della rivalit\u00e0 (vera!) con Mina, anche se l\u2019ennesima svolta, l\u2019ennesimo successo ancora pi\u00f9 grande di prima avviene nel 1970 quando registra L\u2019appuntamento, brano scritto da Bruno Lauzi e Roberto Carlos rifacendosi a una canzone portoghese, che poi aprir\u00e0 il film Tony Arzenta di Duccio Tessari con Alain Delon. Per capire il potere seduttivo, malinconico pessimista, di un brano che diventa storia, dove la protagonista accetta un appuntamento con un uomo che non vede da tempo ma che non andr\u00e0 a buon fine, va ricordato l\u2019incipit \u2013 \u201c<strong>ho sbagliato tante volte sai che lo so gi\u00e0\u201d<\/strong>\u2013 e quel ponte che fa \u201cAmore fai presto, che io non resisto\u201d. Autoradio, mangianastri e giradischi a manetta, a met\u00e0 anni settanta tutti in Italia ascoltano Ornella (L\u2019appuntamento \u00e8 un 45 giri da 600mila copie!) e allora lei che fa? Segue il paroliere, storico, istrionico Sergio Bardotti e la sua passionaccia per la bossa nova. Ne esce, nel 1976, un album memorabile La voglia pazza l\u2019incoscienza e l\u2019allegria, scritto assieme al poeta Vinicius de Moraes ai musicisti Jobim e Chico Buarque, cantato dalla Vanoni in decine di memorabili live assieme a Toquinho. <strong>\u201cLa musica \u00e8 bella o brutta, musica \u201cleggera\u201d non vuole dire niente<\/strong>\u201d, amava dire Ornella. Sono questi gli anni della definitiva consacrazione, per una impaurita ragazzona che nemmeno a 40 anni aveva gi\u00e0 incontrato Bertolt Brecht, Jorge Luis Borges, Hugo Pratt e mezzo universo musicale tra il jazz e il pop.<\/p>\n<p>I grandi brani continuano comunque a fioccare, come le collaborazioni altisonanti. Se negli anni sessanta la facevano da padrone Paoli e Franco Califano, nei settanta toccher\u00e0 a Ivano Fossati, Fabrizio De Andr\u00e8, Lucio Dalla, Pierangelo Bertoli. Vanoni diventa una sorta di crooner al femminile, spesso in live sofisticati piano, basso, chitarra e sax, per performance con sgabello, abito da sera, luci soffuse che arriva direttamente dalla scena teatrale. Otto le partecipazioni di Vanoni a Sanremo: quella pi\u00f9 importante \u00e8 quella del 1967 quando con La musica \u00e8 finita finisce quarta; mentre quella che ancora graffia con grinta e personalit\u00e0 \u00e8 del 1989 con Io come far\u00f2, sempre donata dall\u2019amato Paoli e dal fido Bardotti, uno splendido pezzo quasi recitato dove la protagonista si interroga spaesata e disillusa di fronte ad un amore che si \u00e8 fatto assente: \u201cIo come far\u00f2 a inventarmi te, per poterti davvero toccare\u201d. Negli anni ottanta Vanoni cadr\u00e0 pi\u00f9 volte in depressione, vera e propria malattia dalla quale si riprender\u00e0 con ampio e osannato uso di psicofarmaci: \u201cMai sar\u00f2 loro abbastanza grata. <strong>Ho deciso colpevolmente di incontrarli tardi,<\/strong> ma adesso non li lascio pi\u00f9\u201d. Amante della poesia, probabilmente socialista sulla scia dell\u2019amato Strehler, negli ottanta come molti artisti storici a Milano fu craxiana: \u201cSicuramente Craxi ha sbagliato \u2013 raccont\u00f2 in Vincente o perdente (La Nave di Teseo). Per\u00f2 operava in un sistema in cui per incidere, per essere influente, dovevi sbagliare. Ha pagato lui per tutti\u201d. Lascia la piccola cagnetta Ondina che molte volte abbiamo visto giocosa in foto sul suo profilo Instagram e diverse apparizioni tv da <strong>Fazio<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima ti affascina poi ti strega. Addio Ornella Vanoni. 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