{"id":226667,"date":"2025-11-22T04:47:12","date_gmt":"2025-11-22T04:47:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226667\/"},"modified":"2025-11-22T04:47:12","modified_gmt":"2025-11-22T04:47:12","slug":"militari-in-divisa-a-bordo-e-documenti-scomparsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226667\/","title":{"rendered":"militari in divisa a bordo e documenti \u200bscomparsi"},"content":{"rendered":"<p>Nelle acque del Mar Baltico si aggirano oltre 400 navi petrolifere russe fuori dai radar, che si svincolano dal controllo occidentale dell&#8217;oro nero di Putin, osservano da lontano i confini europei e lasciano solo una traccia del loro passaggio: delle scie nere di petrolio in mare. Sono la &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/flotta-ombra-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">flotta ombra&#8221;\u00a0<\/a><\/strong>e tutte inserite nella black list della Nato, tutte sanzionate, ma si fatica a rimandarle indietro e stanno diventando una vera e propria minaccia per tutti quei Paesi che affacciano nelle acque del Baltico e per l&#8217;intero Pianeta.<\/p>\n<p>La flotta ombra <\/p>\n<p>La flotta ombra \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi misteri del mondo contemporaneo. Si tratta di 444 imbarcazioni petrolifere sottoassicurate e di dubbia propriet\u00e0: l&#8217;unica cosa certa che si sa \u00e8 che sono russe e che Mosca se ne serve agilmente per aggirare le sanzioni occidentali, Ue e Usa, imposte dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina il 24 febbraio 2022.\u00a0Navigano con compagnie false registrate come proprietarie, difficilmente hanno con loro documenti assicurativi e, a volte, girano con documenti ufficiali falsi. L&#8217;Unione Europea ne ha individuate e sanzionate 544, la Gran Bretagna 450, ma secondo\u00a0Lloyd&#8217;s List Intelligence, un importante servizio di dati e analisi marittime, il numero sarebbe molto pi\u00f9 alto: si tratterebbe di circa 1.300 navi, che infestano le acque del Baltico e trasportano greggio illegale sotto il nostro naso.<\/p>\n<p>Nonostante non fosse possibile farlo in queste modalit\u00e0, \u00e8 attraverso queste navi che viene trasportato illegalmente e senza controllo il greggio russo. L&#8217;esistenza stessa di questa flottiglia \u00e8 la pi\u00f9 grande dimostrazione di come le mire espansionistiche di Putin siano particolarmente difficili da ridimensionare (nonostante il graduale abbandono del mercato del petrolio russo e le nuove sanzioni, insieme agli attacchi ucraini alle raffinerie, stanno davvero mettendo in difficolt\u00e0 la stabilit\u00e0 dell&#8217;economia di Mosca).<\/p>\n<p>L&#8217;inquinamento del Mar Baltico <\/p>\n<p>Queste imbarcazioni non fanno danni solo a livello geopolitico, ma anche ambientale.\u00a0Secondo una ricerca congiunta del gruppo giornalistico no-profit SourceMaterial e politico, solo nell&#8217;ultimo anno sono almeno cinque ad aver\u00a0perso grandi quantit\u00e0 di petrolio nelle acque del Mar Baltico in questo ultimo anno, mentre navigavano liberamente raggirando le sanzioni. La questione, quindi, \u00e8 anche ambientale.\u00a0Si tratta, infatti, di\u00a0petroliere obsolete che, proprio per la loro potenzialit\u00e0 inquinante, non dovrebbero solcare le acque di nessun mare. Due di queste erano state sanzionate individualmente dal Regno Unito, ma, come spesso accade quando si parla di Russia, sono comunque riuscite a trovare degli escamotage per contiuare a navigare.<\/p>\n<p>Le cattive condizioni di manutenzione e la fatiscenza le rendono particolarmente sensibili a danneggiamenti o incidenti di percorso (altamente inquinanti).\u00a0A novembre 2024, per esempio, \u00e8 stata individuata una chiazza di petrolio di 12 km a largo del Golfo di Biscaglia, in Spagna, che sembrerebbe provenire da una petroliera (sanzionata) in viaggio dall&#8217;India a Primorsk, in Russia. Ma chi \u00e8 che paga per la bonifica dei mari dopo questi incidenti, se la propriet\u00e0 \u00e8 dubbia e i responsabili non sono individuabili? La risposta \u00e8 tristemente semplice: i\u00a0contribuenti europei.<\/p>\n<p>Militari in divisa e documenti scomparsi <\/p>\n<p>I governi occidentali, a partire da quelli che affacciano proprio in questo mare, sono molto in difficolt\u00e0. La flotta ombra \u00e8 difficile da controllare e tiene alto lo stato di tensione in questi Paesi. Il sito investigativo Dan Watch riporta la testimonianza di un veterano delle acque danesi, l&#8217;ex soldato della Marina e attualmente responsabile per la navigazione in sicurezza nelle acque danesi Bjarne C\u00e6sar Skinnerup.\u00a0\u00abMolti miei colleghi vedono ora sulle navi della flotta oscura uomini che indossano uniformi mimetiche della marina russa &#8211; ha dichiarato &#8211; pu\u00f2 essere intimidatorio vedere uomini in uniforme di guardia. Se fossero solo in abiti civili, non li noteresti. Immagino che sia parte della loro tattica farsi vedere. Non solo da noi in visita, ma anche dall&#8217;equipaggio, in modo da non osare fare nulla che i russi non vogliano\u00bb. Un atteggiamento ad hoc, che servirebbe a intimidire la flotta statale danese. Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Baltic Sentry, le autorit\u00e0 stanno individuando\u00a0le navi, stanno\u00a0chiedendo loro di mostrare\u00a0i documenti assicurativi ma, come rivela nuovamente\u00a0Skinnerup e\u00a0e aveva gi\u00e0 detto in precedenza Danwatch, gli inganni sono all&#8217;ordine del giorno. Questi documenti scompaiono casualmente prima di essere consegnati, o sono dei falsi ben manipolati.<\/p>\n<p>Una minaccia per Polonia, Estonia e Litunia <\/p>\n<p>Cacciare queste imbarcazioni illegali dalle acque europee \u00e8 diventato un&#8217;urgenza per la Nato, in particolar modo per quegli Stati che affacciano proprio sul Mar Baltico.\u00a0\u00abDobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia: le sanzioni stanno funzionando e devono essere rafforzate, la situazione economica della Russia continua a peggiorare. Non meno chiediamo che l&#8217;applicazione delle sanzioni alle navi della\u00a0flotta ombra\u00a0possano essere applicate tempestivamente\u00bb, ha affermato ieri\u00a0a Bruxelles, durante un incontro tra Ministeri degli Esteri dell&#8217;Ue,\u00a0la ministra lettone, Baiba Braze. Questi Paesi soffrono particolarmente il giogo russo: l&#8217;area del Baltico \u00e8 tra quelle pi\u00f9 tese in questo periodo, tra droni russi che violano lo spazio aereo nazionale e navi spia militari che allungano l&#8217;occhio fin dentro i confini. Avere le acque piene di navi ombra non pu\u00f2 che peggiorare il clima di tensione.<\/p>\n<p>Le parole di Kallas <\/p>\n<p>Kaja Kallas, Alta rappresentante dell&#8217;Ue per la Politica estera, \u00e8 tornata sul tema nella stessa occasione per riportare al centro dell&#8217;attenzione mediatica quella che ormai \u00e8 diventata\u00a0una\u00a0\u00abpriorit\u00e0\u00bb per l&#8217;Ue.\u00a0\u00abInseguire la\u00a0flotta ombra\u00a0russa rimane una priorit\u00e0, e abbiamo avuto discussioni molto intense su cosa possiamo fare di piu. L&#8217;Ue ha gia sanzionato oltre 550 navi, e abbiamo condotto ampi colloqui diplomatici con gli Stati di bandiera che registrano le navi. Ora puntiamo a stipulare accordi di pre-abbordaggio con questi Stati. Questo e un modo legale per salire a bordo e perquisire una nave di un altro Paese. Rallentare la\u00a0flotta ombra costa entrate alla Russia. Per questo motivo lavoreremo per imporre maggiori sanzioni alla flotta ombra, sia alle navi che ai facilitatori\u00bb, ha dichiarato.\u00a0 \u00abAbbiamo anche discusso &#8211; ha continuato\u00a0&#8211; se potremmo essere pi\u00f9 efficaci nel fare passi avanti, non concentrandoci sempre sui grandi pacchetti, ma ad esempio sulla\u00a0flotta ombra. La Russia \u00e8 molto creativa e anche noi dobbiamo esserlo\u00bb. Occorre \u00abessere pi\u00f9 agili\u00bb, ha concluso Kallas. E l&#8217;appoggio dell&#8217;Italia non manca.\u00a0\u00abSono un&#8217;europeista e come per le sanzioni si decide insieme, cos\u00ec anche per qualsiasi altro tipo di intervento sulla\u00a0flotta ombra\u00a0si deve lavorare insieme, in coordinamento\u00bb, ha aggiunto il ministro italiano Antonio Tajani al termine dell&#8217;incontro.<\/p>\n<p>A cosa servono davvero le sanzioni <\/p>\n<p>\u00abL&#8217;esportazione di petrolio greggio russo e al livello piu basso degli ultimi mesi. Le entrate fiscali russe derivanti dal petrolio sono le piu basse dall&#8217;inizio della guerra. Le sanzioni stanno colpendo la Russia. E ne arriveranno altre\u00bb, ha dichiarato Kallas. Per far s\u00ec che questa strategia sia davvero efficace, per\u00f2, la flotta ombra deve essere fermata. Scavalcando le sanzioni, queste imbarcazioni permettono a Mosca\u00a0di continuare, imperterrita, il commercio di petrolio, con conseguenze a cascata sulla situazione mondiale. La scelta di sanzionare la Russia dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ha in prima istanza l&#8217;obiettivo economico, ma di rimando anche quello di difesa: se gli incassi derivanti dall&#8217;export di greggio dovessero calare a picco e il Cremlino non avesse pi\u00f9 il\u00a0denaro per finanziare la spesa bellica, sarebbe costretto a ridimesionare i sogni di conquista. O a tagliare ulteriormente\u00a0il welfare civile, con conseguenze devastanti sulla societ\u00e0 russa e sul consenso.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nelle acque del Mar Baltico si aggirano oltre 400 navi petrolifere russe fuori dai radar, che si svincolano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":226668,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,30538,90794,3576,90301,37566,166,2737,7,15,9864,171,170,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-226667","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-flotta-ombra","12":"tag-flotta-ombra-russa","13":"tag-guerra-ucraina","14":"tag-kaja-kallas","15":"tag-mar-baltico","16":"tag-mondo","17":"tag-nato","18":"tag-news","19":"tag-notizie","20":"tag-petrolio","21":"tag-russia","22":"tag-ucraina","23":"tag-ultime-notizie","24":"tag-ultime-notizie-di-mondo","25":"tag-ultimenotizie","26":"tag-ultimenotiziedimondo","27":"tag-world","28":"tag-world-news","29":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115591541156111082","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=226667"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226667\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=226667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=226667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=226667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}