{"id":226987,"date":"2025-11-22T10:03:16","date_gmt":"2025-11-22T10:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226987\/"},"modified":"2025-11-22T10:03:16","modified_gmt":"2025-11-22T10:03:16","slug":"mi-sono-svegliata-e-avevo-meta-corpo-paralizzato-dopo-laneurisma-ho-dovuto-ricostruire-tutto-una-telefonata-di-mia-mamma-mi-ha-salvato-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/226987\/","title":{"rendered":"\u00abMi sono svegliata e avevo met\u00e0 corpo paralizzato. Dopo l&#8217;aneurisma ho dovuto ricostruire tutto. Una telefonata di mia mamma mi ha salvato la vita\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/cinzia-leone\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cinzia Leone<\/a><\/strong> torna in scena con uno spettacolo che \u00e8 tutto tranne che \u201cpesante\u201d, anche se al centro ci sono una madre ingombrante, la paura di deluderla, l\u2019identit\u00e0 femminile e la fatica di crescere. Si intitola \u201cMamma sei sempre nei miei pensieri, spostati\u201d e gi\u00e0 dal titolo chiarisce la sua missione: ridere tantissimo di qualcosa che, in realt\u00e0, tocca nervi profondi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>In scena c\u2019\u00e8 lei, ma c\u2019\u00e8 anche sua madre,\u00a0che le telefona in continuazione, che irrompe nello spettacolo, che si materializza su uno schermo gigante alle sue spalle, che la sommerge di lamentele e domande sulla sua gastrite. Un rapporto che diventa metafora di tutti i rapporti madre &#8211; figlia: quella \u201cmammit\u00e0\u201d che ci abita dentro e con cui, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Con la sua consueta leggerezza, Cinzia Leone parla di cordoni ombelicali lunghissimi, telefonate che non finiscono mai, amore per la vita e persino dell\u2019aneurisma che l\u2019ha costretta a ricostruire se stessa da zero. Sempre con un obiettivo: \u00abNon colpevolizzare nessuno, ma offrire una chiave di crescita\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/foto_di_scena_spettacolo_cinzia_leone.jpg_3_21124357.jpg\"\/><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Partiamo dal titolo: \u201cMamma sei sempre nei miei pensieri, spostati\u201d. Che spettacolo \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 uno spettacolo leggero, comico, assolutamente non pesante, e questo per me \u00e8 fondamentale. Di pesante ne abbiamo gi\u00e0 abbastanza. Parlo di cose profonde, s\u00ec, ma con una chiave di leggerezza, altrimenti il pubblico mi tirerebbe le sedie (e avrebbe pure ragione!). In scena c\u2019\u00e8 una madre che mi telefona durante lo spettacolo: la interpreto sempre io, ma invecchiata, \u201cgrande\u201d, proiettata su uno schermo alle mie spalle. Un po\u2019 alla New York Stories di Woody Allen. Ogni volta che pronuncio la parola \u201cspettacolo\u201d, lei viene immediatamente posseduta dal delirio di protagonismo e chiama. Chiama per dirmi che ha la gastrite, che le fa male lo stomaco, che devo chiedere se c\u2019\u00e8 un medico in sala&#8230; Di fatto lo spettacolo \u00e8 questo: io non riesco neanche a cominciarlo, perch\u00e9 mia madre, appena sente la parola \u201cspettacolo\u201d, si infila con una violenza affettiva incredibile. Io dichiaro: \u201cBasta mamma, questa volta avr\u00f2 il mio spettacolo, basta tirannia, tutta la vita ho guardato la realt\u00e0 attraverso la tua gastroscopia. Adesso faccio il mio spettacolo e si intitoler\u00e0 &#8220;La gastrite\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Al centro c\u2019\u00e8 il rapporto con la madre, ma lei parla soprattutto di \u201cmammit\u00e0\u201d. Che cosa significa?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00ab\u201cMammit\u00e0\u201d \u00e8 la mamma dentro di noi. Non \u00e8 solo il rapporto madre &#8211; figlia in senso biografico, \u00e8 quello che ci resta addosso: i pensieri, le frasi, le paure, l\u2019impostazione affettiva che abbiamo respirato in casa. Noi pensiamo i pensieri di mamma per tutta la vita. O meglio: pensiamo i pensieri di chi ci ha cresciuto. E non \u00e8 che c\u2019\u00e8 un colpevole: chi ti cresce non pu\u00f2 fare altro che passarti il proprio vissuto, perch\u00e9 non ha altre informazioni. Il punto \u00e8: a un certo punto dobbiamo chiederci chi siamo veramente. Dobbiamo domandarci se tutti i pensieri che abbiamo nella testa sono davvero i nostri o se \u00e8 arrivato il momento di conquistarci i nostri pensieri. Questo \u00e8 lo spettacolo: una riflessione sulla crescita, ma detta in teatro con leggerezza, altrimenti saremmo in una seduta pesantissima e non in una serata divertente\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/foto_di_scena_spettacolo_cinzia_leone.jpg_4_21124408.jpg\"\/><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quanto c\u2019\u00e8 del suo rapporto reale con sua madre?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abNon racconto la quotidianit\u00e0 in senso stretto, non \u00e8 uno sfogo personale. Io parto dalla mia esperienza, certo, ma per arrivare a una chiave condivisibile. <\/p>\n<p>L\u2019episodio che mi ha fatto venire in mente lo spettacolo l\u2019ho raccontato mille volte, ma \u00e8 perfetto: mia madre era terrorizzata dalle briciole, dalle gocce per terra. Io da adulta dico: \u201cVado a vivere da sola, finalmente sar\u00f2 libera da questo tormento\u201d. Invito un amico a cena e lui, durante la cena, mi dice: \u201cNon ti preoccupare, i piatti li lavo io\u201d. Io schizzo sulla sedia: \u201cNo! Che mi fai tutte le gocce per terra!\u201d. Lui si alza, mi viene incontro, mi impone le mani ironicamente e dice: \u201cMamma Cinzia, esci da questo corpo. Liberala!\u201d. E l\u00ec ho pensato: questo sar\u00e0 il mio prossimo spettacolo. \u00c8 proprio il passaggio di consegna dell\u2019identit\u00e0: mia madre, come tutte le madri, mi ha passato la sua. Io ci sono cresciuta dentro. Poi, diventando adulta, ho cominciato a mettere in discussione certe cose, per capire cosa mi apparteneva davvero e cosa no\u00bb.&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una telefonata reale di sua mamma che non dimenticher\u00e0 mai?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abIn mezzo ai miliardi di telefonate che ci siamo fatte, pi\u00f9 che una singola chiamata mi resta la sensazione della sua presenza quando c\u2019era. Adesso che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, nella mia testa la chiamo miliardi di volte. So che non mi risponder\u00e0, perch\u00e9 la vita \u00e8 fatta anche di separazioni. La prima grande separazione l\u2019abbiamo vissuta insieme quando \u00e8 morto mio padre: io avevo otto anni, lei 32, con mio fratello piccolo. Da l\u00ec abbiamo ricostruito una nuova vita, piena di conflitti, di assenze, ma anche di forza. Se proprio devo citare una telefonata, \u00e8 quella che in qualche modo mi ha salvato la vita: la sera della prima di Donne con le gonne. Avevo un fortissimo mal di testa, ero stanca, avevo appena finito di girare Parenti serpenti e stavo iniziando un\u2019altra cosa all\u2019alba sulla Pontina. La chiamo e le dico: \u201cMamma, io stasera non vado alla prima, sto male\u201d. Lei mi dice: \u201cNon fare la scema, questo \u00e8 il tuo lavoro: mettiti un tailleur e vai alla prima del tuo film\u201d. Quell\u2019insistenza mi ha portato l\u00ec, e da l\u00ec poi \u00e8 partita tutta la catena di eventi che ha fatto s\u00ec che <strong>l\u2019aneurisma <\/strong>venisse riconosciuto in tempo\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/screenshot_2025_11_21_alle_12.42.56_21124424.jpg\"\/><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019aneurisma ha dovuto ricostruire tutto: quanto ha inciso sulla sua femminilit\u00e0 e sulla sua identit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Quando hai met\u00e0 corpo paralizzato, devi ricostruire tutto<\/strong>. Mi sono svegliata e non c\u2019era pi\u00f9 met\u00e0 del corpo: il braccio, la gamba, il piede\u2026 niente. A 32 anni, nel pieno della vita. <strong>\u00c8 un\u2019offesa fortissima alla femminilit\u00e0<\/strong>, ma non solo alla mia: per chiunque viva una malattia con un esito fisico cos\u00ec importante. La riabilitazione \u00e8 stata lunghissima e, paradossalmente, molto solitaria. All\u2019inizio tutti sono felici di vederti reagire, poi quando vedono che \u201cce la fai\u201d allentano un po\u2019 tutti. Io ho lavorato con fisioterapisti, terapisti, psicologi: la terapia psicologica \u00e8 stata fondamentale. Un recupero non \u00e8 mai solo questione di esercizi: \u00e8 capire cosa succede dentro di te. Capire che non basta fare una cosa dieci volte, ma mille, per anni. E l\u00ec stai gi\u00e0 ricostruendo un\u2019identit\u00e0: scopri che sei capace di insistere, di tenere duro. Anche questo, in qualche modo, \u00e8 figlio di quell\u2019amore per la vita che mi ha trasmesso mia madre\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>In tutto questo, cosa vorrebbe che arrivasse a chi vede il suo spettacolo?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abLa capacit\u00e0 di ridere di noi stesse, sia nell\u2019essere madri che nell\u2019essere figlie.\u00a0Accettare insieme a tua madre o a tua figlia che non ti puoi sottrarre a questo passaggio di consegna e saperne ridere insieme \u00e9 l\u2019atto pi\u00f9 creativo che possiamo fare\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: sabato 22 novembre 2025, 07:03&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                    &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; Cinzia Leone torna in scena con uno spettacolo che \u00e8 tutto tranne che \u201cpesante\u201d,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":226988,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,134551,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-226987","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-cinzia-leone","11":"tag-entertainment","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115592783910452249","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=226987"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226987\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=226987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=226987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=226987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}