{"id":227059,"date":"2025-11-22T10:58:33","date_gmt":"2025-11-22T10:58:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227059\/"},"modified":"2025-11-22T10:58:33","modified_gmt":"2025-11-22T10:58:33","slug":"la-riscoperta-di-bartolomeo-cesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227059\/","title":{"rendered":"La riscoperta di Bartolomeo Cesi"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1846p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Redazione <\/a><br \/>\n                    , scritto il 21\/11\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:  <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/2c-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/cinquecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cinquecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/bologna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bologna<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> <\/p>\n<p>\n                Una grande mostra monografica nel\u00a0Museo Civico Medievale\u00a0di\u00a0Bologna\u00a0riporta l\u2019attenzione su Bartolomeo Cesi, protagonista della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento. Oltre trenta opere ricostruiscono la sua evoluzione e il dialogo con il naturalismo carraccesco nel contesto del Giubileo 2025.            <\/p>\n<p><a name=\"docs-internal-guid-60adce38-7fff-57c6-8cfb-9a00f9379af9\"\/><a name=\"docs-internal-guid-f56591bb-7fff-c4a0-0bf3-6178f7a899d8\"\/>La prima mostra monografica dedicata a <strong>Bartolomeo<\/strong> <strong>Cesi <\/strong>(Bologna, 1556 &#8211; ivi, 1629), aperta dal 22 novembre 2025 al 22 febbraio 2026 nel Lapidario del <strong>Museo Civico Medievale<\/strong> di <strong>Bologna<\/strong>, propone una revisione ampia e documentata della figura del pittore bolognese, attivo tra la seconda met\u00e0 del <strong>Cinquecento<\/strong> e i primi decenni del <strong>Seicento<\/strong>. L\u2019esposizione Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci, curata da <strong>Vera<\/strong> <strong>Fortunati<\/strong> e realizzata dal Comune di Bologna con i Musei Civici, la Biblioteca dell\u2019Archiginnasio e l\u2019Arcidiocesi di Bologna, si inserisce nel programma del Giubileo 2025, con la collaborazione dei Musei nazionali di Bologna e la main partnership di Gruppo Hera. Il percorso intende restituire il ruolo di Cesi all\u2019interno della vivace geografia artistica cittadina in un\u2019epoca segnata dal confronto serrato con la rivoluzione naturalistica dei Carracci. Il pittore, noto soprattutto per opere di destinazione religiosa, elabor\u00f2 un linguaggio autonomo, distante dal naturalismo diretto dei tre cugini e orientato verso una dimensione meditativa, costruita attraverso figure immobili, cromie intense ma calibrate e paesaggi isolati. La critica ha spesso sottolineato come la sua produzione anticipi la ricerca di un ideale sovrasensibile che trover\u00e0 pieno sviluppo nella pittura di <strong>Guido<\/strong> <strong>Reni<\/strong>, suggerendo una poetica in cui la contemplazione supera l\u2019osservazione del reale.<\/p>\n<p>\u201cCi sono perle del nostro patrimonio artistico che restano ancora oggi da scoprire. La mostra\u00a0Bartolomeo Cesi (1556 \u2013 1629)\u201d, afferma <strong>Daniele<\/strong> <strong>Del<\/strong> <strong>Pozzo<\/strong>, Assessore alla Cultura Comune di Bologna. \u201cPittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci\u00a0\u00e8\u00a0la prima monografica dedicata al pittore e ha il merito indiscusso di portare in luce e restituire alla giusta attenzione un protagonista di assoluto rilievo della scena artistica bolognese della Controriforma. La mostra toccher\u00e0 pi\u00f9 luoghi e costituir\u00e0 un percorso diffuso in citt\u00e0 e costituisce di fatto un sistema virtuoso di lavoro comune, coordinato dal Comune di Bologna in stretta e pregevole collaborazione con la Curia Arcivescovile di Bologna, la Pinacoteca nazionale di Bologna, l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, oltre a sponsor, istituti e organizzazioni pubbliche e private della citt\u00e0. Un deciso investimento di risorse \u2013 economiche certo, ma anche di fondamentali competenze professionali e di passione umana \u2013 che ha consentito anche di restaurare, in occasione della mostra, tre opere dell\u2019artista; una vera e propria azione di cura del nostro comune patrimonio artistico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl genio artistico di Bartolomeo Cesi\u201d, afferma Mons. <strong>Stefano<\/strong> <strong>Ottani<\/strong>, Arcidiocesi di Bologna, \u201cla sua personale spiritualit\u00e0 e anche la docilit\u00e0 ai principi del cardinale Paleotti, lo rendono un modello di artista \u201criformato\u201d, non \u201ccontro\u201d altre proposte artistiche: una nuova sintesi capace di ricapitolare tempo e spazio nell\u2019essenzialit\u00e0. Occorre fermarsi in silenzio, meditando e pregando, davanti alle sue opere per esserne misteriosamente coinvolti, per essere attratti oltre il visibile e il presente\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Vedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-allestimento-2.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nVedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Vedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-allestimentojpg.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nVedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Vedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-allestimento-3.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nVedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Vedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-allestimento-4.jpg\" width=\"750\" height=\"1000\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nVedute dell\u2019allestimento della mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell\u2019et\u00e0 dei Carracci presso il Museo Civico Medievale di Bologna&#13;<\/p>\n<p>La mostra assume anche un ruolo operativo sul patrimonio cittadino grazie agli interventi di restauro promossi dal Comune di Bologna su quattro opere di difficile accessibilit\u00e0. Rientrano in questa cornice la Trinit\u00e0 e Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano, proveniente dal Policlinico Sant\u2019Orsola; la pala Madonna con il Bambino in gloria e i santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco dalla chiesa di San Giacomo Maggiore; San Benedetto seduto della Citt\u00e0 metropolitana di Bologna e San Francesco in preghiera dei Frati Minori Cappuccini. Le operazioni costituiscono un apporto sostanziale alla valorizzazione del patrimonio religioso bolognese, tuttora radicato nei luoghi di origine. La ricezione critica di Cesi ha conosciuto diverse fasi. Storici come Malvasia e Lanzi lo considerarono una figura di raccordo tra manierismo e naturalismo, capace di conciliare modelli aggiornati con elementi ancora legati a un lessico precedente. Lanzi, nella Storia pittorica dell\u2019Italia, riprese apprezzamenti gi\u00e0 formulati da Malvasia, sottolineando la sua capacit\u00e0 di offrire un linguaggio misurato, nitido e incline alla verit\u00e0 del naturale. Nel Novecento, anche grazie al contributo di Alberto Graziani, si \u00e8 consolidata l\u2019idea di Cesi come interprete della Controriforma, attento alla chiarezza narrativa e alla capacit\u00e0 di coinvolgere emotivamente lo spettatore senza ricorrere a toni drammatici.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo prende in esame il periodo pi\u00f9 fecondo dell\u2019artista, compreso tra il 1585 e il 1597, quando Cesi si confront\u00f2 con le innovazioni introdotte dai Carracci elaborando una sintesi personale tra tradizione e nuovi orientamenti. Oltre trenta opere, tra dipinti, disegni e pale d\u2019altare, compongono un itinerario articolato in cinque nuclei tematici: formazione, ritratti, disegni, pale d\u2019altare e cicli certosini. La sezione dedicata alla formazione presenta il contesto culturale bolognese della fine del Cinquecento, segnato dall\u2019azione riformatrice del cardinale Gabriele Paleotti e dal clima religioso promosso dal pontificato di papa Gregorio XIII, originario di Bologna. Il Discorso sulle immagini sacre e profane pubblicato da Paleotti nel 1582 influenz\u00f2 profondamente l\u2019ambiente artistico locale, promuovendo un\u2019idea di immagine sacra come strumento di edificazione spirituale e mediazione didattica. Cesi, allievo del Nosadella (Giovanni Francesco Bezzi) e formatosi all\u2019interno della tradizione bolognese, rispose a queste sollecitazioni con particolare attenzione, come dimostrano gli interventi nella cattedrale di San Pietro tra il 1579 e il 1585, purtroppo quasi del tutto perduti.<\/p>\n<p>La sezione dei ritratti riunisce quattro delle dieci opere attribuite all\u2019artista, evidenziando la sua capacit\u00e0 di indagare l\u2019interiorit\u00e0 dei soggetti effigiati. Il Ritratto di gentiluomo venticinquenne con la spada del 1585, conservato a Imola, rappresenta un punto di riferimento nella definizione del suo stile ritrattistico. Accanto a questo dipinto \u00e8 esposto il Ritratto di frate del 1592, caratterizzato da una maggiore aderenza al vero, e il Ritratto di certosino in veste di Dionisio Cartusiano, piccolo dipinto nel quale la figura appare immersa in una dimensione introspettiva che richiama l\u2019ambiente monastico certosino, destinato a diventare centrale nel percorso di Cesi. Il disegno costituisce un ambito essenziale della sua attivit\u00e0: Cesi si dedic\u00f2 allo studio dal vero, adottando un metodo di lavoro vicino a quello dei giovani Carracci. Le opere grafiche esposte testimoniano una progettazione articolata, nutrita da riferimenti eterogenei che spaziano da <strong>Raffaello<\/strong> e <strong>Correggio<\/strong> fino ai riformati toscani e ai senesi barocceschi. I ritratti di giovani colti dal vero, utilizzati poi come base per figure di santi o profeti, evidenziano l\u2019intenzione di fondere osservazione e idealizzazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, in Carlo Cesare Malvasia, Felsina pittrice, In Bologna, per l'erede di Domenico Barbieri (1678, v. 1, p. 316; Bologna, Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, SORBELLI. B. 66 \/1)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ritratto-bartolomeo-cesi-1.jpg\" width=\"750\" height=\"828\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, in Carlo Cesare Malvasia, Felsina pittrice, In Bologna, per l\u2019erede di Domenico Barbieri (1678, v. 1, p. 316; Bologna, Biblioteca comunale dell\u2019Archiginnasio, SORBELLI. B. 66 \/1)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Miniatore bolognese, Antifonario con le parti del Proprio della messa di San Benedetto (Membranaceo, corale 1572; Bologna, Museo Civico Medievale, ms. c. 19v)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-miniatore-bolognese-1.jpg\" width=\"750\" height=\"962\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMiniatore bolognese, Antifonario con le parti del Proprio della messa di San Benedetto (Membranaceo, corale 1572; Bologna, Museo Civico Medievale, ms. c. 19v)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, La Trinit\u00e0 e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano (1583-1585; olio su tela, 213 x 147 cm; Bologna, IRCCS - Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico di Sant\u2019Orsola)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-trinita-vergine-adorate-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1095\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, La Trinit\u00e0 e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano (1583-1585; olio su tela, 213 x 147 cm; Bologna, IRCCS &#8211; Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna &#8211; Policlinico di Sant\u2019Orsola)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, Crocifisso e i Santi Andrea, Pietro Toma e Paolo (1584-1585; olio su tela, 375 x 217 cm; Bologna, basilica di San Martino Maggiore, inv. 10051)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-crocifisso-santi-andrea-pietro-toma-paolo-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1301\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, Crocifisso e i Santi Andrea, Pietro Toma e Paolo (1584-1585; olio su tela, 375 x 217 cm; Bologna, basilica di San Martino Maggiore, inv. 10051)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi San Benedetto ascolta la celeste armonia (1588-1590 circa; olio su tela, 290 x 186 cm; Bologna, chiesa di San Procolo, inv. 10058)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-san-benedetto-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1098\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, San Benedetto ascolta la celeste armonia (1588-1590 circa; olio su tela, 290 x 186 cm; Bologna, chiesa di San Procolo, inv. 10058)&#13;<\/p>\n<p>La sezione successiva raccoglie alcune tra le pale d\u2019altare pi\u00f9 rilevanti. In queste opere Cesi interpreta il naturalismo carraccesco rinunciando per\u00f2 agli aspetti pi\u00f9 quotidiani della rappresentazione, privilegiando invece un registro contemplativo. Il confronto, implicito ma evidente, emerge rispetto alla pala dell\u2019<strong>Annibale<\/strong><strong> <\/strong><strong>Carracci<\/strong> del 1583 in Santa Maria della Carit\u00e0, considerata scandalo per il suo linguaggio diretto. Cesi, al contrario, nelle sue opere tende a un equilibrio fra tradizione accademica e adesione al vero, come nella pala con il Crocifisso con i Santi Andrea, Pietro, Toma e Paolo, realizzata tra il 1584 e il 1585 per la basilica di San Martino Maggiore.<\/p>\n<p><a name=\"docs-internal-guid-0f2adf81-7fff-26b3-c7b9-79264b9d8820\"\/>Tra i lavori pi\u00f9 importanti spiccano le opere eseguite per la chiesa di San Procolo, tra cui San Benedetto ascolta la celeste armonia e San Benedetto seduto, dipinti che uniscono monumentalit\u00e0, attenzione al paesaggio e adesione al dettato post-tridentino. L\u2019apice della maturit\u00e0 cesiana viene individuato nella pala della Madonna con il Bambino in gloria e i santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco, destinata alla cappella Paleotti in San Giacomo Maggiore, considerata dalla critica un esempio emblematico della pittura controriformata bolognese. Gli anni Novanta del Cinquecento segnano anche il profondo legame tra Cesi e l\u2019Ordine certosino. Il ciclo per la cappella maggiore della chiesa di San Girolamo della Certosa, realizzato tra il 1593 e il 1597, rappresenta uno dei vertici della pittura bolognese del periodo. Le tre grandi tele dedicate ai momenti culminanti della Passione, collocate originariamente nel coro dei monaci, mostrano una costruzione visiva rigorosa, arricchita dalla presenza delle figure certosine collocate nelle nicchie dipinte.<\/p>\n<p>Il complesso, oggi considerato un caposaldo della pittura post-tridentina, \u00e8 presentato in mostra insieme alle due tele di <strong>Ludovico Carracci<\/strong> per le pareti opposte del coro, la Flagellazione e Ges\u00f9 Cristo incoronato di spine, realizzate tra il 1597 e il 1599. Il confronto mette in luce due approcci divergenti: la crudezza realistica di Ludovico, non sempre gradita dai religiosi, e la scelta di Cesi per un linguaggio pi\u00f9 composto e meditativo. Il percorso espositivo \u00e8 affiancato da un\u2019esperienza digitale accessibile tramite l\u2019app MuseOn, che permette di approfondire 23 opere della mostra attraverso testi e contenuti audio in italiano e inglese. Una ricostruzione in realt\u00e0 virtuale consente inoltre di rivedere le Storie della Vergine affrescate da Cesi nella cappella di Santa Maria dei Bulgari all\u2019Archiginnasio, perdute nel bombardamento del 1944 e ora ricreate grazie alle fotografie di <strong>Felice<\/strong> <strong>Croci<\/strong>. L\u2019intervento si inserisce nel progetto <strong>SIMBOLO<\/strong><strong>\u00a0&#8211; Il sistema digitale dei Musei Civici di Bologna verso il futuro<\/strong>, sostenuto dai fondi europei PR-FESR 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna.<\/p>\n<p><a name=\"docs-internal-guid-2bf04ce1-7fff-ff83-122f-94d05ab17e72\"\/>\u201cLa mostra dedicata a Bartolomeo Cesi\u201d, continua <strong>Costantino D\u2019Orazio<\/strong>, Direttore ad interim\u00a0 Musei nazionali di Bologna &#8211; Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, \u201cha visto subito la Pinacoteca nazionale di Bologna partecipare con grande entusiasmo, non solo perch\u00e9 l\u2019iniziativa permette di valorizzare alcuni capolavori presenti all\u2019interno del museo, che il pubblico potr\u00e0 ammirare con ancora maggiore attenzione e consapevolezza, ma anche perch\u00e9 lo spirito di collaborazione tra le istituzioni bolognesi risponde perfettamente alla missione del nostro Istituto. Un museo nazionale \u00e8 custode di un patrimonio che corrisponde all\u2019identit\u00e0 culturale di un territorio, con il quale deve sempre connettersi e per il quale deve lavorare, al fine di contribuire allo sviluppo sociale del contesto in cui \u00e8 inserito\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, Cristo crocefisso con la Madonna, san Giovanni evangelista e santa Maria Maddalena (1595; olio su tela, 550 x 217 cm; Bologna, chiesa di San Girolamo della Certosa, abside)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-crocifissione-madonna-san-giovanni-evangelista-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1704\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, Cristo crocefisso con la Madonna, san Giovanni evangelista e santa Maria Maddalena (1595; olio su tela, 550 x 217 cm; Bologna, chiesa di San Girolamo della Certosa, abside)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, Madonna con il Bambino in gloria con i Santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco (1595-1598; olio su tela, 288 x 191 cm; Bologna, chiesa di San Giorgio Maggiore Propriet\u00e0 Fondo Edifici di Culto del Ministero dell\u2019Interno)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-madonna-bambino-santi-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1127\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, Madonna con il Bambino in gloria con i Santi Benedetto, Giovanni Battista e Francesco (1595-1598; olio su tela, 288 x 191 cm; Bologna, chiesa di San Giorgio Maggiore Propriet\u00e0 Fondo Edifici di Culto del Ministero dell\u2019Interno)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, Orazione nell'orto (1597-1600 circa (?); olio su tela, 140 x 160 cm; Bologna, Arcadia Preziosi di Luca Mazzoni)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-orazione-nell-orto-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1910\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, Orazione nell\u2019orto (1597-1600 circa (?); olio su tela, 140 x 160 cm; Bologna, Arcadia Preziosi di Luca Mazzoni)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Bartolomeo Cesi, Adorazione dei Magi (1595; olio su tela; Bologna, Basilica di San Domenico, abside, parete di fondo (gi\u00e0 cappella Grimaldi))\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/bartolomeo-cesi-adorazione-dei-magi-1.jpg\" width=\"750\" height=\"715\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nBartolomeo Cesi, Adorazione dei Magi (1595; olio su tela; Bologna, Basilica di San Domenico, abside, parete di fondo (gi\u00e0 cappella Grimaldi))&#13;<\/p>\n<p>\u201cAvevo vent\u2019anni\u201d, sostiene <strong>Vera<\/strong> <strong>Fortunati<\/strong>, gi\u00e0 Professoressa Ordinaria di Storia dell\u2019Arte Moderna Alma Mater Studiorum &#8211; Universit\u00e0 di Bologna e curatrice mostra, \u201cquando, nel primo esame universitario di Storia dell\u2019Arte medioevale e moderna, portando come programma anche il catalogo della mostra Maestri della pittura del Seicento emiliano (1959) ho conosciuto Bartolomeo Cesi attraverso le schede di alcuni suoi dipinti curate da Francesco Arcangeli. Sono rimasta affascinata dalla personalit\u00e0 di questo pittore che mi apparve profondamente diverso da tutti gli altri. Un amore giovanile che \u00e8 cresciuto nel tempo tanto che, dopo la mostra su Lavinia Fontana del 1994, ho presentato un progetto dedicato a Cesi e al contesto storico artistico bolognese di maturo Cinquecento, progetto che non ha trovato il consenso e l\u2019appoggio delle istituzioni cittadine. Infine \u00e8 stata la conoscenza della bella tesi di dottorato sulle pitture di Bartolomeo Cesi della giovane studiosa Flavia Cristalli (Scuola Normale di Pisa) a convincermi che forse era giunto il momento per un dialogo fra studiosi diversi, per generazione e formazione, su questo straordinario artista. In questo contesto \u00e8 nato il mio nuovo progetto che ha voluto privilegiare il periodo pi\u00f9 felice della produzione di Cesi (1585-1597 circa) quando Bartolomeo, confrontandosi con l\u2019innovativo sperimentalismo dei coetanei Carracci, approda ad un sublime classicismo naturalistico: un\u2019alta qualit\u00e0 figurativa dove l\u2019arte si inabissa in un percorso di silenzio e di preghiera proprio degli ordini monastici con cui il pittore ama lavorare\u201d.<\/p>\n<p>La rassegna trova un completamento naturale nelle sale della <strong>Pinacoteca nazionale di Bologna<\/strong>, dove il percorso espositivo recentemente rinnovato permette di confrontare direttamente le opere di Cesi con quelle dei Carracci e di Guido Reni. Qui, dalla Santa Cecilia di Raffaello fino alle grandi pale seicentesche, emerge l\u2019intreccio tra tradizione manierista, riforma carraccesca e spiritualit\u00e0 post-tridentina, elementi fondamentali per comprendere l\u2019opera del pittore bolognese. Il programma della mostra include visite guidate gratuite su prenotazione, attivit\u00e0 per adulti e famiglie, e tre itinerari urbani organizzati da <strong>Fondazione Bologna Welcome<\/strong>, dedicati ai luoghi in cui Cesi lavor\u00f2. Le iniziative mirano a valorizzare il patrimonio cittadino e a favorire una conoscenza diretta delle opere ancora presenti sul territorio. La mostra \u00e8 accompagnata da un <strong>catalogo edito da Silvana Editoriale<\/strong>, con saggi di numerosi studiosi. \u00c8 inoltre disponibile una guida, curata da <strong>Giovanna<\/strong> <strong>Degli Esposti<\/strong>, che presenta le opere di Cesi conservate a Bologna attraverso un itinerario organizzato per tipologia di luogo. L\u2019intero progetto espositivo \u00e8 reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati impegnati nella tutela e promozione della storia artistica cittadina.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra            <\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , scritto il 21\/11\/2025 Categorie: Mostre \/ Argomenti: Seicento &#8211; Cinquecento &#8211; Bologna &#8211; Arte antica&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":227060,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,1611,1610,586,56366,1612,203,204,1537,90,89,6052],"class_list":{"0":"post-227059","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-antica","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-bologna","15":"tag-cinquecento","16":"tag-design","17":"tag-entertainment","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-seicento"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115593001334091995","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=227059"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227059\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/227060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=227059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=227059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=227059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}