{"id":227488,"date":"2025-11-22T17:51:15","date_gmt":"2025-11-22T17:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227488\/"},"modified":"2025-11-22T17:51:15","modified_gmt":"2025-11-22T17:51:15","slug":"fare-figli-fa-vivere-meno-solo-in-un-caso-spiegano-gli-scienziati-alanews","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227488\/","title":{"rendered":"Fare figli fa vivere meno? Solo in un caso, spiegano gli scienziati &#8211; alanews"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"787\" data-end=\"1480\">Da anni circola la convinzione che la <strong data-start=\"825\" data-end=\"839\">gravidanza<\/strong> e l\u2019<strong data-start=\"844\" data-end=\"860\">allattamento<\/strong> possano sottrarre anni di vita alle madri, un tema che la scienza ha affrontato pi\u00f9 volte senza trovare un consenso definitivo. Gli studi pi\u00f9 recenti hanno dimostrato che la gravidanza accelera l\u2019invecchiamento cellulare, ma si tratta di un effetto <strong data-start=\"1110\" data-end=\"1125\">reversibile<\/strong>, mentre le ricerche sulla longevit\u00e0 delle madri hanno spesso dato risultati contraddittori. Un nuovo lavoro pubblicato su <strong data-start=\"1248\" data-end=\"1268\">Science Advances<\/strong>, basato sull\u2019analisi di <strong data-start=\"1293\" data-end=\"1319\">4.500 donne finlandesi<\/strong> vissute nell\u2019arco di <strong data-start=\"1341\" data-end=\"1353\">250 anni<\/strong>, offre per\u00f2 un quadro pi\u00f9 chiaro: non sono i figli a ridurre la vita delle madri, ma le condizioni in cui quelle madri vivono.<\/p>\n<p>Quando non c\u2019\u00e8 abbastanza cibo: come carestia, gravidanza e allattamento modificano il destino biologico delle madri<\/p>\n<p data-start=\"1609\" data-end=\"2236\">Il punto centrale emerso dai dati \u00e8 che il rapporto tra <strong data-start=\"1665\" data-end=\"1681\">riproduzione<\/strong> e <strong data-start=\"1684\" data-end=\"1707\">aspettativa di vita<\/strong> non \u00e8 universale, ma dipende dal contesto. Le ricercatrici e i ricercatori hanno confrontato le vite delle donne vissute prima, durante e dopo la <strong data-start=\"1854\" data-end=\"1898\">grande carestia finlandese del 1866-1868<\/strong>, un evento drammatico che provoc\u00f2 la morte di <strong data-start=\"1945\" data-end=\"1964\">270.000 persone<\/strong>, circa l\u20198% della popolazione dell\u2019epoca. \u00c8 proprio in questi anni di estrema povert\u00e0 alimentare che il legame tra figli e riduzione della longevit\u00e1 \u00e8 emerso con forza: le madri che ebbero figli durante la carestia vivevano in media <strong data-start=\"2198\" data-end=\"2235\">sei mesi in meno per ogni nascita<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"2238\" data-end=\"2956\">Il motivo biologico \u00e8 diretto e intuitivo. La gravidanza e l\u2019allattamento richiedono un enorme <strong data-start=\"2333\" data-end=\"2357\">dispendio energetico<\/strong>, e quando l\u2019alimentazione \u00e8 insufficiente l\u2019organismo deve comunque trovare il modo di sostenere il feto prima e il neonato poi. La madre, di conseguenza, sacrifica parte del proprio <strong data-start=\"2541\" data-end=\"2563\">metabolismo basale<\/strong>, la quantit\u00e0 minima di energia necessaria per mantenere le funzioni vitali. In altre parole, se le calorie non bastano per tutti, il corpo della madre deve \u201cspostare\u201d energia vitale verso la gestazione e la produzione di latte, sottraendola a funzioni essenziali. Questo compromette i processi fisiologici, accresce lo stress cellulare e, nel lungo periodo, pu\u00f2 ridurre l\u2019aspettativa di vita.<\/p>\n<p data-start=\"2958\" data-end=\"3574\">Lo studio mostra chiaramente che questo effetto non si osserva nelle madri che vissero in condizioni alimentari normali, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo la carestia. Il fatto che la riduzione della longevit\u00e0 emerga solo in contesti di <strong data-start=\"3178\" data-end=\"3195\">malnutrizione<\/strong> dimostra che non sono i figli in s\u00e9 a \u201cconsumare\u201d la vita delle madri, ma il costo energetico della riproduzione quando il cibo non basta. Un\u2019interpretazione che, oltre a essere coerente con la fisiologia, spiega anche perch\u00e9 le ricerche precedenti presentavano risultati cos\u00ec diversi: erano state condotte in epoche, societ\u00e0 e condizioni nutrizionali molto differenti tra loro.<\/p>\n<p data-start=\"2958\" data-end=\"3574\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-260030\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mamme_figli_mamma.jpeg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\"  \/><\/p>\n<p>Cosa significa oggi: perch\u00e9 nei Paesi ricchi i figli non accorciano la vita delle madri (e anzi il divario con gli uomini aumenta)<\/p>\n<p data-start=\"3717\" data-end=\"4395\">Applicare questi dati al presente significa riconoscere che, nelle societ\u00e0 occidentali contemporanee, la maternit\u00e0 <strong data-start=\"3832\" data-end=\"3868\">non riduce l\u2019aspettativa di vita<\/strong>, a meno di condizioni estreme come guerre, povert\u00e0 severa o malnutrizione cronica. In un contesto in cui la disponibilit\u00e0 di cibo \u00e8 stabile e il numero medio di figli per donna \u00e8 basso, il \u201ccosto riproduttivo\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 contenuto rispetto al passato. La fisiologia resta la stessa, ma l\u2019ambiente cambia tutto. Per questo motivo le donne che oggi hanno uno, due o tre figli non vivono meno, e gli studi confermano che eventuali accelerazioni dell\u2019invecchiamento dovute alla gravidanza vengono riassorbite nei mesi successivi.<\/p>\n<p data-start=\"4397\" data-end=\"5153\">L\u2019analisi degli studiosi suggerisce anche un\u2019altra implicazione interessante: la forte riduzione del costo energetico della maternit\u00e0 potrebbe contribuire al <strong data-start=\"4555\" data-end=\"4579\">divario di longevit\u00e0<\/strong> tra uomini e donne. Le donne vivono in media pi\u00f9 a lungo degli uomini, e se in passato la riproduzione rappresentava un rischio significativo per la vita femminile \u2014 specialmente in societ\u00e0 con molte nascite e scarse risorse \u2014 oggi questo effetto \u00e8 quasi scomparso. A questo si aggiungono fattori ben documentati: gli uomini hanno storicamente una maggiore propensione al <strong data-start=\"4952\" data-end=\"4960\">fumo<\/strong>, all\u2019<strong data-start=\"4966\" data-end=\"4975\">alcol<\/strong> e a comportamenti pi\u00f9 rischiosi per la salute. Il risultato \u00e8 che, nei Paesi sviluppati, le donne superano gli uomini in termini di aspettativa di vita in modo sempre pi\u00f9 netto.<\/p>\n<p data-start=\"5155\" data-end=\"5937\">Un altro dato emerso dallo studio riguarda le famiglie molto numerose: un numero <strong data-start=\"5236\" data-end=\"5262\">molto elevato di figli<\/strong>, superiore ai cinque, pu\u00f2 ancora influire negativamente sulla longevit\u00e0 della madre, ma si tratta di un fenomeno sempre pi\u00f9 raro nella maggior parte delle societ\u00e0 occidentali. Il quadro generale \u00e8 quindi chiaro: la longevit\u00e0 delle madri \u00e8 profondamente legata al contesto, non necessariamente al numero di figli. La maternit\u00e0, se sostenuta da un adeguato apporto nutrizionale e da un contesto sanitario stabile, non accorcia la vita e pu\u00f2 convivere con una qualit\u00e0 dell\u2019esistenza alta e duratura. \u00c8 un ribaltamento importante rispetto a ci\u00f2 che si \u00e8 creduto per secoli, e dimostra come l\u2019interazione tra biologia e ambiente continui a modellare il destino delle generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da anni circola la convinzione che la gravidanza e l\u2019allattamento possano sottrarre anni di vita alle madri, un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":227489,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-227488","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115594624268626931","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=227488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227488\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/227489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=227488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=227488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=227488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}